Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione della qualità e prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile. A sinistra cliccando su ENOTECA ON LINE aprirete una finestra che vi consentirà di leggere le offerte e le condizioni per acquistare alcune etichette appositamente selezionate per voi. Più in basso sotto la voce Selezione vini dell'Enoteca troverete le schede e i commenti di alcuni vini molto interessanti.Buona lettura.

giovedì 26 febbraio 2009

Degustazione "ignobile" : Nobile di Montepulciano la Braccesca

Giorni fa a cena in ristorante ho avuto l'occasion di testare un Nobile di Montepulciano, nome del vino : “La Braccesca” 2004 (Prugnolo Gentile 90% - Merlot 10%), produttore Antinori.
Che delusione questo Nobile……………. ma il Sangiovese (Grosso equivale a Prugnolo gentile) la tipicità che fine ha fatto? Questo Nobile diciamo era poco "nobile" e molto rustico o meglio "grasso", il 2004 - annata potente - ha forse evidenziato ancor più la linea "americaneggiante" cui il produttore ha voluto improntare su questo prodotto. Sentori appiattiti sulla frutta rossa cotta e prugne, nessuna speziatura tipica del vitigno, al gusto equilibrio e morbidezza da vendere, nessuna freschezza, tannini “ addomesticati al silenzio”, abbastanza caldo e con un corpo “quasi masticabile”, persistenza buona ma poco accattivante riporta alle sensazioni dolci dell’olfattiva. Annata da consumare immediatamente; abbinerei a formaggi pecorini mediamente stagionati, pasta al ragù e per la carne, coniglio alla cacciatora.
Prezzo in Enoteca tra i 15,00 e i 20,00 €, troppi per un vino “senza personalità” o forse troppa ma fuori luogo, da una D.o.c.g. simbolo di qualità ed un Produttore”Maiuscolo” tra i più conosciuti al mondo che annovera propri vini eccezionali (leggasi Cervaro della Sala, Solaia, Tignanello e Guado al Tasso) avremmo preferito qualcosa di più raffinato!
Voi cosa ne pensate?

domenica 15 febbraio 2009

Giudicare una bottiglia di vino dalla sola etichetta......

Semplici consigli quando acquistiamo il vino. Per molti di voi ciò che andrò a scrivere sembrerà ovvio ma desidero ricordare che sono tanti i neofiti che gironzolano nei blog dove si parla di vino alla ricerca di consigli utili e, proprio a queste persone, voglio dedicare queste informazioni come tante altre dei miei post.
Intanto se andiamo ad acquistare il vino in una enoteca chiederemo consigli all’enotecario che sicuramente saprà indirizzarci al meglio. Quando invece ci troviamo in un supermercato e vogliamo acquistare una bottiglia possiamo seguire alcune semplici indicazioni che ci aiuteranno a non commettere errori irreparabili….. Supponiamo che la nostra intenzione sia quella di acquistare una bottiglia di vino il cui costo sia all’interno della fascia 3,00 – 10,00 € (abbastanza usuale). Questi gli accorgimenti da seguire (nella foto grande due nostre simpatiche amiche presentano l'etichetta del Negroamaro Salentino):
- Leggiamo l’etichetta e la contro etichetta poste sulla bottiglia, esse ci forniranno tante indicazioni interessanti, diffidiamo dalle contro etichette che pontificano eccessivamente il vino contenuto ma preferiamo quelle che si limitano a specificare con quali vitigni è stato prodotto il nostro vino, come è stato prodotto (se ha fatto legno o meno) e forniscono spesso consigli per gli abbinamenti.
- Non facciamoci influenzare dalle denominazioni, non è detto che una D.o.c. sia migliore di una I.g.t. , mentre sconsiglio di scegliere un V.d.t. se non conosciamo già il prodotto.
- Guardiamo la gradazione alcoolica che – nel caso di vini secchi - non dovrà essere inferiore a gradi alcoolici 11,50% per i rossi e 10,50 per i bianchi.
- Diamo un’occhiata all’anno della vendemmia e indirizziamoci verso l’acquisto di vini rossi il cui anno sia al massimo -3 o -2 rispetto all’anno in corso, -2 o -1 per i bianchi (oggi 2009 per un rosso 2006 o 2007 per un bianco 2007 o 2008), in questo periodo dell’anno la vendemmia 2008 è appena uscita in commercio per alcuni bianchi (va bene) e qualche rosso (diffiderei perché è troppo presto).
- Leggiamo sulla contro etichetta se il vino è stato imbottigliato direttamente dal Produttore o da un terzo imbottigliatore, meglio scartare i vini di questa seconda categoria.

