Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione della qualità e prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile. A sinistra cliccando su ENOTECA ON LINE aprirete una finestra che vi consentirà di leggere le offerte e le condizioni per acquistare alcune etichette appositamente selezionate per voi. Più in basso sotto la voce Selezione vini dell'Enoteca troverete le schede e i commenti di alcuni vini molto interessanti.Buona lettura.

giovedì 30 luglio 2009

“Bag in box” : contenitori per il vino

Bag in box……..che cos’è questo ulteriore “inglesismo”?
E’un doppio contenitore in materiale misto (plastica, cartone) adatto per alimenti, si tratta di un sistema interessante per contenere e conservare i vini (e non solo) da bere tutti i giorni, i così detti “vini per casa”.
Anche se da parte dei più sofisticati verrebbe da dire “bad in box” penso che abbiano una funzione importante e molto utile se siamo disposti a bere un vino senza troppe pretese; per contenere la spesa vicino a 1,50-2,00 € al litro (non meno perché avrei dei dubbi sul prodotto) questo contenitore è la scelta giusta…… poi – ovviamente – dipende dal vino contenuto nel “ bag”!
Il sistema di confezionamento “bag in box” (da non confondere con il tetra pack tipo latte o Tavernello) è ormai consolidato da anni e funziona bene, ma di che cosa si tratta? “Bag in box”, letteralmente “borsa in scatola o sacchetto nel cartone”, nei formati da 3 litri fino a 20 litri; dove il vino è immesso in una sacca di alluminio e polietilene, la quale, a sua volta, è posizionata all’interno di una scatola di cartone che ha il solo scopo di facilitare il posizionamento e lo stoccaggio dei contenitori. All’estremità inferiore del sacchetto c’è un rubinetto per spillare il vino, e in corrispondenza del rubinetto nella scatola c’è una sorta di oblò per estrarlo.
Ma quali sono i vantaggi per il consumatore di questo tipo di packaging da cui si può versare direttamente nel bicchiere o in una caraffa il vino?Innanzitutto la praticità del suo sistema di spillatura; la peculiarità di mantenere inalterata la freschezza del vino perché l’ingresso dell’aria viene impedito dallo schiacciamento della sacca durante lo svuotamento e quindi il vino non subisce alcuna ossidazione e non ultima la convenienza visto che con questa confezione si spende meno che con il contenitore in vetro.Chiaramente il sacco è completamente inerte e non altera il gusto e la qualità del vino. Il sistema “Bag in box” riduce anche gli sprechi perché è ecologico e completamente riciclabile: la sua struttura è adatta sia allo stoccaggio che al frigo di casa ed è infrangibile. Il trasporto è più semplice ed economico rispetto ai contenitori tradizionali.
In conclusione,
PRO:

  • igiene
  • leggerezza
  • costo contenuto
  • possibilità di preservare per diversi giorni la freschezza del vino essendo a tenuta d’aria

CONTRO:

  • da sconsigliare per la conservazione e affinamento dei vini destinati ad avere una lunga vita teniamoci il vino per alcuni mesi al massimo e sempre in luogo fresco
  • esteticamente poco accattivante
  • inadatto a farne oggetto di omaggio in occasione di festività.

Per saperne di più:

http://www.baginbox.it/indexmr.html

http://www.en.wikipedia.org/wiki/Bag-In-Box

lunedì 20 luglio 2009

Abbinamento cibo e vino (quarta parte): quale vino con la carne?

