Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione della qualità e prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile. A sinistra cliccando su ENOTECA ON LINE aprirete una finestra che vi consentirà di leggere le offerte e le condizioni per acquistare alcune etichette appositamente selezionate per voi. Più in basso sotto la voce Selezione vini dell'Enoteca troverete le schede e i commenti di alcuni vini molto interessanti.Buona lettura.

martedì 26 agosto 2008

APRIRE UN' ENOTECA

Avviare una nuova attività commerciale è molto stimolante ma è sempre più impegnativo e rischioso. Oltre all’intuizione nell’indovinare la tipologia e il posto giusto, bisogna tener conto di tanti altri fattori. Visto che più volte sono stato interpellato per richieste di consigli desidero segnalare alcuni aspetti basilari che potranno costituire utile argomento per ulteriori approfondimenti a chi intende affrontare un percorso commerciale ovviamente “enotecario”
1. Il contesto
Analizzare gli elementi in gioco quali : località, ubicazione punto vendita, contesto commerciale e residenziale. Elementi più o meno analoghi a tutte le attività commerciali di vendita al minuto (vicinato)
2. La burocrazia
Parliamo delle principali autorizzazioni necessarie. In primis contattare il comune per verificare la conformità dei locali all’attività che si deve svolgere, in particolare esiste una profonda differenza tra un’enoteca che preveda la somministrazione di alimenti e bevande al pubblico ed invece quella la cui attività èlimitata alla vendita al pubblico di prodotti confezionati. Di solito i Comuni richiedono l’iscrizione al R.E.C. del titolare o Incaricato alla vendita (certificazione che viene rilasciata dalla Camera di Commercio), per la somministrazione sarà inoltre necessaria la licenza che viene subordinata a verifica di conformità da parte della ASL competente. Questi aspetti sono peculiari per cui prima di prendere decisioni circa l’acquisto o l’affitto di un locale è bene informarsi preventivamente sulle possibilità di ottenere tutte le autorizzazioni per svolgere l’attività ovvero, se il locale è preesistente, conviene sempre verificare se non esistono impedimenti nel caso di variazione del titolare della licenza.
3. La disponibilità economica
Non si può iniziare un attività commerciale se non si dispone almeno di un capitale base per garantirsi l’acquisizione del locale in locazione e di una quota monetaria da coprire almeno il 30% tra stigliature e merce iniziale. La stigliatura e la sottoscrizione di un contratto per avere la disponibilità del locale sono elementi che presuppongono un esborso economico estremamente variabile per cui ritengo si possa soprassedere da ulteriori considerazioni. La merce da proporre è ovviamente un fattore determinante, siccome stiamo parlando di “piccola” attività commerciale direi che non bisogna esagerare disperdendo la nostra offerta di prodotti con miriade di articoli bensì iniziare specializzandosi su pochi elementi che possano costituire il richiamo per la nostra potenziale clientela. Non più di 400/500 articoli per iniziare,verificare per i primi mesi l’interesse della clientela per poi tarare gradualmente il target dell’offerta, anche in questo caso le possibilità sono talmente diversificate che è impossibile fornire suggerimenti utili e validi per tutti. A titolo indicativo possiamo stimare un investimento in merce intorno a € 30.000,00 per i vini (almeno 250 etichette 3/4000 bottiglie variabili in base alla qualità media e “nomi di richiamo” dei vini che abbiamo deciso di proporre ) oltre un 15% per articoli vari e superalcolici (tanto per iniziare). L’enoteca non deve ovviamente limitarsi a proporre vini ma deve allargarsi ad altre proposte commerciali legate al mondo del bere (birre, superalcolici, olio, aceto) e della gastronomia sia salata (prodotti in scatola e vetro di lunga conservazione tipo vegetali, pesce, carne, formaggi) che dolce (confetture, cioccolato), nonché prodotti alimentari sottovuoto (formaggi e salumi in particolare) da custodire, in questo caso in apposite vetrine refrigerate.
4. Il Rischio
Il rischio è inversamente proporzionale al tasso di commercialità legato all’ubicazione del locale (più siamo in zona commerciale più basso sarà il rischio di fallire l’obiettivo), d’altra parte bisogna tenere in considerazione l’entità dei costi fissi e della relativa incidenza sugli incassi stimati (soprassiederei quando il rapporto è > 50%). Il rischio è direttamente proporzionale all’inesperienza professionale del titolare e all’entità dell’indebitamento sostenuto per l’avviamento rapportato all’incasso annuo.
5. La professionalità
Ultimo aspetto ma non per questo da trascurare è la professionalità che si dispone per svolgere l’attività che ci siamo posti di attuare. Oggi,come non mai, la professionalità è un fattore indispensabile e vincente nel lungo termine. Nel settore alimentare la concorrenza in termini di prezzi e quantità di offerta sul mercato è enorme, basti pensare al proliferare dei grandi centri commerciali ormai ovunque, la strategia si dovrà basare sull’offerta di prodotti di sicura qualità, estremamente selezionati (non reperibili nella grande distribuzione) che dovranno essere proposti e “spiegati” alla Clientela più sensibile agli aspetti qualitativi e di novità. Quindi il titolare dovrà avere una formazione specifica di base, aggiornarsi sempre sulla materia e innovarsi spesso partecipando alle fiere e manifestazioni più importanti del settore sia in Italia che all’Estero.
Un piccolo vademecum per chi è interessato ad iniziare un'attività propria in questo meravigliso mondo del vino con l'ambizione di aver stimolato qualche ulteriore interesse ad approfondire l'argomento. Sono ovviamente a disposizione per qualsiasi chiarimento.

71 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Marco mi puoi dare un sugerimento per le stigliature?
Rossano

marco ha detto...

