Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione della qualità e prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile. A sinistra cliccando su ENOTECA ON LINE aprirete una finestra che vi consentirà di leggere le offerte e le condizioni per acquistare alcune etichette appositamente selezionate per voi. Più in basso sotto la voce Selezione vini dell'Enoteca troverete le schede e i commenti di alcuni vini molto interessanti.Buona lettura.

martedì 31 marzo 2009

Abbinamento facile… Abbinamento difficile .. Abbinamento impossibile cibo e vino…. ecco alcuni connubi con la cucina tradizionale. Storia in 4 puntate

Prima parte: abbinamento vino con antipasti
In considerazione delle frequenti richieste di consigli che quotidianamente ci vengono posti circa gli abbinamenti più corretti tra cibo e scelta del vino giusto, ho pensato di commentare alcuni esempi tra le pietanze più comuni e le caratteristiche organolettiche che deve avere un vino per creare quell’armonia gustativa che esalta e combina a livello sensoriale le qualità dei due alimenti. Desidero sottolineare che – per una pietanza - non basta prendere in considerazione l’alimento principale di cui è composta (esempio : carne) per trovare il giusto vino da abbinare, infatti è fondamentale conoscere la ricetta per sapere quali siano gli ingredienti principali che, cotti insieme alla prodotto base della ricetta, possono trasformare sostanzialmente le caratteristiche gustative del piatto. Una cosa è accompagnare il roast-beef un’altra cosa è un gulasch!
Inizieremo questa passeggiata di quattro puntate con gli antipasti.
Abbinamento antipasti e vino
Gli antipasti non richiedono vini troppo strutturati in considerazione sia della consistenza della pietanza la cui funzione è appunto quella di aprire il pasto e rappresenta il primo scalino di una sequenza di piatti che avrà come indirizzo quello di una crescita in termini di complessità gusto/olfattiva. Sarà quindi necessario servire i vini nel corso del pasto con lo stesso criterio crescente di corpo ed alcoolicità.
Con tale logica vanno preferiti vini bianchi secchi e spumanti o eventualmente, se la pietanza è più strutturata, vini rosati o rossi giovani.
Gli antipasti potranno essere freddi o caldi: ovviamente i primi ad essere serviti saranno i freddi.
ANTIPASTI FREDDI
Essi spaziano nell'ambito di diverse preparazioni e fra i più consueti troviamo quelli cosiddetti "di mare", di cui fanno parte alici, misto mare, gamberetti, e pesci freschi sfilettati quali spigola,spada, tonno, salmone, dove la sapidità e gli umori salsoiodici del pesce vengono troppo spesso soffocati dall'acidità prepotente del limone. Se il limone o aceto è abbastanza “invadente” dobbiamo orientarci con un bianco abbastanza morbido o spumante “Saten” Franciacorta o Cartizze; attenzione quindi perché un vino fresco potrebbe essere compromesso dall’acidità del piatto.
In genere per antipasti di mare più delicati si può abbinare uno Spumante o Prosecco di Valdobbiadene che oltre a fungere da aperitivo, ripulisce con la propria sapidità ed effervescenza le papille gustative, ripristinandole per i successivi sapori. Lo stesso dicasi per barchette, tartine, tartellette, in cui entrino a far parte delle salse a sapore tendenzialmente acre o acido.
Dove è sconsigliabile l'impiego del vino è con i sottaceti (ancora molto apprezzati), i quali con l'acidità pungente dell'aceto, renderebbero sempre sgradevole qualsiasi vino.
Con i frutti di mare crudi e possibilmente senza limone (o solo qualche goccia), vanno serviti dei vini bianchi giovani, profumati e secchi, di buona sapidità (per chi li preferisce, vanno bene anche gli Spumanti brut), mentre con i bianchetti e “neonata” cotti a vapore e conditi con olio extravergine di oliva ligure, occorre abbinare vini bianchi molto giovani, profumati, sapidi ma morbidi, leggeri. Lo stesso con i piccoli filetti di pesce, preparati alla stessa maniera. Vanno bene ad esempio vini a base di Chardonnay, Falanghina, Vermentino, Verdicchio, Pinot bianco.
