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martedì 17 marzo 2009

La Romanella (il vino intendo...) piace ai giovani ma a me no....... salvo bevuta fresca in Cantina a Primavera!

Quante richieste di informazioni ho ricevuto su questa Romanella! Purtroppo io non sono un enologo ma cercherò di spiegare meglio di cosa si tratta.
Deside
ro premettere brevemente che, per la produzione dei vini spumanti la legge Italiana consente l'uso dello zucchero (saccarosio), che è invece proibito, per ottenere i vini da pasto cosiddetti fermi o frizzanti (per questi ultimi la pressione si mantiene intorno a 1,5/2 atm).Il saccarosio serve sia come dolcificante sia per la rifermentazione. La rifermentazione avviene in bottiglia oppure in autoclave, comunque in recipiente resistente ed ermeticamente chiuso, al fine di non far fuoriuscire l'anidride carbonica che si forma.In commercio possiamo trovare spumanti artificiali e naturali; quelli artificiali sono i meno interessanti e i meno pregiati poiché non esiste la fase di rifermentazione naturale, ma l'anidride carbonica viene addizionata artificialmente. Le etichette delle bottiglie devono riportare obbligatoriamente, in questo caso, la scritta "aggiunto di anidride carbonica". Verificatele sempre al supermercato!
La Romanella è uno vino frizzante non meglio identificato fatto “in casa” e poco impegnativo prodotto ad uso “bettola” o “fraschetta” dei Castelli Romani (e non solo) che si basa sulla rifermentazione del vino in bottiglia senza prevedere l'eliminazione delle fecce. Al vino nuovo o vecchio dei castelli viene aggiunto saccarosio che, oltre a trasformare il vino base da secco ad abboccato lo rende anche leggermente frizzante in quanto, grazie allo zucchero, viene indotta una rifermentazione in bottiglia.
Per queste bottiglie di vino non esistono etichette né si sa bene con quali vitigni è prodotto sia il rosso che il bianco né a quale vendemmia risale……. Non è ovviamente classificabile (a Igt o Vdt), il fatto è che se bevuta fresca la Romanella, essendo leggermente frizzante e abboccata si abbina bene con la porchetta romana, la mortazza e gli insaccati casarecci speziati ed un po’ pi
ccanti dei Castelli Romani, tipo salsicce, salamini, coppiette ecc….. dolce e frizzante si contrappongono e rendono armonico l'abbinamento con grasso e spezie! Non voglio entrare in merito a giudizi sul prodotto ne ho già parlato in un mio precedente post, la sostanza è che piace tanto ai giovani e costa poco!
Con la Romanella siamo di fronte ad un vino non ben definito che potrebbe essere anche genuino se bevuto in cantina solo nel periodo primaverile in quanto la fase di fermentazione e di trasformazione degli zuccheri in alcool non è ancora completata né viene bloccata (quindi è vino dell’ultima vendemmia ancora in fase evolutiva), in questo caso saremmo di fronte ad un processo naturale. Adesso è il momento giusto per solarsi un buon bicchiere di Romane
lla visto che siamo a metà Marzo.
Diversamente quando la rifermentazione viene indotta su vino vecchio ormai fermo relativo magari a prodotto invenduto della vendemmia di un paio d’anni prima (oggi per la vendemmia 2007). Il risultato che è poi sempre il solito vino “Romanella” dipende da quello che ci viene messo dentro al vino (dovrebbero essere saccarosio e lieviti) per farlo rifermentare (spesso i grossi produttori e cantine sociali usano autoclavi per gestire la rifermentazione del vino), una volta bevuto avremo il piacere di indurre anche una rifermentazione nel nostro stomaco……..
Per chi si cimenta in operazioni casalinghe e vuole provare la Romanella autoprodotta la raccomandazione è quella di fare molta attenzione, se si aggiunge zucchero per ottenere un prodotto dolce, alla quantità del prodotto immesso e alla resistenza delle bottiglie alla pressio
ne. Non è raro vedere bottiglie rompersi in modo violento con esplosione di schegge di vetro e spumante che imbratta muri, mobili e vestiti! Chi vuole divertirsi alla produzione dello spumante casalingo, quindi, si faccia sempre consigliare da persona esperta. E’ norma in questi casi - partendo dal vino pronto – aggiungere 4 g/l di zucchero per ogni atmosfera desiderata (per un vino frizzante non più di 10 g/l), aggiungere lieviti per rifermentazioni (S. bayanus) e imbottigliare. Lasciare fermentare al fresco e poi, se da fastidio il fondo, usare il metodo Champenois…, cioè inclinare gradualmente la bottiglia per portare il fondo sulla punta, una volta raccolte le fecce nel collo della bottiglia stappare eliminando la feccia e rabboccare la bottiglia con vino normale. Se poi avrete fastidi gastrici non è colpa mia ma forse la materia prima e le sostanze addizionate non andavano bene! Mi raccomando non esagerate con vini di qualità incerta! Prosit a tutti i bevitori di Romanella! In questo caso ci vuole proprio...............

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Hai proprio ragione perchè mi è capitato di bere la romanella in cantina di un produttore direttamente dalla cisterna è devo dire che aveva tutt'altro gusto ripsetto a quella bevuta in fiaschetteria...... Sai indicrmi qualche bravo produttore dei castelli Romani?
Grazie
Antonio di Frattocchie

marco ha detto...

Sinceramente non sono in grado di aiutarti. Come avrai capito la vera romanella si beve in cantina e quella imbottigliata è spesso tutt'altra cosa........... Berla genuina è un fatto estemporaneo e dipende dalle annate.

AndreaEno84 ha detto...

io a volte ho modo di andare ad Ariccia (dove si trova quasi solo la tipica Romanella),e bevendola la mattina seguente ho sempre fortissimi bruciori di stomaco..e con ciò penso di aver detto tutto........

Anonimo ha detto...

Guarda che io ho assaggiato i migliori vini tipo romanella monsupello e lambruschelli vari anche costosi'! faceano schifo in confronto ad una bella romanella com'perata a frascati o a grottaferrata.

Anonimo ha detto...

la romanella fa veramente mal di testa e vomito e bruciori.

Anonimo ha detto...

Ho bevuto i migliori e piu costosi vini d'Italia che poteano somigliare al vino nella romanella ma ripeto costosissimi , vi dico che molte volte era meglio la romanella da 2 euro purtroppo la pubblicita' ci ha rimbambiti , tutti questi assaggiatori che roteano il bicchiere

marco ha detto...

Apprezzo i vostri commenti molto schietti a favore della "Romanella" dei castelli, personalmente rimango della stessa opinione. Forse sono stato frainteso, io critico la Romanella venduta in bottiglia con tappo in plastica e reggetta durante tuttu l'anno a prezzi inferiori a € 1,50 che non si sa da dove viene! Apprezzo invece i produttori che la commercializzano direttamente nelle proprie cantine in questo periodo dell'anno, quella è la vera "romanella" che sarebbe il vino nuovo ancora in evoluzione...... Poi i gusti sono svariati e ognuno può bere le schifezze che vuole!

Anonimo ha detto...

Ma te lo sai che la romanella che bevi il giorno prima stava su un altro tavolo. È cosa risaputa che le fraschette mischiano i vini avanzati sui tavoli