Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione della qualità e prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile. A sinistra cliccando su ENOTECA ON LINE aprirete una finestra che vi consentirà di leggere le offerte e le condizioni per acquistare alcune etichette appositamente selezionate per voi. Più in basso sotto la voce Selezione vini dell'Enoteca troverete le schede e i commenti di alcuni vini molto interessanti.Buona lettura.

domenica 31 gennaio 2010

Esito del sondaggio: Quale vino abbinare con un formaggio erborinato e piccante?

Il nostro sondaggio, conclusosi oggi, ha dato questo esito:
47% Muffato passito
18% R
osso di grande struttura
11% Bianco buon corpo
9% Prosecco di Valdobbiadene
7% Marsala
6% Falanghina del Sannio
2% Spumante brut
0% Vin Santo e Moscato Spumante Dolce


Mi complimento con chi ha risposto al sondaggio ed in particolare a chi ha privilegiato il muffato passito http://www.acquabuona.it/varie/annonove/ivoglioabazzano.shtml
che – a mio avviso - risponde al miglior abbinamento. Sostanzialmente il formaggio piccante ed erborinato (un bel Castelmagno o anche un vero Gorgonzola, visto che non avevamo specificato nulla sulla stagionatura) ha come contraltare un vino che con la sua dolcezza misurata compensa perfettamente la piccantezza (qui le due caratteristiche devono equilibrarsi secondo la rispettiva potenza in modo direttamente proporzionale) e la sua persistenza gusto olfattiva (muffa nobile) tiene a bada ed equilibra l’aromaticità della erbori natura. Il tutto per ottenere un perfetta compensazione delle contrapposizioni cibo/vino creando in bocca sensazioni di perfetta armonia gustativa. Diciamo che per tutti quelli che non sono avvezzi ai vini dolci poteva anche andar bene un classico Amarone della Valpolicella purchè di ottima fattura. Più difficile la scelta per l’abbinamento con il Marsala o con il Vin Santo (che stranamente nessuno ha scelto!), anche se non del tutto ortodossa, in questi casi vanno pesate bene le peculiarità del formaggio particolarmente con il grado zuccherino dei vini, il Moscato Spumante seppur dolce non avrebbe il corpo e la complessità per reggere i muscoli del formaggio. Grave errore l’abbinamento con il vino bianco anche se di buon corpo (non ce la farebbe mai a bilanciare la piccantezza!) e poi del tutto paradossale l’abbinamento con la Falanghina del Sannio che regge a malapena la mozzarella di Bufala! o lo Spumante Brut che con il suo residuo zuccherino quasi nullo porterebbe il piccante su note potenti e sgradevoli…… e poi – per finire - addirittura sconcertante, direi da Oscar del disgusto, l’abbinamento con il prosecco! Un premio “per lo scarso gusto” ai nove amici che hanno optato per questa scelta! Spero solo che di mestiere non facciano gli chef!
Suggerimento per i vini? Un Sautern, un Riesling Renano Tedesco o Austriaco passito (Icewine) http://www.enotecaletteraria.it/ice-wine.html o un muffato nostrano vanno benissimo (Il Sagrantino passito quando attaccato dalla Botritis è il massimo!), per l’Amarone con un Dal Forno o Brigaldara Case Vecie http://www.brigaldara.it/it/default.asp non si può sbagliare! Comunque grazie a tutti per aver partecipato al test, presto ne seguirà un altro.

martedì 26 gennaio 2010

Le feste di Carnevale in Tuscia con gli Struffoli Viterbesi

Per Carnevale ci gustiamo gli STRUFOLI VITERBESI (ecco il link con la ricetta):

http://www.struffoli.it/ricetta.htmIn abbinamento proponiamo un Moscato fermo vendemmia tardiva Az Agricola Capanna – Montalcino in vendita in Enoteca a € 8,50. Per festeggiare abbiamo l’imbarazzo della scelta:

Carnevale Vetrallese Dal 31/1/2010 al 16/2/2010 http://www.prolocovetralla.it/ Domenica 31 gennaio 2010 e Domenica 7 febbraio 2010Centro storico: sfilata di carri allegorici e gruppi mascherati sul tema: i Simpson; Asterix e Obelix; il Superalcolico; i pirati dei Caraibi

