Il mese scorso sono andato a trovare il sig. Sergio Mottura e, ovviamente, a testare e parlare insieme delle nuove annate dei vini in produzione (peraltro già avevo av
uto modo di confrontarmi a Vinitaly nel mese di Aprile) . Questa cantina storica ha sede a Civitella d'Agliano e i suoi vini vengono prodotti ai confini tra Lazio e Umbria http://www.motturasergio.it/tenuta.html ,essa rappresenta - secondo il mio modesto parere - l'eccellenza dei vini della Tuscia e del Lazio a livello nazionale e internazionale. La tenuta - oltre ad avere una splendida residenza/Albergo - conta 36 ettari di vigne alcune ultra decennali e tutta la produzione viene coltivata in conformità al regolamento biologico CE 2092/91
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:31991R2092:IT:HTML . E' stata scelta l'istrice come simbolo perché quest'ani
male, timido e dai gusti delicati, vive esclusivamente in luoghi dove viene rispettato l'equilibrio ecologico.
Nelle vigne sono impiantate diverse varietà:
Procanico, con grappolo spargolo, molto resistente alle muffe, di colore rosso oro, di limitata produttività e buona personalità;
Verdello, con grappolo compatto di cupo color verde, ottima acidità ed aromi fini ed eleganti;
Grechetto, del quale sono stati individuati e selezionati in azienda ben tre diversi cloni con profumi ricchi, inebrianti, lunghi e corpo vigoroso ed avvolgente;
Drupeggio, dal profumo floreale e corpo vellutato,
Chardonnay, base dello Spumante metodo classico,
Merlot, Montepulciano d'Abruzzo e Pinot Nero, uve a bacca rossa che spesso trovano qui le condizioni ideali per divenire grandi vini.
I vini sono Poggio della Costa, Tragugnano, il prezioso Muffo tutti a a base di grechetto, Orvieto secco e amabile (blend di procanico, verdello e grechetto), lo Spumante (Chardonnay) , il Magone (pinot nero), il Civitella rosso (merlot e montepulciano) , il Latour a Civitella (Grechetto) ed il Nenfro (merlot e montepulciano) per questi ultimi 4 viene fatto uso di piccoli carati di legno francese per l'affinamento e, una volta imbottigliati in azienda vengono posti a maturare nelle cantine o nelle fresche grotte di tufo.
Avremo modo di parlare singolarmente dei singoli vini che mi hanno maggiormente colpito, ma in questa sede desidero sottolineare alcune caratteristiche dei prodotti. Innanzi tutto è indiscutibile la classe della produzione del grechetto sia nella sua veste tutta acciaio (Tragugnano) che nella veste di grande struttura ed affinamento in legno (Latour a Civitella) . Entrambi i vini sono di una indiscussa finezza, di grande bevibilità, eleganza e di notevole longevità. In proposito tengo a puntualizzare che oggi sono godibili le annate 2008 e precedenti per il Tragugnano (il 2009 è ancora troppo giovane consiglierei di aspettare almeno sei mesi) e 2005 e precedenti per Il Latour a Civitella (il 2006 non è stato prodotto e il 2007 è ancora giovane, darei almeno 12 mes
i di tempo per una migliore beva). Sono entrambi splendidi vini. A parte il Muffo che sfoggia una complessità direi mostruosa per la sua annata 2007, persistenza e complessità da vendere da provare con grandi formaggi erborinati e piccanti o gustare su tartine con patè di foie gras. I rossi mantengono una propria identità e personalità in tutte le versioni, tipico il Pinot Nero (Magone) ed altrettanto interessante il blend di Merlot e Montepulciano (Civitella Rosso), molto intrigante anche il rosato (Civitella rosato) a base di Montepulciano 100% che si distingue per la sua veste "alla francese" che, in affetti, accomuna anche gli altri vini, data la particolare affezione che il sig. Sergio dimostra per l'enologia dei nostri antichi maestri Francesi.