Devi sapere che io, salvo gli elettrodomestici, ho acquistato quasi tutto da IKEA e, piano piano mi sono costruito tutte le scaffalature. Avro speso un paio di migliaia di euro, se lo avessi fatto acquistando presso una ditta pecializzata avrei speso certamente il quadruplo. Oggi, fortunatamente puoi realizzare i tuoi scaffali in modi diversi anche evitando il legno (mattoni, plastica, metallo....) non ha importanza quale materiale usare ma è fondamentale che sia gradevole alla vista e sopratutto funzionale. fatti un giro in internet e troverai tante soluzioni interessanti. Ciao e buon lavoro.
Marco

marco_milano ha detto...

Caro Marco, aprire un enoteca e' il mio sogno nel cassetto, ma mi manca competenza commerciale e anche professionale (sto facendo il secondo corso AIS). Immagino che in una enoteca sia indispensabile una cantina climatizzata, almeno per le etichette piu' costose): che cifra bisogna prevedere? La metratura che consigli all'inizio quanto deve essere? Grazie 1000 per le risposte con la speranza un giorno di poter vedere realizzato il mio sogno!

marco ha detto...

Caro Marco, devi sapere che io -nella mia enoteca- non dispongo di alcuna cantina climatizzata ho solo un frigo per i vini a temperatura differenziata che mi serve per l'uso quotidiano e non certo per l'affinamento o la conservazione delle bottiglie. Dispongo invece di un magazzino al piano sottostrada rispetto al negozio con passo carrabile e opportunamente areato. All'interno di questo magazzino (circa 50mq) è ricavato uno stanzino (lato nord est) di circa 10mq all'interno del quale ho riposto una buona parte dei miei vini. La temperatura durante tutto l'anno oscilla dai 15 ai 25 gradi max e l'umidità dal 50 al 70%, esiste un piccolo impianto di areazione che metto in funzione solo ai fini di migliorare la circolazione d'aria quando siamo in piena estate con temperature esterne sopra i 32gr. Fino ad oggi non ho avuto alcun problema ed i vini si sono sempre mantenuti bene. Considera che questo ambiente contiene oltre 3000 bottiglie e vi è ancora spazio utilizzabile. Certo se il tuo negozio non dispone di un ambiente idoneo dovrai ricorrere per forza ad una cantina "artificiale" ma considera i costi sia di acquisto sia di bollette Enel, l'ingombro e i quantitativi piuttosto scarsi di vino che potrebbe contenere (per le più grandi si parla di 300/400 bottiglie, visita il sito enofrigo per farti un'idea, il costo parte da 2.000€ per le più piccole, puoi trovarne anche usate comunque). Se non hai ancora un locale ti suggerirei di cercarlo con una piccola cantina o con un ambiente (anche da ricavare)adatto da poter sfruttare allo scopo.
Per quanto riguarda la metratura del locale dipende da due fattori principali, la disponibilità economica e l'interesse o meno a fare somministrazione. Il mio suggermento è quello di "volare basso" all'inizio visto che non hai esperienza potrebbe bastare un locale di 40/50 mq ovviamente con bagno e ben finestrato.A mio avviso a Milano in zona periferia dei comunque disporre di almeno 20.000,00 € per partire.
Spero di averti chiarito almeno in parte le questioni, in effetti gli argomenti toccano infinite aspetti che andrebbero singolarmente approfonditi.
Rimango comunque a tua disposizione per ulteriori puntualizzazioni e.... in bocca al lupo!
Fammi sapere gli sviluppi, se mi fornisci dati più precisi sui costi di avviamento che hai programmato per locale e merce ti diro cosa ne penso.
ciao Il tuo amico sommelier, Marco

marco_milano ha detto...

Grazie Marco, per ora e' un po' prematura la cosa, diciamo che e' piu' un sogno che una cosa concreta ed imminente , pero' almeno grazie alle tue informazioni mi sto facendo un'idea un po' piu' precisa della cosa. Sbaglio o non si tratta di un investmento grandissimo? Almeno in rapporto ad altre tipologie commerciali...

marco ha detto...

Per quanto riguarda l'investimento cui facevi cenno, tutto è relativo,diciamo che un importo di € 50.000 consente di realizzare un buon negozio (vale per merce e stigliature escluso,ovviamente, mura e spese amministrative). Bisogna però considerare che la merce è deperibile - di norma- proporzionalmente al costo per cui molta attenzione su cosa si compra perchè potrebbe rimanerci sul gozzo!
Alla salute,
Marco il vostro Sommelier di fiducia

marco_milano ha detto...

50000 euro per merce e arredamento giusto? Cioe' per tutto, esclusione per affitto e altre spese... Si riesce a quantificare le spese amministrative?
Le bottiglie che rimangono sul gozzo... evvabbe', mi faro' una bella bevuta con gli amici di tanto in tanto :-)

Grazie ancora

marco ha detto...

Caro Marco l'importo di €50.000 è il minimo accettabile per iniziare muovendosi con molta attenzione e non facendosi infinocchiare dai rapresentanti che vendono quello che vogliono loro...........
Per le spese amm.ve diciamo che puoi considerare un costo fisso intorno ai 400/500 € mese (commercialista, tasse comunali, luce, tel.,hccp ecc.). Per le bottiglie che ti rimangno sul gozzo (vino giovane bianco o rosso da bere entro max 3 anni dalla vendemmia)devi fare invece molta attenzione perchè dopo un triennio potrebbero diventare anche diverse centinaia e superare la soglia accettabile del 10% come numero (va inoltre valutato il prezzo medio per bottiglia in "stand by" rispetto al costo medio generale per bott.) se non riesci a smaltirle vendendole a prezzo di costo (a berle rischi l'epatite cronica!e ci rimetti economicamente non poco).
Un salutone, Marco

Anonimo ha detto...

caro marco, vorrei sapere se è indispensabile l'iscrizione al R.E.C. per aprire una enoteca o basta la semplice licenza di soministrazione bevande .
grazie

marco ha detto...

Per quanto riguarda l'iscrizione al Rec confermo che è necessaria proprio quando è prevista la somministrazione (viene richiesta anche per la semplice vendita di vino e alimenti). E' una certificazione richiesta dalla ASL di competenza e non dal Comune che vincola le autorizzazioni alla verifica da parte della ASL stessa (questa è la normativa applicata nel Lazio per i comuni di Roma e Viterbo dove io ho operato e opero tutt'orae ritengo sia valida per tuttoil territorio azionale).Ad ogni buon conto senti la ASL cosa dice in proposito.
Un saluto,
Marco

Anonimo ha detto...

