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Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione qualità prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile

sabato 5 dicembre 2009

Dicembre 2009 Feste, Sagre e mercatini di Natale nel Lazio e nella Tuscia Viterbese

Dicembre, si avvicinano le feste religiose e il capodanno, il nostro tempo sarà dedicato agli acquisti di Natale e, volendo potremo distrarci visitando mercatini, sagre paesane o, se piace, i tanti Presepi viventi dellanostra regione. Un elenco di suggerimenti per voi:
Dicembre e fino al 6 gennaio 2010, a Palazzo Valentini, Roma - L’"Enoteca Provincia Romana" http://castelli-romani.mondodelgusto.it/2009/11/25/enoteca-provincia-romana-enogastronomia-solidarieta-pro-africa-palazzo-valentini-roma/
5 e 6 dicembre 2009 festa dell’olio nuovo 2009 Canneto Sabino http://www.gosabina.com/news/2009/10/21/festa-dell-olio-nuovo-2009-canneto-sabino-5-e-6-dicembre-2009/1676.asp
5-6-8 Dicembre 2009 Città di Tivoli Vicoli in Festa - http://www.tibursuperbum.it/forum/viewtopic.php?p=3425&sid=cb8b699566c384f22032ea0b4e17b0df
6 Dicembre 2009, 6 Gennaio 2010 Monte Porzio catone (RM) XIIA mostra dell’ arte presepiale http://www.italianodoc.com/eventi/2009/monteporzio.mostra.arte.presepiale.htm
Martedì 6 dicembre 2009; "Sagra della polenta con salsicce" : Montopoli di Sabina (Ri) www.gosabina.com
dal 6 dicembre 2009 al 6 gennaio 2010 a Bellegra (rm) il mercatino di natale 3°edizione http://www.comune.bellegra.roma.it/natale2009.html
Da lunedì 7 dicembre 2009 a martedì 8 dicembre 2009 Festa della Bisagra a Bellegra (Roma) http://www.comune.bellegra.roma.it/natale2009.html
lunedì 7 dicembre 2009 Orte (VT) Orte in cantina http://www.folclore.eu/It/Eventi/Evento.asp?Id=4018
martedì 8 dicembre 2009 Sagra della polenta a Montopoli Di Sabina (Rieti) tp://www.folclore.eu/It/Eventi/Evento.asp?Id=3567
8 Dicembre 2009 Petrella Salto - Sagra de Lu Cucchiarellu Festa dell'Immacolata Concezione - distribuzione del "Cacchiarello" e del fagioli
http://www.comune.petrellasalto.ri.it/cultura/Tradizioni%20e%20Manifestazioni/Tradizioni%20e%20Manifestazioni.html
8 Dicembre a Passo Corese Mercatino dell'antiquariato ed artigianato http://www.gosabina.com/news/2009/11/07/mercatino-dell-antiquariato-ed-artigianato-8-dicembre-a-passo-corese/1702.asp
8 dicembre 2009 Lariano Sagra del pangiallo e gnocchi al sugo di castrato - nel pomeriggio caldarroste - e musica dal vivo - http://www.prolocoriano.it/asp/news/notizia.asp?ID=47
8-20 dicembre A Vignanello (Viterbo) - Natale a Vignanello http://www.tuttelesagre.it/prodotti_tipici/1334/1284/Natale_a_Vignanello.html
Sabato 12 dicembre 2009; "Sagra della salsiccia"; Prossedi (Lt):
http://www.prossedi.net/www/
Dal 15 Dicembre Presepi viventi nella Tuscia Viterbese Natale 2009 http://viterbolazio.blogspot.com/2008/12/solo-24-presepi-viventi-natale-fra.html
Da venerdì 18 dicembre 2009 a domenica 20 dicembre 2009 Sagra dell'olio e dei fagioli del purgatorio a Gradoli (Viterbo) http://www.folclore.eu/It/Eventi/Evento.asp?Id=3087
24 dicembre - 6 gennaio 2010 Greccio Rievocazione Storica del primo presepe del mondo (1223) http://www.gosabina.com/news/2009/10/16/rievocazione-storica-del-primo-presepe-del-mondo-1223-greccio-24-dicembre-6-gennaio/1670.asp
20 Dicembre 2009 (Roma) Canale Monterano Mercatino di Natale http://www.bevitalia.it/news/mercatino-di-natale-canale-monterano-20-12-2009-rm.html
Dal 26 dicembre 2009 al 03 gennaio 2010 Comune di Arcinazzo Romano Piazza Santa Lucia 00020 - Arcinazzo Romano (RM) Presepe Vivente http://cervara-di-roma.virgilio.it/eventi/presepe-vivente_1143361_6?catLevel=&idx=8&category=EVENTI-%3EEvento-%3ESagre&soloCategoria=Sagre&data=2009-12-04&qs=&dv=058028&st=L&sc=eventi&tp=I&ofs=

lunedì 23 novembre 2009

L’anidride solforosa nel vino ancora indispensabile ma ….. non salutare!

