Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione della qualità e prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile. A sinistra cliccando su ENOTECA ON LINE aprirete una finestra che vi consentirà di leggere le offerte e le condizioni per acquistare alcune etichette appositamente selezionate per voi. Più in basso sotto la voce Selezione vini dell'Enoteca troverete le schede e i commenti di alcuni vini molto interessanti.Buona lettura.

giovedì 22 gennaio 2009

Investire nel vino, per piacere, per lucrare, per provare...... ma come?

Lo sapevate che i prezzi dei vini di maggiore interesse ed ovviamente di grande qualità, sono cresciuti oltre il 15% annuo in media negli ultimi 6 anni ed hanno toccato punte oltre il 25% annuo per alcuni vini che sono andati esaurendosi nel corso del tempo?
Parliamo di vini Italiani di elevato livello che hanno un mercato non solo Nazionale ma anche Internazionale, sono vini che possono continuare a maturare per anni e stabilizzarsi per decenni con una curva di qualità che inizia la sua discesa superati i venti/trent’anni.
Ciò significa che nell’arco di cinque anni la bottiglia acquistata raddoppia mediamente il prezzo, questi sono stati i risultati medi ottenuti fino ad oggi con un’inflazione molto contenuta entro, diciamo, il limite del 3% annuo. Il vino acquistato deve ovviamente essere ben conservato (esiste un mio post in proposito che
parla di conservazione e gestione di una cantina personale).
A questo punto la domanda è quali vini acquistare e da chi?
Non è semplice, questo rappresenta l’aspetto più delicato. Io suggerirei, a chi è già abbastanza esperto, di dedicare un po’ di tempo a navigare in internet cercando i siti che possano dare le migliori indicazioni, ai meno esperti inviterei a crearsi una minima cultura di base parlando con un esperto di fiducia, ponendo quesiti a “tecnici” via internet, parlando con amici e persone che siano interessati ad esperienze simili ecc. La cosa migliore sarebbe quella di acquistarli da chi si impegna a conservarceli e a certificarne la buona conservazione, esistono Società appositamente create........ diversamente il fai da te dopo aver studiato bene i possibili canali di vendita ed i requisiti richiesti per la vendita.
Un paio di esempi di vini che hanno segnato ottime performance indipendentemente dall’annata (per semplicità trascuriamo questo aspetto):

- Brunello di Montalcino Biondi Santi “Schidione” : crescita annua media ultimi 6 anni + 35%
- Tignanello Antinori: crescita annua media ultimi 6 anni + 25%
- Barolo Confortino Conterno: crescita annua media ultimi 6 anni + 30%
- Amarone Dal Forno: crescita annua media ultimi 6 anni + 20%
Ciò significa che i vini indicati hanno più che raddoppiato il loro valore di mercato negli ultimi sei anni, sono ancora in fase di evoluzione gustativa ed ancora hanno in prospettiva una longevità stimabile di altri 15/20 anni se ben tenuti. Ovviamente non tutte le annate hanno la stessa performance e noi abbiamo tenuto conto di una qualità media anche per l’annata, l’eventualità di una riduzione dei prezzi è inesistente. La cosa più importante è accertarsi che le nostre bottiglie siano “vendibili” quindi sia certificata in qualche modo la loro corretta conservazione pregressa. Orientiamoci su vini non troppo costosi che possono essere soggetti ad oscillazioni sp
eculative (in Particolare i grandi Bordeaux ). Esiste anche la possibilità di acquisto di vini "en primeur" cioè direttamente dai produttori prima che vengano commercializzati (in Italia il mercato non è maturo........) ma lasciamo perdere questa ipotesi.
Al momento opportuno – se desideriamo ,per così dire, liberarcene -potremo decidere:

  • di berli al momento giusto…..
  • di regalarne qualcuna ad amici che apprezzano o a persone importanti che vogliamo ringraziare
  • di venderli in qualche sito di vendite on-line, all’asta via internet o pubblicizzando in qualche rivista o sito
  • di rivolgerci a mercanti specializzati nella commercializzazione di vini da investimento (attenti ai costi di gestione)
Se amiamo il vino e disponiamo di qualche soldarello perché non provare? In tempi come questi con l’inesistente remunerazione del denaro, la borsa che piange, la scarsa redditività di altre forme di investimento finanziario, immobili super tassati………… una piccola quota per vedere come va potrebbe costituire un’esperienza emozionante.
Per concludere alcuni links utili sull'argomento:





giovedì 15 gennaio 2009

Aprire un’enoteca: ulteriori documenti necessari per operare!