Ciao Marco,

ho letto con attenzione il vostro dibattito ed anche io sto sognando di aprire un enoteca. Per iniziare pensavo alla sola vendita di vino imbottigliato senza somministrazione. Che autorizzazioni sono necessarie in questo caso ?

Grazie mille
Guido

marco ha detto...

In risposta all'ultimo chirimento , molto brevemente:
Per le autorizzazioni anche se limitiamo la vendita al dettaglio di vini imbottigliati e superalcolici dobbiamo richiedere permessi a:
ASL ( certificazione idoneità locali e Hccp)
Comune (dichiarazione di apertura da effettuare all'ufficio comercio)
Distretto Doganale (a norma CEE per richiesta numero UTIF)
Ovviamente bisgna aver aperto una posizione IVA presso la CIAA di appartenenza ed essere iscritti albo.
In ogni caso si può aprire con semplice richiesta al comune e poi si richiedono le ulteriori certificazoni.
Attenzione che non tutti i Comuni operano nello stesso modo.
Un saluto
Marco

Anonimo ha detto...

Grazie mille Marco per la pronta risposta

Ciao e grazie ancora

Guido

Manuela ha detto...

Davvero bello e completo questo post, ricchissimo di informazioni per tutti coloro che volessero avviare un'attività. Complimenti.

davide_RM ha detto...

ciao marco! ho trovato il blog sul forum winereport :) (supercanizzo è il mio nick) il mio sogno nel cassetto è aprire un'enoteca con vendita al bicchiere ecc, un winebar per capirci...ho 25 anni ed esperienza pari a 0 visto che ho una società di intermediazione rifiuti..per cui volevo sapere quale tipo di formazione mi consigli per poter cominciare ed avere un'idea abbastanza chiara di ciò che "venderei". corsi ais, onav, altro??...da dove comincio!? :) grazie e complimenti per il blog!

marco ha detto...

Caro Davide per quel che posso intuire tu hai dalla tua parte due grandi vantaggi, l'età giovane che ti consentirà di acquisire tanta esperienza e culturain materia e l'entusiasmo che è necessario per superare le incertezze e difficoltà che si possono incontrare nell'affrontare una esperienza commerciale nuova! Detto questo e non conoscendo le tue disponibilità economiche posso dirti che dovrai ovviamente acquisire una professionalità minima per affrontare e avviare al meglio i tuoi disegni. L'Ais è l'associazione che fornisce in modo più completo una cultura sul vino, l'intero corso copre tre cicli quindi tre anni ed ha un costo abbastanza elevato (qualche anno fa a Roma si aggirava oltre i 5.000 Euro), ovviamente già dopo il primo anno consente di avere una conoscenza più approfondita sulla materia. Altre associazioni prevedono un formazione più breve e ovviamente meno costosa, se il tuo interesse è quello di fare l'enotecario forse ti è sufficente un corso meno ampio......e poi non so se ambisci o ritieni necessario avere un diploma riconosciuto visto che non dovrai svolgere attività presso terzi; vedi tu dipende anche dalla fretta che hai per iniziare e soldi a disposizione. Visto che sei a Roma hai la possibilità di partecipare a tante degustazioni guidate, comprati un libro guida sulla degustazione dei vini,chiedi alle varie associazioni il programma e il costo e la durata dei corsi. con questo avrai maggiori informazioni per poter decidere la strada migliore da seguire....e in bocca al lupo, anzi fammi sapere come intendi proseguire e se hai bisogno di qualche altra delucidazione chiedi pure....
Ciao, marco

davide_RM ha detto...

la mia idea era quella di acquistare un locale all'asta tra i 60 e gli 80 mq.adibirne una parte a vendita di vino,olio e prodotti simili; nel restante spazio mettere tra i 15 e 25 tavoli, a seconda delle dimensioni del locale e servire vino,birra ed anche cocktail (altrimenti non campi...) con aperitivo, che va sempre, ecc...in praticare un posto che fino alle 17 può essere considerato un negozio/enoteca e poi un wine-cocktail bar. la mia esperienza è poco vista l'età, ma ho avuto per 3 anni un'azienda a roma che trattava rifiuti e da altri 3 ho la mia società di intermediazione..per cui commercialmente credo di saper gestire la cosa.la mia paura sta proprio nella formazione professionale, il tempo a mia disposizione è relativamente poco,nel senso che prima riesco a fare questa cosa meglio è visto che i tempi sono terribili per il mio lavoro; i corsi ais li avevo presi in considerazione, ma non posso fare corsi di 3 anni... esiste un qualcosa di 2-4 mesi al massimo che ti permetta di poter almeno iniziare a gestire un qualcosa come quella che ho in mente?..e sopratutto, un corso di 2-4 mesi è sufficiente??

marco ha detto...

Ti auguro di riuscire a vincere un'Asta a Roma, ci provai diversi anni fa e rimasi sconcertato.... certo le strade sono tante.......
Per quanto riguarda un corso SERIO veloce e ben fatto che consente anche il rilascio di un attestato, ti suggerirei due Associazioni:
Onav (Asti): devi verificare se fanno corsi a Roma il sito è :http://www.onav.it/index.php
l'altra è la Fisar che forse a Roma è più presente:
http://www.fisar.com/
per quanto ne so entrambe propongono corsi abbastanza veloci e ben fatti che ti potranno dare le nozioni di base per partire con il piede giusto.
Se hai bisogno di altre info non lesinare, ciao
Marco

davide_RM ha detto...

rieccomi qua dopo qualche settimana a richiedere nuovi consigli :) dovrei aver trovato il locale (160mq) ed ho deciso cosa farne... wine/cocktail bar. puntando molto su aperitivo e serate del ven e sab con la gente che passerà prima di andare in discoteca o dove gli pare... ho deciso di puntare meno sul vino,almeno inizialmente, per avere una clientela più variegata; volevo un consiglio da te marco, sempre che ti vada ;) volevo proporre 20 vini al bicchiere a rotazione (15 rossi e 5 bianchi) più una 50ina di etichette alla vendita... ovviamente non ti chiedo di farmi una lista kilometrica ma giusto qualche consiglio su cosa prendere.. il 30 marzo comincio il corso alla confcommercio per licenza somministrazione ecc...e i primi di marzo un "corso" in un'enoteca di amici...mi sono fatto rimediare le dispense dei corsi ais da sommelier che mi studierò da solo....speriamo basti per cominciare....

marco ha detto...

