Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione della qualità e prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile. A sinistra cliccando su ENOTECA ON LINE aprirete una finestra che vi consentirà di leggere le offerte e le condizioni per acquistare alcune etichette appositamente selezionate per voi. Più in basso sotto la voce Selezione vini dell'Enoteca troverete le schede e i commenti di alcuni vini molto interessanti.Buona lettura.

domenica 30 agosto 2009

Come nasce un buon vino? (argomento in due puntate): SECONDA PUNTATA

Proseguiamo con gli argomenti già trattati nel precedente post del 25 Agosto, che – inaspettatamente – ha avuto un gran successo.
Attività in Cantina
Possiamo dire che l’azione inizia con la vendemmia e termina con la messa in commercio del vino. Dopo il taglio il grappolo deve arrivare il più presto possibile in zona pigiatura senza subire stress termici e di pressione degli acini onde evitare inizio di fermentazioni . Volendo semplificare le varie fasi operative cui si ricorre in Cantina, possiamo elencare cronologicamente (per la vinificazione in rosso): vendemmia, pigiatura/diraspatura, formazione del mosto con vinacce, aggiunta di lieviti e correttivi, fermentazione con macerazione, follatura, rimontaggi, svinatura, eventuale torchiatura delle vinacce, vino fiore in fermentazione, maturazione, travasi e colmature, correzioni/stabilizzazione, invecchiamento, affinamento in bottiglia, messa in commercio. Fase fondamentale è la fermentazione alcolica che consiste nella trasformazione, ad opera dei lieviti selezionati (microrganismi originati dall’uva),degli zuccheri presenti nel mosto (glucosio) in alcol etilico,anidride carbonica ed energia che si libera sotto forma di calore. Questa azione chimico-fisica da origine al vino. Il processo è abbastanza complesso e mette in gioco una vastità di sostanze che l’enologo deve essere in grado di gestire al meglio per realizzare il prodotto migliore possibile. Se necessario l’enologo può operare delle correzioni agendo sul titolo alcolometrico, grado di acidità, colore, tannino, ottimale sarebbe non intervenire con azioni correttive se il vino raggiunge naturalmente un grado di equilibrio e bevibilità ottimale, purtroppo per innumerevoli motivi ciò non sempre avviene e sarà necessario porre rimedio importante è agire con interventi naturali (chiarificazione, filtrazione, refrigerazione, centrifugazione, pastorizzazione, rifermentazione ……….). A questo punto il vino ha bisogno di tempo più o meno lungo per maturare, usualmente vengono utilizzati a secondo dei casi recipienti in cemento o vetroresina o acciaio o in legno. Per i vini più pregiati si prosegue con il vero e proprio invecchiamento in botti di legno (solitamente rovere) più o meno grandi. In questa fase che può durare anni le metodologie e le tecniche sono diverse, terminato l’invecchiamento in botte si passa all’immissione in bottiglia e alla successiva fase di affinamento nella stessa fino a quando il vino non sarà giudicato pronto per l’immissione in commercio. Al riguardo occorre dire che con l’immissione in commercio non è detto che il vino sia perfettamente pronto anzi molto spesso dovranno trascorrere diversi anni prima che il vino sia perfetto da bere, d’altra parte i produttori hanno necessità di liberare il magazzino ed iniziare ad avere un ritorno economico su di un prodotto il cui inizio di elaborazione (inizio anno della vendemmia) risale anche a sei/sette anni prima!
Stagione climatica:
Qui siamo di fronte all’imponderabile, il clima, la temperatura, le piogge, il vento, le azioni atmosferiche influenzano notevolmente la qualità dei grappoli specialmente dal momento dell’avvio del ciclo riproduttivo della vite, queste azioni climatiche possono essere accompagnate da sviluppi più meno gravi di muffe o azioni di insetti dannosi che vanno controllate nel miglior modo possibile senza intaccare la qualità del l’uva. In questi casi l’azione umana può correggere le avversità. Avremo così – a seconda dei casi – annate pessime, sufficienti, buone, ottime che costituiscono i presupposti per ottenere il vino migliore…..ma non tutti ci riescono.