Spesso mi vengono chiesti “lumi” sull’anidride solforosa e i suoi effetti sul vino e sulla nostra salute. Premesso che non sono un enologo ma un semplice Sommelier vorrei con parole piuttosto semplici schematizzare la necessità dell’uso e le problematiche sull’esistenza dell’anidride solforosa (SO2) nel vino. L’impiego dell’anidride solforosa è una realtà nella pratica enologica ed è ammessa in tutti i paesi produttori di vino.
L'impiego di SO2 si rivela fondamentale sia nel processo fermentativo, sia nella conservazione dei vini, particolarmente quelli bianchi, in quanto non possono conservarsi, almeno secondo le attuali pretese dei consumatori, solo per l'azione dell'etanolo, dato che questo alcool, può preservare il vino da alcuni microrganismi deleteri, ma non dalle ossidazioni.
Comunque, nonostante la sua utilità sul piano tecnico, è noto che l’anidride solforosa ha sull’uomo un’azione tossica che ne limita l’impiego. Vediamone le proprietà, la composizione, le possibile alternative.
Le proprietà
L'anidride solforosa è un conservante che viene impiegato in enologia già dalla fine del XVIII secolo. Le sue proprietà sono molteplici, e pertanto il suo impiego in cantina è divenuto oggi pressoché indispensabile. In particolare:
Antisettico
L' anidride solforosa è in grado di inibire lo sviluppo di molti microrganismi, in quanto penetra la parete cellulare dei microrganismi ed attraverso alcuni enzimi ne inibisce l'attività. Questo effetto è indubbiamente maggiore sui batteri rispetto ai lieviti. Più precisamente le azioni che svolge sono:
- Azione selezionatrice della microflora dei mosti in quanto ha la capacità di selezionare positivamente i lieviti, favorendo lo sviluppo di Saccharomyces Cervisiae, e al contempo elimina i lieviti apiculati. Se le dosi sono elevate, si ottiene il "mosto muto" così chiamato perché non fermentescibile, in quanto le attività dei micorganismi sono bloccate.
- Azione antimicrobica nella conservazione dei vini. L'effetto di questa azione è sinergico con l'effetto inibente dell'alcool etilico, il quale agisce sui microbi disidratandone la parete cellulare. Questa importante azione evita l'intorbidamento di natura microbica dei vini in bottiglia.
Antiossidante
L'SO2 è un antiossidante che combina in presenza di catalizzatori, l'ossigeno disciolto. Questa lenta reazione consente di proteggere i vini da ossidazioni di natura chimica, come ad esempio l'ossidazione di alcuni polifenoli e di alcune sostanze aromatiche. Inoltre questa proprietà previene la maderizzazione dei vini, mantenendo un livello di ossidoriduzione sufficientemente basso da favorire lo sviluppo delle sensazioni organolettiche nella fase di invecchiamento.
Antiossidasico
Questa proprietà inibisce l'effetto, e talvolta ne determina la distruzione, degli enzimi ossidasici nel mosto. L'anidride solforosa riesce ad attuare un'azione frenante nei confronti di questi enzimi, e ne risulta, pertanto, una valida protezione per i mosti dalle ossidazioni prefermentative. Un altro beneficio apportato consiste nel proteggere, in particolar modo i vini bianchi, dall'eventuale casse ossidasica.
Solubilizzante
L'anidride solforosa, a contatto con le bucce, favorisce la diffusione delle sostanze coloranti favorendo così la fuoriuscita degli antociani, pigmenti presenti nelle uve rosse che determinano il colore dei vini rossi.
Combinante
Un impiego calibrato dell'SO2 migliora le qualità olfattive e gustative dei vini, in quanto questo conservante si combina con alcune sostanze di odore o sapore pungente, come l'acetaldeide e l'acido piruvico, rendendoli non più percettibili all'assaggio.
Chiarificante
L'SO2 ha infine una blanda azione chiarificante, in quanto favorisce la coagulazione delle sostanze colloidali, incrementando il fenomeno della precipitazione spontanea delle fecce.
La composizione chimica dell'anidride solforosa
E' bene sapere che l'SO2 che si aggiunge ai mosti e, soprattutto, ai vini, va incontro ad una serie complicata di reazioni, per cui in breve tempo, la maggior parte di essa reagisce con alcune sostanze presenti, unendosi ad esse per formare dei composti di addizione (solforosa combinata), incapaci di esplicare quelle proprietà utili di cui abbiamo parlato. E' solo quella porzione che non si combina (solforosa libera) che ha importanza per la conservazione del vino dalle alterazioni ossidative o da parte dei micorganismi. L’anidride solforosa si trova – quindi - sotto due forme, libera e combinata, dalla cui somma si ottiene la solforosa totale.
La frazione libera è quella più importante in quanto responsabile della funzione antisettica e antiossidante, e meno dannosa perché volatilizza; quella combinata si fissa ai composti aldeidici presenti nel vino, e si può considerare come una riserva di quella libera, che tende a diminuire nel tempo. La frazione libera è in equilibrio con quella combinata e la quantità fissata dipende essenzialmente da come vengono lavorate le uve e dalla qualità delle stesse. Un bravo vignaiolo riesce ad avere tanta libera e poca combinata, a parità di solforosa totale. E' importante tenere presente che l'anidride solforosa libera ha maggior efficacia sui vini con pH più basso, e quindi nei vini con scarsa acidità le dosi da aggiungere saranno proporzionalmente più elevate.
In sintesi è opportuno avere come misura analitica di riferimento un tenore di anidride solforosa libera compresa tra 20-50 mg/l, questo parametro deve intendersi per un vino che abbia un pH prossimo a 3.
In conclusione occorre fare chiarezza sulla presenza di solfiti nei vini. La norma sull’etichettatura non distingue fra solforosa aggiunta e solforosa «naturale», ossia quella prodotta dai lieviti durante la fermentazione.
È noto che Saccharomyces cerevisiae, il lievito principe della fermentazione alcolica, produce sempre solfiti come sottoprodotto del suo metabolismo, in quantità variabili secondo la composizione del mosto, il ceppo di lievito e le condizioni di fermentazione. Anche quando non viene aggiunta solforosa durante la vinificazione quindi, nel vino finale si ritroverà una quantità di solfiti non esogeni che può arrivare e superare, con alcuni ceppi di lievito, i 100 mg/l. Purtroppo, i ceppi di lievito con minore tendenza alla produzione spontanea di solforosa, o addirittura i mutanti incapaci di produrne, si sono dimostrati pessimi fermentatori.Se però produrre vino commercialmente valido senza superare i 10 mg/l si rivela un obiettivo molto ambizioso, le nuove acquisizioni scientifiche e le più moderne pratiche enologiche possono permettere di arrivare in bottiglia con vini molto scarsi in solforosa. Non esiste, per essere chiari, una pratica miracolosa e definitiva, ma possono essere applicate una serie di attenzioni e di scelte operative durante tutto il processo di vinificazione, stoccaggio ed imbottigliamento, che possono sostituire in buona parte gli effetti della solforosa, riducendone la formazione e l’aggiunta a quantità minime. In proposito desidero ricordare i metodi considerati biodinamici che prevederebbero oltre ad uno scrupoloso lavoro in vigneto, un uso molto limitato in cantina (ma spesso anche nullo) dell'anidride solforosa. Indubbiamente, visti gli effetti non benefici sull'organismo umano di questo conservante (se utilizzato in quantità eccessive), sarebbe da ritenersi una buona scelta, ma purtroppo il risultato che si ottiene da questa scelta un po' integralista porta sovente alla produzione di vini con evidenti note ossidative. Circa la metodologia di vinificazione in biodinamica avremo modo di parlare in altra occasione. Spero di essere stato sufficientemente chiaro sulla questione.

