OGGETTIVE
- Valutazione del contesto nel quale si vuole aprire l’attività: e meglio sempre privilegiare luoghi ad alta densità abitativa, zone commercialidedicate allo svago, locali con un minimo di spazio esterno di proprietà o in concessione anche se per pochi tavolini se si vuole fare mescita: per questo aspetto è indispensabile documentarsi e ricercare un supporti esterno per non commettere errori già in fase di analisi decisionale
- Esame e identificazione di tutte le autorizzazioni e azioni burocratiche da svolgere per poter gestire il locale : con la imminente legge finanziaria è in previsione un alleggerimento della prassi burocratica per aprire un’attività commerciale
- Decidere se impegnarsi anche alla somministrazione di alimenti e bevande oltre che alla vendita di prodotti enogastronomici: questa è un scelta strategica che comporta un radicale cambiamento nell’impegno si a in termini di risorse finanziarie che risorse fisiche necessarie a far funzionale l’attività
SOGGETTIVE
- Budget economico a disposizione
- Attività da svolgere in società con altri o da soli
- Valutare il proprio grado di Professionalità nel campo (sia commerciale che specifico in enogastronomia)
- Come deve essere e cosa deve proporre il locale, il taglio che desideriamo attribui
re all’Enoteca (Enoteca, Enoteca Bistrot - Wine Bar – Enoteca osteria – Vineria ….) - Personale minimo necessario per svolgere l’attività in base alla tipologia del locale
- Tipologia di merce che si vuole commercializzare oltre al vino (imbottigliato, sfuso..), stigliatura, attrezzature e impostazione interna ed esterna che si vuole attribuire al locale
Spero di aver stimolato necessità di approfondimenti nei confronti di coloro che di questi tempi stanno pensando di diventare Enotecari. In conclusione penso che oggi, nonostante i tempi difficili per il commercio, potrebbe essere di soddisfazione avviare un’attività Aprendo un Enoteca ma è fondamentale ponderare bene l’ubicazione del locale, l’ambiente dell'Enoteca

(inteso come tipologia e immagine per merci e servizi), la disponibilità economica che – a mio avviso - non dovrà mai essere inferiore la 50% dell’intero impegno economico per mettere in esercizio il nostro Locale. Per altri aspetti sulla questione vi rimando ad altro post da me pubblicato in precedenza sull'argomento: http://enoteca-sommelier.blogspot.com/2008/08/aprire-un-enoteca.html
4 commenti:
Morale della favola ci vogliono un sacco di soldi! Sei in grado di indicarmi una cifra minima per il magazzino vini e stigliature?
Alberto di Chieti
Caro Alberto questo aspetto è molto relativo e dipende da tanti fattori. In linea di massima in un contesto di provincia come la tua direi per i vini puoi partire da una decina di migliaia di Euro in su e per le stigliature anche il fai da te è sufficiente..... oppure anche Ikea può andare. Se hai bisogno di ulteriori approfondimenti chiedi pure!
ciao, Marco
ciao Marco,
riposto la domanda che avevo accennato nella mail, volevo delle delucidazioni riguardo la parte che credo piu importante per l'attivita ovvero la contrattazione del prezzo delle bottiglie con le cantine se e meglio andare direttamente o servirsi dei vari rappresentanti,se puoi portare degli esempi di prezzi o se meglio per te percentuali sul prezzo di acquisto e vendita di una bottiglia sia pregiata sia una piu commerciale e anche per quanto riguarda i vini esteri se ne tratti grazie. Dino
Caro Dino le questioni che poni sono diverse e molto interessanti, peraltro non esistono formule standard per gestire gli acquisti e i ricarichi, in ogni caso risponderò brevemente ai punti.
- per l'acquisto posso dirti che la stragrande maggioranza dei vini che commercializzo sono acquistati direttamente dai produttori con pagamento contanti (altrimenti non vale la pena all'acquisto diretto perchè i produttori sono contrari a vendere rate e ci sono degli ostacoli), il motivo è per conoscere direttamente l'azienda, per scegliere e degustare sul posto i vini, per acquistare i quantitativi che effettivamente mi servono. Una fetta degli acquisti è invece tramite agente perchè alcuni nomi "blasonati" vendono esclusivamente tramite agenti (Gaja, Ornellaia, Antinori, Le Macchiole, Biondi Santi, Plneta, Grattamacco...)anche in quel caso pago anticipatamente ottenendo sempre un sconto.Ovviamente non bisogna farsi influenzare da innumerevoli proposte più o meno "oscene" da parte dei rappresentanti che intendono venderti di tutto! Anche per i vini esteri ho provveduto ad acquistare direttamente (Champagne, Chablis, Bordeaux, Borgogna....) in questo caso la questione è un po più delicata perchè devi provvedere al costo della spedizione e i quantitativi devono essere tali da giustificare l'import; tutti i produttori conosciuti personalmente partecipando a fiere internazionali.
- Per quanto riguarda i ricarichi la questione è molto elastica diciamo che per fissare il prezzo al minuto esiste un range dal 30% al 90% sul prezzo netto (media circa 60%) ed è inversamente proporzionale al prezzo pagato (più alto il prezzo più basso il ricarico) e tiene conto della richiesta della clientela (più c'è richiesta e più cerco di tenere basso il ricarico con un occhio a quello che fa la concorrenza), stesso discorso vale per i vini esteri (Francesi, Austriaci e Ungheresi).
E con questo spero di aver chiarito alcuni tuoi dubbi, a presto e grazie per avermi interpellato, considerami sempre a tua disposizione,
Ciao Marco
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