E’ tempo di feste e mi sembrava giusto completare i concetti già espressi sugli abbinamenti cibo/vino c
on la sezione dedicata ai dolci. Abbiamo, infatti, scritto diffusamente sugli abbinamenti del vino con pietanze sapide, ma fino ad ora non avevamo approfondito l’argomento dell’abbinamento del vino con cibi dolci. Nel primo caso abbiamo scritto (vedi post precedenti) che vale il principio della contrapposizione (grassezza del cibo con acidità ed effervescenza del vino, sapidità e tendenza acida del cibo con morbidezza del vino e via dicendo…….).
Per i dolci e i prodotti di pasticceria in genere in abbinamento al vino vale invece il principio della concordanza. Per cui dovremo orientarci verso vini che abbiano come qualità gustativa fondamentale la dolcezza più o meno evidente ( un r
esiduo zuccherino minimo 25/30 grammi/litro) tenendo conto in seconda battuta dell’aromaticità e dell’alcolicità (vedremo poi come).
Da tener presente che l’intensità/persistenza olfattiva o P.A.I. (persistenza aromatica intensa) ricerca in ogni caso la concordanza tra cibo e vino per salvaguardare ed esaltare il principio dell’armonia dell’abbinamento e delle percezioni olfattive e gustative, rammentiamo che questo principio vale sia per i dolci che per le pietanze “sapide” in genere.
In sostanza il nostro vino da abbinare ai dolci deve avere le seguenti caratteristiche:
· essere dolce con un livello zuccherino adeguato (almeno 30 gr litro) ma in modo non
diretto al dolce da abbinare (per esempio crostata vino di buon corpo tipo marsala/porto o passito da uve rosse recioto valpolicella, marrons glaces con vini passiti molto strutturati e con buona alcolicità)
· essere morbido vale a dire senza tannini e acidità in evidenza
· disporre di effervescenza in presenza di dolci alla panna e/ creme (con un dolce “Charlotte” un buon moscato d’Asti spumante dolce)
· una buona P.A.I. in abbinamento a dolci particolarmente aromatici e/o speziati (panforte passito di Pantelleria, moscadello di Montalcino passito, vini dolci muffati)
· alcolicità del vino graduata in funzione della complessità e pastosità del dolce tali car
atteristiche si riscontrano, normalmente, nei dolci secchi
Ricordiamo infine che i vini dolci fermi (passiti e muffati) si abbinano molto bene con i formaggi stagionati piccanti e/o erborinati e con i patè di fegato d’oca in particolare; fare attenzione a commisurare il grado zuccherino del vino alla struttura e complessità organolettica dei formaggi e dei patè.
Consiglio di fine anno del Sommelier:
on la sezione dedicata ai dolci. Abbiamo, infatti, scritto diffusamente sugli abbinamenti del vino con pietanze sapide, ma fino ad ora non avevamo approfondito l’argomento dell’abbinamento del vino con cibi dolci. Nel primo caso abbiamo scritto (vedi post precedenti) che vale il principio della contrapposizione (grassezza del cibo con acidità ed effervescenza del vino, sapidità e tendenza acida del cibo con morbidezza del vino e via dicendo…….).Per i dolci e i prodotti di pasticceria in genere in abbinamento al vino vale invece il principio della concordanza. Per cui dovremo orientarci verso vini che abbiano come qualità gustativa fondamentale la dolcezza più o meno evidente ( un r
esiduo zuccherino minimo 25/30 grammi/litro) tenendo conto in seconda battuta dell’aromaticità e dell’alcolicità (vedremo poi come).Da tener presente che l’intensità/persistenza olfattiva o P.A.I. (persistenza aromatica intensa) ricerca in ogni caso la concordanza tra cibo e vino per salvaguardare ed esaltare il principio dell’armonia dell’abbinamento e delle percezioni olfattive e gustative, rammentiamo che questo principio vale sia per i dolci che per le pietanze “sapide” in genere.
