Di Chianti non ce né uno solo! Sono tante le zone toscane ove si produce questo famoso vino a base di Sangiovese, tante le denominazioni, tantissimi i produttori e molti imbottigliatori che acquistano l’uva ed imbottigliano in loco, per cui non possiamo identificare con un sol nome la qualità!
Parlia
mo di Chianti Docg senza specifica della sotto zona di produzione (per ulteriori approfondimenti visitare il sito: http://it.wikipedia.org/wiki/Chianti_(vino)
I punti fondamentali del Disciplinare
Vitigni : Sangiovese minimo 75% - Canaiolo nero fino al 10% - Trebbiano e/o Malvasia del Chianti fino al 10%
Altri vitigni complementari massimo 15% elevato al 20% per le sottozone e per la tipologia Supariore, ma con il limite del 10% per ogni singolo vitigno.
Rese : 90 qli/Ha per il Chianti (80 qli/Ha per le Sottozone, 75 qli/ha per la tipologia superiore)
Immissione al consumo :
- Dal 1° Marzo dell’anno successivo alla raccolta per la denominazione Chianti e per le Sottozone Colle Aretini, Colli Senesi, Colline Pisane e Montalbano
- Dal 1° Giugno dell’anno successivo alla raccolta per la sottozona Montespertoli
- Dal 1° Settembre dell’anno successivo alla raccolta per le sottozone Colli Fiorentini e Rufina e per la tipologia Superiore, con almeno 6 mesi di maturazione in botte e 2 di affinamento in bottiglia
- Dal 1° gennaio di due anni dopo la raccolta per la tipologia riserva, con almeno tre mesi di affinamento in bottiglia
I produttori Chianti Docg hanno in parecchi casi “trascurato” la necessità di mantenere alta l’immagine del vino dando spazio a versioni indefinite……., anche se ancora possiamo annoverare alcuni vini di ottima qualità dobbiamo segnalare che la grande maggioranza di queste etichette navigano in mare di scarso valore, ciò determina anche un aspetto assai importante riguarda alla mancanza di identità e qualità comune. Si va da vini potenti, strutturati, destinati anche a diversi anni di invecchiamento in bottiglia a prodotti estremamente semplici, magri, anonimi, attraverso i quali non si ha la sensazione di percepire il territorio e l’anima del Sangiovese. Il Consorzio si stà adoperando per sensibilizzare i produttori associati a seguire strategie comuni di produzione che portino ad un miglioramento della qualità e tutela dell’immagine nel lungo periodo. Speriamo bene………….
Una proposta dell’enoteca:
Chianti Colli Fiorentini riserva 2006 – Castello di Poppiano Guicciardini Sangiovese 90% residuo 10% Merlot, Cabernet Sauvignon. Prezzo in Enoteca € 15,00 colore Granato vivo, intensi aromi di confettura di amarene e spezie dolci.
Gustativamente morbido, con una gradevole nota di freschezza e tannini ancora vivi che denotano una buona spalla e longevità assicurata. Buona persistenza, abbinamento con cacciagione da pelo e formaggi stagionati. Da aprire qualche ora prima di servire a temperatura tassativamente ambiente. Oppure senza scomodare le sottozone un ottimo Chianti senza specifica di sottozona quello prodotto dalla Fattoria di Basciano Cantina Renzo Masi particolarmente buono nelle annate 2004,2006, 2007 e 2008 che propongo in enoteca al prezzo di € 7,50. Provare per credere!
Vino, cibi e abbinamenti secondo L’Enoteca Nepesina della Tuscia Viterbese a Nepi in Via del Concio 2e. Consulenze per ristoranti enoteche e wine bar, vino giusto per ogni occasione. Vendiamo on line vini di alta qualità selezionati per voi da Marco, il Vostro Sommelier AIS Professionista di fiducia.
mercoledì 29 aprile 2009
Chianti Docg pochi brillano di luce propria!
mercoledì 22 aprile 2009
Abbinamento cibo e vino seconda parte: l’abbinamento dei vini con primi piatti
asta e il riso possono essere considerati cibi neutri, nel senso che le caratteristiche gustative di tali pietanze, e conseguentemente del vino che deve accompagnarle, dipendono sostanzialmente dal condimento utilizzato. Se il condimento è a base di pesce, sono da preferire vini bianchi, più o meno corposi in relazione alla struttura del piatto: gli spaghetti con le vongole o frutti di mare richiedono un vino bianco meno strutturato rispetto ad un condimento a base di sarde o ad un couscous a base di pesce. - Per i piatti particolarmente elaborati non dobbiamo disdegnare i rosè sia vini che spumanti.