Caro Davide, apprendo che procedi alla grande! complimenti sei sulla buona strada innanzi tutto per la tua volontà di giungere all'obiettivo. Per quanto riguarda i consigli scriverne non è semplice, bisognerebbe vedere il contesto cioè dove ed in quale ambiente dovrai aprire e far operare questa tua enoteca. Come suggerimento in merito all'identificazione elle etichette direi che dovresti orientare il tuo interesse verso 4 o 5 produttori al massimo, giusto per darti un'idea grossolana: un paio di Toscani per i rossi(Morellino,Brunello,Nobile) e laziali rossi e bianchi( Castelli e Fusinate) e magari un campano (zona Avellino). Dei prosecchi non devono mai mancare........
Gli acquisti li potresti fare personalmente recandoti in cantina (salvo prosecchi) . Per i dettagli ne possiamo parlare anche direttamente se vuoi perchè le problematiche commerciali sono parecchie. Se ti interessa scrivimi pure in privato a enotecanepesina@tiscali.it
Ciao e a presto
Marco

Anonimo ha detto...

Caro Marco leggo assiduaente il tuo blog in particoare ho intenzione di aprire un enoteca nel mio paese di residenza in provincia di Mantova. Puoi indicarmi qualche strategia per evitare di fare fiasco? Aprire un enoteca o un'attività commerciale oggi è particolarmente pericoloso e per questo voglio andare con i piedi di piombo....Ciao
Alfio

marco ha detto...

Ciao Alfio, intanto per aprire un'attività commerciale ed in particolare un'Enoteca devi fare due cose subito:
- analisi del territorio
- business plan
Analisi del territoro significa verificare il contesto o zona dove pensi di aprire l'enoteca. Vale a dire quali e quante attività simili già esistono,verificare l'affinità con quella che intendi aprire tu,vedere materialmente come vanno gli affari nel settore (per esempio piazzarsi per un paio di giornate tipo davanti ad un' altra enoteca sul luogo e contare materialmente quanti clienti entrano ed escono).
Per il business plan bisogna farsi i conti in tasca, stimare l'investimento economico, valutare la necessità di prestiti verificare in quanto tempo saremo in grado di ammortizzare tutti i costi iniziali. Completare la valutazione con la stima dei costi della gestione dell'enoteca a regime, vale a dire stimarne la redditività NETTA. Tutto questo non è facile ma è possibile, in ogni caso se non si hanno esperienze sul genere commerciale è meglio farsi aiutare da qualche esperto per non finire a gambe all'aria in poco tempo.Spero di non averti demoralizzato ma purtroppo oggi la situazione è ancor più difficile che nel passato ed aprire un'enoteca rientra nell'ambito delle attività di nicchia per cui la redditività è estremamente incerta anche se noi siamo molto bravi a gestire il tutto. Comunque in bocca al lupo e, se hai bisogno di ulteriori approfondimenti, puoi contare su di me. Ciao Marco

Anonimo ha detto...

Ciao Marco, anch'io ho sempre pensato di aprire un'enoteca! Puoi darmi un chiarimento? Ho visto in un locale in toscana una macchina per la degustazione, che distribuisce il vino dalla bottiglia al bicchiere tramite un beccuccio insufflando azoto per mantenerne l'integrità per diversi giorni. Per poter utilizzare questa macchina o anche solo per la vendita del vino sfuso ho bisogno di particolari autorizzazioni o requisiti (con conseguenti corsi...?) Grazie grazie
Luca pd

marco ha detto...

Ciao Luca, il caso che mi prospetti si configura nell'ambito della somministrazione al pubblico (chi viene può degustare e magari sorseggiando spizzicare qualcosa di solido per accompagnare la degustazione). Normalmente viene richiesta dalla ASL l'iscrizione al REC del titolare, i locali devono essere a norma (leggasi bagni, areazione e zona mescita), vale anche l'applicazione delle norme HCCP (redatte da un ufficio tecnico esterno). Praticamente devi rispettare le stesse normative di un BAR. I comuni di norma si adeguano alle disposizioni della ASL che viene a fare il sopralluogo e stabilisce tutte le disposizioni per operare. Dato che spesso ogni giurisdizione può adottare norme più o meno restrittive di altre (dipende se il comune vuole favorire o meno il proliferare di locali...pensa a zone turistiche o ai centri storici) ti conviene chiedere informazioni alla ASL territoriale in primis. Comunque quello che ti ho indicato dovrebbe essere la norma. Spero di essere stato sufficentemente esaustivo. Ti auguro in bocca al lupo per la tua nuova avventura!
Fammi sapere come prosegue la tua azione. Ciao, Marco

Anonimo ha detto...

Grazie Marco, sei stato molto gentile ti terrò informato se avrò novità...
Ciao
Luca

Anonimo ha detto...

Volevo chiederti se secondo te è meglio aprire un enoteca o un wine bar. Tu cosa faresti e perchè?
Grazie Alfio da Roma

marco ha detto...

Caro alfio, oggi pubblicherò un post sull'argomento e spero possa essere per te utile......
Ciao,
marco

Anonimo ha detto...

Ciao Marco vorrei aprire un Enoteca a Sutri, Paese molto vicino a Nepi, vorrei sapere cosa ne pensi.
Grazie.Edoardo

Anonimo ha detto...

