Ogni tanto qualcuno viene in enoteca e mi chiede una bottiglia di romanella……(sic!).
Per quanto riguarda questo famoso vino o che dir si voglia "romanella" dei Castelli Romani non vorrei essere troppo critico sull'argomento. E' un “vino” che si produce appunto sui castelli romani
da vitigni bianchi (trebbiano e malvasie varie) o rossi locali (cesanese, merlot, sangiovese e minestroni vari....). Salvo eccezioni possiamo affermare che è un prodotto pi
uttosto scadente sotto il profilo organolettico, è un vino abboccato o dolce, a bassa gradazione (intorno ai 10 gradi) leggermente frizzante data la rifermentazione spontanea dovuta ai primi caldi primaverili o “indotta”, vino derivato da agricoltura ad altissima produzione per ettaro mischiando vitigni di diversa natura sia bianchi che rossi, senza alcuna selezione e accorgimenti per una vinificazione di qualità....Viene servito fresco (sia il bianco che il rosso) e si accompagna con insaccati e maiale in porchetta, se non è molto dolce altrimenti con i classici tozzetti serviti nelle "fraschette" ; è un vino c
he si può acquistare normalmente sfuso in cantina al di sotto di 1 Euro al litro e questo è piuttosto indicativo. Piace a tanti giovani che amano più la buona compagnia che la buona tavola e a chi ama ingozzarsi senza pensare a cosa ingurgita.....e poi lo stomaco ne risente perché la “romanella” continua a fermentare e da “in testa”! Comunque, come in tutte le cose, ci sono anche "romanelle" decenti (potremmo parlare in questi casi piuttosto di Cannellino) che si possono trovare da alcuni piccoli produttori "old style" ma vanno bevute nel primo periodo dell’anno (non è altro che il vino giovane prodotto nell’anno precedente). Che dire ancora .... bere una romanella anzichè per esempio una buona Barbera vivace o Bonarda o Lambrusco doc o un novello (a chi piace) è come cucinarsi un brodo mettendo a bagno la cintura di cuoio dei pantaloni anzichè un bel pezzo di bollito magro di vitellone! Se poi dentro al brodo ci mettiamo un pò di pasta forse, alcuni (gli estimatori della romanella), non si accorgono nemmeno della differ
enza! L’importante è rimpinzarsi!
Comunque, ognuno è padrone di se stesso, anche se vuol farsi del male! E non mi dite che si beve la Romanella perché costa poco! il senso è che non bisogna riempirsi di quantità industriali di vino, bastano un paio di bicchieri per tutta una serata per cui si può salire nettamente in qualità! Ed inoltre saremo anche in grado di guidare l'auto senza paura di etilometri e la mattina ci sveglieremo senza quell'odioso mal di testa, la bocca allappata e un gran sete !
da vitigni bianchi (trebbiano e malvasie varie) o rossi locali (cesanese, merlot, sangiovese e minestroni vari....). Salvo eccezioni possiamo affermare che è un prodotto pi
uttosto scadente sotto il profilo organolettico, è un vino abboccato o dolce, a bassa gradazione (intorno ai 10 gradi) leggermente frizzante data la rifermentazione spontanea dovuta ai primi caldi primaverili o “indotta”, vino derivato da agricoltura ad altissima produzione per ettaro mischiando vitigni di diversa natura sia bianchi che rossi, senza alcuna selezione e accorgimenti per una vinificazione di qualità....Viene servito fresco (sia il bianco che il rosso) e si accompagna con insaccati e maiale in porchetta, se non è molto dolce altrimenti con i classici tozzetti serviti nelle "fraschette" ; è un vino c
he si può acquistare normalmente sfuso in cantina al di sotto di 1 Euro al litro e questo è piuttosto indicativo. Piace a tanti giovani che amano più la buona compagnia che la buona tavola e a chi ama ingozzarsi senza pensare a cosa ingurgita.....e poi lo stomaco ne risente perché la “romanella” continua a fermentare e da “in testa”! Comunque, come in tutte le cose, ci sono anche "romanelle" decenti (potremmo parlare in questi casi piuttosto di Cannellino) che si possono trovare da alcuni piccoli produttori "old style" ma vanno bevute nel primo periodo dell’anno (non è altro che il vino giovane prodotto nell’anno precedente). Che dire ancora .... bere una romanella anzichè per esempio una buona Barbera vivace o Bonarda o Lambrusco doc o un novello (a chi piace) è come cucinarsi un brodo mettendo a bagno la cintura di cuoio dei pantaloni anzichè un bel pezzo di bollito magro di vitellone! Se poi dentro al brodo ci mettiamo un pò di pasta forse, alcuni (gli estimatori della romanella), non si accorgono nemmeno della differ
enza! L’importante è rimpinzarsi!Comunque, ognuno è padrone di se stesso, anche se vuol farsi del male! E non mi dite che si beve la Romanella perché costa poco! il senso è che non bisogna riempirsi di quantità industriali di vino, bastano un paio di bicchieri per tutta una serata per cui si può salire nettamente in qualità! Ed inoltre saremo anche in grado di guidare l'auto senza paura di etilometri e la mattina ci sveglieremo senza quell'odioso mal di testa, la bocca allappata e un gran sete !