mercoledì 18 novembre 2009

Il vino vincitore del nostro test sui vini bianchi preferiti: Il Gewürztraminer (o Traminer aromatico) è il vitigno (e il vino da cui prende il nome)

“Inaspettatamente” nel nostro sondaggio sui vini bianchi preferiti ha vinto il Gewürztraminer, dico inaspettatamente perché - in fin dei conti - è un vino particolare e, solo alcune cantine Alto Atesine raggiungono l’eccellenza. In commercio purtroppo troviamo un mare di Gewürztraminer “farlocchi” prodotti nelle regioni più disparate. Consiglio di indirizzarsi verso gli Alto Atesini e quindi devo ritenere che molti di voi li conoscono visto che lo hanno voluto premiare. Il nostro è un vitigno/vino classificato come aromatico, infatti i vitigni aromatici per definizione sono quattro: Moscato (bianco, giallo, rosa di Scanzo, di Alessandria o Zibibbo), alcune Malvasie, il Brachetto e il Gewurztraminer .Ci sono poi alcuni vitigni chiamati semi-aromatici ma è un’altra cosa (Sauvignon blanc, Cabernet sauvignon, Merlot, Prosecco, Chardonnay, Lagrein ….ecc.).
Origine del termine e zone più vocate di coltivazione:
E’ un vino che amo molto anch’io, le cui origini sono contese tra la Francia (Alsazia), la Germania e il SudTirol. Il più accreditato è – secondo me - quest'ultimo. Il suo è un nome composto: gewürz, participio passato del verbo würzen che in tedesco significa "aromatizzare", e Traminer, nome senza particolare significato se non riconducibile alla cittadina di Tramin in SudTirol. Vitigno che – ribadisco - esprime tutta la sua complessità aromatica e il suo fascino nelle zone italiane dell'Alto Adige e del Trentino. Coltivato anche in Alsazia e Germania è ottimo per la produzione dei famosi Eiswein e Trokenberenauslesen (vini di ghiaccio e vini dolci provenienti da vendemmie più o meno tardive). L'appellativo "aromatico" sottolinea l'accentuata intensità del profumo e del gusto di questo vino ottenuto dalle uve dell'omonimo vitigno, coltivato in ambienti collinari ben esposti al sole. I grappoli, piccoli e a forma tronco - conica, presentano acini di colore rosato con sapore dolce e spiccatamente aromatico.
Accostamenti gastronomici:
Da gustare con antipasti di pesce, frutti di mare, aragoste e altri crostacei. Si accompagna perfettamente anche a piatti più complessi e speziati di pesce e carni bianche, volendo formaggi caprini, paté, fegato d'oca, in ogni caso dipende dalla struttura organolettica e complessità del vino. Il Gewürztraminer è inoltre ottimo aperitivo (nella versione più semplice) o vino da dessert e meditazione (nella versione più complessa e vendemmie tardive).
Colore e Profumo:
Di colore giallo paglierino fino a giallo oro, il Gewürztraminer è un vino ben strutturato, con profumo leggero, talvolta pronunciato e gradevolmente secco, un aroma saporito, lievi note speziate con sfumature di chiodi di garofano e timo, aromi di frutta esotica come il litchi (foto a dx) e di fiori come la rosa bianca e gialla . Marcatamente aromatico, dal sentore di rose e chiodi di garofano.
Gusto:
Il Gewürztraminer è un'uva con un basso contenuto di acidi ma con un'alta percentuale di zuccheri: ne deriva un vino piuttosto alcolico, con una piacevole morbidezza e, grazie alla sua forte aromaticità, con un gusto intenso e piacevole al naso. Un vino dal gusto delicatamente speziato, con struttura piena e retrogusto intenso.
Conservazione e servizio:
Si conserva da 2 a 3 anni e più in vinificazioni più curate; va servito dai 10°- 15° C.(dipende dalla struttura). Si versa in calici mediamente ampi, dal bordo leggermente raccolto.
Per saperne di più:
http://it.wikipedia.org/wiki/Traminer_aromatico
http://www.vinit.net/vini/Trentino_Alto_Adige/Bolzano_Bozen/Le_Mie_Degustazioni/Gewurztraminer___un_aromatico_d__eccellenza_5878.html