Tu che sei un esperto del settore mi potresti dire se per un wine-bar già in funzione (più bar che wine) è corretto allestire un angolo esposizione vini e nel caso quanti e quali etichette esporre? Grazie
Francesca

Anonimo ha detto...

Volendo smerciare vino sfuso, secondo te conviene proporre vino di zona o fuori provincia? Ho da un anno aperto una piccola enoteca in provincia di Perugia. Ciao e complimenti per il tuo blog!
Alessandro

Anonimo ha detto...

ciao...come posso fare a trovare i fornitori?

Andrea84 ha detto...

Ciao Marco!Mi chiamo andrea e sono uno studente laureando in viticoltura ed enologia.Vista la crisi attuale,e la difficoltà a trovare un serio sbocco in ambito enologico,starei pensando intanto di intraprendere la carriera del "commercio del vino",e mi piacerebbe aprire un'enoteca..a tal proposito,vorrei iscrivermi al corso da sommelier presso l'ais.volendo aprire un'enoteca,è sufficiente essere un sommelier non professionista con il diploma ais per avere le giuste conoscenze e per saper indicare e consigliare meglio un prodotto?grazie x la disponibilità!

marco ha detto...

Scusate il ritardo.....(mi ricorda il grande Troisi!)
Stamani avevo un po di tempo da dedicare al blog e mi accingo - con ritardo a rispondere agli amici che mi hanno interpellato sul blog su questo particolare tema "Aprire un'Enoteca" se farlo, perchè e come........
- per Edoardo in risposta al suo messaggio del 7 Maggio us: Aprire enoteche in piccoli centri è piuttosto pericoloso se non si conoscono bene le potenzialità. L'investimento iniziale è ingente rispetto ai potenziai incassi (almeno € 20.000,00 per allestire un Enoteca commercialmente valida). Il mio consiglio è - se proprio intendi aprire un'Enoteca a Sutri - orientarti sulla vendita e somministrazione, penso che questo indirizzo possa avere un maggior successo e prevede un investimento analogo al solo smercio. In ogni caso in bocca al lupo e fammi sapere cosa deciderai.......

marco ha detto...

Ora passo a rispondere a Francesca riguardo al suo quesito del 22 Luglio scorso. Va bene cara Francesca istituire uno piccolo spazio destinato alla vendita di vini. Direi che dovranno essere posti in vendita quei vini che riscuotono maggior successo nel tuo wine-bar, aggiungerei piccole chicche del territorio (magari Bio) e alcuni grandi nomi dell'enologia Italiana senza allargarti troppo. Penso che una trentina di etichette possano andar bene per incominciare, col tempo tarerai i prodotti in base alla richiesta dei tuoi clienti.Ciao e buon lavoro!

marco ha detto...

Adesso passo a rispondere ad Alessandro della provincia di Perugia. La vendita del vino sfuso è spesso un dilemma, farlo o non farlo? Per avviare la vendita direi che dobbiamo avere una certa sicurezza di smerciare un discreto quantitativo settimanalmente, almeno 100/120 Litri, altra questione fondamentale sono i contenitori, utilizzarne di capacità congua alla potenzialità di vendita (nel caso utilizzerei un contenitore di grandezza pari al quantitativo venduto mensilmente). Attenzione verso contenitori che mantengano il vuoto e non consentano "attacchi" di microrganismi nocivi che danneggerebbero il vino! Per quanto riguarda i vini sfusi da proporre mi orienterei senz'altro verso prodotti Umbri nella stessa zona dove è ubicata l'Enoteca per esaltare i prodotti del territorio che è ben vocato sia per i bianchi (grechetto) sia per i rossi (sangiovese). Alessandro buon lavoro e fammi sapere come andrà!

marco ha detto...

A seguire passo a rispondere ad un mio visitatore "Anonimo" che mi ha scritto il 6 Settembre chiedendomi come si fa a trovare i fornitori.........Come si dice.....Bella domanda! Il discorso è complesso perchè dipende da molti fattori..... innanzi tutto dove ci troviamo,che tipo di enoteca abbiamo e quale targhet abbiamo dato al nostro locale..... Puoi scrivermi dettagliandomi il tutto o, se preferisci in privato sulla mia mail, ti risponderò senz'altro!
Ciao, Marco

marco ha detto...

E con la risposta ad Andrea84 concludo il giro..... (in questo caso sno abbastanza veloce nella risposta.....)Caro Andrea tu sei già avvantaggiato perchè possiedi un background di conoscenze nel campo che - secondo me - ti può permettere sin da ora di intraprendere un'attività commerciale nel campo, aprendo appunto un Enoteca. Contemporaneamente ti potrai senz'altro iscrivere ad un Corso AIS (durata tre anni) che ti consentirà di completare le tue conoscenze indirizzandole verso il consumo delle bevande e l'interpretazione del gusto e la conoscenza delle qualità del vino sotto il profilo organolettico. Ricorda che non è revisto alcun obbligo ad avere il titolo di Sommelier per gestire un'Enoteca ma certamente la professionalità è la carta vincente ed indispensabile per svolgere un'attività che possa essere apprezzata dalla clientela. Sono altre le documentazioni e i titoli necessari per aprire un Enoteca (in proposito puoi leggere gli altri post in cui ne parliamo). Complimenti per i tuoi studi e un grande augurio per un futuro pieno di soddisfazioni.
Ciao Marco e grazie per avermi interpellato

Andrea84 ha detto...

ciao marco e grazie a te.ti ho scritto anche una mail in quanto non riuscivo a visualizzare il mio commento su internet!quando parli di "documentazioni e i titoli necessari per aprire un Enoteca" ti riferisci ai vari cavilli burocratici e iscrizione al rec?

marco ha detto...

Caro Andrea ti rispondo subito che mi riferisco alle norme cui devono rispondere i locali e l'iscrizione al REC del titolare (se ne parla in altri post). Per approfondire invece argomenti su birra, cocktail e alcolici sempre l'AIS di Roma organizza dei corsi specifici. In ogni caso visto che anche tu sei un Viterbese puoi venirmi a trovare in enoteca quando vuoi mi farà molto piacere. Ciao e sperodi vederti presto, Marco

Andrea84 ha detto...