Con le grasse insalate russe, capricciose e uova ripiene con tonno e maionese e tonno o spada affumicato abbineremo vini giovani o giovanissimi, secchi e di buona acidità fissa e buona persistenza aromatica o vini frizzanti o spumanti secchi (non a metodo Classico, ma a metodo Charmat) che con l'acidità fissa e la CO2 (anidride carbonica) naturale, mitigano l'untuosità ed aiutano quindi a sgrassare e a digerire. Vanno bene ad esempio vini a base di Sauvignon, Ribolla Gialla, Catarratto, Inzolia, Fiano, Greco, Pinot grigio, Tocai Friulano, Gavi.
In ultimo, i difficili ed aristocratici salmone o aringa affumicata e caviale che, date le loro caratteristiche estremamente personali, prevalgono (in maggior parte il caviale) sul vino.
Si potrà dire che a berci insieme dell'acqua è ancora peggio; infatti, nel Paese dove sono da sempre consumati - la Russia - ci si abbina la vodka. In ogni modo ciò risulterebbe traumatizzante per i piatti a seguire (si può sperimentare anche dell’ottima Vernaccia Sarda) ed in ogni caso teniamo in considerazione che la “potenza” di questi alimenti non è mai da noi alla stessa stregua di quella più “fresca” consumata direttamente nel Paese di produzione. Meglio allora uno Spumante brut metodo Classico o Champagne (anche rosé per il salmone), millesimati Blanch de Noir (a base di Pinot Noir) che ci permetterà di apprezzare gli esclusivi sapori ed anche di eliminare le persistenti percezioni salato-aromatiche per passare ai piatti successivi. Non sono da escludere grandi vini bianchi selezioni in crù di Sauvignon, Chardonnay,Riesling, Chablis. Se, poi, la presenza aromatica del pesce è ancora molto presente, si può mangiare un pò di pane.
Con gli antipasti cosiddetti "di terra" (ortaggi ripieni, piccoli sformati, soufflé, frittatine agli ortaggi, voul aut vent ecc.) abbinate vini bianchi giovani, delicatamente profumati, secchi, sapidi e freschi, leggeri e di buona beva. Vanno bene ad esempio vini a base di, Muller Thurgau, Sauvignon, Pecorino,Fiano, Greco.
I salumi si sposano idealmente con i vini rosati e chiaretti, come pure il prosciutto crudo e melone.
La consistenza degli insaccati deve essere graduata con la persistenza del vino che dovrà comunque essere sempre abbastanza giovane e non molto strutturato. I vini che consigliamo nel caso : Aglianico, Lacrima di Morro d’Alba, Barbera, Bonarda, rosso di Pitigliano, e per i rosati il Castel del Monte, Cannonau e Cerasuolo Abruzzese preferibilmente per l’estate bevute freschi (10°gr). Eccezioni: lardo colonnata che richiede un rosso più strutturato (ma non troppo) tipo Montepulciano d’Abruzzo o Morellino di Scansano se lo preferiamo con gocce di aceto balsamico, mettiamoci pure un vino più invecchiato delle stesse uve.
ANTIPASTI CALDI
Con gli antipasti caldi, frutti di mare gratinati con olio d'oliva e ripieni o farciti senza il pomodoro, usate sempre vini bianchi giovani, profumati, sapidi, di buona gradazione; mentre con barchette, crostini, tartellette e bignè, se pieni o guarniti con crostacei o pesce, si abbineranno vini bianchi giovani, profumati, secchi, sapidi e freschi, di buona struttura e persistenza (Ghewurstraminer, Traminer); se ripieni o guarniti con formaggi, gli stessi vini o vini rosati; se ripieni o guarniti con carne a sapore marcato, rosati di buona struttura e chiaretti (occorre considerare che se anche l'antipasto esigesse un vino più pieno, verrebbe a mancare il graduale e corretto ordine di servizio); con i fragranti fritti di ortaggi ripieni e bignè, abbinate vini bianchi giovani, secchi, di buona sapidità e freschezza, leggeri e a volte "petillants" per i primi, mentre con i bignè, anche rosati secchi e sapidi, ma sempre giovani (Sauvignon, Ribolla Gialla, Catarratto, Inzolia, Fiano, Greco, Pinot grigio, Tocai Friulano, Pigato, Verdicchio).
Ecco quindi un elencazione tra i più usuali piatti nostrani e gli abbinamenti cibo-vino consigliati nonché la temperatura di servizio per il vino.