- Se viene indicata la tipologia di vitigno utilizzato (di solito sulla contro etichetta), privilegiamo i vitigni che sono i più presenti nella regione/territorio di origine del vino (per esempio un Sangiovese in Toscana o Emilia Romagna piuttosto che in Puglia, lo stesso dicasi per un Sauvignon o Chardonnay vinificato in Friuli o Veneto piuttosto che in Sicilia o Campania).
Praticamente – se ne siamo a conoscenza – scegliamo i vitigni tipici del di produzione del vino che andremo ad acquistare.
In ogni caso ricordiamo che è obbligatorio per tutti i vini di segnalare in etichetta:
- nome (o ragione sociale o marchio),
- sede principale del produttore e dell'imbottigliatore,
- nazione di origine,
- numero di registro e data di imbottigliamento,
- quantità del prodotto,
- grado alcolico espresso in percentuale volumetrica
- indicazioni ecologiche (espresse attraverso un pittogramma o la dicitura "Non disperdere il contenitore nell'ambiente").
Se espressamente previsti dal relativo Disciplinare, possono dover essere indicati anche: annata,dicitura "imbottigliato nella zona di produzione", vitigno,colore, sottozona geografica, ecc...
Spero di esservi stato di aiuto con queste sempilici informazioni e vi do appuntamento al prossimo post...........................
Marco

giovedì 12 febbraio 2009

21 Febbraio 2009 Degustazione in Enoteca a Nepi

Ritengo opportuno segnalare anche qui sul blog le iniziative più importanti dell'Enoteca Nepesina. Si tratta di una prossima degustazione guidata nel corso della quale ho pensato di proporre un confronto tra vini assai significativi in campo internazionale, vini che vengono generati da “terroir” di provenienza e cultura enologica profondamente diversa,.
Da una parte avremo la possibilità di giudicare e degustare i “grandi” Francesi del Bordeaux – una selezione di Crù particolarmente interessa
nti, prodotti con i vitigni tipici Bordolesi.
Questo è il sito della Cantina:
http://www.brulesecaille.com/
Per contro avremo una selezione di vini Italiani della zona di Bolgheri in Toscana che è la più vocata per produrre vini di grandissima classe premiati a livello internazionale nel taglio bordolese (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot in particolare).
I vitigni sono sostanzialmente gli stessi e simili anche i metodi di vinificazione, avremo modo di verificare quali sono le differenze gusto/olfattive e quali le diversità nella struttura.

Descriveremo sul posto più nei dettagli le caratteristiche e le tipicità di questi interessantissimi prodotti.
La degustazione si terrà dalle ore 18,30 alle ore 20,00 del giorno 21 Febbraio 2009 (sabato) e sarà accompagnata – come di consueto - da stuzzicchini vari.
Il costo è di € 3,50 per ciascun bicchiere di vino degustato.
Ovviamente la degustazione non è limitata ai soli iscritti alla mailing list ma aperta a tutti.
Spero di avere l’occasione di scambiare le opinioni con molti di voi.
Un “ampio” saluto a tutti

lunedì 2 febbraio 2009

Barrique, tonneau, botte: ma il legno migliora il vino?

Davanti ad un bicchiere sentiamo parlare di vino “passato”, “affinato”, maturato in barrique o volgarmente “vino barricato”. Ma qual è l’utilità del legno in enologia, quale il senso della barrique? Un tempo, gli unici materiali che venivano utilizzati per la conservazione e trasporto del vino erano la creta e il legno. La botte ha origini antichissime, pensate che un dipinto risalente al 2700 a.C., rinvenuto in una tomba egizia, raffigurava già il mestiere del bottaio!
Nel corso del XX secolo il predominio del legno vacilla incalzato dall'introduzione di nuovi materiali in cantina: prima di tutti arriva il cemento, economico e semplice da realizzare, seguono il ferro smaltato, il vetroresina e l'acciaio inossidabile asettico, razionale e pulito.
I Francesi , per primi, intuirono l’utilità del legno come contenitore per l’affinamento e la maturazione dei vini rossi e successivamente dei vini bianchi. Infatti il legno conferisce al vino complessità aromatica e gustativa, rotondità, ma soprattutto longevità e stabilità.
Per la costruzione dei recipienti di legno vengono utilizzate varie essenze e tra queste ricordiamo il Rovere di Slavonia, il Rovere del Baltico, il Rovere di Allier, di Tronçais, del Limousine. Ognuna di queste ha la sua tipicità nel trattamento del vino che riposa al suo interno e matura al meglio le sue qualità organolettiche.
Per quanto riguarda la tipologia dei “legni” utilizzati citiamo: la barrique bordolese che ha una capacità di 225 litri ed uno spessore della doga variabile dai 18 ai 25 mm. (il numero delle doghe varia da 12 a 25 e il numero può influenzare i processi di ossigenazione), la "piece borgognona" può contenere 228 litri e uno spessore della doga tra i 25 e i 30 mm, i tonneau la cui capacità è di 500 o 550 litri, sono costruiti con la stessa tecnica delle barriques ma hanno una rapporto vino-legno maggiore per cui la cessione dei tannini al vino è leggermente più blanda che nei fusti più piccoli; abbiamo poi le botti grandi, che possono avere forma rotonda o forma ellittica, e possono contenere diversi ettolitri di vino.