giovedì 5 novembre 2009

Abbinamento vini con dolci e frutta : sesta puntata

Concludiamo con questa ultima puntata la trattazione sugli abbinamenti tra cibo e vino, siamo partiti con gli antipasti (post 31.3.09)a seguire primi piatti (post 22.4.09), con pesce e uova (post 4.6.09), con la carne (post 20.7.09), i formaggi (30.9.09) ed ora, per concludere i dolci e la frutta.
La frutta
Al termine di questo itinerario gastronomico compare la frutta. Con la frutta - quando precede il dolce - si possono abbinare vini bianchi o rossi purchè con un buon grado di residuo zuccherino quindi mediamente dolci anche vivaci, leggeri e profumati (suggerirei il Moscato d’Asti e le vendemmie tardive di vini bianchi con la frutta bianca e rossi con la frutta rossa). Quando la frutta segue il dolce suggerirei di proseguire – se piace continuare a bere – con lo stesso vino che abbiamo gustato insieme al dolce oppure con vini passiti. Attenzione a non bere vino con l'uva e gli agrumi striderebbe in bocca esaltando l’acidità. Personalmente a fine cena con la frutta lascerei da parte i vini e mi godrei la fragranza del frutto lasciandomi pulire e rinfrescare la bocca. Poi, se piace, si può chiudere con un passito da meditazione o un vino chinato. Se vogliamo andare sul “pesante” possiamo scegliere un ottimo whisky di malto, grappa, rhum agricolo ma non bevete un così detto “amaro” per favore!
I dolci
Come prima raccomandazione devo ricordare che non dobbiamo bere vini secchi con i dolciumi in genere. Purtroppo è consuetudine stappare spumanti brut con il dolce, è un “bisticcio” gustativo che deve essere evitato perché rovina i sapori! Ricordiamo sempre che con i prodotti di pasticceria vige il principio della concordanza per cui sono i vini amabili o dolci che devono accompagnare il nostro dolce. Dovremo orientarci verso vini che abbiano come qualità gustativa fondamentale la dolcezza più o meno evidente ( un residuo zuccherino minimo 25/30 grammi/litro) tenendo conto in seconda battuta dell’aromaticità e dell’alcolicità. Ovviamente, anche in questo caso il corpo di un vino deve essere conforme alla struttura della pietanza. Ad esempio :
  • I dolci elaborati e ricchi (panforte, sacher torta, dolci a base di pasta di mandorle) possono esaltarsi con vini liquorosi. I dolci più grassi con creme e panna ( Profiterol, Charlot, torte paradiso e mille sfoglie alla crema chantilly, zabaglione e panna, bavaresi alla panna con frutta), sono ottimamente abbinati con spumanti dolci che, tramite il contenuto di anidride carbonica (bollicine), consentono una pulizia della bocca ed equilibrio tra aromi e sensazioni gustative tra i due elementi combinati;
  • con i dolci a pasta lievitata, si abbinano vini bianchi aromatici, dolci, frizzanti o spumanti; con gli stessi dolci ma con frutta candita, cannoli o bignè alla crema pasticcera o al torroncino, vini bianchi spumanti dolci, leggermente più pieni dei precedenti. Il nostro panettone Natalizio può andare d'accordo con un vino dolce e leggero (un vino moscato da vendemmie tardive per esempio);
  • Con dolci di pan di Spagna farciti di creme varie e bagnati con liquori più o meno alcolici, nessun vino in abbinamento, si consigliano liquori dolci e passiti molto concentrati;
    In caso vengano utilizzati liquori nella preparazione alimentare si suggerisce di utilizzare lo stesso liquore in abbinamento (per una crostata con marmellata di frutta ove abbiamo utilizzato del marsala proporremo un marsala, magari più fine, non troppo invecchiato perché si riduce troppo il residuo zuccherino);
  • Con crostate alla frutta fresca (banane, mele, pere, kiwi, pesche), vini bianchi profumati, giovani, frizzanti e dolci; se con frutti rossi (fragole, mirtilli, lamponi, ribes), vini rossi aromatici, giovani e dolci, frizzanti o spumanti;
  • Con i gelati si sconsiglia l’abbinamento del vino o di alcolici in considerazione della bassa temperatura che provoca una sorta di anestesia delle papille gustative ed in più, i gelati, lasciano una leggera patina grassa. Ciò non consente un apprezzamento del vino anzi un eventuale abbinamento determinerebbe in bocca una netta sensazione fastidiosa di metallico e di acidulo;
  • Normalmente si preferisce escludere l'abbinamento di un vino al cioccolato , con i dolci a base di cioccolato può andare bene un vino liquoroso di grande complessità aromatica o un vino chinato con un buon livello zuccherino. Infatti dato che il caratteristico aroma, il sapore amarognolo ed il burro di cacao, altererebbero irrimediabilmente il sapore del vino (il particolare aroma-amaro, viene conferito dalla trasformazione degli zuccheri in caramello, dagli alcaloidi e dal tannino, uniti a composti aromatici dovuti alla precedente fermentazione delle fave di cacao in cassoni di legno; mentre il burro di cacao crea una patina untuosa sulle papille gustative. Con il cioccolato puro o mousse di cioccolato la scelta obbligata è per un vino molto complesso (si consigliano grandi Porto, marsala, passiti o vini chinati).

Ultima raccomandazione lo spumante dolce viene servito in genere nei bicchieri a forma di coppa, mentre quello secco nei bicchieri a forma di calice (flute), i vini dolci in bicchieri a forma di tulipano (FOTO B),per i vini passiti e liquorosi si preferisce la forma renana (piccoli a bocca stretta FOTO A).

sabato 31 ottobre 2009

Ricetta del mese di Ottobre: Torta ai Funghi

Siamo in Ottobre e non c'è niente di meglio che approfittare delle primizie che la natura ci offre per gustarcele al meglio della loro fragranza e quindi proponiamo una buonissima Torta ai Funghi.
Ingredienti:


  • 180 gr di farina
1 bustina di lievito per torte salate
  • 3 uova intere
  • 100 gr di groviera grattugiata
  • 1 cucchiaio di latte
  • 300 gr di funghi misti freschi (quelli che trovate al mercato)
  • 2 scalogni
  • 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
  • sale, pepe, burro
  • Procedimento:
    Spadellare i funghi con il burro dopo averli ben puliti, cuocerli bene, aggiungere gli scalogni e far rosolare per pochi minuti. Lasciare freddare il composto. In una ciotola amalgamare il lievito con la farina, in un altro recipiente sbattere le uova intere con il latte.Versare il composto con le uova sulla farina unire la groviera e il prezzemolo, incorporare la preparazione dei funghi e mescolare bene. Versare il composto in uno stampo da plumcake bene imburrato.
    Cuocere in forno caldo a 180°C per circa 50 minuti, controllare di tanto in tanto la cottura

    Abbinamento:
    Un vino bianco di buon corpo, struttura piena ed ottima persistenza aromatica e gusto/olfattiva. Da servire a temperatura non inferiore a 10°gr. Proponiamo comeabbinamento un vino bianco poco conosciuto realizzato da un vitigno altrettanto poco noto, si tratta del vino "Flores" prodotto dall’Azienda Chiarini Wulf a Vetralla nella Tuscia Viterbese
    http://www.villachiariniwulf.it/ una chicca veramente ben riuscita, Manzoni bianco al 100% (incrocio tra Riesling Renano e Pinot Bianco) gran corpo e persistenza vinificato solo in acciaio per un vino complesso e di lunga vita, si combina perfettamente con questo gustoso tortino dalla complessità aromatica molto interessante.