Prosit! Marco il vostro Sommelier.
18 commenti:
Marco questa volta mi sembra che sei stato un pò cattivello!In fin dei contla romanella bevuta in fraschetta non è proprio da buttar via!Confortami su questo almeno!
Ciao e compliment per il blog.
Fausto
E' verì che qualsiasi vino pronto bevuto in cantina cioè spinato assume un profilo organolettico ben diverso da quello bevuto in bottiglia dopo il tempo necesario per l'affinamento. Il fatto che sia migliore o peggiore dipende, nel caso dei vini semplici da bere giovani la degustazione in cantina mett in risalto emigliori caratteristiche del vino (se ci sono), ovviamente anche per la romanella se bevua appena spinata e fresca abbinata in maniera giusta può essere gradevole, un bicchiere solo però! Va bene così Fausto? ho recuperato qualche punto? Alla prossima, Marco
Lasciamelo dire....La romanella è proprio buona...Il suo sapore dolce...Che ti rimane in bocca..Buonissima guarda..
TUTTI I GUSTI SONO GUSTI, PER ESEMPIO A TANTI PIACE IL COSIDETTO "FRAGOLINO" CHE NON è UN VINO MA UNA BEVANDA AROMATIZZATA AL GUSTO DI FRAGOLA! LEGGERE L'ETICHETTA! PER LA ROMANELLA NON C'E' NEMMENO L'ETICHETTA (MOLTO SPESSO). SPENDETE QUALCHE SOLDINO IN PIù E BEVETE UN BUON MOSCADELLO DI MONTALCINO, L'ANNO 2007 E'DA PREMIO!
Caro Marco mi capita spesso di andare ai Castelli Romani e mangiare un buon panino con la porchetta accompagnato dalla romanella, non mi sembra sia cosi'cattiva. Perchè sei così duro con questo vino?
Ciao
Angelo di Ariccia
Angelo in parte sono d'accordo con te, vale a dire che la porchetta aromatica, mediamente grassa e succulenta, si presta bene ad essere accompagnata da vini freschi (sgrassano) abboccati (lo zucchero conserva gli aromi delle vinacce e compensa la speziatura).
Il punto è che la Romanella in realtà quando è fresca (momento migliore per essere bevuta) è ancora mosto in fase finale di fermentazione per cui una volta trangugiata continua la sua opera fermentativa nel nostro stomaco insieme agli zuccheri presenti non ancora trasformati in alcool/assimilati, questo comporta - se ne beviamo diversi bicchieri - problemi digestivi ed emicranie....... Se ci pensi a volte bastano due bicchieri per farci sentire euforici....... eppure la gradazione della Romanella è così bassa (parliamo al massimo di 11 gradi alcolici). Non è certo salutare tutto questo e, se non sbaglio, quando mangiamo dovremmo porre una certa attenzione alla nostra salute e non trangugiare tutto quello che ci capita intorno! Comunque esiste il libero arbitrio!
Ciao e grazie di aver espresso la tua opinione.
