Desider
o esprimere la mia più profonda critica ad un vino che ho avuto recentemente l’occasione di “testare” a casa di un mio parente che lo custodiva in cantina per le migliori occasioni (pubblicità anima del commercio………..).
Si tratta di una D.o.c. Sant’Antimo in quel bellissimo territorio di Montalcino, il suo nome è Excelsus annata 2000 del famoso produttore “Castello Banfi”.
Assaggiare questo vino e sorprendersi per la sue caratteristiche organolettiche direi “inusitate” è stato un tutt’uno! Già alla vista si presentava di un colore nero diciamo sui generis per la tipologia, roteando il bicchiere appariva assai denso, quasi viscoso degno di un passito e poco trasparente, sentori spinti di frutta rossa e sottobosco, burroso e caramelloso. Al gusto poi…………… una morbidezza sfacciata quasi smielato da vin brulè, tondo, pastoso, esente da alcuna freschezza e tannicità, molle e troppo maturo, ho pensato che le sue connotazioni erano più vicine ad un vino poco tannico del sud dopo eccessiva maturazione in legno e previa aggiunta di mosto cotto, eppure si trattava di un altro vino etichettato come Sant’Antimo Rosso………… ma che c’entra?
o esprimere la mia più profonda critica ad un vino che ho avuto recentemente l’occasione di “testare” a casa di un mio parente che lo custodiva in cantina per le migliori occasioni (pubblicità anima del commercio………..).Si tratta di una D.o.c. Sant’Antimo in quel bellissimo territorio di Montalcino, il suo nome è Excelsus annata 2000 del famoso produttore “Castello Banfi”.
Assaggiare questo vino e sorprendersi per la sue caratteristiche organolettiche direi “inusitate” è stato un tutt’uno! Già alla vista si presentava di un colore nero diciamo sui generis per la tipologia, roteando il bicchiere appariva assai denso, quasi viscoso degno di un passito e poco trasparente, sentori spinti di frutta rossa e sottobosco, burroso e caramelloso. Al gusto poi…………… una morbidezza sfacciata quasi smielato da vin brulè, tondo, pastoso, esente da alcuna freschezza e tannicità, molle e troppo maturo, ho pensato che le sue connotazioni erano più vicine ad un vino poco tannico del sud dopo eccessiva maturazione in legno e previa aggiunta di mosto cotto, eppure si trattava di un altro vino etichettato come Sant’Antimo Rosso………… ma che c’entra?
Si è capito che non mi piace affatto? Ma la finezza dei supertuscans dove è andata a finire……..Boh?!
E’ un blend di Merlot e Cabernet Sauvignon ma vinificati all’americana………
Un vino che il mercato offre – si fa per dire – dai 40 Euro fino ai 100 euro e più a seconda delle annate! Roba da far rivoltare nella tomba anche il buon Sant’Antimo prima maniera!
Qualcuno di voi ha mai sperimentato questo vino? Mi piacerebbe sentire cosa ne pensate.
A presto, Marco
2 commenti:
Ciao,
ho conosciuto una sommelier e deveo dire che si tratta di una professione estremamente affascinante e che ti permette di venire a conoscenza di segreti non solo sul vino ma anche sulla birra! Molto divertente direi. In più ho trovato questo
http://www.gazzettadellavoro.com/sommelier-chi-cosa-fa/1153/
e ho letto che per diventare sommelier c'è un esame da sostenere. insomma è pure una professione tosta!
Ciao "Anonimo", come tutte le attività - per attuarle bene - è necessario essere dei professionisti seri per cui documentarsi sempre e tenersi continuamente aggioranti, sperimentare e vivere quotidianamente le novità del mercato e poi non farsi "SPONSORIZZARE" da nessuno, vale a dire cercare di essere sempre obiettivi nei guidizi. Forse quest'ultimo aspetto è il più difficile da seguire....... immaginerai anche perchè!
A presto e grazie per i complimenti.Se passi da Nepi vienimi a trovare in Enoteca ho tanti vini di qualità poco noti e a prezzi accessibilissimi!
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