In conclusione abbiamo visto che la combinazione di una miriade di fattori da origine al nostro nettare. Fattori naturali come la pianta (vitigno), il clima, il terreno e fattori umani come la gestione della vigna e l’attività in cantina; per un risultato ottimale occorre che tutti questi elementi abbiano concorso nel modo migliore alla realizzazione del prodotto e, questo, non sempre avviene. I costi necessari per la gestione di tutte le fasi sono estremamente variabili e ciò giustifica quelle grosse differenze di costi che notiamo quando acquistiamo una bottiglia, per esempio nei supermercati è facile trovare bottiglie vendute a meno di 1 Euro nelle enoteche troveremo vini pregiati tranquillamente a 200 Euro, forse in questi casi il prezzo è eccessivo e risponde più ad un valore da collezione che al valore intrinseco del prodotto ma a mio parere un vino di elevata qualità può costare tranquillamente intorno a 70 Euro la bottiglia. SALUTE A TUTTI VOI!

martedì 25 agosto 2009

Come nasce un buon vino? (argomento in due puntate): PRIMA PUNTATA

Quali sono gli ingredienti – per così dire – necessari per ottenere un buon vino? (un etichetta a sinistra ch e ritengo sia rappresentativa di un eccellente Vino! Il Paleo delle Macchiole in Bolgheri: Cabernet Frank in purezza)
Non voglio fare troppi giri di parole e approfondimenti scientifici ma desidero limitarmi a spiegare con parole molto semplici, come si fa ad ottenere un buon vino e soprattutto perché da certe cantine non avremo mai un buon vino e da altre sarà piuttosto facile ottenerlo. Per avere il meglio sarà necessario sfruttare nel modo migliore una combinazione di elementi che sono la base del “miracolo” vino.
Ma quali sono questi elementi?

Presto detto:

  • Habitat
  • Coltura e gestione della vite
  • Attività in Cantina
  • Stagione climatica