Marco
Marco io non so di dove sei(non credo romano)ma troppa gente si è ubriacata e divertita con la romanella.Ora se ci mettiamo a fare i sofisti del vino sulla romanella è finita!Se vai ad Ariccia o in un'altra qualsiasi fraschetta dei castelli si beve la romanella, poi te se ogni pasto (compreso un panino con la porchetta) stappi un Montepulciano del 1958 sono contento per te.
Caro “Anonimo” ti ringrazio per avermi scritto e dato la possibilità di approfondire alcuni aspetti sulla Romanella.
Rispondo alle tue domande, non sono in effetti nato a Roma ma ho vissuto a Roma tutta la mia infanzia e maturità (dal 1960 al 2003) e mi sento abbastanza Romano per valutarne anche gli usi e costumi, conosco molto bene i Castelli Romani che visito spesso tutt’ora in quanto vivono sia i miei due fratelli che mio cognato, le fraschette le ho frequentate spesso da giovane e tutt’ora ogni tanto quando capita, conosco molti produttori vinicoli dei Castelli e i loro prodotti.
Mi spiace se con il mio post ho offeso l’onorabilità della Romanella e la sua funzione sociale che tu evidenzi, non era questo il punto che desideravo far emergere dalle mie considerazioni, io sono molto libertario nei miei atteggiamenti per cui per me ognuno può mangiare e bere quel che vuole ma –SECONDO ME – è essenziale che lo faccia con coscienza e sappia che cosa inghiotte per cui i miei post sono essenzialmente informativi cui aggiungo ovviamente la mia opinione.
Abboccato, fresco, leggermente frizzantino……… rosatello quanto basta con sfumature più o meno accentuate sul rosso rubino…….molto accattivante e gradevole al primo impatto….. ecco il vino! Ecco la Romanella dei Castelli Romani! Per chi va alle fraschette è un rito un “MUST” ma già dopo qualche bicchiere gira un po’ la testa e poi in fase digestiva qualche bruciore di troppo…….. Non voglio aggiungere altro perché ne ho già parlato in altre occasioni, aggiungo che le possibilità di bere un vino genuino esistono, seppur scarse, e dipendono sia dal periodo dell’anno (preferibile in inverno) e dalla provenienza, di solito – purtroppo – quelli che creano la “Romanella” per tutte le stagioni sono imbottigliatori e difficilmente si capisce da dove viene questo vino…………….. Prova a chiedere all’oste con quali uve è stata realizzata la “romanella” ……. Non ti saprà rispondere, nessuno lo sa, nemmeno chi ha prodotto il “vino”! Comunque, ad onor del vero, anch’io ventenne mi divertivo alle fraschette con poche lire a gozzovigliare con gli amici davanti ad enormi piatti di affettati, formaggi e ortaggi sott’olio e, devo dire, l’atmosfera era grandiosa! Per gli amici euforici, per l’ambiente informale e caciarone, per le battute più o meno pesanti, per l’aria di libertà che si respirava…… e la Romanella era solo un contorno trascurabile…….. pian piano – dopo ripetuti problemi di deambulazione e gastrointestinali ho capito che se non c’era un vino imbottigliato era meglio un bel boccale di birra e le Fraschette le ho frequentate lo stesso! In sintesi ogni tanto si può fare …… un po’ di trasgressione aiuta a vivere ma è importante essere consapevoli.
ERRARE E’ UMANO PERSEVERARE E’ DIABOLICO! Specialmente quando c’e di mezzo la salute!
Per quanto riguarda il “Montepulciano del 1958” che prediligerei secondo l’amico Anonimo, due considerazioni: prima il Montepulciano non è un vitigno da lunghi invecchiamenti, seconda spesso non disdegno vini a pochi euro purchè siano vini e poi dipende da cosa si mangia. ln fraschetta berrei volentieri un ottimo Lambrusco o, per rimanere sui vini autoctoni, sceglierei un gradevole cesanese : in inverno un veste di vino novello rosso dei castelli Romani e dalla primavera in poi nella sua veste giovane (ultima vendemmia) abboccata e vivace sempre imbottigliati a meno che non ordiniamo in una fraschetta di un produttore di vini (soluzione migliore). Ringrazio l’amico Anonimo per l’opportunità che mi ha dato per questo approfondimento.