Giovedì 11 febbraio 2010 Centro storico: Carnevale dei bambini
Martedì 16 febbraio 2010
Centro storico: cremazione di Re Carnevale
Carnevale Bassanese Dal 6/2/2010 al 16/2/2010 http://www.carnevalebassanoromano.it/
Sabato 6 febbraio 2010

Ore 22.30: Buena vista (zona industriale): La vida es un carneval, esibizione degli Helter skelter band. Cena su prenotazione. Ingresso: 10 euro. Domenica 7 febbraio 2010 Ore 15.30: apertura del Carnevale: carri allegorici e gruppi mascherati sfileranno per le vie del paese accompagnati dal complesso bandistico "Città di Bassano Romano"
Giovedì 11 febbraio 2010 Ore 15.30: palazzetto dello sport: tutti i bambini festeggiano il "giovedì grasso"
Sabato 13 febbraio 2010 Ore 23.00: Buena vista (zona industriale): veglionissimo di Carnevale. Cena su prenotazione. Musica dal vivo
Domenica 14 febbraio 2010 Ore 15.00: i carri allegorici e i gruppi mascherati sfileranno per le vie del paese accompagnati dal complesso bandistico "città di Bassano Romano"
Lunedì 15 febbraio 2010 Buena vista (zona industriale): Gran ballo in maschera. In collaborazione con l'associazione "Carnevale"
Martedì 16 febbraio 2010 Ore 15.00: i carri allegorici e i gruppi mascherati sfileranno per le vie del paese accompagnati dal complesso bandistico "città di Bassano Romano". All'arrivo in piazza Gramsci ci sarà l'estrazione di una lotteria e, subito dopo, la cremazione di Re Carnevale Ore 22.00: Buena vista (zona industriale): gran finale del Carnevale: serata conclusiva. Musica dal vivo. Cena e saluto a Re Carnevale
Carnevale Ronciglionese dal 7/2/2010 al 16/2/2010 http://www.prolocoronciglione.it/ http://www.comune.ronciglione.vt.it/

Domenica 7 febbraio 2010 Passeggiata ed esibizione della banda cittadina "Alceo Cantiani" e delle majorettes . Dalle ore 16.00: bande folcloristiche per le vie rinascimentali del paese, 310° corso di gala: maschere, carri allegorici, gruppi mascherati e bande folcloristiche. Tutti in Piazza della Nave a ballare il Saltarello
Giovedì 11 febbraio 2010 Ore 14.30: Il campanone suona a distesa. Dalle ore 15.00: la banda cittadina e le majorettes per le vie rinascimentali del paese annunciano il ritorno di Re Carnevale. Ore 15.30: parata storica degli Ussari. Ore 16.00: il sindaco consegna le chiavi della città a Re Carnevale e alla sua corte Ha inizio la follia. Ore 16.00: Grande sfilata dei più piccoli. ore 17.30: Saltarello in piazza. Tozzetti e vino con Santorsio. Ore 21.30: palasport: Veglionissimo dei bambini
Venerdì 12 febbraio 2010 Ore 23.00: palasport: festa del liceo.Veglionissimo dello studente
Sabato 13 febbraio 2010 Dalle ore 15.00: banda cittadina e Majorettes. Ore 15.30: parata storica degli Ussari. Ore 15.30: corse a vuoto (carriere di qualificazione). Ore 17.30: Saltarello e sorprese in piazza. Ore 22.30: palasport: Gran veglione delle maschere
Domenica 14 febbraio 2010 Passeggiata ed esibizione della banda cittadina "Alceo Cantiani" e delle majorettes.Ore 15.30: parata storica degli Ussari.Dalle ore 16.00: bande folcloristiche per le vie rinascimentali del paese, 311° corso di gala: maschere, carri allegorici, gruppi mascherati e bande folcloristiche Tutti in piazza della Nave a ballare il Saltarello
Lunedì 15 febbraio 2010 Ore 14.30: il Campanone suona a distesa. Ore 15.00: parata storica degli Ussari
Ore 15.30: Carnevale dei bambini. Ore 16.30: Carnevale Jotto: pomeriggio gastronomico con i "Nasi rossi" (maschera tipica di Ronciglione) con rigatoni al pitale. Polentari, fagiolari, tripparoli, fregnacciari e stracari. Ore 18.30: S
altarello e sorprese in piazza. Ore 22.00: discoteca "2 cigni": Veglionissimo dei Nasi rossi
Martedì 16 febbraio 2010 Ore 14.30: il Campanone suona a distesa. Ore 15.00: parata storica degli Ussari. Ore 15.30: Corse a vuoto: (corse di cavalli senza fantino). Batteria di consolazione. Finalissima e assegnazione del palio alla scuderia vincitrice. Ore 19.30: piazza del Comune: morte e testamento di Re Carnevale: corteo funebre con la fiaccolata della compagnia della Penitenza . Ore 20.00: partenza di Re Carnevale con il globo aerostatico.Ore 22.30: palasport: Veglionissimo di chiusura del Carnevale
Carnevale Acquapendente Dal 7/2/2010 al 16/2/2010 http://www.prolocoacquapendente.eu/?page_id=18