Ciao Marco,sicuramente ti verrò a trovare appena posso anche se non sono di Viterbo!Abito a Roma ma ho la sede dell'uni a Viterbo,quindi quando capiterò in sede per gli ultimi esami o per la laurea,non mancherò nella tua enoteca ;)

Andrea84 ha detto...

Ciao Marco,come stai?Avrei bisogno di scriverti in privato...posso mandarti un'e-mail all'indirizzo che hai messo sul blog?grazie e buon lavoro!

marco ha detto...

Ciao Andrea puoi scrivermi tranquillamente all'indirizzo dell'Enoteca;
enotecanepesina@tiscali.it
E' un recapito che consulto quasi quotidianamente.......
A presto,
Marco

Anonimo ha detto...

Buonasera Marco e buonasera a tutti coloro che frequentano questo interessantissimo blog. La mia domanda Marco, visto che anch'io ho l'intenzione di aprire un'enoteca(abito in toscana)è se secondo te è gestibile l'acquisto diretto di vino nelle aziende vinicole produttrici o oppure è meglio affidarsi ad un rappresentante preparato??

Cordiali saluti

Matteo

marco ha detto...

Conosci un rappresentante preparato?????????? Complimenti Me lo presenti?
Caro Matteo se hai una buona preparazione sul vino è meglio fare da soli, sei nella regione italiana più vocata ed hai l'imbarazzo della scelta per commecializzare un buon vino anche sfuso!
Tanti cari auguri di buon anno!
Maro

Anonimo ha detto...

Pensi che convenga aprire un enoteca che preveda solo la vendita dei vini senza la somministrazione o ritieni che sia indispensabile fare degustazioni per una nuova enoteca che devi far conoscere i propri prodotti. Sono molti mesi che penso ad aprire un enoteca, sono un sommelier con un po di risparmi ma ho pura di rischiare.........
Alfredo da Ascoli Piceno

marco ha detto...

Caro Alfredo,i quesiti che poni sono tanti. Aprire un'attività commerciale e per di più un'Enoteca non è uno scherzo con i tempi che corrono (concorrenza, costi di esercizio in crescita, riduzione dei consumi....). Innanzi tutto sconsiglio chiunque da avviare un'attività commerciale se non si vuole rischiare! Poi bisogna decidere bene cosa si vuole fare, valutare il budget a disposizione, studiare bene il contesto nel quale si vuole operare. Senza dubbio l'apertura di un'Enoteca che preveda anche la mescita e la somministrazione consente maggiori introiti ma comporta più spese di impianto e costi di esercizio, ciò significa che va fatta un'analisi più attenta di tutti gli aspetti del sistema per non trovarci con il cu...... per terra dopo pochi mesi! Scrivimi più in dettaglio per consentirmi di capire meglio il tuo caso.
Marco

Davide ha detto...

ciao colleghi, io mi sono rivolto a questa azienda per le stigliature della mia enoteca, tutte le persone che entrano restano meravigliati prima dall'arredamento e poi dai vini che gli propongo :) date un occhiata

http://arredamentinegozidesign.it/

Walter ha detto...

Ciao Marco,
ho letto tutti i tuoi commenti e sono sicuramente interessanti... vorrei chiederti però qualche indicazione aggiuntiva per poter impostare un business plan:
Per acquistare i prodotti da mettere in vendita esistono grossisti oppure bisogna prendere contatti con dei rappresentanti e quanti rappresentanti devi incontrare per poter definire un assortimento congruo??
I prezzi al pubblico sono imposti o esiste un gentlemen agreement tra rivenditori?? ed infine se puoi dirmelo quale è il ricarico medio (indispensabile per definire il punto di pareggio) ??
Ti ringrazio in anticipo
ciao
Walter

marco ha detto...

Ciao Walter scusami per il ritardo della risposta,
Per l'acquisto della merce hai tre strade principali:
- dai grossisti ma il costo è di norma superiore però puoi acquistare il quantitativo che vuoi. Io per esempio fornisco vini anche ad altre enoteche oltre che ristoranti
-dai rappresentanti dove di norma hai un lotto minimo di bottiglie per ordine (con il rischio di intasare il magazzino special modo quando ancora non sai come girerà il business)
- direttamente dai produttori recandoti di persona (quando è consentito)
per quanto riguarda i prezzi confermo che la relativa determinazione è libera, dipende dal posto in cui operi, dagli oneri e spese a tuo carico per la gestione dell'enoteca e dalla concorrenza in loco. Di norma il ricarico medio sul prezzo ivato per fissare il prezzo al minuto (anch'esso Ivato) varia da un minimo del 30% fino ad un max del 100% ed è inversamente proporzionale al prezzo del vino. Mi spiego ....un Gaja lo caricherai del 30% mentre un anonimo nero d'avola pagato 2 euro lo puoi tranquillamente raddoppiare. Spero di esserti stato utile e non disdegnare di scrivermi per altre domande.
Ciao, Marco

Andrea ha detto...

Ciao Marco,
molto interessante questa discussione, non l'ho ancora letta tutta ma lo farò con calma.
Sono un sommelier AIS che avrebbe intenzione di aprire un'enoteca e per questo sto frequentando il corso di abilitazione alla vendita e somministrazione alimenti e bevande (ex REC). L'idea era quella dell'enoteca con degustazione, per cui volevo chiederti se, in abbinamento al vino, proponi anche qualche altro prodotto alimentare (stuzzichini vari) e, in tal caso, quali sono i pro e contro nella scelta di preparare e somministrare alimenti. GRAZIE

AndyWine

marco ha detto...

Caro Andrea, la scelta della somministrazione e di affiancare ai vini degli assaggini è corretta perchè solo in questo modo sarai in grado di produrre un reddito sufficiente alla tua attività. Le proposte di abbinamenti semplici ai tuoi bicchieri devono essere sfiziosità di stagione sia vegetali che di formaggi e salumi in genere oltre che pesce in tutte le sue forme di preparazione. Dovrai combinare attentamente le proposte a seconda della stagione, della tipologia di clientela e del target che vuoi dare al locale. Se capiti in qualche enoteca del nord Italia esempio in piemonte o veneto passaci un po di tempo e studia la tecnica e la tipologia di proposte........ In bocca al lupo e se hai bisogno di altre informazioni e magari di vini non disdegnare!
Marco

Roberto ha detto...