Andiamo per ordine a piegare questi 4 concetti fondamentali,senza dilungarci troppo.
In questo post scriveremo dei primi due punti (habitat e Coltura e gestione della vite) in un prossimo completeremo con gli altri due argomenti.
Habitat:
è essenziale poter contare su di un territorio adatto al fine di favorire un’ ottimale crescita e produzione della nostra pianta di vite. Per habitat intendiamo sia la zona geografica che il tipo di terreno, l’esposizione al sole e alle intemperie e tutti gli elementi naturali (altitudine, presenza di fiumi, laghi, mare nelle vicinanze, montagne, ventosità, ecc.) che possono influenzare lo sviluppo della nostra pianta anche indicato come ecosistema). Ovviamente non tutte le viti sono adatte a crescere e svilupparsi in maniera adatta nello stesso territorio per cui avremo tipologie di vitigni più adatti in certe zone piuttosto che in altre, vitigni piuttosto duttili (Chardonnay, Merlot…) meno adattabili (Nebbiolo, Cabernet Sauvignon….) e questo direi che è un aspetto che riguarda di più il punto successivo. Rimane il fatto essenziale che il nostro “terroir” (alla Francese) deve possedere delle caratteristiche idonee alla crescita e allo sviluppo della vite tale da poter produrre i frutti nel miglior modo possibile. E’ bene ricordare che i grandi produttori, prima di decidere un nuovo impianto, sviluppano ricerche sul territorio affidandosi a consulenze di geologi, agronomi ed esperti in materia.
Coltura e gestione della vite:
Coltura vale a dire scelta del vitigno più adatto e impianto più idoneo (sono due parole ma valgono un’enormità! Pensate che di varietà ne esistono migliaia un centinaio sono le più utilizzate e devono essere combinate conil porta innestopiù adatto), l’esposizione del vigneto, i quantitativi di piante per ettaro, la distanza tra le piante, sistemi di allevamento e potatura. In proposito è interessante sottolineare che le produzioni più “nobili” a livello mondiale, adottano un impianto ad alta intensità vale a dire moltissime piante per ettaro (diciamo oltre 5.000 ceppi) in modo tale da creare una competitività tra le stesse consentendo uno sviluppo potente delle radici tale da consentire alle radici stesse una maggiore penetrazione nel terreno tale per l’assorbimento delle sostanze nutritive nelle fasce più profonde del terreno (se il terreno è molto fertile un impianto fitto non è consigliabile). Con la coltura desideriamo annoverare anche l’aspetto che riguarda l’età della pianta in quanto la stessa è direttamente proporzionale alla qualità del frutto, un buon vino si inizia ad ottenere dopo 15 anni dall’impianto e, in alcuni casi, bisogna aspettare molto di più (per il Cabernet Sauvignon dopo i 30 anni si creano le condizioni di sviluppo migliori per carattere e complessità). Altro aspetto essenziale è la gestione della pianta in vigna, il tipo di impianto (il pergolato è per esempio sintomo di elevata produzione e bassa qualità), la metodologia di potatura, la cura periodica, le irrigazioni eventuali, l’uso di fitofarmaci e i tipi di concimi……. In proposito è solo il caso di ricordare le coltivazioni provenienti da agricoltura “biologica” che non prevedono l’uso di fitofarmaci e le colture “biodinamiche” che si basano su principi più rigidi sotto il profilo naturale sia in campo che in cantina.
Per quanto riguarda l’aspetto del quantitativo di uva prodotta per ettaro possiamo affermare - a grandi linee che - più bassa è la produzione per pianta più elevato sarà il livello qualitativo potenziale del vino, ovviamente i fattori in gioco sono tantissimi ma in linea generale tale affermazione è corretta. Pensate che per vigneti con impianti da 2000 piante in su si passa dai 300 q.li per ettaro ai 30 q.li con situazioni del tutto contrapposte in quanto troviamo vigneti con 2000 piante che producono oltre 300 q.li ed altri con 7000 piante che producono 40 q.li (mediamente 600gr per pianta vale a dire un solo grappolo!). Per esempio sappiamo che eliminando i frutti o boccioli da una qualsiasi pianta da frutto o da fiore, otterremo una produzione ridotta ma più rappresentativa (grappoli e fiori migliori perché avranno assorbito da soli tutto il nutrimento prodotto dalla pianta). Così la combinazione di una elevata concentrazione di piante per ettaro con una bassissima produzione di grappoli per pianta (anche un solo grappolo per pianta dato che per alcuni vini pregiati è facile vendemmiare meno di 1 Kg per pianta) determina la migliore potenzialità per ottenere un grande vino (metodologia storicamente adottata per i vini Bordolesi dove si arriva fino a 35.000 ceppi per ettaro!). L’alta densità di piantagione diminuisce il peso dei grappoli e delle bacche favorendo l’aumento del rapporto buccia/polpa indice di qualità dato che le sostanze nobili risiedono nella buccia.
Altro elemento che non deve essere trascurato è quello della continua attenzione che deve essere posta in vigna durante le varie fasi stagionali (potatura verde e di produzione, cura delle malattie e avversità atmosferiche, defogliazione) fino alla vendemmia sia nella scelta del momento più adatto che nel metodo più consono, l’uso o meno di macchine. Pensate che per la vendemmia, molto spesso nel caso di produzioni più attente, la vendemmia viene svolta in più fasi raccogliendo solo i grappoli più maturi e pronti, in alcune zone ove il clima è più caldo viene effettuata durante la notte, caso limite ed emblematico segnaliamo che in alcune vigne viene addirittura praticata la terapia della musica accompagnando la crescita della pianta con musica classica o di altro genere secondo le intenzioni del produttore, fino alla vendemmia (incredibile ma vero!).
Tutta questa attività è affidata di norma all’Agronomo/viticultore in combinazione con l’Enologo che dovrà curare personalmente tutta la questione della vinificazione.
Alla prossima!


giovedì 20 agosto 2009

Ristoranti SI ……….ristoranti NO : FIRENZE

All’inizio di quest’anno io e mia moglie abbiamo colto l’occasione per fare una gita “week-end” a Firenze. Avevamo il desiderio di rivisitare il Palazzo Vecchio, la Galleria degli Uffizi e Palazzo Pitti. Ci siamo così immersi nell’arte e nella storia incantati come sempre da tante meraviglie. Purtroppo – l’esiguo tempo a disposizione - non ci ha permesso di godere appieno di tante meravigliose opere d’arte. Comunque non è di questo che vi voglio parlare (anche perché non è il mio campo) per cui vengo al punto: dopo una giornata fisicamente faticosa , anche se culturalmente appagante, con lo stomaco quasi a digiuno, vien voglia alla sera di recuperare le forze seduti a tavola, e così è stato.
A tal proposito voglio fare due nomi di ristoranti “sperimentati” in Firenze centro, il primo dove non si deve assolutamente andare il secondo dove si può cenare o pranzare tranquillamente:

DA NON FREQUENTARE M A I :
“La Carabaccia” definita (sic!) “cucina tipica Toscana” è ubicata in Via Palazzuolo, 190/r
Classico posto per fregare i turisti ed io preso dalla stanchezza ci sono cascato come un
“giapponese”, cucina scadente, lista vini a prezzi spropositati e mal impostata con ricarichi oltre il 300%, servizio scarso e poco competente …………………. Il nostro menù ? 2 coperti € 6,00 – crostino toscano “moscio” e con patè “irriconoscibile” - una bistecca alla griglia di gusto ambiguo € 39,00 – un piatto di pici “liquidi” € 13,00 – una misera insalata verde € 5,00 - una bottiglia di Nobile di Montepulciano la Braccesca € 29,00 (testato per prova) – una grappa invecchiata € 7,00 – costo del servizio aggiunto pari al 10% - incredibile fregatura per due persone: totale € 147,95 (fattura del 18/01/2009 n. 014157). Ovviamente all’uscita ho espresso il mio disappunto per lo scarso livello qualitativo di tutti i piatti che non giustificavano assolutamente il prezzo pagato. Indovinate cosa mi ha risposto il responsabile del ristorante: “Mi dispiace oggi il cuoco non c’era e ci siamo dovuti arrangiare!” ROBA DA PAZZI!!!!!!!! In conclusione: mi raccomando se vi propongono un ristorante a Firenze con questo nome: SCAPPATE è UNA FREGATURA! E spargete la voce il più possibile!

DA VISTARE E PROVARE S I :
Trattoria “le Mossacce” via del Proconsolo, 55R Firenze tel. 055294361 http://www.trattorialemossacce.it/
Ambiente molto informale, piccola classica trattoria Toscana. Abbiamo cenato e speso in due € 70,00, antipasto toscano con tartine di fegato come Dio comanda, pici al ragù, stufato di cinghiale, dolce della casa vino Toscano sfuso ottimo e caffè, il tutto ben cucinato e gustoso ad un prezzo abbordabilissimo. Molto bene, ve lo consiglio appena capitate a Firenze, tenete conto però che non è il posto da andare in giacca e cravatta!


Ma al nostro stomaco questo non interessa…………………………..
Un salutone a tutti!!!!!!!

venerdì 14 agosto 2009

Enoteca Nepesina in FERIE





CARI AMICI E VISITATORI DESIDERO COMUNICARVI CHE DA OGGI E FINO AL 10 SETTEMBRE L'ENOTECA NEPESINA SARA' IN FERIE.


APPROFITTO PER AUGURARE A TUTTI

UN OTTIMO FERRAGOSTO

E BUONE FERIE PER CHI ANCORA NON NE HA USUFRUITO!


IN OGNI CASO IL MIO BLOG CONTINUERA' A PROPORVI ARGOMENTI INTERESSANTI PER CUI TORNATE A TROVARMI!

UN ANTICIPAZIONE SUI PROSSIMI POST........ SCRIVERO' COME NASCE UN BUON VINO E PROSEGUIRO' CON SUGGERIMENTI SUI VINI "ESTIVI". UN SALUTONE AFFETTUOSO!