- Antipasti magri a base di pesce senza limone o aceto: Bianco secco un po' acidulo o frizzante (1-2 anni, 10°C), Falanghina, Est Est Est, Prosecco
- Antipasti magri a base di pesce cotti con limone o aceto: Bianco di buon corpo tipo Pecorino delle Colline Teramane - Antipasti all'italiana di salumi crudi : Rosso giovane brioso (1-2 anni, 12-14°C): Bonarda, Barbera
- Insalata di pollo fredda : Bianco secco (1-2 anni, 10°C):Fiano, Greco,
- Cocktail di gamberi o di scampi : Bianco aromatico (1-2 anni, 10°C) , Tramine, Ribolla Gialla
- Frutti di mare crudi : Bianchi aromatici (1-2 anni,8-10°C): Malvasia Puntinata dei castelli Romani
- Verdure crude in pinzimonio : Bianco morbido leggermente profumato (1-2 anni, 10°C): Verdicchio dei Castelli di Jesi


Da tenere in considerazione : gli spumanti secchi si abbinano con molluschi, crostacei, antipasti di pesce e verdure, formaggi (grana) e sono ottimi come aperitivo e da tutto pasto (dolci esclusi).
Non fare abbinamenti: con gli agrumi e, ancor più, con le preparazioni "marinate" a base di aceto o in carpione, con i carciofi crudi, per il tannino che contengono e con le verdure crude condite con limone o aceto di vino.

E con questo vi auguro un perfetto abbinamento! Alla prossima!

Vinitaly si parte!

Come ogni anno una visita a Vinitaly, 4 giorni pieni per salutare i Produttori amici, partecipare a qualche simposio interessante, scoprire e degustare novità…….
Ho già pronta, come al solito, una scaletta di visite agli stands che desidero segnalare anche qui nel blog dato che sono Produttori che - a mio parere- hanno un ottimo rapporto qualità/Prezzo:
PIEMONTE: Eredi Chiappone (Barbera), Saffirio Josetta (Barolo), Cantina Clavesana (vini Langhe)
FRIULI: Villa Russiz (Sauvignon)
TOSCANA: Az Capanna (Brunello), Guado al Melo (Bolgheresi), Le Macchiole (Bolgheresi), Fratus (Nobile di Montepulciano) Fertuna (Pinot Noir), Tenimenti d’Alessandro (Syrah), Fattoria Basciano (Chianti)
LAZIO: Trappolini (Sangiovese,Grechetto),Terenzi (Cesanese del Piglio)
UMBRIA: Tudernum (Grechetto, Sagrantino di Montefalco)
ABRUZZO: Torre dei Beati (Montepulciano, Cerasuolo)
MARCHE:Lanari (Rosso Conero)
PUGLIA :Campi Latini (Primitivo, Negroamaro)
SICILIA: Firriato (Bianchi autoctoni), Planeta (nero d’Avola), Settesoli (Linea Madrarossa), Hauner (Nerello Mescalese, Malvasia passito)
SARDEGNA: Contini (Vermentino, Cannonau)
VENETO: Follador (Prosecchi, Cartizze), Le Bertole (Prosecchi, Cartizze)
Ci risentiamo con i commenti al mio ritorno.........
A presto, Marco