Il legno utilizzato ha comunque necessità di essere trattato prima dell’utilizzo e due sono le fasi che più interessano e che caratterizzano il vino passato in legno. Il periodo di stagionatura delle doghe che va dai 18 mesi, per le doghe più sottili, a 4 - 5 anni per quelle più spesse. Questa fase ha lo scopo di depurare il legno da sostanze che potrebbero essere dannose sul contenuto nel futuro. La tostatura è la fase successiva e consiste in 5 - 15 minuti aggiuntivi ai normali tempi di piegatura delle doghe grazie ai quali pare si abbia un maggior rilascio iniziale di sostanze estrattive.
Le barriques vengono utilizzate anche per la fermentazione dei vini allo scopo di ottenere un fine gusto boisè equilibrato perché non tannico, in realtà il loro uso è nato anche per velocizzare i tempi di maturazione del vino rispetto all’uso delle botti più grandi con doghe più spesse. Sempre la barrique viene utilizzata per il classico passaggio, della durata assai variabile, che vini sia bianchi che rossi, subiscono per ambire ai massimi livelli qualitativi. E’ inoltre importante sapere se le barriques utilizzate per la maturazione sono nuove o già state utilizzate e quante volte (la vita solitamente termina con il terzo o quarto passaggio). Molto spesso – per ottenere vini più strutturati - viene previsto l’uso misto di barrique e botti grandi durante il percorso per la trasformazione del mosto in vino.
Le botti di grande capacità ( 30 Hl) vengono invece normalmente utilizzate per l'invecchiamento dei grandi vini rossi (classici esempi la maggioranza dei Brunello di Montalcino e Barolo). È infatti con i lenti fenomeni di microssigenazione che i tannini di questi vini possono evolversi smorzando la giovanile spigolosità per raggiungere caratteristiche finali di ricchezza aromatica e armonia altrimenti impensabili.In questi ultimi anni dopo un uso, direi smodato, del legno fino ad arrivare all’uso dei così detti “trucioli” (“chips” molto usati nel “nuovo mondo”) è riemersa la tendenza di un ritorno al tradizionale cioè far emergere nel vino le caratteristiche peculiari dei vitigni di cui è composto, usare legni poco tostati e per minor tempo, privilegiare l’affinamento in bottiglia, riservare il legno ai vini di grande qualità per un affinamento equilibrato prima di destinarli a lunga vita in bottiglia.
Il suggerimento che mi sovviene è proprio quello di limitare l’uso del legno (che paragonerei al "trucco" usato da una donna) da non usare troppo e male con il rischio di standardizzare il gusto del vino che deve invece conservare le tipicità dei vitigni anche se i produttori – per motivi prettamente commerciali - si adeguano ai gusti di un mercato che desidera sovente vini morbidi e corposi.
Il tema dell'utilizzo delle botti di legno in enologia è molto ampio e complesso. Le sostanze che il legno cede al vino, infatti, responsabili della caratteristica nota boisè o legnosa, talvolta danno vini eccellenti, talvolta sgradevoli, che magari riescono a mascherare (forse) dei difetti, ma che spesso coprono profumi, livellando così la qualità verso un gusto di legno, anche sgradevole, perdendo la tipicità originaria. Personalmente sono contrario all’uso del legno per i vini bianchi (salvo alcuni casi) e per i rossi da bere giovani.
Il concetto è che il vino deve dominare il legno e non viceversa. E ricordiamoci che non è assolutamente scontato che un vino passato in legno sia qualitativamente superiore ad un vino maturato in acciaio, le variabili in gioco sono tante e il legno non è quella più importante!
Un saluto "strutturato" a tutti