mercoledì 12 agosto 2009

SAGRE, FESTE LAZIO E TUSCIA VITERBESE AGOSTO SETTEMBRE 2009

Mi sembrava utile segnalarvi alcune importanti manifestazioni estive in programma quest'estate in Tuscia e nel Lazio.
Per le Sagre nella Tuscia Viterbese visitare : http://www.provincia.vt.it/turismo/PDF/Eventi.pdf
http://www.provincia.vt.it/urp/coStampaDett.asp?ID=4101
Nel Lazio:
dal 12/08/2009 al 13/08/2009 - Casaprota (RI) Sagra delle fettuccine ai funghi porcini
dal 12/08/2009 al 15/08/2009 - Alatri (FR) Festival Internazionale del Folklore Orbis Terrarum
il 15/08/2009 - Alatri (FR) Acquaragia Drom in concerto
il 15/08/2009 - Borbona (RI) Panettone Party
dal 12/08/2009 al 16/08/2009 - Alatri (FR) XXXIX Festival Internazionale del Folklore
dal 12/08/2009 al 16/08/2009 - Graffignano (VT) 14 Sagra della lumaca
dal 09/08/2009 al 16/08/2009 - Vignanello (VT) 40 ° Festa del Vino
dal 13/08/2009 al 16/08/2009 - Torrita Tiberina (RM) Ferragosto Torritano 2009
dal 13/08/2009 al 16/08/2009 - Tolfa (RM) Festa della musica
il 20/08/2009 - Amatrice (RI) XX^ Sagra della Panonta a Capricchia
il 22/08/2009 - Colle di Tora (RI) Sagra dell'Arrosticino
dal 21/08/2009 al 23/08/2009 - Collevecchio (RI) Sagra della lumachella
dal 20/08/2009 al 23/08/2009 - Valmontone (RM) Sagra del Baccalà
dal 20/08/2009 al 23/08/2009 - Valmontone (RM) Sagra del baccalà
dal 28/08/2009 al 30/08/2009 - Giulianello (LT) Sagra del porco
dal 28/08/2009 al 30/08/2009 - Bracciano (RM) II° Festival Internazionale del Folklore
dal 28/08/2009 al 01/09/2009 - Caprarola (VT) 53° Sagra della Nocciola
il 05/09/2009 - Nazzano (RM) Serata Romana
dal 03/09/2009 al 06/09/2009 - San Martino di Cerveteri (RM) XXXI Sagra della salsiccia
dal 10/07/2009 al 06/09/2009 - Varie Località (RM) Castelli in Africa
il 13/09/2009 - Setteville di Guidonia (RM) XIV^ Sagra della Cucina Regionale
dal 02/09/2009 al 20/09/2009 - Scauri Minturno (LT) Settembre a Scauri
dal 18/09/2009 al 20/09/2009 - Fiano Romano (RM) Festa della Madonna Addolorata
dal 18/09/2009 al 20/09/2009 - Fiano Romano (RM) Festa della Madonna

lunedì 10 agosto 2009

La ricetta e l'abbinamento di Agosto: Rotolini di riso al Salmone e Sauvignon Quarz

Una proposta per un piatto leggero facile da realizzare e, per un certo verso, anche raffinato.
Presto detto:
Rotolini di riso al Salmone.
PER 6 PORZIONI:
  • 12 fettine sottili di salmone fresco
  • 4 tazzine di caffè colme di riso basmati
  • una foglia di alloro
  • sakè o vermut dry
  • salsa di soia
  • sale

Lessate il riso a fuoco basso con la foglia di alloro e acqua pari al doppio del quantitativo del riso vale a dire otto tazzine da caffè e sale q.b. Appena cotto (quando l'acqua di sarà completamente consumata), lasciatelo raffreddare. Versate del sakè sul palmo di una mano, sfregatevi sopra l'altra e passatevi il riso a cucchiaiate formando delle piccole palline; avvolgetele nelle fettine di salmone, decoratele a piacere con fogliette di dragoncello e listelle di rapa rossa lessata (i vegetali potete sceglierli a vostro piacimento). Servite con salsa di soia. Non serve che un'oretta per preparare il tutto e buon appetito.

ABBINAMENTO

La delicatezza del piatto con punte di sapidità (salsa di soia), grassezza (salmone) e aromaticità (salmone, sakè, lauro, salsa di soia), richiedono un vino di buon corpo, di giusta morbidezza e aromaticità, che sia stato affinato solo in acciaio tale da mantenere una freschezza naturale, buona persistenza gusto olfattiva. Ho scelto un Sauvignon Italiano delle nostre Dolomiti dell'Alto Adige, la Cantina è Terlano: ottimo produttore su tutta la linea dei vini realizzati. Il suo nome Quarz dalla vigna omonima, questo vino è il top della gamma dei Sauvignon prodotti dalla casa, un crù particolarmente espressivo di struttura complessa dai sentori di miele, frutta esotica e punte minerali, suadente, lungo al naso e in bocca compensa perfettamente le caratteristiche organolettiche del piatto. Il link del produttore: http://www.kellerei-terlan.com/ita/wine_info.php?val=2&action=quarz

In alternativa potete abbinare il Winkl sempre della stessa cantina il cui costo è circa la metà del precedente (€ 13,00). Se ne volete sapere di più da una penna blasonata: http://vinoalvino.org/blog/2006/08/sauvignon_winkl_2005_cantina_p.html

Un saluto affettuoso e buon Ferragosto