lunedì 23 marzo 2009

Il vino preferito dal nostro test : Amarone della Valpolicella

Cari amici il nostro test sul vino si è concluso è ha sentenziato che il vino rosso preferito dai visitatori del Blog è l’Amarone della Valpolicella, infatti questo vino ha ottenuto ben il 18% delle preferenze! Al secondo posto il Barolo (10%) e poi a seguire il Sagrantino di Montefalco, il Brunello di Montalcino e il Nero d’Avola con l’8%, il Barbaresco 7% e così a scendere i Bolgheresi o “Supertuscans”, Montepulciano d’Abruzzo, Taurasi e Primitivo di Manduria (5%), Sfurzat, Morellino di Scansano, Chianti Gallo Nero, Nobile di Montepulciano, Cesanese d’Affile e Cirò, da notare il Carmignano nessun voto! Eppure è un grande vino, presto ne parleremo. Riportiamo nel post le etichette dei vini giunti ai primi tre posti!
A questo punto desidero soffermarmi un attimo sul vino vincitore “L’Amarone” questo vino così particolare che ha tanti estimatori! Forse non tutti sanno che l’Amarone è “figlio” - per così dire - del Recioto, altro famoso vino rosso della Valpolicella di gusto dolce, diversamente dall’Amarone che è un secco (da non confondere con il Recioto di Soave che ha origine da vitigni a bacca bianca).
Dato che l’Amarone è conseguenza “temporale” del Recioto scriveremo di quest’ultimo per comprendere meglio la “genesi creativa”. Il vino Recioto nacque spontaneamente nel Veronese nella seconda metà dell’Ottocento e deriverebbe dalla parola “recia” (orecchia) che significa grappolo scelto o anche sinonimo delle così dette “ali” dei grandi grappoli messi all’appassimento.
E’ da sempre considerato un vino da gustare nelle migliori occasioni, vino ampio, di gran corpo e struttura, dolce quanto basta per essere apprezzato sia in abbinamento a dolci secchi e torte particolarmente elaborate, esenti da creme e panna, oppure per equilibrare i sapori di formaggi stagionati piccanti, speziati o erborinati . Le uve per la produzione del Recioto sono le stesse che compongono il vino Valpolicella Classico: Corvina, Rondinella e Molinara che vengono raccolte tra settembre e ottobre, poste successivamente nei fruttai per l’appassimento e aumentare la concentrazione di zuccheri. Le uve devono essere selezionate al fine di avere acini perfetti, integri ed immuni da qualsiasi difetto. Terminato il periodo di appassimento “forzato”, i grappoli sono oggetto di pigiatura soffice e macerazione a contatto delle bucce per un periodo i circa 30 giorni a contatto con il mosto in fermentazione a basse temperature per estrarre al meglio i profumi e la complessità aromatica delle uve appassite. La gestione continua in cantina per almeno un anno con tecniche complesse fino a bloccare la fermentazione in modo tale da lasciare un certo quantitativo di zuccheri non svolti; ma proprio a seguito di un “errore” di vinificazione accadde di lasciare completare la fermentazione degli zuccheri fino a rendere il vino “secco” , così nacque l’Amarone!
Il risultato è un vino con una gradazione complessiva di almeno 14 gradi, il colore è rosso granato carico, olfattivamente si presenta complesso denunciando nel tempo profumi terziari, gran corpo, morbido, caldo, equilibrato ed una PAI da primato per gli Amaroni migliori (ricordiamoci che anche tra gli Amaroni possiamo trovare dei vini scarsamente degni di questo nome!). A proposito di migliori con un occhio particolare al prezzo come è mia consuetudine (per un buon Amarone facilmente si superano i 70 Euro a bottiglia e – in alcuni casi – superano i 250 Euro a bottiglia!), desidero segnalare l’Amarone della Valpolicella dell’Azienda Brigaldara di Negrar (VE) nella versione base e crù “Case Vecie”, parliamo di grandi Amaroni forti di una complessità ed un armonia da primato, una struttura possente, pensate che per questo Amarone il base segna 16 gradi alcolici per la vendemmia 2004 e il “Case Vecie” 17,5% gr. per l’annata 2003!
Il Recioto 2003 Brigaldara indica 15,5 % alcool. Questi vini vengono commercializzati nella mia “Enoteca Nepesina” a € 37,00 e € 40,00 rispettivamente per il base e per il crù e Recioto. Per concludere e per giustificare in parte il costo degli Amaroni, dovete pensare che da circa 5 Kg di uva già appassita (quindi almeno 8 kg di uva fresca) si produce un litro di Recioto, bisogna poi considerare l’ulteriori costi di gestione per il periodo di maturazione e affinamento in cantina che porta mediamente l’uscita del vino in commercio dopo almeno 3 anni dalla vendemmia. L’Amarone è il re a tavola in presenza di primi di pasta ripiena o timballi al forno con ragù di cacciagione, secondi di cacciagione da pelo e piuma, stufati di carne, formaggi stagionati particolarmente strutturati e, se non trova degna compagnia, si apprezza in solitudine – meglio a fine pasto come vino da meditazione, e poi la bottiglia può rimanere aperta anche diversi giorni senza perdere le sue qualità gusto/olfattive. L’importante è scegliere senza essere influenzati troppo dal prezzo, una volta che si beve pensiamo a godere e non alla tasca!
Alla prossima bevuta virtuale!