Il Carnevale si apre con il tradizionale rintocco del campanone della Torre dell'orologio che da il via ufficialmente ai festeggiamenti. In piazza G. Fabrizio sfilata di carri e gruppi mascherati con musica dal vivo della Gatto Matto Band. Nelle tre domeniche aquesiani e non potranno deliziarsi con la 33^ sagra della fregnaccia, una frittella di acqua e farina condita con uva passa o mentuccia che viene fritta in padella e servita calda, degustata sotti i portici comunali. Inoltre, il pomeriggio di giovedì grasso sarà dedicato interamente ai bambini con musica e animazione presso il Capannone (Loc. Ponte Gregoriano) a partire dalle ore 15.30 con “Pomeriggio in maschera per bambini”. I festeggiamenti del Carnevale si concluderanno martedì 16 febbraio alle 19.00 con la fiaccolata, la cremazione di Re Carnevale e la premiazione del miglior gruppo mascherato; la sera, poi, alle 21.30 sarà la volta del Veglionissimo in maschera presso il Capannone (Loc. Ponte Gregoriano). Simbolo di questa manifestazione è Saltaripe, la maschera che tiene in equilibrio su un dito la torre dell'orologio, monumento simbolo di Acquapendente. Programma: Domenica 7 febbraio 2010 Ore 15.00: piazza Girolamo Fabrizi: Carnevale in piazza con musica, saltimbanchi, XXXII sagra della fregnaccia, carri allegorici Domenica 14 febbraio 2010 Ore 15.00: piazza Girolamo Fabrizi: Carnevale in piazza con musica, saltimbanchi, XXXII sagra della fregnaccia, carri allegorici Martedì 16 febbraio 2010 Piazza Girolamo Fabrizi: musica e maschere. Ore 18.30: piazza Girolamo Fabrizi: fiaccolata e cremazione di Re Carnevale Ore 21.30: "Capannone" (località zona artigiana): veglione in maschera
Buon Carnevale! E buon divertimento a tutti...... il riso fa buon sangue!


sabato 23 gennaio 2010

Un' Etichetta molto interessante

Vino: Sant’Antimo Rosso
Denominazione: D.o.c.
Produttore: Azienda Agricola Capanna proprietà Fam. Cencioni http://www.sitoflash.it/capanna/web/
Uve: Merlot 90% Sangiovese 10%
Annata: 2001
Gradi alcolici: 14%
Vinificazione/maturazione: 12 mesi in botti grandi + circa 6 mesi di affinamento in bottiglia Esame organolettico: bel colore rosso rubino acceso, ancora un po’ di alcoli evidenza sia al naso che in bocca, sentori di frutta rossa sotto spirito, abbastanza caldo, tannini ancora un po’ ruvidi ma di buona fattura, discreta morbidezza ed equilibrio, buona bevibilità e finezza, al gusto sprigiona lentamente la sua complessità mettendo in evidenza anche i sentori terziari (cuoio e caffè in particolare). Molto buono e sofisticato nel complesso. Si consigliano abbinamenti con cibi abbastanza grassi e leggermente speziati, stufati di carne rossa e formaggi molto stagionati vaccini sono l'ideale.
Punteggio in centesimi: 88/100
Longevità stimata a decorrere anno vendemmia: almeno 7 anni
Giudizio qualità/prezzo: Buono dipende dalla qualità dell’annata (veramente eccellente la 2004 un po’ meno 2001) in Enoteca Nepesina proposta a € 15,00
Note: l’annata 2001 è al suo apice gustativo. E' un ottimo vino che può essere acquistato oggi (annate reperibili in commercio 2004 le successive fino al 2007 non sono uscite, la prossima sarà il 2008 in uscita 2011) e conservato tranquillamente per molti anni, l'affinamento in bottiglia migliorerà le sue caratteristiche organolettiche e di bevibilità.