Ciao Marco, seguo da un po di tempo il tuo blog e lo trovo molto utile. Sono un sommelier e ti scrivo dalla toscana. Anch'io sto "progettando" di aprire una enoteca (per ora solo come vendità online e consegne a domicilio in zona)
Ho a disposizione il locale idoneo per lo stoccaggio delle bottiglie e ho numerosi contatti con piccoli produttori veramente di qualità, sia in italia che in francia.
Quello che ti chiedo è se hai qualche consiglio utile per quanto riguarda la vendita online.
Per ora ti ringrazio e ti saluto. Continua così!
Roberto

marco ha detto...

Caro Roberto per ora la vendita on line è ristretta a pochi siti che hanno una bella visibilità in internet. Ti consiglierei di focalizzare il tuo sito nella zona/provincia di residenza proponendo consegne gratuite e prezzi competitivi. Inserisci anche le tue proposte sui soliti siti e-commerce, la cosa fondamentale e che devi rendere il tuo sito facilmente raggiungibile nei portali e nei siti di ricerca.metti qualche etichetta rara e particolare,poco comune che potrebbe funzionare da richiamo.... Ciao e fammi sapere come va.
Marco

andrea ha detto...

Ciao Marco,

ho intenzione di aprire una rivendita di vino sfuso e in bottiglia in provincia di padova. Non so ancora se affiliarmi a qualche franchising esistente o arrangiarmi da solo nella ricerca di cantine. Nella zona dove ho trovato il negozio, non ci sono competitor. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi tu considerando che ho intenzione di puntare più sulla vendita dello sfuso che sulla bottiglia. Secondo la tua esperienza con un investimento di circa 25.000€ e una spesa annua di 19.000€ in quanto tempo potrei rientrare dell'investimento ? Il bacino di utenza si aggira intorno ai 30.000 abitanti.
Ti ringrazio anticipatamente.
Andrea

marco ha detto...

caro andrea, con un bacino di utenza di 30.000 abitanti puntare solo sulla vendita di vino sfuso la vedo onestamente un pò dura se non fai diventare la tua enoteca anche una specie di osteria...... Considera che sullo sfuso potrai lucrare in media 0,60€ a litro per cui fatti due conti e vedrai. Affidarti al franchising non penso sia il caso visto i costi ti si allungherebbero i tempi di ammortamento. Realizza un bel business plan prima di affrontare le spese. Valuta bene la potenzialità del mercato, non posso darti alcun consiglio in merito perchè non so dove sia...... In bocca al lupo!

Anonimo ha detto...

ciao marco anceh io ho un'enoteca dove vendo vino sfuso imbottigliato e prodotti tipici campani.....ho iniziato anche a fare aperitivi e va bene la cosa ma vorrei stare tranquilla e sapere cosa devo fare per somministrare anche i prodotti devo avere qualche permesso particolare oppure con l ecarte che ho vado tranquilla?? grazie evviva il vino

marco ha detto...

Cara Amica anonima che mi scrive dalla Campania, la somministrazione prevede il servizio al pubblico magari anche al tavolo, in questi casi il locale deve essere adatto alla mescita e vendita di alimenti freddi ed eventualmente anche caldi. Diciamo che la situazione è assimilabile a quella di un bar, in questi casi le amministrazioni comunali lasciano la palla alla ASL di competenza che si deve pronunciare sull'adeguatezza del locale (servizi igienici) e somministrazione (dove e come vengono preparati gli snack, metodi di lavaggio stoviglie ecc.). Se il tuo locale è stato rilevato e dispone di una vecchia licenza di somministrazione va tutto bene, salvo conferma ASL che dovrebbe intervenire al cambio della gestione, diversamente dovresti segnalare il tutto al comune e ASL di competenza. Vedi tu come è meglio muoversi dalle tue parti....... in ogni caso non mi hai detto che tipo di aperitivi servi e cosa proponi in abbinamento al vino, se sei attrezzata con un angolo bar e se disponi di servizio igienico da destinare al pubblico..... ecc. ecc.. in ogni caso buon lavoro, ti auguro il meglio.
Marco

Redi ha detto...

ciao Marco,prima di tutto complimenti per il sito

marco ha detto...

Grazie Redi per l'apprezzamento! Hai esordito con prima di tutto ......... questa è una premessa ad aprire un argomento che non ho visto......mi aspettavo ulteriori commenti.... comunque va bene così. Ciao
Marco

lucio ha detto...

complimenti ,cosi come informi dai modo a tutti di non fare il passo piu lungo della gamba ,in questo periodo bisogna ascoltare consigli saggi come i tuoi ,ancora complimenti,ciao lucio venezia

marco ha detto...

Grazie Lucio questi apprezzamenti mi fanno bene e mi stimolano a continuare a consigliare i giovani che spesso si fanno prendere dall'euforia di fare invece bisogna essere molto ma molto cauti specialmente di questi tempi! A presto
Marco

P ha detto...