In conclusione direi che per questa Cantina vi dovete far guidare dal vostro gusto personale al momento dell'acquisto tanto - come si dice - dove andate andate bene!
uto modo di confrontarmi a Vinitaly nel mese di Aprile) . Questa cantina storica ha sede a Civitella d'Agliano e i suoi vini vengono prodotti ai confini tra Lazio e Umbria http://www.motturasergio.it/tenuta.html ,essa rappresenta - secondo il mio modesto parere - l'eccellenza dei vini della Tuscia e del Lazio a livello nazionale e internazionale. La tenuta - oltre ad avere una splendida residenza/Albergo - conta 36 ettari di vigne alcune ultra decennali e tutta la produzione viene coltivata in conformità al regolamento biologico CE 2092/91
http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:31991R2092:IT:HTML . E' stata scelta l'istrice come simbolo perché quest'ani
male, timido e dai gusti delicati, vive esclusivamente in luoghi dove viene rispettato l'equilibrio ecologico.Nelle vigne sono impiantate diverse varietà:
Procanico, con grappolo spargolo, molto resistente alle muffe, di colore rosso oro, di limitata produttività e buona personalità;
Verdello, con grappolo compatto di cupo color verde, ottima acidità ed aromi fini ed eleganti;
Grechetto, del quale sono stati individuati e selezionati in azienda ben tre diversi cloni con profumi ricchi, inebrianti, lunghi e corpo vigoroso ed avvolgente;
Drupeggio, dal profumo floreale e corpo vellutato,
Chardonnay, base dello Spumante metodo classico,
Merlot, Montepulciano d'Abruzzo e Pinot Nero, uve a bacca rossa che spesso trovano qui le condizioni ideali per divenire grandi vini.
I vini sono Poggio della Costa, Tragugnano, il prezioso Muffo tutti a a base di grechetto, Orvieto secco e amabile (blend di procanico, verdello e grechetto), lo Spumante (Chardonnay) , il Magone (pinot nero), il Civitella rosso (merlot e montepulciano) , il Latour a Civitella (Grechetto) ed il Nenfro (merlot e montepulciano) per questi ultimi 4 viene fatto uso di piccoli carati di legno francese per l'affinamento e, una volta imbottigliati in azienda vengono posti a maturare nelle cantine o nelle fresche grotte di tufo.

Avremo modo di parlare singolarmente dei singoli vini che mi hanno maggiormente colpito, ma in questa sede desidero sottolineare alcune caratteristiche dei prodotti. Innanzi tutto è indiscutibile la classe della produzione del grechetto sia nella sua veste tutta acciaio (Tragugnano) che nella veste di grande struttura ed affinamento in legno (Latour a Civitella) . Entrambi i vini sono di una indiscussa finezza, di grande bevibilità, eleganza e di notevole longevità. In proposito tengo a puntualizzare che oggi sono godibili le annate 2008 e precedenti per il Tragugnano (il 2009 è ancora troppo giovane consiglierei di aspettare almeno sei mesi) e 2005 e precedenti per Il Latour a Civitella (il 2006 non è stato prodotto e il 2007 è ancora giovane, darei almeno 12 mes
i di tempo per una migliore beva). Sono entrambi splendidi vini. A parte il Muffo che sfoggia una complessità direi mostruosa per la sua annata 2007, persistenza e complessità da vendere da provare con grandi formaggi erborinati e piccanti o gustare su tartine con patè di foie gras. I rossi mantengono una propria identità e personalità in tutte le versioni, tipico il Pinot Nero (Magone) ed altrettanto interessante il blend di Merlot e Montepulciano (Civitella Rosso), molto intrigante anche il rosato (Civitella rosato) a base di Montepulciano 100% che si distingue per la sua veste "alla francese" che, in affetti, accomuna anche gli altri vini, data la particolare affezione che il sig. Sergio dimostra per l'enologia dei nostri antichi maestri Francesi.In conclusione direi che per questa Cantina vi dovete far guidare dal vostro gusto personale al momento dell'acquisto tanto - come si dice - dove andate andate bene!
2 commenti:
Mi piace tanti il muffo....... a quanto lo vendi in enoteca?
Alessandra da Velletri
SE BEN RICORDO € 20,00 UN GRANDE VINO DA FORMAGGI STAGIONATI E PATE'.
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