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martedì 1 settembre 2009

I VINI della Tuscia Viterbese

Grazie alle condizioni climatiche e alla natura dei terreni di alcune zone particolarmente favorevoli, la coltura della vite si è ben radicata nella Tuscia viterbese a tal punto che alcune produzioni sono diventate eccellenze nel settore enologico Nazionale. E’ opportuno segnalare quali sono le denominazioni Doc e IGT (non esistono Docg) che ricadranno presto nell’ambito delle Dop e Igp previste dal nuovo registro Comunitario ricadenti nella Ocm che stà appunto per Organizzazione Comune di Mercato.
Il D.O.C. Aleatico di Gradoli, (vitigno Aleatico) liquoroso e liquoroso riserva, di colore rosso con tonalità violacee, odore leggermente aromatico, pieno ed armonico, è prodotto nelle tipologie dolce; si abbina bene alla pasticceria secca e ai dolci con le nocciole.
Il D.O.C. Cerveteri si presenta con le tipologia del bianco e del rosso: il primo è robusto, sapido ed intenso, si adatta a primi piatti con salse e a pesci di mare arrosto o al sale; il rosso è abbastanza intenso ed è consigliato con carni ovine alla griglia o al forno. Vitigni utilizzati: trebbiano, malvasia di Candia e del Lazio,Verdicchio, Tocai, Bellone, Bombino (Bianchi), Sangiovese, Montepulciano, Cesanese comune, canaiolo nero, carignano e barbera (rossi).
Il D.O.C. Colli Etruschi Viterbesi comprende tipologie di vini espressione di monovitigni sia di tipo autoctono che internazionale, come Procanico, Grechetto, Rossetto, Moscatello, Violone, Canaiolo e Merlot.
Il D.O.C. Est! Est!! Est!!! è un vino conosciuto a livello internazionale che ancora evoca tradizioni leggendarie del territorio; si accompagna bene con antipasti, primi piatti con pesce, e con fritture di pesce di mare e di lago. Viene vinificato con trebbiano Toscano (Procanico), malvasia bianca e rossetto (trebbiano giallo)
Il D.O.C. Orvieto è un vino che si presenta giallo paglierino, con un odore delicato e gradevole; è prodotto nelle tipologie secco ed amabile, indicato come aperitivo o con piatti di verdure di stagione, carni bianche e formaggi freschi.
Il D.O.C. Tarquinia può essere un vino bianco, se prodotto con uve di Trebbiani e di Malvasie, o un vino rosso, con uvaggio di Sangiovese, Montepulciano e Casanese; sono vini di pronta beva se bianchi, più complessi i rossi se affinati in legno.
Nel D.O.C. Vignanello troviamo il vino bianco se prodotto con uve del Malvasia del Chianti, del Trebbiano Toscano e del Greco, mentre per il rosso si usano uve del Ciliegiolo e del Sangiovese; si abbina bene a zuppe e minestre di cereali, arrosti e carni diverse.
Segnaliamo le IGT (Indicazione geografica tipica):
La I.G.T. Civitella d’Agliano è riservata ai seguenti vini: bianchi, anche nella tipologia frizzante; rossi, anche nelle tipologie frizzante e novello; rosati, anche nella tipologia frizzante. Di particolare interesse i vini a base di Grechetto mentre per i rossi segnaliamo la buona espressione del Sangiovese e Merlot.
I.G.T. Colli Cimini ove sono compresi vini bianchi, rossi o rosati in vari blend dei vitigni tipici della zona già citati che ben si accompagnano ai piatti della tradizione locale anche a base di nocciole e castagne dei colli omonimi.
Nella I.G.T. Lazio possono confluire vitigni provenienti dall’intero territorio Laziale; i produttori della Tuscia Viterbese, miscelando sapientemente uve provenienti da vitigni autoctoni con altre provenienti da vitigni di altre province della regione, riescono ad ottenere vini che possiamo considerare interessanti sia per le tipologie del bianco che del rosso (Volgente di Mazziotti, Montemoro di Puri, Montiano di Falesco, Amadis di Isabella Mottura, Falesia di Paolo e Noemia d’Amico, Soremidio di Tenuta Sant’Isidoro, Brecceto e Paterno di Trappolini).
Altro sito d'interesse:http://www.cittadelvino.it/it/strade/strada-dellolio-del-vino-e-del-prodotto-tipico-della-tuscia
Prossimamente tratteremo di alcune cantine in particolare. Alla prossima dunque!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Qual'è a tuo avviso la zona più vocata per i bianchi?
Grazie
Annunziata

marco ha detto...

Tutta l'area a ridosso dell'Umbria. In particolare Civitella d'Agliano per il grechetto ed alcuni interessanti muffati.
Grazie per avermi interpellato
Marco