Caro Marco,
sto valutando insieme ad un amico l'apertura di un enoteca con somministrazione sul lago di Grada, avemmo gia identificato il negozio che è di mq 50 e dovremmo arredarlo visto che ora vende dell'altro...secondo te che investimento economico dovremmo sostenere per riuscire a viverci in 2....grazie

marco ha detto...

caro P. la tua domanda richiederebbe una risposta molto articolata perchè le variabili in gioco sono tante. Per semplificare la risposta supponiamo che sarete in grado di incassare secondo le vostre aspettative vale a dire che l'ubicazione e la risposta dei clienti è in linea al vs budget di investimento. Mi spiego meglio, accade molto spesso nel commercio di aprire un attività bellissima però nel posto sbagliato investendo tanti soldi senza alcun ritorno, infatti la cosa essenziale è trovare il posto giusto per proporre la nostra linea commerciale, in tal senso supponiamo che nel vs caso l'ubicazione sia un problema superato. Potendo fornire vendita e somministrazione supponendo incassi distribuiti rispettivamente per il 40% e 60% direi che dovreste incassare non meno di 10.000 euro mese ed investire inizialmente tra stigliature e merce intorno a 40.000 euro, prevedendo 150 etichette più prodotti di enogastronomia locale. Un calcolo sul netto è più complesso perchè dipende dall'investimento cash iniziale, ammortamenti, costi locazione ecc. Provate a fare un calcolo con l'ipotesi di non scendere sotto i 2000 euro al mese a testa altrimenti non vale la pena correre il rischio commerciale...... in ogni caso ho semplificato molto e potrebbero esserci altre circostanze che fanno nettamente migliorare o peggiorare i risultati.... In ogni caso in bocca al lupo!

Anonimo ha detto...

Ciao Marco, io ti pongo un quesito al quale la Asl non mi dà risposta:
Se non ho la possibilità di avere un bagno pubblico, che tipo di attività posso fare?
Esempio: posso servire vino in bicchiere senza posto a sedere? Magari con un piccola degustazione di prodotti già pronti?

Roberto ha detto...

Ciao Marco, ho in progetto di aprire una sorta di magazzino che nell'aspetto abbia una impostazione stile "ingrosso" per la vendita di vino al pubblico.
L'idea è quella di proporre vino doc in formato "bag in pack" oppure casse da 6 bottiglie (750 o litro e mezzo) oppure bottiglie singole.
L'attività sarebbe in zona "Gutturnio" ma amplierei la scelta anche a vini delle langhe. Sempre con l'occhio al rapporto qualità-prezzo.
Ho trovato cantine che, su questo target, propongono soluzioni dignitose...
Escluderei la vendita di vino sfuso, credo abbia un rapporto qualità prezzo inferiore a quello, ad esempio, del "bag in pack".
Da quel che ho visto, gli store di questo genere fanno un discreto lavoro. Cosa ne pensi?
Grazie per la tua eventuale e gentile risposta!
Roberto

marco ha detto...

Caro Roberto, penso che la tua idea di limitarti a vendere vini in bag in box (contenitori a tenuta d'aria) sia una buona idea anche se la confezione incide un pochino sul prezzo. Se il mercato dello sfuso tira potresti anche mettere un paio di contenitori in acciaio che mantengano bene il sotto vuoto e limitarti a vendere lo sfuso solo da novembre a Marzo; in modo tale da ampliare la gamma di offerta ed inziare a sponsorizzare il bag in box ai tuoi clienti (esistono e sono convenienti anche i contenitori da 10 litri). Buon Lavoro
Marco

marco ha detto...

Rispondo al quesito anonimo sulla questione ASL del rifiuto di concedere l'autorizzazione alla mescita in mancanza di bagno. Caro amico purtroppo non ci sono scappatoie per essere autorizzati alla somministrazione. Unica possibilità che ti posso suggerire è quella di inventarti un paio di volte a settimana (i giorni di punta: venerdì e sabato) proposte di degustazione per proporre vini alla clientela, in questo caso si tratterebbe di promozione alla vendita e forse te la fanno passare...... Se il tuo locale ha solo un bagno privato non puoi fare somministrazione ma solo vendita senza mescita. Ciao e auguri

Enrico ha detto...

Caro Marco, ho scoperto adesso il tuo blog interessantissimo, una vera miniera. Per quanto mi riguarda ti dico subito che degli amici mi stanno proponendo di aprire un banco-enoteca in un mercato di Roma, rilevando una licenza alimentare. Ho pensato che sarebbe una buona idea, dato che in un mercato il flusso di persone è elevatissimo ed avremmo accanto un alimentari specializzato in prodotti calabresi, siciliani e umbri, ma abbiamo tutti esperienza zero (proveniamo da altri ambiti) anche se amiamo molto il vino e la birra. L'allestimento di un punto vendita di 20 mq in un mercato forse potrebbe richiedere un impegno economico minore rispetto ad un wine bar, tenendo conto che con la licenza alimentare non si può somministrare bevande, ma al massimo puoi far "assaggiare" i tuoi prodotti. Che te ne pare?
Enrico

marco ha detto...

Caro Enrico ti ringrazio per i complimenti. Quello che mi proponi è un'attività commerciale in un mercatino rionale che si discosta notevolmente dalla classica attività di enoteca. Potrebbe essere redditizia ma sarà necessario adeguarsi al target di clientela che frequenta i mercati rionali. Dovreste concentrare le proposte a vini sfusi, pet e bag-in-box. E' importante scegliere i prodotti giusti e proporli professionalmente. Le variabili sono tante a partire dal contesto, in pratica una cosa è il mercato dei Parioli altro è quello di piazza Vittorio. Comunque è una strada che puoi percorrere valutando attentamente il contesto e le potenzialità. Spero di non averti confuso le idee, in ogni caso se hai bisogno di ulteriori approfondimenti scrivimi pure e in bocca al lupo.
Marco

Candy's Bar ha detto...

Ciao io e il mio ragazzo vorremmo aprire un eno libreria, un posto dove si puó leggere, bere del buon vino vedere qualche presentazione vino/libri.... Sai se ci sono licenze particolari per queste attività?

marco ha detto...

Ciao Candy (sarà un nome proprio?) apprezzo molto la tua idea dell'enolibreria (anche del Jazz non ci starebbe male!). Direi che hai necessità di una autorizzazione per la somministrazione di alimenti e bevande quindi i locali dovranno essere a norma (ASL docet)e un titolare dovrà avere iscrizione al REC o esperienza pluriennale di ristorazione oltre all'attestato del corso hccp. In ogni caso informati presso la circoscrizione dove dovrebbe sorgere il locale perchè non tutte le norme sono identiche (p.e. per i centri storici sono più restrittive). comunque in bocca al lupo!