    A questo punto.......... provate per gustare e verificare e poi..... fatemi sapere!

    venerdì 30 ottobre 2009

    Feste e Sagre Lazio e Tuscia Viterbese Novembre 2009

    Vediamo insieme le proposte per un week-end enogastronomico o culturalmente interessante nel Lazio o nella Nostra Tuscia Viterbese.
    - 25 e 31 Ottobre 2009 : Giornate della Castagna 2009: la Strada dei Sapori a Canepina (Viterbo) http://tuscia.mondodelgusto.it/2009/09/29/giornate-della-castagna-2009-strada-dei-sapori-canepina-viterbo/
    - Fino al 1 novembre 2009 Feste della Castagna della Tuscia .Al via la sesta edizione delle Feste della Castagna della Tuscia nei borghi medievali di Canepina, Carbognano, Latera, Soriano nel Cimino e Vallerano degustazioni guidate, cene nelle taverne, cortei storici e caldarroste in piazza per tutti. www.tusciaviterbese.it
    - dal 01/11/2009 al 01/11/2009 Comune di Marcetelli (RI) Sagra della castagna rossa XXXIIIa Edizione
    http://www.comune.marcetelli.ri.it/cultura/manifestazioni.html
    - 1 novembre 2009 S. Gregorio da Sassola (Roma): Sagra della bruschetta e polenta Tel./Fax 0774.480004 - 480014 - sangregoriodasassola@libero.it - http://www.sangregoriodasassola.info/index.html
    - 1 novembre 2009 Sagra della Castagna il a Riofreddo (RM) – http://www.comunediriofreddo.it/appuntamenti.htm
    - dal 5 all'8 novembre 2009 a Magliano Sabina (RI): Festa dell'Olio e del Vino novello della Sabina http://www.apt.rieti.it/evento.php?id=1204&g=&m=&a=&nav=
    - dal 6 al 8 Novembre 2009 / Contrada Colle Cagioli / Lariano (RM): Sagra della “Zuppa de Cavoglietti, petata e baccalà con il pane Lariano” Pro Loco Lariano. VIA ROMA,12. 00040 Lariano (RM). Tel: Fax: 06/9648397 E-mail:
    prolocodilariano@tiscali.it
    - 6-8 Novembre 2009 Lanuvio (RM) Festa del vino novello http://www.lanuvio.comnet.roma.it/portal/page?_pageid=1514,608913&_dad=portal&_schema=PORTAL&C_ITEM=20080000000082582 - 6-8 Novembre 2009 week-end sapori ciociari Fiuggi e Valle di Comino http://www.panevinociociaria.com/
    - 7-8 novembre 2009 Pescorocchiano (RI) Festa della castagna http://www.comunepescorocchiano.rieti.it/eventi.html
    - 7-8 novembre 2009 Magliano Sabina (RI) Festa dell’olio e del vino novello della Sabina http://www.gosabina.com/news/2009/10/26/festa-dell-olio-e-del-vino-novello-della-sabina-magliano-sabina-7-e-8-novembre-2009/1682.asp
    - 7 e 8 Novembre 2009 Ronciglione (VT) in Via Roma 41 : 1° Premio Nazionale “Dolce con nocciola tonda gentile Romana” http://www.occhidigatto.com/manifestazioni/programma-1%C2%B0-premio-nazionale-del-%E2%80%9Cdolce-con-nocciola-tonda-gentile-romana%E2%80%9D - www.dolcenocciola.it
    - dal 7 all’8 e dal 14 al 15 novembre 2009 a Vignanello (Viterbo) – Festa del Vino Novello
    http://tuscia.mondodelgusto.it/2009/10/20/festa-del-vino-novello-2009-vignanello-viterbo/
    - 8 Novembre 2009 Terelle (FR) - XXVII Sagra delle Castagne
    http://www.ciociariaturismo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3431&Itemid=1201
    - 8 Novembre 2009 A Rocca Massima - Latina "Festa d'Autunno" http://www.asslapiazza.altervista.org/festa%20d'autunno.htm
    - 8 Novembre 2009 Paganico Sabino (RI) Xa Castagnata http://www.laziofeste.it/evento.cfm?id=422
    - 8 novembre 2009 Palombara Sabina Castello Savelli: Il giorno di Bacco http://www.gosabina.com/news/2009/10/16/il-giorno-di-bacco-8-novembre-2009-palombara-sabina-castello-savelli/1671.asp
    - 8 e 9 novembre 2009 Castiglione in Teverina (VT) Festa di San Martino Funghi e vino http://www.provincia.vt.it/Turismo/ManifesDett.asp?ID=178
    - 11 novembre 2009: Montasola (RI) : Mercato dei sapori polentone e... vino novello http://www.prolocomontasola.it/
    - 11 novembre 2009Cerveteri (RM): Mercatone di San Martino - Castagnata e Degustazione del Vino Novello dei Colli Cerite http://www.prodottitipici.com/scheda/sagre/10981/Mercatone-di-San-Martino--Castagnata-e-Degustazione-del-Vino-Novello-dei-Colli-Cerite.htm

    - dal 13 novembre 2009 al 15 novembre 2009 Roma (RM) - Parco San Sebastiano di Roma
    http://www.tigulliovino.it/dettaglio_articolo.php?idArticolo=4930
    - dal 13/11/2009 al 15/11/2009 Castel Madama Oliolive http://82.191.106.180/c058023/ev/hh_anteprima_argomento_home.php?id_blocco=27&id_argomento=4&x=
    - 14 novembre 2009 Fontana Liri (FR): Sagra dell'Olio extravergine d'oliva e vino
    http://www.prodottitipici.com/scheda/sagre/12159/Sagra-dell-Olio-extravergine-d-oliva-e-vino.htm
    - 14 e 15 Novembre 2009 Campoli Appennino (FR) : XXIII Festa del Tartufo http://www.tartufodicampoli.it/
    - 21 novembre 2009 Sabato – ore 21 Roma festival fisarmonica digitale Auditorium Parco della Musica di Roma - Sala Sinopoli Ingresso libero previo ritiro voucher I voucher saranno distribuiti al pubblico a partire dal 3 Novembre dalle ore 11.00 presso l'Infopoint dell’Auditorium Parco della Musica, viale P. de Coubertin, 30. http://www.italianodoc.com/eventi/2009/roma.festival.fisarmonica.digitale.htm
    - domenica 22 e 29 novembre 2009ed il 6 dicembre 2009 Fira della Madonna 2009 a Vignanello (VT)
    http://tuscia.mondodelgusto.it/2009/10/22/fiera-della-madonna-2009-vignanello-provincia-viterbo/
    - dal 28 al 29 novembre 2009 a Gallese (Viterbo) . giornate dell’Olio e del Vino http://tuscia.mondodelgusto.it/2009/10/08/giornata-dell-olio-del-vino-2009-gallese-provincia-viterbo/

