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lunedì 23 marzo 2009

Il vino preferito dal nostro test : Amarone della Valpolicella

Cari amici il nostro test sul vino si è concluso è ha sentenziato che il vino rosso preferito dai visitatori del Blog è l’Amarone della Valpolicella, infatti questo vino ha ottenuto ben il 18% delle preferenze! Al secondo posto il Barolo (10%) e poi a seguire il Sagrantino di Montefalco, il Brunello di Montalcino e il Nero d’Avola con l’8%, il Barbaresco 7% e così a scendere i Bolgheresi o “Supertuscans”, Montepulciano d’Abruzzo, Taurasi e Primitivo di Manduria (5%), Sfurzat, Morellino di Scansano, Chianti Gallo Nero, Nobile di Montepulciano, Cesanese d’Affile e Cirò, da notare il Carmignano nessun voto! Eppure è un grande vino, presto ne parleremo. Riportiamo nel post le etichette dei vini giunti ai primi tre posti!
A questo punto desidero soffermarmi un attimo sul vino vincitore “L’Amarone” questo vino così particolare che ha tanti estimatori! Forse non tutti sanno che l’Amarone è “figlio” - per così dire - del Recioto, altro famoso vino rosso della Valpolicella di gusto dolce, diversamente dall’Amarone che è un secco (da non confondere con il Recioto di Soave che ha origine da vitigni a bacca bianca).
Dato che l’Amarone è conseguenza “temporale” del Recioto scriveremo di quest’ultimo per comprendere meglio la “genesi creativa”. Il vino Recioto nacque spontaneamente nel Veronese nella seconda metà dell’Ottocento e deriverebbe dalla parola “recia” (orecchia) che significa grappolo scelto o anche sinonimo delle così dette “ali” dei grandi grappoli messi all’appassimento.
E’ da sempre considerato un vino da gustare nelle migliori occasioni, vino ampio, di gran corpo e struttura, dolce quanto basta per essere apprezzato sia in abbinamento a dolci secchi e torte particolarmente elaborate, esenti da creme e panna, oppure per equilibrare i sapori di formaggi stagionati piccanti, speziati o erborinati . Le uve per la produzione del Recioto sono le stesse che compongono il vino Valpolicella Classico: Corvina, Rondinella e Molinara che vengono raccolte tra settembre e ottobre, poste successivamente nei fruttai per l’appassimento e aumentare la concentrazione di zuccheri. Le uve devono essere selezionate al fine di avere acini perfetti, integri ed immuni da qualsiasi difetto. Terminato il periodo di appassimento “forzato”, i grappoli sono oggetto di pigiatura soffice e macerazione a contatto delle bucce per un periodo i circa 30 giorni a contatto con il mosto in fermentazione a basse temperature per estrarre al meglio i profumi e la complessità aromatica delle uve appassite. La gestione continua in cantina per almeno un anno con tecniche complesse fino a bloccare la fermentazione in modo tale da lasciare un certo quantitativo di zuccheri non svolti; ma proprio a seguito di un “errore” di vinificazione accadde di lasciare completare la fermentazione degli zuccheri fino a rendere il vino “secco” , così nacque l’Amarone!
Il risultato è un vino con una gradazione complessiva di almeno 14 gradi, il colore è rosso granato carico, olfattivamente si presenta complesso denunciando nel tempo profumi terziari, gran corpo, morbido, caldo, equilibrato ed una PAI da primato per gli Amaroni migliori (ricordiamoci che anche tra gli Amaroni possiamo trovare dei vini scarsamente degni di questo nome!). A proposito di migliori con un occhio particolare al prezzo come è mia consuetudine (per un buon Amarone facilmente si superano i 70 Euro a bottiglia e – in alcuni casi – superano i 250 Euro a bottiglia!), desidero segnalare l’Amarone della Valpolicella dell’Azienda Brigaldara di Negrar (VE) nella versione base e crù “Case Vecie”, parliamo di grandi Amaroni forti di una complessità ed un armonia da primato, una struttura possente, pensate che per questo Amarone il base segna 16 gradi alcolici per la vendemmia 2004 e il “Case Vecie” 17,5% gr. per l’annata 2003!
Il Recioto 2003 Brigaldara indica 15,5 % alcool. Questi vini vengono commercializzati nella mia “Enoteca Nepesina” a € 37,00 e € 40,00 rispettivamente per il base e per il crù e Recioto. Per concludere e per giustificare in parte il costo degli Amaroni, dovete pensare che da circa 5 Kg di uva già appassita (quindi almeno 8 kg di uva fresca) si produce un litro di Recioto, bisogna poi considerare l’ulteriori costi di gestione per il periodo di maturazione e affinamento in cantina che porta mediamente l’uscita del vino in commercio dopo almeno 3 anni dalla vendemmia. L’Amarone è il re a tavola in presenza di primi di pasta ripiena o timballi al forno con ragù di cacciagione, secondi di cacciagione da pelo e piuma, stufati di carne, formaggi stagionati particolarmente strutturati e, se non trova degna compagnia, si apprezza in solitudine – meglio a fine pasto come vino da meditazione, e poi la bottiglia può rimanere aperta anche diversi giorni senza perdere le sue qualità gusto/olfattive. L’importante è scegliere senza essere influenzati troppo dal prezzo, una volta che si beve pensiamo a godere e non alla tasca!
Alla prossima bevuta virtuale!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono un appassonato di Prato e rimango sorpresa che il nostro ottimo vino "Carmignano" non abbia preso nemmeno un voto! Tu cosa ne pensi?
Un saluto da Francesca

marco ha detto...

Ciao Francesca, è proprio un'ingiustizia che il Carmignano non sia molto conosciuto! D'altra parte questo è lo scotto di essere "piccolini" (solo 100 ettari vitati per questa Docg!). So che i vini di Carmignano sono molto richiesti a livello internazionale e le scorte finiscono sempre...... Certo sarebbe più soddisfacente se la platea di estimatori fosse molto più ampia specialmente qui in Italia!
A presto, Marco