Caro “Anonimo” ti ringrazio per avermi scritto e dato la possibilità di approfondire alcuni aspetti sulla Romanella.
Rispondo alle tue domande, non sono in effetti nato a Roma ma ho vissuto a Roma tutta la mia infanzia e maturità (dal 1960 al 2003) e mi sento abbastanza Romano per valutarne anche gli usi e costumi, conosco molto bene i Castelli Romani che visito spesso tutt’ora in quanto vivono sia i miei due fratelli che mio cognato, le fraschette le ho frequentate spesso da giovane e tutt’ora ogni tanto quando capita, conosco molti produttori vinicoli dei Castelli e i loro prodotti.
Abboccato, fresco, leggermente frizzantino……… rosatello quanto basta con sfumature più o meno accentuate sul rosso rubino…….molto accattivante e gradevole al primo impatto….. ecco il vino! Ecco la Romanella dei Castelli Romani! Per chi va alle fraschette è un rito un “MUST” ma già dopo qualche bicchiere gira un po’ la testa e poi in fase digestiva qualche bruciore di troppo…….. Non voglio aggiungere altro perché ne ho già parlato in altre occasioni, aggiungo che le possibilità di bere un vino genuino esistono, seppur scarse, e dipendono sia dal periodo dell’anno (preferibile in inverno) e dalla provenienza, di solito – purtroppo – quelli che creano la “Romanella” per tutte le stagioni sono imbottigliatori e difficilmente si capisce da dove viene questo vino…………….. Prova a chiedere all’oste con quali uve è stata realizzata la “romanella” ……. Non ti saprà rispondere, nessuno lo sa, nemmeno chi ha prodotto il “vino”! Comunque, ad onor del vero, anch’io ventenne mi divertivo alle fraschette con poche lire a gozzovigliare con gli amici davanti ad enormi piatti di affettati, formaggi e ortaggi sott’olio e, devo dire, l’atmosfera era grandiosa! Per gli amici euforici, per l’ambiente informale e caciarone, per le battute più o meno pesanti, per l’aria di libertà che si respirava…… e la Romanella era solo un contorno trascurabile…….. pian piano – dopo ripetuti problemi di deambulazione e gastrointestinali ho capito che se non c’era un vino imbottigliato era meglio un bel boccale di birra e le Fraschette le ho frequentate lo stesso! In sintesi ogni tanto si può fare …… un po’ di trasgressione aiuta a vivere ma è importante essere consapevoli.
ERRARE E’ UMANO PERSEVERARE E’ DIABOLICO! Specialmente quando c’e di mezzo la salute!
Per quanto riguarda il “Montepulciano del 1958” che prediligerei secondo l’amico Anonimo, due considerazioni: prima il Montepulciano non è un vitigno da lunghi invecchiamenti, seconda spesso non disdegno vini a pochi euro purchè siano vini e poi dipende da cosa si mangia. ln fraschetta berrei volentieri un ottimo Lambrusco o, per rimanere sui vini autoctoni, sceglierei un gradevole cesanese : in inverno un veste di vino novello rosso dei castelli Romani e dalla primavera in poi nella sua veste giovane (ultima vendemmia) abboccata e vivace sempre imbottigliati a meno che non ordiniamo in una fraschetta di un produttore di vini (soluzione migliore). Ringrazio l’amico Anonimo per l’opportunità che mi ha dato per questo approfondimento.
Caro “Anonimo” ti ringrazio per avermi scritto e dato la possibilità di approfondire alcuni aspetti sulla Romanella.
Rispondo alle tue domande, non sono in effetti nato a Roma ma ho vissuto a Roma tutta la mia infanzia e maturità (dal 1960 al 2003) e mi sento abbastanza Romano per valutarne anche gli usi e costumi, conosco molto bene i Castelli Romani che visito spesso tutt’ora in quanto vivono sia i miei due fratelli che mio cognato, le fraschette le ho frequentate spesso da giovane e tutt’ora ogni tanto quando capita, conosco molti produttori vinicoli dei Castelli e i loro prodotti.