Proseguiamo con la “ saga ” dei post sugli abbinamenti (argomento invero molto richiesto). Per le carni il discorso è abbastanza vasto dato che la carne si presta ad essere cucinata in molti modi con conseguente diversità delle caratteristiche gustative.Come regola generale, le carni rosse preferiscono i vini rossi mentre le carni bianche (vitello, pollame, coniglio), specie se servite fredde, possono essere accompagnate anche da vini bianchi di buon corpo.
In generale, con carni bianche e pollame al forno, possiamo accoppiare vini rossi giovani (o rosati), as
ciutti, sapidi, discretamente morbidi, di medio corpo. E’ anche possibile l’abbinamento con vini bianchi di ottima struttura che abbiano “fatto legno” (purchè non sia invadente); con carni in umido, sempre rossi, ma leggermente più strutturati.
Un piccolo inciso per definire meglio i vini strutturati: quando presentano una gradazione alcolica non inferiore a 13% di alcol (salvo eccezioni), un medio affinamento sia in legno che in bottiglia (diciamo almeno 18 mesi complessivi), e poi roteando il bicchiere si devono notare archetti sul bicchiere stesso che indicano presenza di glicerina (sviluppatasi naturalmente nel vino) segno di un buon corpo del vino stesso. Con bolliti di carni miste, rossi asciutti già di buon corpo, sapidi, anche vivaci e eventualmente affinati in legno; con arrosti bovini o ovini, umidi di carne suina, vini rossi mediamente affinati, asciutti, sapidi, caldi, strutturati e persistenti.La selvaggina a piuma allo spiedo, esige vini rossi asciutti, sapidi, di buon corpo, leggermente affinati in legno; se cotta in casseruola, vini più corposi e tannici, di complessità gusto/olfattiva e che abbiano subito un medio affinamento sia in legno che in bottiglia.Mentre la selvaggina a pelo allo spiedo, vuole sempre vini rossi affinati, profumati, asciutti, sapidi, caldi, pieni e persistenti. Infine se questa è preparata in umido, grandi vini rossi affinati, complessità aromatica, di gran corpo e di lunga persistenza.L'utilizzo di un vino nella preparazione del piatto (stracotti e brasati) impone che lo stesso venga utilizzato anche per l'abbinamento.Con piatti saporiti e strutturati (come quelli a base di selvaggina e cacciagi
one) sono da preferire vini rossi importanti, dai tannini abbastanza fini, di corpo e di buon invecchiamento.Se la pietanza contiene intingoli succulenti può essere necessario che il vino disponga di una buona base tannica e significativa alcolicità. A titolo di esempio i seguenti abbinamenti, in parentesi alcuni vitigni o vini più adatti:

  • Carni bianche di pollo : Rosso leggero profumato (Barbera, Bonarda), Bianco secco (Verdicchio, Trebbiano)
  • Carne di vitello : Bianco strutturato (Chardonnay del Sud) o rosato (Salice salentino) o rosso giovane (Aglianico, Dolcetto, Valpolicella)
  • Carne di agnello : Rosso secco di medio corpo (Montepulciano d’Abruzzo, sangiovese di Romagna, Nero d’Avola) Carne di maiale : Rosso secco di medio corpo (Cannonau, Primitivo, Lambrusco)
  • Carni rosse alla griglia, polpette e timballi di carne mista : Rosso leggermente strutturato a medio invecchiamento (Sangiovese, Rosso Conero, Cesanese di Affile)
  • Carni rosse in umido : Rosso strutturato a medio invecchiamento (Rosso della Valtellina, Pinot Nero, Rosso di Montepulciano, Rosso di Montalcino, Primitivo di Manduria)
  • Piccola cacciagione : Rosso di buon invecchiamento e corpo (Ripasso di Amarone, Rossi Bolgheresi, Aglianico del Vulture
  • Cacciagione a pelo : Grande rosso di eccellente armonia ( Amarone, Brunello, Barolo, Barbaresco, Taurasi).
Un affettuoso saluto a tutti e alla prossima puntata (i formaggi).
Il vostro Sommelier di fiducia, Marco

giovedì 16 luglio 2009

Brunello di Montalcino, il nome basta a definire la qualità?

Cari amici, in altre occasioni ho scritto di questo nobile vino Italiano e sempre ne ho parlato con entusiasmo e apprezzamento, ho anche, più volte, denunciato con dispiacere quei produttori che si muovono più per interessi economici che per conservare i principi ispiratori della produzione. Recentemente mi sono imbattuto in una discussione all'inteno di un blog molto noto, quello cheho letto mi ha riaperto la ferita...........
Per leggere potete cliccare:
In ogni caso riporto il commento di un enologo che si firma "Marcolino76" , non credo ci sia bisogno di ulteriori spiegazioni..................... (sic!):
"ho lavorato due anni con quello che è stato uno dei cantinieri dei Banfi s.p.a. e ti assicuro che l'unico vino buono (su oltre 40) è il Poggio all'Oro, peraltro troppo costoso, perchè è fatto privatamente da un enologo che possiede due ettari nella loro proprietà.... gentile concessione, purchè mantenga il nome "Castello Banfi"............... TUTTI i vini di questa enorme azienda sono addomesticati in cantina con segatura di rovere (vietata a Montalcino ma molto meno cara delle barrique) e con quantità industriali di chip di polifenoli, gomma arabica, mannoproteine e un sacco di altra merda!!!!!!!!!!!!!!!!! grazie a loro negli ultimi due anni il Brunello ha perso una buona percentuale del fatturato estero perchè sono stati scoperti vinificare uva proveniente da chissà dove (vietatissimo) e addirittura brunelli base (100% di sangiovese grosso) tagliati al 60% circa con merlot...................... A VOI LE CONCLUSIONI. "
Per chi non è andato ancora in VACANZA, auguro il meglio!
A presto,Marco