martedì 19 gennaio 2010

Come aprire un' Enoteca badando a non eccedere con il magazzino

Tenendo conto delle tante domande che mi sono pervenute sull’argomento, desidero toccare una questione abbastanza delicata, quella della realizzazione e gestione del magazzino o meglio della nostra cantina dei vini. Specialmente all’inizio - quando l'attività è in fase di avvio e non sappiamo bene quale potrà essere lo sviluppo degli affari e in quale direzione andranno le richieste della nostra clientela - conviene porre molta attenzione alla costruzione del lista dei vini che intendiamo proporre in Enoteca ed ai quantitativi da acquistare (all'inizio si è sempre tentati di strafare...).
Una soluzione molto efficace in questa fase è quella di rivolgersi ad un altro operatore del settore che abbia sufficientemente esperienza e della scorte in grado di sopperire anche alla nostra attività. Non dobbiamo avere remore per questo, questa scelta è normale nel commerco specialistico e moderno e ci daràmolti vantaggi per partire con il piede giusto. La ricerca di questa “Enoteca” è ovviamente praticabile purchè il nostro "Fornitore" non operi in una zona adiacente e concorrenziale alla nostra. Ho volutamente precisato "Enoteca" anziché un grossista generalista, perché la differenza strategica operativa è netta per due ordini di ragioni:
  • il grossista non è un professionista del vino e ci offrirà quello che meglio crede dove – magari – ha maggiori ricarichi e, di norma, detiene vini indirizzati ai negozi di prodotti alimentari generici e non specialistici, non è quindi né conveniente né professionalmente interessante farne ricorso, infatti, spesso, troviamo gli stessi prodotti nella GdO
  • l’Enoteca anche se abbastanza grande è- di norma – un negozio di nicchia gestito da professionisti (rivolgetevi solo a questi), l’importante è che sia condotto da un vero esperto del settore, che abbia una storia alle spalle e che disponga di un sufficiente magazzino con uno spread di prodotti che siano soddisfacenti alle nostre esigenze. Il titolare, oltre a garantirci la merce, sicuramente ci aiuterà a fare anche delle scelte e a fornirci del “Know How” in quanto sarà suo interesse che la nostra nuova attività renda al meglio.

Superata - quindi - la prima fase di ricerca del nostro fornitore specializzato e una volta individuato e verificatene la disponibilità a darci un supporto commerciale in tale senso, dovremmo stabilire con l’Enoteca Fornitrice le condizioni e i termini per gestire commercialmente la nostra attività di vendita. Probabilmente dovremo garantire un’esclusiva per l'acquisto dei vini, d’altra parte potremo concordare che una parte della merce venga fornita “in conto vendita” (magari quella più di alto livello), dovremo altresì stabilire:

  • la scelta delle etichette (sono sufficienti un centinaio per iniziare)
  • la quantità di bottiglie (300/400 bastano per iniziare), dipende se e quanto spazio dedichiamo alla mescita
  • la possibilità di acquistare anche solo tre bottiglie (minimo) per singola etichetta
  • il versamento di un congruo anticipo sui vini messi a disposizione (normalmente potrebbe bastare il 50% del valore conferito in merce)

In conclusione avremo come aspetti positivi:

  1. Costi iniziali complessivi notevolmente ridotti, per 100 etichette e 400 bottiglie con un buon spread sul territorio vitivinicolo che copra più o meno la produzione tipica Italiana possiamo considerare un risparmio di costi di oltre il 600% rispetto all’acquisto di vini dai produttori tramite Agenti (dovremo in questo caso costituire un magazzino di 3000 bottiglie minimo anziché 400/500), tale costo si ridurrebbe al 300% per un acquisto tramite Grossista me in questo caso il costo medio per bottiglia sarebbe superiore. In soldoni stiamo parlando di costi iniziali per 400 bottiglie a partire da € 4.000,00 (nel caso fornitore Enoteca) a € 24.000,00 o più per l’acquisto diretto al Produttore
  2. Possibilità di crearci gradualmente un "expertise" grazie alla stretto legame con il nostro esperto fornitore
  3. Possibilità di adeguare velocemente le nostre scorte alle richieste dei clienti
  4. Nessuna esigenza di costituirsi spazi per la tenuta dei vini in magazzino

Per quanto riguarda le note negative , avremo:

  1. Meno autonomia decisionale nella gestione e scelta dei vini
  2. Costo medio superiore rispetto alla soluzione con acquisto diretto dai produttori quantificabile intorno al 20% (compensato ampiamente dal minore impegno economico iniziale e al Know How fornito)
  3. Continuo ricorso al nostro foritore per l’adeguamento della scorte minime previste (recarsi spesso per recuperare la merce esaurita)

Per chi vuole saperne di più:

http://www.creaimpresa.it/banner.aspx?id=110&gclid=CK_ju9umsZ8CFYKCzAodYinQ0A

http://www.sistemi.com/pagina.asp?id=40&gclid=CNPizaeosZ8CFdSCzAodDDRHzw

http://www.bollettinodellavoro.it/pagina_articoli.php?codann=0000000134

http://forum.winereport.com/index.php?showtopic=5098

http://www.gallito.eu/2009/07/24/come-aprire-una-enoteca-wine-bar/

http://www.lavoroeformazione.it/fare_impresa/aprire_una_enoteca.asp

A QUESTO PUNTO NON VI RESTA CHE DECIDERE COSA FARE.......A VOI L'ARDUA SCELTA!!!!!!

martedì 12 gennaio 2010

Vino biologico o biodinamico, proviamo a spiegare qual'è la differenza

Tentiamo di spiegare in poche parole la differenza che esiste nel produrre un vino biologico o biodinamico. Premetto che non esiste al momento alcuna definizione legale che stabilisca quali sono i parametri cui deve rispondere un vino "bio" , quindi i prodotti che rientrano nella sfera del biologico e biodinamico sono certificati da Enti terzi che hanno l'autorità di certificare CHE IL PRODOTTO FINALE PROVIENE DA AGRICOLTURA BIOLOGICA (norma CEE) che rigurda la coltivazione e non la vinificazione.
VINO BIOLOGICO
Innanzi tutto dobbiamo specificare che l'aggettivo "biologico" è riferito alla gestione della vigna quindi parleremo di vino proveniente da agricoltura biologica. Questi vini hanno la specificità di essere stati prodotti con uve le cui piante e il terreno in cui vegetano non sono stati trattati con pesticidi, disserbanti e prodotti che non siano naturali, alla stessa stregua di tutti gli altri prodotti agricoli provenienti da agricoltura biologica. Una volta trasferita l'uva in cantina non è prevista alcuna regolamentazione circa la vinificazione, il concetto di biologico quindi si ferma alla soglia della cantina, ovviamente sta all'enologo e al Produttore stabilire se operare coerentemente con i principi biologoci o comunque di contenimento della gestione naturale del prodotto non ricorrendo alla chimica o a sostanze frutto di OGM.
VINO BIODINAMICO
Questo concetto può essere considerato come una estensione del biologico in quanto racchiude l'idea che la vigna e la cantina facciano parte di un unico ecosistema che simuove e si sviluppa in pieno accordo con le fasi astrologiche e i cicli lunari. In particolare un vino biodinamico sottintende che l'enologo non abbia fatto uso di lieviti e manipolazioni per aggiustare i valori naturali del prodotto in termini, per esempio, di acidità e grado alcolico. Diciamo che in questo caso il vino si esplica naturalmente e l'enologo segue il ciclo di sviluppo senza interferire sul prodotto dall'esterno. A riguardo è interessante seguire il lavoro di questo noto produttore friulano: http://www.gravner.it/
In conclusione potremo affermare che il vino biodinamico e più sano perchè è più naturale, ma le sue caratteristiche organolettiche sono paragonabili ad un vino prodotto secondo i normali canoni enologici? Poche parole sull'argomento: alla vista è senz'altro meno gradevole, al gusto può mancare di complessità e struttura ma esalta le specificità organolettiche del vitigno uitlizzato, senz'altro costa molto di più di altro vino omologo non bio e, probabilmente, non avrà una vita molto lunga in bottiglia in quanto soggetto facilmente a processi di ossidazione. Per capire se un vino appartiene all'una o all'altra categoria basta leggere l'etichetta, dovrà essere previsto un richiamo alla certificazione del prodotto, "uve prodotte da agricoltura o biologica" o "biodinamica". Per concludere ed essere chiari, quello di cui si può essere certi è il metodo di coltivazione e non il prodotto; tanto meno il metodo di trasformazione (dell'uva in vino.....). I produttori poco seri sfruttano la certificazione per ragioni commerciali................ perchè va di moda il BIO o giustifica un maggior prezzo...........
Infine per chi ne vuole sapere di più può farsi un giretto nel web:
ALLA PROSSIMA!