- Per condimenti a base di carne, dipende dalla carne……. se bianca (pollo, coniglio, maiale) un bianco di buon corpo od un rosè da valutare attentamente il condimento utilizzato per la ricetta. Per ragù importanti a base di carni rosse e cacciagione sia da pelo che piuma è d’uopo indirizzarsi sui vini rossi che vanno scelti graduando la struttura con quella del piatto, da tener molto in considerazione la tannicità da abbinare con la grassezza e succulenza del piatto, da evitare con piatti a tendenza acida, sapidi o particolarmente speziati nel qual caso vanno preferiti vini morbidi e di buon corpo.
- Se la pasta viene accompagnata da elementi molto profumati, anche il vino deve disporre di appropriate caratteristiche aromatiche: la pasta con i tartufi, a causa della pr
esenza di una sostanza particolarmente intensa olfattivamente, richiede un vino che ben presente nelle sue caratteristiche olfattive. Tenere in considerazione le salse tipo besciamella quando siano presenti spezie importanti come – per esempio - la noce moscata, in questo caso consiglierei un vino rosso giovane di buona presenza olfattiva come il Lacrima di Morro d’Alba. - Con brodi di carne (come le minestre, anche i brodi sono per lo più consigliati in una cena) sarebbe preferibile non accompagnare il piatto con vini se non si è sicuri del connubio vino/cibo, se richiesti preferiamo vini leggermente di buon corpo, in ogni caso morbidi sia rossi che bianchi (se prima è stato servito un bianco giovane e leggero, si deve passare ad un bianco più completo o ad un rosato; se si parte da un rosato, invece, si arriva ad un rosso leggero).
- Con minestre di verdure e minestroni, preferire vini bianchi freschi, giovani e sapidi; se il piatto prevede l'impegno di lardo o cotenne indirizziamoci verso vini rosati e chiaretti sempre giovani e sapidi; stessa cosa in abbinamento con pasta e fagioli o ceci.
- Con paste ripiene in brodo di carne (tortellini, ravioli di carne), rossi leggeri, asciutti e sapidi, anche leggermente "mossi".
- Le minestre delicate a base di pesce, prediligono vini bianchi giovani, profumati, di buona sapidità e struttura; quelle con pomodoro, vini rosati giovani.
- In ogni caso porre molta attenzione ad abbinare i vini con primi piatti brodosi perché è facile scoporre il profilo gustativo dell’abbinamento mettendo in risalto acidità, sapidità e tendenza amarognola.
- Con paste e risotti ai frutti di mare, abbineremo vini bianchi giovani, profumati, s
ecchi ma che non abbiano una evidente acidità, abbastanza sapidi e di buon corpo; se vi sono verdure, si usano gli stessi vini riguardanti le minestre di verdure; in presenza di zafferano scegliamo vini bianchi giovani, profumati, sapidi e morbidi. - Per la pasta al pomodoro, rosati e rossi leggeri, giovani, freschi; con sugo di carni bianche, vini rossi giovani, ma già di buona struttura; con carni di maiale o salsicce, vini rossi giovani, asciutti, leggermente tannici e di buona continuità; con funghi trifolati o con sugo di funghi in bianco, vini bianchi giovani, profumati, sapidi, pieni e continui.
Infine, se vi è l'impegno di carni rosse o selvaggina, abbineremo vini rossi, asciutti, abbastanza caldi e di buona struttura. Ricordare che con i primi piatti – salvo eccezioni –ci dobbiamo orientare sempre su vini non particolarmente invecchiati e di grande struttura che lasceremo in degustazione con le portate centrali del nostro pranzo o cena.
Per concludere riportiamo alcuni esempi di abbinamento di primi piatti con il vino:
- Risotto con i funghi : Rosso leggero o rosato di buon corpo – barbera, cesanese, aglianico, dolcetto, cerasuolo (Rosato di Montepulciano d’Abruzzo)
- Risotto al Barolo : Rosso medio corpo abbastaza giovane –barbera, valpolicella, sangiovese
- Risotto alle verdure : Bianco secco abbastanza morbido – vermentino, chardonnay, trebbiano, falanghina
- Risotto al pesce : Bianco secco strutturato – Fiano, Greco, Grillo, Inzolia o Ansonica, Verdicchio del Castelli di Jesi
- Risotto agli Scampi: Bianco aromatico di buona struttura - Gewurztraminer, Riesling Renano, Muller Thurgau, Sauvignon, Arneis, Franciacorta Satén
- Pasta con le sarde : Bianco profumato di buona struttura: Nosiola, Chardonnay, Sauvignon, Tocai, Traminer
- Pastasciutta a base di verdure : Bianco secco morbido – Pinot bianco o grigio, Fiano,
- Risotto con salsiccia : Rosso medio corpo – Marzemino, Montepulciano, Rosso Piceno, Merlot del centro Italia
- Pastasciutta a base di carne : Rosso medio corpo - Primitivo Leccese, Rosso Conero,
- Pasta alla Carbonara : Rosso leggero o bianco di buona presenza olfattiva anche mossi – Lambrusco, Barbera, Chianti Rufina, Morellino di Scansano giovane, Nero d’Avola, Prosecco di Valdobbiadene, Franciacorta Satén
- Pasta alla Amatriciana: Rosso leggero o rosato di buon corpo – Sangiovese di Romagna,
- Pasta ai formaggi:rosso di buon corpo e struttura (commisurato alla complessità dei formaggi) – nebbiolo, Gattinara, Rosso di Montalcino, Negroamaro leccese, Carmignano
- Cannelloni o Lasagne al sugo di carne: rosso di buon corpo e struttura leggermente aromatico – Teroldego, Rosso Conero, Cabernet Sauvignon, Pinot nero.