Abboccato, fresco, leggermente frizzantino……… rosatello quanto basta con sfumature più o meno accentuate sul rosso rubino…….molto accattivante e gradevole al primo impatto….. ecco il vino! Ecco la Romanella dei Castelli Romani! Per chi va alle fraschette è un rito un “MUST” ma già dopo qualche bicchiere gira un po’ la testa e poi in fase digestiva qualche bruciore di troppo…….Non voglio aggiungere altro perché ne ho già parlato in altre occasioni, aggiungo che le possibilità di bere un vino genuino esistono, seppur scarse, e dipendono sia dal periodo dell’anno (preferibile in inverno) e dalla provenienza, di solito – purtroppo – quelli che creano la “Romanella” per tutte le stagioni sono imbottigliatori e difficilmente si capisce da dove viene questo vino…………….. Prova a chiedere all’oste con quali uve è stata realizzata la “romanella” ……. Non ti saprà rispondere, nessuno lo sa, nemmeno chi ha prodotto il “vino”! ln fraschetta berrei volentieri un ottimo Lambrusco o, per rimanere sui vini autoctoni, sceglierei un gradevole cesanese : in inverno un veste di vino novello rosso dei castelli Romani e dalla primavera in poi nella sua veste giovane (ultima vendemmia) abboccata e vivace sempre imbottigliati a meno che non ordiniamo in una fraschetta di un produttore di vini (soluzione migliore). Ringrazio l’amico Anonimo per l’opportunità che mi ha dato per questo approfondimento.
Caro “Anonimo” ti ringrazio per avermi scritto e dato la possibilità di approfondire alcuni aspetti sulla Romanella.
Rispondo alle tue domande, non sono in effetti nato a Roma ma ho vissuto a Roma tutta la mia infanzia e maturità (dal 1960 al 2003) e mi sento abbastanza Romano per valutarne anche gli usi e costumi, conosco molto bene i Castelli Romani che visito spesso tutt’ora in quanto vivono sia i miei due fratelli che mio cognato, le fraschette le ho frequentate spesso da giovane e tutt’ora ogni tanto quando capita, conosco molti produttori vinicoli dei Castelli e i loro prodotti.
Abboccato, fresco, leggermente frizzantino……… rosatello quanto basta con sfumature più o meno accentuate sul rosso rubino…….molto accattivante e gradevole al primo impatto….. ecco il vino! Ecco la Romanella dei Castelli Romani! Per chi va alle fraschette è un rito un “MUST” ma già dopo qualche bicchiere gira un po’ la testa e poi in fase digestiva qualche bruciore di troppo…….Non voglio aggiungere altro perché ne ho già parlato in altre occasioni, aggiungo che le possibilità di bere un vino genuino esistono, seppur scarse, e dipendono sia dal periodo dell’anno (preferibile in inverno) e dalla provenienza, di solito – purtroppo – quelli che creano la “Romanella” per tutte le stagioni sono imbottigliatori e difficilmente si capisce da dove viene questo vino…………….. Prova a chiedere all’oste con quali uve è stata realizzata la “romanella” ……. Non ti saprà rispondere, nessuno lo sa, nemmeno chi ha prodotto il “vino”! ln fraschetta berrei volentieri un ottimo Lambrusco o, per rimanere sui vini autoctoni, sceglierei un gradevole cesanese : in inverno un veste di vino novello rosso dei castelli Romani e dalla primavera in poi nella sua veste giovane (ultima vendemmia) abboccata e vivace sempre imbottigliati a meno che non ordiniamo in una fraschetta di un produttore di vini (soluzione migliore). Ringrazio l’amico Anonimo per l’opportunità che mi ha dato per questo approfondimento.
Caro “Anonimo” ti ringrazio per avermi scritto e dato la possibilità di approfondire alcuni aspetti sulla Romanella.