Recentemente dovendo effettuare delle operazioni di import /export di vino (Francia e Gran Bretagna) ho dovuto contattare e andare personalmente presso l’Agenzia delle Dogane territoriale per farmi vidimare alcuni documenti e pagare qualche tassa.
In tale contesto è uscita una novità : chi gestisce un’ enoteca deve fare una comunicazione scritta alla Dogana circa l’attività esercitata per avere una licenza di “Accisa sull’alcole e bevande alcoliche”, infatti a seguito di tale comunicazione, l’Agenzia delle Dogane Territoriale attribuisce all’esercizio commerciale un numero di Licenza per le accise.
Ciò è necessario per uniformità alle disposizioni della Comunità Europea ( cfr art.29, comma 4 del DL n.504 del 26 Ottobre 1995). Infatti in sede Comunitaria è previsto il censimento di tutte le attività che riguardano il commercio degli alcolici in genere indipendentemente dalla gradazione alcoolica della bevanda dato che diversi Paesi Comunitari prevedono una specifica autorizzazione al commercio anche per i vini (in Italia solo per i superalcolici). Il fatto di non ottemperare a tale notifica presso gli uffici Doganali può comportare sanzioni amministrative…………… Pensavo che la legislazione comunitaria avrebbe alleggerito la burocrazia, invece……..
Dobbiamo essere forti e resistere e continuare a lottare per la semplificazione della burocrazia statale! Ma ce la faremo?
Un saluto ottimista!

lunedì 12 gennaio 2009

Degustazioni ignobili: "Excelsus di Castello Banfi"

Ogni tanto mi vien voglia di parlare male di un vino anche abbastanza famosetto........
Desidero esprimere la mia più profonda critica ad un vino che ho avuto recentemente l’occasione di “testare” a casa di un mio parente che lo custodiva in cantina per le migliori occasioni (pubblicità anima del commercio………..).
Si tratta di una D.o.c. Sant’Antimo in quel bellissimo territorio di Montalcino, il suo nome è Excelsus annata 2000 del famoso produttore “Castello Banfi”.
Assaggiare questo vino e sorprendersi per la sue caratteristiche organolettiche direi “inusitate” è stato un tutt’uno! Già alla vista si presentava di un colore nero diciamo sui generis per la tipologia, roteando il bicchiere appariva assai denso, quasi viscoso degno di un passito e poco trasparente, sentori spinti di frutta rossa e sottobosco, burroso e caramelloso. Al gusto poi…………… una morbidezza sfacciata quasi smielato da vin brulè, tondo, pastoso, esente da alcuna freschezza e tannicità, molle e troppo maturo, ho pensato che le sue connotazioni erano più vicine ad un vino poco tannico del sud dopo eccessiva maturazione in legno e previa aggiunta di mosto cotto, eppure si trattava di un altro vino etichettato come Sant’Antimo Rosso………… ma che c’entra?
Si è capito che non mi piace affatto? Ma la finezza dei supertuscans dove è andata a finire……..Boh?!
E’ un blend di Merlot e Cabernet Sauvignon ma vinificati all’americana………
Un vino che il mercato offre – si fa per dire – dai 40 Euro fino ai 100 euro e più a seconda delle annate! Roba da far rivoltare nella tomba anche il buon Sant’Antimo prima maniera!
Qualcuno di voi ha mai sperimentato questo vino? Mi piacerebbe sentire cosa ne pensate.
A presto, Marco

mercoledì 7 gennaio 2009

Il vitigno rosso preferito (esito del nostro test)

BUON ANNO A TUTTI!
Abbiamo chiuso l’indagine sui vitigni preferiti dai visitatori del Blog.
Al primo posto è risultato il Nebbiolo (immagine grappolo a sinistra in basso) con il 9% dei voti – padre del grande BAROLO e a seguire il Nero d’Avola con l’8%, appaiato l’Aglianico (grappolo in basso a destra), poi il Pinot Nero e a breve distanza con il 7% dei voti Il Sagrantino, Montepulciano e Sangiovese, subito dopo Negroamaro, Primitivo e Merlot con il 4%.
Seguono Lambrusco, Lagrein e Cannonau con il 4% delle preferenze, più in basso in classifica il Teroldego, Cabernet Sauvignon, Barbera, Uva di Troia.
Ai margini della classifica troviamo lo Schippettino, Carignano, Dolcetto, Grignolino, Marzemino, ultimi troviamo il Gaglioppo in compagnia con il Cabernet Frank. Un curiosità, nella lista figurava anche il "garganega" che è un vitigno bianco e nessuno lo ha votato, complimenti! Ritengo che il sondaggio rispecchi abbastanza le linee del gusto medio sui vini rossi anche se penso che altri risultati sarebbero emersi se avessi indicato una scelta di vini anziché di vitigni (cosa che farò prossimamente per avere una idea più precisa di cosa ne pensano i visitatori del mio BLOG). In sintesi sono abbastanza compiaciuto delle preferenze anche se personalmente avrei visto più in alto in classifica il Cabernet Sauvignon ed il Frank e il Merlot. In conclusione emerge una distribuzione delle scelte abbastanza equilibrata tra vitigni “autoctoni” e “internazionali” a dimostrazione della composizione abbastanza variegata dei visitatori del Blog. e con questo vi saluto e vi do appuntamento al prossimo post del 2009.
Il vostro Sommelier, Marco