Dopo questa abbuffata di primi piatti vi rimando alla prossima puntata ancor più appetitosa sui secondi piatti!
domenica 19 aprile 2009
Rosso Conero vino di grande qualità al giusto prezzo
imi anni è sempre più facile trovare una vinificazione di Montepulciano in purezza. La zona di produzione è quella del Monte Conero nelle Marche in prossimità della città Capoluogo: Ancona. 
L’area è estremamente vocata e particolare per la sua esposizione, inoltre le cure che le aziende attribuiscono sempre di più alla realizzazione del prodotto fanno di questo vino una espressione di eccellenza nel mondo enologico Italiano specialmente se ci riferiamo ai Crùs e e alle Riserve.
Per le selezioni è sempre prevista una maturazione in legno (usualmente barriques o tonneau) che può durare anche due o tre anni, ciò conferisce al vino una notevole struttura ed elevate qualità gusto-olfattive che permettono una longevità di diversi anni purchè le bottiglie siano ben conservate.
Il Rosso Conero è di colore rosso rubino carico con sfumature violacee in giovinezza che poi volgono al granato con tendenza arancio nel corso degli anni. Il profumo è intenso, di base frutti rossi e fiori rossi leggermente appassiti, invecchiato propone sentori di spezie e terziari in particolare tabacco, cuoio, caffè e mineralità. Al gusto è secco, ampio ed equilibrato con tannini che si levigano proporzionalmente alla durata del periodo di affinamento, persistenza notevole per i più strutturati. I Rossi Conero che vanno bevuti più giovani (entro due anni dall’imbottigliamento) e manifestano buoni tannini e vinosità si abbinano bene con cibi succulenti e grassi, per esempio è tipico nelle Marche
Lanari (Rosso Conero D’Inclite Terre, Fibbio, Aretè)
Strologo (Rosso Conero Julius)
Conte Leopardi Dettajuti (Rosso Conero Pigmento)
Garofoli (Rosso Conero Agontano)
Malacari (Rosso Conero Grigiano)
Annate Top : 2000 - 2001 - 2003 - 2006 -2008
Per concludere alcuni siti per saperne di più:
http://www.bibliowine.com/produttori-vendita-vino/marche.asp : lista produttori
http://www.albertomazzoni.it/Portals/mazzoni/pdf/RRCenotr.pdf : approfondimenti
http://www.imtdoc.it/imtdoc/Dati%20ufficiali/disciplinari/DP%20Conero%20DOCG1.pdf : disciplinare Docg
http://www.tigulliovino.it/news/notizia_2276.htm : approfondimenti
giovedì 9 aprile 2009
Vinitaly 2009 com’è andata?
dire pensavo ad una drastica riduzione dell’interesse da parte degli operatori/acquirenti invece, dopo una partenza molto magra (giovedì 2 e venerdì 3), sabato un grande recupero con domenica ed anche lunedì. Molti Buyers stranieri hanno partecipato e fatto acquisti, Italiani un po’ meno.
oni. Qualche indicazione sui vini, la prima positiva : interessanti i bianchi delle Marche e del Teramano, Pecorino e Trebbiano in testa; confermo la delusione per il Brunello 2004 che secondo me è piuttosto “maturo” (tannicità e freschezza piuttosto spente) non merita i 5 punti e sarà destinato ad una breve longevità (diciamo max 10 anni). Deludente la degustazione dei bianchi zona Castelli Romani (cercavo una buona Malvasia Puntinata) il 2008 è scadente senza speranza purtroppo! Significativamente interessanti tutti i rossi della Maremma a base di Sangiovese sia il 2007 (una conferma) che il 2008, intriganti i bianchi Friulani 2008 e poi il Moscato d'Asti 2008 e la versione spumante così suadenti! mi è piaciuto molto il vino "La Caudrina" di Romano Dogliotti (www.caudrina.it) che, se capita, vi consiglio di acquistare. Sempre maggiore spazio e dignità per gli autoctoni sempre meno apprezamento per i "barricati"! 
Alla prossima