In sostanza il nostro vino da abbinare ai dolci deve avere le seguenti caratteristiche:
· essere dolce con un livello zuccherino adeguato (almeno 30 gr litro) ma in modo non
diretto al dolce da abbinare (per esempio crostata vino di buon corpo tipo marsala/porto o passito da uve rosse recioto valpolicella, marrons glaces con vini passiti molto strutturati e con buona alcolicità) · essere morbido vale a dire senza tannini e acidità in evidenza
· disporre di effervescenza in presenza di dolci alla panna e/ creme (con un dolce “Charlotte” un buon moscato d’Asti spumante dolce)
· una buona P.A.I. in abbinamento a dolci particolarmente aromatici e/o speziati (panforte passito di Pantelleria, moscadello di Montalcino passito, vini dolci muffati)
· alcolicità del vino graduata in funzione della complessità e pastosità del dolce tali car
atteristiche si riscontrano, normalmente, nei dolci secchi Ricordiamo infine che i vini dolci fermi (passiti e muffati) si abbinano molto bene con i formaggi stagionati piccanti e/o erborinati e con i patè di fegato d’oca in particolare; fare attenzione a commisurare il grado zuccherino del vino alla struttura e complessità organolettica dei formaggi e dei patè.
Consiglio di fine anno del Sommelier:
per favore non brindate con uno spumante brut con il dolce! Indirizzatevi verso un demi-sec se non amate lo spumante dolce (eppure il Moscato d’Asti “vero” è così gradevole e aromaticamente gradevole!)
UN ANNO 2009 FELICE E PIENO DI SODDISFAZIONI PER TUTTI VOI!
UN ANNO 2009 FELICE E PIENO DI SODDISFAZIONI PER TUTTI VOI!
12 commenti:
Ciao Marco sono Enrico...volevo farti una domanda a tal proposito:é possibile aprire una cena con erborinati passare ad un foie gras e chiudere con marrons glaces il tutto sempre accompagnato unicamente da Sauternes?grazie
Ciao Enrico, è un piacere leggerti.
Impostare una "cena" siffatta(se ho capito bene le pietanze sarebbero costituite da formaggi erborinati e foie gras per chiudere con marrons glaces)è abbastanza impegnativo. Direi che per il "fegato grasso" (da servire per primo) e gli erborinati va bene il Sauternes (attento a quale scegli perchè non tutti hanno la struttura per reggere da soli i formaggi erborinati molto potenti e piccanti), usa per accompagnare del pane al burro o alle noci che sia poco o per niente salato (serve a compensare il piccante e la speziatura) . Il Sauternes "classico" - a mio avviso - non è adatto invece ad accompagnare i marrons glaces. In questo caso opterei per un buon porto o sherry o un ottimo passito Florio (Morsi di Luce)o se preferisci un "Cartizze" che abbia un buon residuo zuccherino (almeno 40 gr litro) ottimo per chiudere e lasciare fresca e pulita la bocca dopo i sapori "impegnativi" del patè e dei formaggi.
Un salutone!
Marco
Ciao Marco, come stai?io ho trovato un corso dell'AIS a Brussels ma per ora 1400 euro da investire in questo bellissimo corso non li ho...continuo ad essere un'autodidatta e a leggere molto. Tra le letture preferite sull'argomento acquista sempre più importanza il tuo blog che è veramente ben fatto, complimeti!!!Vorrei cercare di buttar giu anch'io due righe sui vari abbinamenti possibili per vedere se riesco a cominciare a capire la filosofia che muove questa professione, ma ho ancora purtroppo molte lagune!!ad esempio ora sò che i formaggi erborinati si abbinano bene a vini molto dolci come i passiti (ad esempio un buon Sauternes) ma se dovessi spiegare il perchè tecnicamente questo matrimonio sia perfetto non lo saprei fare!!!mi puoi dare qualche consiglio sull'argomento?
Ti ringrazio, Enrico
Ancora una considerazione: per chiudere una cenetta bagnata da Sauternes è possibile allora inserire un Panforte o dei dolcetti secchi alle noci o alle nocciole?
grazie, Enrico
Caro Enrico,ti ringrazio per i tuoi apprezzamenti al blog..... faccio del mio meglio in modo molto artigianale......
Vedo con piacere che sei un fan dei Sauternes, è un grandissimo vino che prima di essere passito è identificabile come MUFFATO/passito e per questo bisogna essere attenti agli abbinamenti.Ciò vuol dire che le pietanze che abbiniamo devono possedere una buona P.A.I. (persistenza aromatica intensa)e poi ricordiamoci che non tutti i Sauternes sono uguali.........e - specialmodo per i muffati - non tutte le annate sono uguali...... ergo non generalizzare troppo!
