Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione della qualità e prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile. A sinistra cliccando su ENOTECA ON LINE aprirete una finestra che vi consentirà di leggere le offerte e le condizioni per acquistare alcune etichette appositamente selezionate per voi. Più in basso sotto la voce Selezione vini dell'Enoteca troverete le schede e i commenti di alcuni vini molto interessanti.Buona lettura.

venerdì 19 marzo 2010

Le Lase : il vino della Tuscia Viterbese si fregia di una nuova Azienda che punta sulla qualità. Esaminiamo una etichetta.

Desidero parlare di un nuovo Produttore che da pochi anni ha iniziato la sua attività in Tuscia e precisamente nella zona di Orte.

Mi piace riferire di questa realtà perché oltre ad essere già oggi un punto di riferimento molto interessante per alcune tipologie di vino, sono certo che fra qualche anno rappresenterà un fiore all’occhiello della produzione vinicola della nostra Tuscia. Un team di giovani donne piene di entusiasmo e passione guida questa Azienda mettendo al primo posto l’obiettivo di creare un immagine di elevata qualità dei prodotti, e, devo dire, che sono sulla buona strada.

Diverse sono le tipologie di vini realizzate con uvaggi internazionali (Chardonnay, Cabernet Sauvignon, Petit Verdot, Merlot) e Nazionali (Montepulciano, Sangiovese). Aggiungiamo l’Incrocio Manzoni e l’autoctono Canaiolo nero, quest'ultimo non ancora in produzione. Oggi desidero presentare il vino prodotto con Merlot in purezza senza uso di legno:
Vino: Fiamma
Denominazione: I.g.t . Lazio
Produttore: Le Lase
http://www.lelase.com

Uve: Merlot 100%
annata: 2007
Gradi alcolici: 14%
Sistema di allevamento: guyot
Impianto e resa : 5450 ceppi/Ha , 60 q/ha
Vinificazione/maturazione: acciaio + due mesi in bottiglia
Esame organolettico: colore rubino intenso con unghia più sfumata, carico, denso, glicerina in evidenza, sentori speziati e vanigliati, vira leggermente su sentori secondari (pelle daino in particolare). Alcool abbastanza presente. Al gusto caldo, abbastanza morbido, tannini presenti ma levigati, buon corpo e persistenza.
Punteggio in centesimi: 82/100
Longevità stimata a decorrere anno vendemmia: 4/5 anni
Giudizio qualità/prezzo: molto buono in Enoteca a € 8,50

Abbinamenti: carni arrosto, timballi di pasta e formaggi mediamente stagionati
Note: E’ un vino ben fatto e curato a partire dalla gestione in vigna soffre ancora della gioventù delle piante che non conferiscono al frutto le peculiarità ottimali, in particolare – se bevuto molto giovane - l’alcool prevarica sulla struttura e la complessità aromatica, con il passare dei mesi l’affinamento favorisce l’accentuazione di note morbide a discapito dell’alcolicità ed una maggiore complessità gusto olfattiva.

martedì 16 marzo 2010

Cesanese del Piglio un evento ad Anagni 18-21 Marzo 2010

Cari amici mi fa piacere informarvi che da giovdì prossimo 18 fino a domenica 21 Marzo è previsto ad Anagni (FR) una interessante iniziativa tutta dedicata al Cesanese del Piglio e ai prodotti enogastronomici ciociari. http://www.rossocesanese.it/
Ricordo che il Cesanese del Piglio - vino prodotti nella provincia di Frosinone - ha ottenuto a partire dalla vendemmia 2008 - la massima denominazione d'origine D.o.c.g. per chi è interessato richiamo il disciplinare: http://www.agraria.org/vini/disciplinarecesanesedelpiglio.htm
Personalmente considero il Cesanese una delle eccellenze della vinicultura Italiana per questo vi suggerisco di fare una bella passaggiata ad Anagni dove l'ultimo giorno della manifestazione (domenica 21) si terrà anche un Mercato dell'Antiquariato.

