Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione della qualità e prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile. A sinistra cliccando su ENOTECA ON LINE aprirete una finestra che vi consentirà di leggere le offerte e le condizioni per acquistare alcune etichette appositamente selezionate per voi. Più in basso sotto la voce Selezione vini dell'Enoteca troverete le schede e i commenti di alcuni vini molto interessanti.Buona lettura.

giovedì 5 agosto 2010

Aprire un Enoteca è solo una moda o vale commercialmente la pena?

Quante domande mi arrivano in via riservata su questo argomento! Parecchi amici interlocutori danno
per scontato che aprire un enoteca sia comunque un buon business commerciale redditizio e a basso rischio! Questo non è affatto vero quando si tratta magari di sborsare cifre importanti per rilevare un’attività già esistente.
Questa considerazione apre la porta a valutazioni generali che debbono essere fatte prima di partire alla ricerca del sito più adatto per l’apertura di un Enoteca. Le valutazioni da fare prioritariamente sono essenzialmente di due specie, oggettive e soggettive ed a tutte queste dobbiamo dare una risposta chiara prima ancora di muoverci alla ricerca del luogo e locale più adatto alle nostre esigenze.

OGGETTIVE

  • Valutazione del contesto nel quale si vuole aprire l’attività: e meglio sempre privilegiare luoghi ad alta densità abitativa, zone commerciali
    dedicate allo svago, locali con un minimo di spazio esterno di proprietà o in concessione anche se per pochi tavolini se si vuole fare mescita: per questo aspetto è indispensabile documentarsi e ricercare un supporti esterno per non commettere errori già in fase di analisi decisionale
  • Esame e identificazione di tutte le autorizzazioni e azioni burocratiche da svolgere per poter gestire il locale : con la imminente legge finanziaria è in previsione un alleggerimento della prassi burocratica per aprire un’attività commerciale
  • Decidere se impegnarsi anche alla somministrazione di alimenti e bevande oltre che alla vendita di prodotti enogastronomici: questa è un scelta strategica che comporta un radicale cambiamento nell’impegno si a in termini di risorse finanziarie che risorse fisiche necessarie a far funzionale l’attività

SOGGETTIVE

  • Budget economico a disposizione
  • Attività da svolgere in società con altri o da soli
  • Valutare il proprio grado di Professionalità nel campo (sia commer
    ciale che specifico in enogastronomia)
  • Come deve essere e cosa deve proporre il locale, il taglio che desideriamo attribui
    re all’Enoteca (Enoteca, Enoteca Bistrot - Wine Bar – Enoteca osteria – Vineria ….)
  • Personale minimo necessario per svolgere l’attività in base alla tipologia del locale
  • Tipologia di merce che si vuole commercializzare oltre al vino (imbottigliato, sfuso..), stigliatura, attrezzature e impostazione interna ed esterna che si vuole attribuire al locale
Una volta chiariti perfettamente gli aspetti oggettivi e personali si passerà a valutare se un locale può essere o meno adatto alla bisogna e se adatto occorre valutare bene se il costo di acquisizione e messa in esercizio è coerente con le valutazioni di mercato e se è compatibile con le nostre disponibilità economiche e le nostre idee operative.

Spero di aver stimolato necessità di approfondimenti nei confronti di coloro che di questi tempi stanno pensando di diventare Enotecari. In conclusione penso che oggi, nonostante i tempi difficili per il commercio, potrebbe essere di soddisfazione avviare un’attività Aprendo un Enoteca ma è fondamentale ponderare bene l’ubicazione del locale, l’ambiente dell'Enoteca

(inteso come tipologia e immagine per merci e servizi), la disponibilità economica che – a mio avviso - non dovrà mai essere inferiore la 50% dell’intero impegno economico per mettere in esercizio il nostro Locale. Per altri aspetti sulla questione vi rimando ad altro post da me pubblicato in precedenza sull'argomento: http://enoteca-sommelier.blogspot.com/2008/08/aprire-un-enoteca.html

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Morale della favola ci vogliono un sacco di soldi! Sei in grado di indicarmi una cifra minima per il magazzino vini e stigliature?
Alberto di Chieti

marco ha detto...

Caro Alberto questo aspetto è molto relativo e dipende da tanti fattori. In linea di massima in un contesto di provincia come la tua direi per i vini puoi partire da una decina di migliaia di Euro in su e per le stigliature anche il fai da te è sufficiente..... oppure anche Ikea può andare. Se hai bisogno di ulteriori approfondimenti chiedi pure!
ciao, Marco

Anonimo ha detto...

ciao Marco,

riposto la domanda che avevo accennato nella mail, volevo delle delucidazioni riguardo la parte che credo piu importante per l'attivita ovvero la contrattazione del prezzo delle bottiglie con le cantine se e meglio andare direttamente o servirsi dei vari rappresentanti,se puoi portare degli esempi di prezzi o se meglio per te percentuali sul prezzo di acquisto e vendita di una bottiglia sia pregiata sia una piu commerciale e anche per quanto riguarda i vini esteri se ne tratti grazie. Dino

marco ha detto...

Caro Dino le questioni che poni sono diverse e molto interessanti, peraltro non esistono formule standard per gestire gli acquisti e i ricarichi, in ogni caso risponderò brevemente ai punti.
- per l'acquisto posso dirti che la stragrande maggioranza dei vini che commercializzo sono acquistati direttamente dai produttori con pagamento contanti (altrimenti non vale la pena all'acquisto diretto perchè i produttori sono contrari a vendere rate e ci sono degli ostacoli), il motivo è per conoscere direttamente l'azienda, per scegliere e degustare sul posto i vini, per acquistare i quantitativi che effettivamente mi servono. Una fetta degli acquisti è invece tramite agente perchè alcuni nomi "blasonati" vendono esclusivamente tramite agenti (Gaja, Ornellaia, Antinori, Le Macchiole, Biondi Santi, Plneta, Grattamacco...)anche in quel caso pago anticipatamente ottenendo sempre un sconto.Ovviamente non bisogna farsi influenzare da innumerevoli proposte più o meno "oscene" da parte dei rappresentanti che intendono venderti di tutto! Anche per i vini esteri ho provveduto ad acquistare direttamente (Champagne, Chablis, Bordeaux, Borgogna....) in questo caso la questione è un po più delicata perchè devi provvedere al costo della spedizione e i quantitativi devono essere tali da giustificare l'import; tutti i produttori conosciuti personalmente partecipando a fiere internazionali.
- Per quanto riguarda i ricarichi la questione è molto elastica diciamo che per fissare il prezzo al minuto esiste un range dal 30% al 90% sul prezzo netto (media circa 60%) ed è inversamente proporzionale al prezzo pagato (più alto il prezzo più basso il ricarico) e tiene conto della richiesta della clientela (più c'è richiesta e più cerco di tenere basso il ricarico con un occhio a quello che fa la concorrenza), stesso discorso vale per i vini esteri (Francesi, Austriaci e Ungheresi).
E con questo spero di aver chiarito alcuni tuoi dubbi, a presto e grazie per avermi interpellato, considerami sempre a tua disposizione,
Ciao Marco