    giovedì 29 ottobre 2009

    Prosecco 2009 un cambiamento radicale: nuove denominazioni, nuove zone.……. nasce il Glera..........

    Con la Vendemmia 2009 avrà inizio una nuova “Era” per questo notissimo vino, dovremo memorizzare nuove terminologie per identificare lo stesso prodotto. Infatti per “Prosecco” non si intenderà più il vino ma il Territorio di produzione inteso come Denominazione geografica. Il nuovo nome del vitigno sarà Glera anziché Prosecco, questo nome andrà a sostituire quello di Prosecco in tutti i documenti ufficiali.
    A cosa serve tutto questo? A complicare tutta la normativa e definizioni che girano nel mondo del vino? Si spera di no, l’obiettivo è quello di difendere il nome del Prosecco legandolo ad un territorio che è unico, Italiano e non replicabile, che comprende quello dell’attuale Prosecco più diversi territori adiacenti. In definitiva con la vendemmia 2009 avremo innanzi tutto nuove denominazioni:
    • Prosecco D.O.C.
    • due zone per la D.O.C.G.: Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore (con la sottozona Cartizze) e Colli Asolani (TV)
      Altre modifiche riguarderanno:
    • l’ampliamento dell’area della D.O.C. Prosecco che sarà molto più vasta dell’attuale, comprenderà ben nove Province (Trieste, Gorizia, Udine, Pordenone, Belluno, Treviso,Venezia, Padova, Vicenza)
    • sarà cancellata la denominazione di Prosecco I.g.t. (Indicazione Geografica tipica)
    • non potrà più essere riportato sulle etichette un doppio nome di vitigni per i vini in blend (tipo Prosecco e Garganega ), non avrebbe infatti senso richiamare un vitigno non più esistente (Prosecco ora Glera)
    • sparirà il Prosecco Rosè
    • il nuovo Prosecco in quanto D.O.C. e non più I.G.T. non potrà più andare in fusti per vendita sfuso
    • ci sarà una riduzione delle rese per ettaro: Prosecco doc: 180 qli ettaro invece di 250 della vecchia igt. Conegliano e Valdobbiadene superiore DOCG:135 qli ettaro e la possibilità di vendemmiare uve a 8.5 gradi alcolici minimi. Asolo prosecco superiore DOCG :120 qli ettaro e la possibilità di vendemmiare uve a 9.0 gradi alcolici minimi.

    In pratica con la vendemmia 2009 si avrà una grande D.O.C. che andrà a sostituire I.G.T. e lo Spumante Prosecco generico per cui bisognerà fare ancor più attenzione nella scelta …………… avremo una D.O.C.G. che deriverà dall’Area storica più vocata di Valdobbiadene e la sottozona di Cartizze , rappresenterà un vero e proprio Crù. La nuova D.O.C.G. andrà in commercio a partire dal mese di Aprile 2010.
    Quindi, per salvarci dalla concorrenza straniera, siamo stati costretti ad accomunare in una D.O.C. un agglomerato di produzioni tra le più disparate al cui interno vivranno produzioni con una disparità qualitativa……. Speriamo che questo costituisca uno stimolo nei confronti dei “meno buoni (i tanti “Mionetto” in circolazione tanto per non far nomi) a migliorare per emulare i migliori.
    Noi continueremo a degustare quelli seri di Valdobbiadene, Cartizze e Colli Asolani scegliendo le nuove D.O.C.G.
    A presto, Marco

    http://www.agricolturaitalianaonline.gov.it/contenuti/prodotti_di_qualita/certificazioni_di_qualita/doc_docg_igt/il_vitigno_prosecco_diventa_glera
    http://www.webalice.it/sauro.avezza/COLLI%20ASOLANI%20PROSECCO.pdf
    http://www.politicheagricole.it/InEvidenza/20090319_prosecco.htm
    http://www.marcadoc.it/2009/Asolo-Prosecco-Docg-una-rivoluzione-per-il-territorio.htm
    http://www.italiaatavola.net/articoli.asp?cod=12178
    http://www.oggitreviso.it/docg-svilisce-prosecco-18580
    http://www.newsfood.com/q/64f312ac/il-prosecco-del-nord-est-diventa-la-piu-vasta-e-importante-denominazione-italiana/

    Meditate....meditate e degustate cercando il meglio..............

    giovedì 22 ottobre 2009

    Novembre: è’ tempo di vino “Novello” o “Beaujolais Nouveau” …. Ma non fate l’errore di confonderlo con il “vino nuovo”!