domenica 7 marzo 2010

Abbinamenti difficili cibo-vino: esaminiamo abbinamento vino e carciofi

Abbiamo già scritto su questo abbinamento in un post del 2008 ma desidero tornare sull’argomento perché sono tanti i quesiti che mi vengono posti. Quello che voglio sottolineare oggi è che la tecnica dell’abbinamento non si basa sulla concordanza o conflittualità del principale ingrediente della nostra pietanza con il vino ma – anche se può sembrare ovvio – è la pietanza finita, risultato della composizione di tutti gli ingredienti del nostro piatto dopo l’eventuale cottura (pronto a mangiare come si dice), che va messa alla prova in abbinamento con il nostro vino. Questo vuol dire semplicemente una cosa: la materia prima del nostro piatto, una volta elaborata con tutti gli ingredienti, cambia sapore e caratteristiche organolettiche ed anche il metodo di cottura può determinare significativi risultati sul gusto della pietanza. Per esempio una patata lessa olio e sale ha un sapore e struttura ben diversa da una patata cotta al forno insieme ad un pollo o ad un abbacchio.
Orbene se prendiamo in considerazione il carciofo avremo una enorme differenza di sapori a seconda se lo mangeremo crudo e cotto e, se cotto, dipende come e con quali ingredienti verrà cucinato.
Il carciofo è un ortaggio che ha della caratteristiche del tutto peculiari: esso combina sensazioni gustative contrastanti che si modificano molto con la cottura, le sensazioni base da crudo
sono : note ossidative, sensazioni metalliche, dolcezza, aromaticità misurata.
Per saperne di più in generale
http://it.wikipedia.org/wiki/Cynara_scolymus#Usi_culinari
La rustica dolcezza e l’amabile forza amarognola, il buon contenuto di ferro determinano quelle sensazioni di ossidato sulla lingua e palato e danno quell’inconfondibile gusto che fa amare questo particolare ortaggio. Morale della favola dobbiamo capire bene cosa abbiamo nel piatto pronto a mangiare prima di
decidere con quale vino accompagnare la nostra pietanza. Vediamo quindi, schematicamente, alcune combinazioni:
  • Carciofo crudo all’insalata (olio, sale, prezzemolo): l’abbinamento è estremamente complicato perché così il carciofo esprime tutte le sue caratteristiche di durezza. Personalmente eviterei di bere vino con questo piatto
  • Carciofini sott’olio: vino bianco abbastanza morbido e leggermente aromatico (Gavi, Fiano, Verdicchio)
  • Pasta con i carciofi: vino bianco di buon corpo (Verdicchio superiore) o rosso leggero poco tannico (Barbera, Bardolino)
  • Carciofo alla Giudìa: vino bianco di buon corpo (Chardonnay del Sud) o Franciacorta Satén o rosso poco tannico e morbido (Merlot, Nero d’Avola)
  • Carciofo ripieno tonno e uova: Rosso di medio corpo abbastanza morbido (Montepulciano d’Abruzzo)
  • Frittata di carciofi: Bianco di buon corpo ed equilibrio (Pinot grigio, Pecorino Abruzzese)
  • Carciofi fritti: Spumante metodo Classico Franciacorta Satén , Rosso vivace poco tannico (Lambrusco Marani o Grasparossa, Barbera, Bonarda)

In ogni caso con i carciofi comunque preparati sia cotti che crudi è meglio evitare di accostare in abbinamento:

  • i vini rossi di buon tannino (Sangiovese, Nebbiolo, Aglianico)
  • tutti i vini bianchi con evidenza di lungo affinamento in barrique (a mio parere già poco piacevoli di per sé)
  • i vini rossi di grande struttura anche se equilibrati e con tannino fine (Brunello, Amarone, Taurasi)

Per saperne di più sui valori nutrizionali e componenti chimici e vitaminici del carciofo potete cliccare su: http://www.cibo360.it/cgi-bin/db/post_vn1.cgi?CODE=005120


lunedì 1 marzo 2010

Un Produttore (Villa Chiarini Wulf) ed un'etichetta della nostra Tuscia Viterbese

Desidero proporvi un' Etichetta di "nicchia" molto interessante che rappresenta una "chicca" nella produzione vinicola della nostra Tuscia.
Vino: Flores
Denominazione: Bianco Lazio Igt Marchio Tuscia Viterbese
Produttore: Villa Chiarini Wulf
http://www.villachiariniwulf.it/
Uve: Manzoni Bianco 100% o incrocio Manzoni (Pinot Bianco e Riesling Renano)
Annata: 2007
Gradi alcolici: 14,50%
Vinificazione/maturazione: tutto acciaio
Esame organolettico: olfattivamente ampio, spiccano sentori minerali, miele, tuorlo d’uovo crudo, particolari (pipì di gatto e sudore), idrocarburi leggeri. In bocca sensazioni morbide, equilibrato, caldo, di buon corpo, abbastanza persistente e fine e con una acidità misurata, in finale si orienta verso l’abboccato e permane sensazione di miele e scorza di limone, nel complesso gradevole, armonico e di buona persistenza. Il tutto frutto di una coltivazione attenta e di una vinificazione che rispetta le caratteristiche organolettiche dell'uva.
Punteggio in centesimi: 84/100
Longevità stimata a decorrere anno vendemmia: da valutare ma si ritiene che per i prossimi 2 o 3 anni possa mantenere la qualità ed evolvere in maggiore morbidezza anche se in presenza di una buona acidità (sulla scheda tecnica del produttore viene indicato per questa annata un valore di 6,6 g/l)
Giudizio qualità/prezzo: € 9,50 in Enoteca, valore estremamente valido in rapporto alla qualità del prodotto
Abbinamenti: va a nozze con funghi porcini, tartufo, piatti di pesce elaborato, carni bianche, formaggi dal sapore intenso ma non erborinati e troppo piccanti (taleggio, montasio, piave….), data la sua “morbidezza”, se lasciato affinare ancora in bottiglia potrebbe essere sperimentato con dessert a base di frutta bianca (albicocche, melone, pesche)
Note: 45 q.li per ettaro attenta raccolta e vinificazione sono il presupposto della cura per realizzare questo ottimo vino per il quale è stato assegnato il Marchio della Tuscia Viterbese. Per quanto mi riguarda penso che sarebbe interessante sperimentare una vendemmia tardiva (credo che il Produttore abbia in corso di affinamento un piccolo quantitativo di bottiglie in affinamento che sicuramente proveremo).
Per chi ama la quiete e apprezza l’enogastronomia di qualità desidero ricordare che l’Azienda Chiarini Wulf offre anche ospitalità in B&B http://www.villachiariniwulf.it/video_ospit_ita.html