giovedì 19 marzo 2009

Le vendite del vino nei supermercati Italiani

Mi piace riportare il seguente articolo estratto da winenews :
Verona - 17/03/2009
GDO: CRESCONO VENDITE DEI VINI DI FASCIA ALTA, NEL CONTESTO DI UNA FLESSIONE DEL VINO CONFEZIONATO. RICERCA IRI INFOSCAN PER VINITALY 2009
Nonostante le vendite di vino confezionato nel canale della Grande Distribuzione risentano della crisi economica, aumentano sensibilmente gli acquisti di vini a denominazione d'origine dai 5 euro in su. Lo riferisce la ricerca che Veronafiere ha commissionato ad Iri-Infoscan sull'andamento del mercato nel 2008, che sarà presentata a Vinitaly 2009 (dal 2 al 6 aprile a Verona: http://www.vinitaly.com//).
Dall'anteprima della ricerca, si può notare che il calo, in volume, è più marcato nei vini "da tavola" (dal brik ai bottiglioni) piuttosto che nelle bottiglie a denominazione d'origine, in crescita zero dopo anni di trend positivi. Sorprendentemente cresce il consumo di fascia medio/alta, a conferma di una tendenza generale dei consumatori che non rinunciano al piacere di una bottiglia di buon vino, tanto più in tempi non facili.
"Il 2008 del mercato del vino nella Grande Distribuzione - ha commentato Virgilio Romano, Client Solutions Account Manager di Iri Infoscan - è stato caratterizzato da una seconda parte dell'anno resa difficoltosa dallo scenario macroeconomico. In questo contesto, il vino confezionato nel suo complesso mostra un dato in calo che è possibile suddividere tra la sostanziale stabilità nei volumi dei vini in bottiglia da 0,75 (crescita 0) ed il calo sostenuto di tutto l'altro vino, dal brick ai grandi formati (-3,6%)".
"Nei vini in bottiglia da 0,75 si segnala - ha aggiunto Romano - la crescita di quelli con prezzo maggiore o uguale ai 5 euro (una fascia che rappresenta il 19% del fatturato dei vini in bottiglia da 0,75), i quali fanno segnare un +19,2% a volume ed un +16,4% a valore, a conferma della tendenza dei consumatori a prediligere un consumo sempre più attento alla qualità".
Nella ricerca, Iri Infoscan ha redatto anche le ormai tradizionali classifiche dei vini più venduti nel 2008 nel canale della Grande Distribuzione, realizzate incrociando i dati relativi a tipologia di vino e territorio, riferita ai vini a denominazione d'origine in bottiglia da 0,75 l. (Doc, Docg, Igt).
La classifica top ten dei vini più venduti è la seguente, nell'ordine:
Chianti (Toscana), Lambrusco (Emilia Romagna), Barbera (Piemonte e Lombardia), Nero d'Avola (Sicilia), Vermentino (Sardegna), Montepulciano d'Abruzzo (Abruzzo), Bonarda (Lombardia), Chardonnay (Triveneto), Muller Thurgau (Triveneto), Prosecco (Veneto).
Chianti e Lambrusco confermano, dunque, il tradizionale consenso popolare, anche se registrano cali rilevanti nelle vendite in volume, ed il Prosecco entra, per la prima volta, nella "Top 10".
Ancor più indicativa di come cambiano i gusti e le abitudini dei consumatori è la classifica dei vini che registrano un maggior tasso di crescita, vini che coniugano una gran qualità ad un buon prezzo:
Negroamaro (Puglia), Aglianico (Campania), Traminer (Trentino), Syrah (Sicilia), Rosso Toscana (Toscana), Falanghina (Campania), Vermentino (Sardegna), Pignoletto (Emilia Romagna), Primitivo (Puglia), Fiano di Avellino (Campania).
Il mercato del vino nella gdo (ipermercati, supermercati e libero servizio piccolo) ...
- Totale vino confezionato ...
Valore vendite: 1.369.737.728 euro (+3,6% sul 2007)
Volume: 575.451.968 litri (-2,4% sul 2007)
Prezzo medio al litro: 2,38 euro
- Altro vino (vino da 0,75 da tavola, vino in brik, vino in plastica, vino in formati più grandi di 0,75) ...
Valore vendite: 546.601.776 (+2,5% sul 2007)
Volume: 370.476.224 litri (-3,6% sul 2007)
Prezzo medio al litro: 1,48 euro
- Bottiglia da 0,75 litri a denominazione (Docg-Doc-Igt)
Valore vendite: 823.135.952 (+4,3% sul 2007)
Volume: 204.975.744 (+0,0% sul 2007)
Prezzo medio al litro: 4,02 euro
- Bottiglia da 0,75 litri a denominazione (Docg-Doc-Igt) con prezzo maggiore o uguale a 5 euro ...
Valore vendite: 159.536.887 (+16,4% sul 2007)
Volume: 16.853.755 (+19,2%)
Prezzi medio al litro: 7,10 euro
I vini in bottiglia da 0,75 a Denominazione d'origine col maggior tasso di crescita nelle vendite a valore (euro) in Gdo nel 2008 sul 2007 ...