Rispondo alle tue domande, non sono in effetti nato a Roma ma ho vissuto a Roma tutta la mia infanzia e maturità (dal 1960 al 2003) e mi sento abbastanza Romano per valutarne anche gli usi e costumi, conosco molto bene i Castelli Romani che visito spesso tutt’ora in quanto vivono sia i miei due fratelli che mio cognato, le fraschette le ho frequentate spesso da giovane e tutt’ora ogni tanto quando capita, conosco molti produttori vinicoli dei Castelli e i loro prodotti. Abboccato, fresco, leggermente frizzantino……… rosatello quanto basta con sfumature più o meno accentuate sul rosso rubino…….molto accattivante e gradevole al primo impatto….. ecco il vino! Ecco la Romanella dei Castelli Romani! Per chi va alle fraschette è un rito un “MUST” ma già dopo qualche bicchiere gira un po’ la testa e poi in fase digestiva qualche bruciore di troppo…….. Prova a chiedere all’oste con quali uve è stata realizzata la “romanella” ……. Comunque, ad onor del vero, anch’io ventenne mi divertivo alle fraschette con poche lire a gozzovigliare con gli amici davanti ad enormi piatti di affettati, formaggi e ortaggi sott’olio e, devo dire, l’atmosfera era grandiosa!
Caro “Anonimo” ti ringrazio per avermi scritto e dato la possibilità di approfondire alcuni aspetti sulla Romanella.
Rispondo alle tue domande, non sono in effetti nato a Roma ma ho vissuto a Roma tutta la mia infanzia e maturità (dal 1960 al 2003) e mi sento abbastanza Romano per valutarne anche gli usi e costumi, conosco molto bene i Castelli Romani che visito spesso tutt’ora in quanto vivono sia i miei due fratelli che mio cognato, le fraschette le ho frequentate spesso da giovane e tutt’ora ogni tanto quando capita, conosco molti produttori vinicoli dei Castelli e i loro prodotti. Abboccato, fresco, leggermente frizzantino……… rosatello quanto basta con sfumature più o meno accentuate sul rosso rubino…….molto accattivante e gradevole al primo impatto….. ecco il vino! Ecco la Romanella dei Castelli Romani! Per chi va alle fraschette è un rito un “MUST” ma già dopo qualche bicchiere gira un po’ la testa e poi in fase digestiva qualche bruciore di troppo…….. Prova a chiedere all’oste con quali uve è stata realizzata la “romanella” ……. Comunque, ad onor del vero, anch’io ventenne mi divertivo alle fraschette con poche lire a gozzovigliare con gli amici davanti ad enormi piatti di affettati, formaggi e ortaggi sott’olio e, devo dire, l’atmosfera era grandiosa!
Ciao! ti commento che la romanella è uno dei miglior vini locali.. se accoppiata con un panino con porchetta è da premio!
Ciao Danni..... come si dice "de gustibus non disputandum est......" non è buono ciò che è buono ma è buono ciò che piace! Ma sarà vero?Desidero ribadirti il concetto, la romanella spinata solo e direttamente in cantina del produttore da febbraio ad Aprile può essere una bevanda gradevole, da sconsigliare in altri casi per motivi salutari..... E per risponderti meglio, anche la coca cola è gradevole con un panino con porchetta ma che esito ha nel nostro stomaco? Ai posteri l'ardua sentenza! Mi faresti cosa gradita se mi indicassi un posto dove si può degustare una romanella come si deve..................... A proposito qual'è il tuo vino preferito?
Ciao e spero di leggerti presto!
Marco
ma vattennaffanculo!Na bottia' dde merda 68 euro? h aha ah ah ah ma vattenaffanculo lo assajato e fa puro schifo.
Ma la ffate finita^ ho assaggiato i piu' costosi vini nelle migliori enoteche ed a parte qualcuno , parlando di vini frizzanti costosissimi molti erano da cestinare , la romanella li fregava tutti monsupello lambruschi e parlo di costosi vini la romanella era meglio!!! percio ' non rompete i cojoni per fare soldi ma come si fa a pagare un mezzolitro di merda 70 euro? 100 euro? hooooooooooooo ma siete scemi? fosse buono..
Per il commentatore "Anonimo" del 29 Marzo : non merita alcun commento visto la volgarità e l'assoluta ignoranza in materia!
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