giovedì 7 gennaio 2010

Proponiamo un' Etichetta: Tinaccio Rosso Rovere Igt

Continuiamo con la pubblicazione di schede sui vini da me selezionati che presentano un ottimo rapporto qualità/prezzo. Questa volta andiamo in Puglia e precisamente nel Salento, regione già turisticamente nota per le sue bellezze naturali ed enogastronomiche.
Vino: Tinaccio Rosso Rovere
Denominazione: I.g.t.
Produttore: Campi Latini –Seclì. E’ una storica cantina Sociale che nel corso degli ultimi anni si è impegnata molto nell’attivare una politica di miglioramento della qualità, riduzione delle rese per ettaro e selezione dei produttori conferitori dell’uva. La zona è particolarmente vocata per la coltivazione di un ottimo negramaro, primitivo (un clone diverso da quello vinificato a Manduria in provincia di Taranto), malvasia nera.
Uve: Malvasia Nera 15% e Negroamaro 85%, gioca a favore della realizzazione di un prodotto di particolare qualità il fatto che i vigneti siano nella piena maturità produttiva (mediamente intorno ai 25 anni). Il tipo di allevamento è ad alberello pugliese e controspalliera con circa 4150 piante per ettaro e circa 83.000 gemme (quindi mediamente 20 per pianta)
Annata: 2007
Gradi alcolici: 14%
Vinificazione/maturazione: Produzione circa 70 -100 q.li per ettaro. Viene fatto maturare in barriques di rovere di secondo e terzo passaggio per alcuni mesi. Vendemmia 2007 imbottigliata a dicembre 2008.
Esame organolettico: Colore rosso rubino con riflessi violacei, al naso sentori dolci misti ad una gradevole vinosità (frutta rossa molto matura, prugne in particolare), al gusto leggermente tannico all’impatto ma presto si apre su tenori di morbidezza, abbastanza caldo. In bocca emergono sensazioni di prugna secca e cioccolato al latte, abbastanza avvolgente e di buon corpo, abbastanza persistente, morbido in finale con permanenza dolce . Equilibrio ed armonia corretti per la tipologia del vino.
Abbinamenti consigliati: formaggi mediamente stagionati, carne , pollo, primi piatti ai formaggi e pasta al forno con poco pomodoro. Si consiglia di far respirare molto il vino prima del servizio.
Punteggio in centesimi: 78,5/100
Longevità stimata a decorrere anno vendemmia: 5 anni
Giudizio qualità/prezzo: ottimo, in vendita in enoteca l’ultima annata in commercio 2007 a € 7,00
Note: Degustato un giorno dopo l’apertura acquista in morbidezza e ampiezza gustativa sempre impostata su valori aromatici secondari. Ci si aspetterebbe una struttura più solida che denota una leggera carenza probabilmente dovuta all’annata ma vale sicuramente il prezzo di vendita!