1 - Negroamaro (Puglia) +43,9%
2 - Aglianico (Campania) +23,8%
3 - Traminer (Trentino) +22,6%
4 - Syrah (Sicilia) +18,2%
5 - Rosso Toscana (Toscana) +17,2%
6 - Falanghina (Campania) +16,4%
7 - Vermentino (Sardegna) +13,8%
8 - Pignoletto (Emilia Romagna) +15,0%
9 - Primitivo (Puglia) +12,4%
10 - Fiano di Avellino (Campania) +11,8%
Conclusione: forse gli Italiani nonostante tutto stanno iniziando a bere meglio.......

martedì 17 marzo 2009

La Romanella (il vino intendo...) piace ai giovani ma a me no....... salvo bevuta fresca in Cantina a Primavera!

Quante richieste di informazioni ho ricevuto su questa Romanella! Purtroppo io non sono un enologo ma cercherò di spiegare meglio di cosa si tratta.
Deside
ro premettere brevemente che, per la produzione dei vini spumanti la legge Italiana consente l'uso dello zucchero (saccarosio), che è invece proibito, per ottenere i vini da pasto cosiddetti fermi o frizzanti (per questi ultimi la pressione si mantiene intorno a 1,5/2 atm).Il saccarosio serve sia come dolcificante sia per la rifermentazione. La rifermentazione avviene in bottiglia oppure in autoclave, comunque in recipiente resistente ed ermeticamente chiuso, al fine di non far fuoriuscire l'anidride carbonica che si forma.In commercio possiamo trovare spumanti artificiali e naturali; quelli artificiali sono i meno interessanti e i meno pregiati poiché non esiste la fase di rifermentazione naturale, ma l'anidride carbonica viene addizionata artificialmente. Le etichette delle bottiglie devono riportare obbligatoriamente, in questo caso, la scritta "aggiunto di anidride carbonica". Verificatele sempre al supermercato!
La Romanella è uno vino frizzante non meglio identificato fatto “in casa” e poco impegnativo prodotto ad uso “bettola” o “fraschetta” dei Castelli Romani (e non solo) che si basa sulla rifermentazione del vino in bottiglia senza prevedere l'eliminazione delle fecce. Al vino nuovo o vecchio dei castelli viene aggiunto saccarosio che, oltre a trasformare il vino base da secco ad abboccato lo rende anche leggermente frizzante in quanto, grazie allo zucchero, viene indotta una rifermentazione in bottiglia.
Per queste bottiglie di vino non esistono etichette né si sa bene con quali vitigni è prodotto sia il rosso che il bianco né a quale vendemmia risale……. Non è ovviamente classificabile (a Igt o Vdt), il fatto è che se bevuta fresca la Romanella, essendo leggermente frizzante e abboccata si abbina bene con la porchetta romana, la mortazza e gli insaccati casarecci speziati ed un po’ pi