    Quanta gente confonde vino nuovo con vino novello! Fate attenzione bisogna innanzi tutto dire che il vino nuovo è quello che scaturisce dall’ultima vendemmia, è ancora vivo con anidride carbonica accennata e piccola fermentazione ancora in corso, l’aspetto, la vivacità e vinosità dipendono dalla zona geografica in cui ci troviamo, da quando è avvenuta la vendemmia e dal tempo intercorrente da quando si è completata la vinificazione a quando lo spiniamo per degustarlo e si …. perché il vino nuovo va spinato possibilmente in cantina direttamente dalla botte o cisterna/serbatoio aprendo l’apposito rubinetto (spina). Parliamo quindi di un prodotto giovane anzi di un parto prematuro di un vino che si sta facendo e che probabilmente ha ancora bisogno di maturare sui propri lieviti per un pò, la degustazione di un vino nuovo è possibile sempre da qualsiasi produttore diciamo da quando è pronto fino ai primi caldi primaverili, manterrà la sua fragranza e freschezza fino a quando non avrà completato la fermentazione e inizierà l’affinamento.
    Il vino novello così come oggi è inteso è proprio un’altra cosa e non confrontabile con un vino nuovo, in Italia attualmente sono circa 350 i Produttori che li producono. Prima che venisse “inventato dai “Francesi” negli anni trenta il vino novello si identificava con il vino nuovo dell’ultima vendemmia, oggi non è più così perché pur in presenza della stessa materia prima “l’uva” il vino che ne deriva viene prodotto in modo del tutto diverso rispetto alla vinificazione classica, infatti notiamo le principali differenze:

    - La tecnica della vinificazione con macerazione carbonica – che differenzia la vinificazione classica che ricordiamo prevede la diraspatura e la naturale fermentazione dei grappoli - consiste invece nel riempire di uva un contenitore termocontrollato a circa 30°C saturo di gas (anidride carbonica) e chiuso ermeticamente per un periodo di tempo che può arrivare a tre settimane. Una minima parte di uva, quella più in basso, resta schiacciata dal peso dell'uva soprastante e libera del mosto che inizia a fermentare, grazie ai lieviti presenti nell'uva, producendo alcol e anidride carbonica; questo gas satura rapidamente l'ambiente, per cui le cellule intatte dell'uva intera vengono costrette a modificare il loro metabolismo, effettuando un tipo di fermentazione intracellulare (o autofermentazione) cedendo colore alla polpa. Alla fine del periodo di permanenza nella vasca, satura di anidride carbonica, l'uva contiene una quantità di acidi assai inferiore rispetto all'origine ; inoltre vengono formati nuovi componenti odorosi, che ricordano la fragola e il lampone, oltre a un intenso fruttato dell'uva. A quel punto tutta la massa viene pigiata e posta nel tino di fermentazione dove, in due o tre giorni, terminerà la trasformazione degli zuccheri in alcool. Alla fine del periodo di permanenza nella vasca, satura di anidride carbonica, l'uva contiene una quantità di acidi assai inferiore rispetto all'origine ; inoltre vengono formati nuovi componenti odorosi, che ricordano la fragola e il lampone, oltre a un intenso fruttato dell'uva.
    - storicamente il vino novello si fa risalire ad una tecnica studiata già da Pasteur impiegata per la prima volta in Francia nella zona della Borgogna (intorno alla cittadina di Beaujolais), negli anni ‘30 del XX secolo dal ricercatore Flanzy che sperimentò la conservazione dei grappoli in contenitori saturi di anidride carbonica (CO2) ed ottenne involontariamente un mosto gradevole e profumato. In Italia venne realizzato la prima volta da Angelo Gaja negli anni ‘70 con il «Vinot» e da Giacomo Tachis per il «S.Giocondo» dei Marchesi Antinori;
    - è importante notare che il nostro Vino Novello è prodotto parzialmente con la stessa macerazione – infatti varia secondo il disciplinare variando dal 20 all' 80% (il residuo non può essere vino vecchio riciclato ma solo dell’ultima vendemmia) e utilizzando ben 62 vitigni diversi di cui solo 7 internazionali, impiantati in zone che spaziano dal nord al sud dell'Italia. La normativa italiana disciplina la produzione del Novello lasciando grande libertà alle aziende circa quantità minima di vino derivato da macerazione carbonica che deve essere contenuto all’interno del prodotto finale http://www.webalice.it/sauro.avezza/decreto%2013-07-1999.pdf. L’unico limite stabilito è pari al 30%, che rappresenta il minimo per potersi appellare in tal modo. Si potranno quindi trovare in vendita vini che contengono il 100% di vino derivante da macerazione carbonica, come vini che ne contengono solo il 30%, con l’aggiunta del 70% di vino derivato dalla più tradizionale fermentazione. Le uve devono essere della medesima annata di vendemmia. Dato che la qualità del novello è indiscutibilmente più alta nel primo caso, è necessaria la capacità di comprendere la qualità dei diversi prodotti in commercio, per poter assaporare un vino che possieda tutte le caratteristiche che lo rendono inconfondibile.
    - A differenza dei Francesi, che utilizzano solo il vitigno Gamay , noi utilizziamo un po’ tutti i vitigni . Il Novello è prodotto in tutte le regioni d’Italia, mentre il Beaujolais Francese viene fatto nei territori a nord di Lione. Le regole francesi sono però maggiormente rigide e costringono i produttori ad utilizzare unicamente il 100% di vino ottenuto tramite macerazione carbonica. Anche le date di inizio della vendita non coincidono: la nostra normativa prevede come data iniziale il 6 Novembre, mentre quella francese permette l’immissione sul mercato più tardi, il terzo giovedì dello stesso mese.
    - Storicamente il primo Novello Doc è stato il Bardolino, prodotto con le uve dei vitigni corvina (in prevalenza), rondinella e molinara (i Veneti con i Toscani sono sempre tra i primi a darsi da fare su “creazioni” vinicole di tutti i generi!). I vitigni più utilizzati sono – nell’ordine- merlot, sangiovese, cabernet, Montepulciano e barbera. In crescita negli ultimi anni anche le produzioni di vini novelli monovitigni, fatti cioè esclusivamente da una singola var
    ietà di uva, che utilizzato delle varietà autoctone, uve tipiche di un determinato territorio, come ad esempio: il Nero d'Avola Siciliano, il Cannonau Sardo o l’Aglianico Campano. Le aree italiane di maggiore produzione di questo vino sono soprattutto il Veneto, il Trentino Alto Adige e la Toscana. L’Italia conta una produzione di circa 15 milioni di bottiglie, le Denominazioni di Origine dove è previsto il Novello sono circa 60, mentre oltre 160 sono Indicazioni Geografiche Tipiche. In Enoteca promuovo Il Primo Soffio un novello pugliese Igt particolarmente fragrante e longevo (figura a fianco)