I formaggi erborinati, piccanti e stagionati DI BUON LIVELLO sono ok, un "brie" ANONIMO da supermercato NO (in questo caso va bene anche un rosso di buona struttura senza scomodare i passiti).Per il fine cena sta bene il Sauternes con il panforte e dolcetti secchi con frutta secca. Personalmente mi accontenteri di un buon passito siciliano a base di moscato di Alessandira o Zibibbo che dir si voglia(p.e. Morsi di Luce di Florio) oppure un marsala serio (Targa di Florio), in ogni caso la tua proposta è perfettamente condivisibile.Penso che hai già capito perfettamente il senso degli abbinamenti... bravo e a presto
Marco
Caro Marco ti ringrazio con l'incoraggiamento che mi hai dato e con la pazienza che ci metti con me ma capire gli abbinamenti non è per nulla facile: ad esempio un risotto con cavolo rosso e pancetta tu lo definisci tendenzialmente morbido o duro? io direi morbido poichè mi sembra un piatto abbastanza "dolce".il vino istintivamente andrei su un bianco o al massimo un rosso morbido e leggero ma non riuscirei per ora a dire altro...tu cosa ne pensi?grazie
Ciao Enrico, riso (neutro, morbido, tendenza dolce), cavolo rosso (tendenza dolce, succulenza,finale leggermente ossidato), pancetta (grassezza, lieve aromaticità, sapidità),la combinazione determina un piatto abbastanza morbido e leggermente aromatico.Con queste caratteristiche del piatto bisogna abbinare un vino bianco equilibrato con una buona acidità e leggera aromaticità,ne abbiamo tantissimi sul mercato, escluderei un rosso anche leggero salvo rettificare il piatto mettendo un ottimo speck stagionato e mantecando con del formaggio abbastanza grasso e dal gusto intenso (taleggio, fontina valdostana....). I tuoi suggerimenti sono comunque corretti! Bravo
Marco
Ciao Marco, dopo aver capito più o meno le tecniche per abbinare cibo e vino, ora vorrei capire come faccio a stabilire se un vino ha una certa acidità (ad esempio un vino giovane?ma un vino per dirsi tale di che annata deve essre al massimo?)se è rotondo oppure no,se è duro o morbito, se ha un gusto con una certa sapidità...posso capirlo dalle uve con cui è fatto?posso capirlo dal territorio dov'è prodotto?dalle tecniche di produzione?insomma quando sono
davanti ad uno scaffale pieno di bottiglie di vino e devo cercare un vino con determinate caratteristiche per la mia cena, come mi oriento?grazie...
Caro Enrico, premesso che acidità o freschezza non è un difetto se il grado di acidita è "misurato". Inoltre bisogna fare un distinguo fondamentale tra bianchi e rossi. I primi ovviamente hanno un tenore di acidità mediamente più elevato rispetto ai rossi. Detto questo direi che l'acidità è maggiore se:
- vino imbottigliato con breve affinamento
- elevata quantità di uva prodotta per ettaro
-scarsa selezione dei grappoli
-imbottigliamento effettuato da un imbottigliatore e non direttamente dal produttore
di solito è minore se:
-vitigni vecchi
- uso del legno per fermentazione e affinamento
-malolattica svolta
-lungo affinamento
I parametri sono tantissimi, per l'acquisto del vino ti suggerisco di andare in enoteca e farti consigliare, chiedere le schede tecniche dei vini o consultarle preventivamente via internet.
La cosa migliore è assaggiare il vino e giudicare perchè i risultati sull'acidità non sono standardizzati, possono cambiare da una vendemmia all'altra sullo stesso vino. Comunque in cantina i correttivi sono tanti e dipende molto dall'enologo e dai costi che il produttore è disposto a spendere per alzare la qualità dei suoi prodotti........
Spero di esserti stato di aiuto almeno un pò....
Ciao
Grazie Marco....ancora una cosa: un vino giovane per dirsi tale di che annata al massimo può essere?grazie
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