ccanti dei Castelli Romani, tipo salsicce, salamini, coppiette ecc….. dolce e frizzante si contrappongono e rendono armonico l'abbinamento con grasso e spezie! Non voglio entrare in merito a giudizi sul prodotto ne ho già parlato in un mio precedente post, la sostanza è che piace tanto ai giovani e costa poco!
Con la Romanella siamo di fronte ad un vino non ben definito che potrebbe essere anche genuino se bevuto in cantina solo nel periodo primaverile in quanto la fase di fermentazione e di trasformazione degli zuccheri in alcool non è ancora completata né viene bloccata (quindi è vino dell’ultima vendemmia ancora in fase evolutiva), in questo caso saremmo di fronte ad un processo naturale. Adesso è il momento giusto per solarsi un buon bicchiere di Romane
lla visto che siamo a metà Marzo.
Diversamente quando la rifermentazione viene indotta su vino vecchio ormai fermo relativo magari a prodotto invenduto della vendemmia di un paio d’anni prima (oggi per la vendemmia 2007). Il risultato che è poi sempre il solito vino “Romanella” dipende da quello che ci viene messo dentro al vino (dovrebbero essere saccarosio e lieviti) per farlo rifermentare (spesso i grossi produttori e cantine sociali usano autoclavi per gestire la rifermentazione del vino), una volta bevuto avremo il piacere di indurre anche una rifermentazione nel nostro stomaco……..
Per chi si cimenta in operazioni casalinghe e vuole provare la Romanella autoprodotta la raccomandazione è quella di fare molta attenzione, se si aggiunge zucchero per ottenere un prodotto dolce, alla quantità del prodotto immesso e alla resistenza delle bottiglie alla pressio
ne. Non è raro vedere bottiglie rompersi in modo violento con esplosione di schegge di vetro e spumante che imbratta muri, mobili e vestiti! Chi vuole divertirsi alla produzione dello spumante casalingo, quindi, si faccia sempre consigliare da persona esperta. E’ norma in questi casi - partendo dal vino pronto – aggiungere 4 g/l di zucchero per ogni atmosfera desiderata (per un vino frizzante non più di 10 g/l), aggiungere lieviti per rifermentazioni (S. bayanus) e imbottigliare. Lasciare fermentare al fresco e poi, se da fastidio il fondo, usare il metodo Champenois…, cioè inclinare gradualmente la bottiglia per portare il fondo sulla punta, una volta raccolte le fecce nel collo della bottiglia stappare eliminando la feccia e rabboccare la bottiglia con vino normale. Se poi avrete fastidi gastrici non è colpa mia ma forse la materia prima e le sostanze addizionate non andavano bene! Mi raccomando non esagerate con vini di qualità incerta! Prosit a tutti i bevitori di Romanella! In questo caso ci vuole proprio...............