    - il vino Novello matura in breve tempo, tanto che deve essere imbottigliato entro la fine di dicembre e consumato entro pochi mesi. Questo perché mentre da un lato la macerazione carbonica consente di estrarre dall’uva profumi freschi e fruttati, dall’altro non permette di estrarre in numero sufficiente tutta un’altra serie di sostanze che garantiscono longevità al vino. Da notare che la parziale o limitata macerazione carbonica con cui sono prodotti vari vini novelli è utilizzata anche per avere dei vini molto simili a quelli ottenuti con la totale o in gran parte, macerazione carbonica e per dargli una vita decisamente più lunga;
    - è da sottolineare che il metodo di vinificazione con macerazione carbonica, oltre alle caratteristiche olfattive particolari, dona al vino un colore particolarmente vivo, con tonalità che ricordano il porpora e un gusto dove predomina la freschezza degli aromi. I vini novelli sono quindi leggeri, meno strutturati, morbidi e con pochi tannini, molto profumati soprattutto di aromi primari, fruttati con una dominante di albicocca e banana.
    - per quanto riguarda l’abbinamento, per il vino novello l’accostamento tradizionale, dettato anche dal periodo, è quello con le caldarroste, ma si abbina molto bene con salumi no
    n troppo grassi, formaggi poco stagionati e alle carni bianche. Un bicchiere di vino novello in questo periodo è particolarmente indicato per l’aperitivo, vista la sua semplicità ed il moderato grado alcolico. -per la tipologia da scegliere, visto che in etichetta sono riportate ben poche specifiche, mi orienterei sui vitigni più eclettici poco tannici e fruttati quali: Merlot, Montepulciano d’Abruzzo, Barbera, Teroldego, Sangiovese recentemente anche il primitivo e la malvasia nera pugliese con meno sentori varietali ma certamente con più acidità fissa, che conferiscono al vino freschezza e armonia. Quindi interessanti, in genere, i vitigni con basso contenuto tannico che consente un migliore esaltazione della morbidezza e profumazioni.

    Link di interesse:
    http://www.vinonovello.org/

    http://www.vininovelli.com/modules/news/article.php?storyid=2

    giovedì 15 ottobre 2009

    a Nepi (VT) domenica 18 Ottobre 2009 "Il Signore degli Etruschi" organizza - Canto all'Uva

    Una bella e inconsueta iniziativa a Nepi, una giornata conviviale, enogastronomica e culturale da non perdere!
    " Festa Campestre con divagazioni, giochi, vini, uva, musica, danza, poesia, buffet country, degustazioni, assaggi. Organizzata dall'agriturismo Il Signore degli Etruschi" http://www.ilsignoredeglietruschi.it/home.htm
    Riporto il comunicato stampa:
    """ L’atmosfera gioiosa della vendemmia, quella tradizionale e non meccanizzata, le mani che staccano i grappoli di uva direttamente dalla vite per poi deporli nei tini, i canti e i balli popolari sull’aia, la cultura enogastronomica dell’alto Lazio, sono solo alcuni degli ingredienti dell’iniziativa “Il Canto dell’uva”, a Nepi domenica 18 ottobre dalle 10.00 di mattina al tramonto.
    Una festa della vendemmia in grande stile dedicata a grandi e piccoli è la proposta de “Il Signore degli Etruschi” – la resort di Nepi che si candita a piccola ‘ambasciata’ delle tradizioni enogastronomiche della bassa Tuscia – per trascorrere una giornata serena all’aria aperta immersi nel verde. Il tutto senza nostalgia, con taglio attuale, contemporaneo. Nessun revival: a “Il Canto dell’uva” va in scena la cultura del territorio letta attraverso i sapori, i suoni, i ritmi e le azioni ritualizzate come lo sono quelle legate alla vendemmia, una cultur
    a da vivere e da assaporare in presa diretta.
    Musica, danze e degustazioni saranno intervallate con siparietti dedicati alle poesie sul vino (Filippo Bettini - Ricercatore di Letteratura italiana moderna e contem
    poranea presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” - presenterà il suo recente libro “Per Bacco, versi divini”), agli interventi di archeologi che intratterranno gli ospiti sulla coltivazione e sull’impiego dell’uva al tempo degli Etruschi (Stephan Steingraber - Professore associato di Etruscologia e Antichità Italiche presso l’Università Roma Tre), alle degustazioni guidate dei vini del Lazio a quelle dei prodotti dop della Tuscia. Conduttrice dell’appuntamento la giornalista ed esperta di Storia di alimentazione Gabriella Belisario. Il tutto en plein air, nei giardini della resort. E se piove, nessun problema: ci si sposta nella sala della caccia e della pesca affrescata da Omero,l’ertista contemporaneo che riproduce lo stile etrusco e nei salotti de “Il Signore degli Etruschi”. Quanto al profilo gastronomico, lo chef del “Signore degli Etruschi” preparerà un “country buffet” rustico e archeostorico.
    Se una buona parte dell’appuntamento è riservato a palati e a orecchi adulti, ai bambini andrà tutto il resto dell’attenzione. Per loro, “Il Signore degli Etruschi”, in collaborazione con l’Associazione “Via andante”, ha realizzato un percorso di avvicinamento alla vendemmia che illustra concretamente tutto quello che succede al grappolo d’uva prima di finire in bottiglia e diventare vino. I bambini, guidati da esperti animatori, parteciperanno alla raccolta, spremitura, filtratura, torchiatura. E anche ai successivi travasi. Perché per i più piccoli la festa non si conclude domenica, ma prosegue fino al 15 novembre, quando potranno regalare ai genitori il Novello fatto da loro, con tanto di nome proprio in etichetta.
    La manifestazione è patrocinata dall’Assessorato all’Agricoltura della Regione Lazio e dell’Arsial (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l'Innovazione dell'Agricoltura del Lazio)
    Per informazioni: Il Signore degli Etruschi - Strada provinciale Cimina km 30,100 Nepi (Viterbo) - 0761/557363 Ufficio stampa: Gabriella Belisario -
    gabriellabelisario@ilsignoredeglietruschi.it - cell :3319852265 """
    Non fate mancare la vostra presenza, mi raccomando!
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