mercoledì 11 marzo 2009

Giudicare un vino dalla sola scheda tecnica

Se siete appassionati e frequentatori di Enoteche o Cantine, provate a chiedere all’Enotecario o all’Enologo, la scheda tecnica di un vino di vostro interesse e fatevela spiegare. Imparerete tantissime nozioni ed anche quali sono i parametri che generano la qualità. Sappiamo che il vino nasce grazie a tre elementi base: la materia prima (vitigno), la natura e l’uomo con le sue tecniche ed esperienza. A loro volta questi tre elementi operano e si identificano grazie ad una serie di dati che determinano un grande vino o meno:


  • Uve: i vitigni sono tantissimi ma importante che iniziamo a capire quali sono quelli che ci interessano di più, ovviamente dobbiamo diffidare dei vini senza alcuna specificazione in merito. Ogni vitigno possiede le sue caratteristiche che lo identificano nel gusto del suo vino e nel suo rapporto rispetto al metodologia di conservazione e al tempo
  • Zona di Produzione: identico vitigno in un luogo diverso gestito allo stesso modo dalla vigna alla cantina dalle stesse persone non produce lo stesso vino……………… dipende dal “terroir”
  • Enologo: è la figura chiave insieme al viticultore iniziamo a conoscerli almeno di nome……
  • Terreno: le caratteristiche del terreno forniscono gli elementi nutritivi alla vite e determinano le caratteristiche peculiari base del vino, informiamoci sulle caratteristiche.
  • Il Vigneto è uno degli elementi chiave ed è fondamentale conoscere alcuni dati che ci permettono di valutare le potenzialità del prodotto, questi sono: Età, Forma di allevamento, Sesto d’impianto, Piante per ettaro, Altezza uva dal terreno, Potatura, Altezza sul livello del mare, Esposizione, Quantitativo q.li per ettaro, ognuno di questi influisce notevolmente sul risultato e chi produce nell’ottica di migliorare la qualità li deve tenere in evidenza e misurare ed è quindi in grado di fornirli.
  • Metodo di raccolta, periodo vendemmia, notizie sull’andamento climatico dell’annata: incidono sul risultato
  • Dati analitici : Ph, Acidità totale, Acidità volatile, Anidride solforosa libera e totale, Alcol, Residuo zuccherino, Estratto secco. Questi dati sono il risultato della gestione del prodotto in cantina, se sono coerenti con le precedenti fasi che riguardano la cura del vigneto e la vendemmia esisteranno i presupposti per disporre di un buon prodotto se – invece – emergeranno aspetti “anomali” nascono dei dubbi circa una gestione “forzata” operata in cantina.
  • Giudizio organolettico del produttore: fornisce informazioni sulla qualità gustativa del vino
  • Vinificazione: in quali contenitori viene realizzata, si sviluppa e come
  • Maturazione ed affinamento : dove avviene e per quanto tempo
  • Tappo (materiale, qualità e misure)
  • Longevità media del vino imbottigliato e apice qualitativo (anni dalla vendemmia)
  • Note di carattere generale sul vino e riconoscimenti ufficiali
  • Le ultime annate migliori (4 o 5 stelle)

Ovviamente non tutte queste informazioni possono essere sempre richieste, ci riferiamo in particolare ai vini di più basso livello qualitativo. Di norma molti produttori sono in grado di darle ma non le forniscono……… perché non vengono mai richieste………
Tanti produttori, quando vuoi approfondire gli argomenti sopra descritti, nicchiano, sono evasivi e messi alle strette scappano!..........chissà perché!
In un prossimo post avremo modo di soffermarci più in dettaglio su alcuni degli elementi che qualificano il prodotto vino e che - già dall’esame della scheda tecnica - ci consentono di capire se stiamo esaminando le caratteristiche di un vino con potenzialità. Se amiamo il vino impariamo a conoscere il suo DNA!

Poi, dal bicchiere alla bocca, sapremo perchè un vino ci piace più di un altro....