
Desidero parlare brevemente di questo eccellente vitigno, unico a livello mondiale che ha trovato il suo habitat ideale nelle nostre Langhe (chi non conosce il Barolo e il Barbaresco) ed anche un ottima coltura nel Novarese (Ghemme), Vercelli (Gattinara) ed in Valtellina (Sforzato); in questi luoghi assume nomi diversi ma la base originaria del vitigno è sempre la stessa. Anche in Val d’Aosta è da sempre presente il Nebbiolo che è coltivato nella zona che si estende da Pont-Saint-Martin a Saint-Vincent e trova le sue migliori espressioni nella bassa Valle. Il Nebbiolo è uno dei vitigni più antichi (non dimentichiamo che da il nome anche al vino omonimo), la sua conoscenza risale al 1200. Si vinifica solitamente in purezza ed è simbolo della viticoltura italiana. Per saperne di più : www.langhevini.it/ http://it.wikipedia.org/wiki/Nebbiolo La diffusione del vitigno Nebbiolo risulta quanto mai limitata, ciò probabilmente è da attribuirsi alla sua scarsa capacità d’adattamento al di fuori dei territori storici di coltivazione , all’estero in Nord America ed Australia ci hanno provato ma i risultati sono stati scadenti. Se a queste considerazioni

aggiungiamo le ben note difficoltà che si incontrano durante la sua vinificazione si può ben capire come solo chi s’innamora del ‘Nebbiolo’ può decidere di intraprendere la sua coltivazione e entrare a far parte di un gruppo d’eccellenza. Il vino deve essere sottoposto ad un periodo di invecchiamento di almeno un anno e conservato in botti di rovere o di castagno. La preponderante base tannica del vino impone un lungo periodo di gestazione e il conseguente gap temporale tra vendemmia e commercializzazione impone uno sforzo economico non indifferente da parte dei produttori, infatti per il Barolo, l’annata 2010 entrerà in commercio nel 2015. Come caso limite il "Barolo" sottoposto ad un periodo di invecchiamento non inferiore a cinque anni può portare come specificazione aggiuntiva la dizione "riserva". I vini nati dal nebbiolo hanno delle caratteristiche comuni nel colore, profumi e gusto:

- Colore: rosso granato con riflessi arancione.
- Odore: profumo caratteristico, etereo, gradevole, intenso.
- Sapore: asciutto, pieno, robusto, austero ma vellutato, armonico
Per quanto riguarda gli abbinamenti cibo-vino, a seconda del grado di struttura del vino trova il giusto abbinamento con piatti come arrosti di carne rossa, brasati, cacciagione, selvaggina, cibi tartufati, formaggi a pasta dura e formaggi stagionati. Si degusta a
20° circa di temperatura, dopo aver stappato la bottiglia almeno due ore prima della mescita.
Per quanto riguarda le annate degli ultimi dieci anni per il Barolo e Barbaresco:
1999 2000 2001 2002 2003 2004
Eccellente Ottima Ottima Discreta Buona Ottima
2005 2006 2007 2008 2009
Buona Ottima Buona Ottima Ottima
Ultima nota riguarda lo Sforzato prodotto in Valtellina con una procedura di appassimento del tutto simile all’Amarone, è questo un vino particolarmente potente ma di grande finezza e armonia che lo distingue da tanti altri vini corposi intorno ai 15 gradi specialmente i meridionali. All'Enoteca Nepesina potrete trovare i vini di Barolo e Barbaresco prodotti da Gaja , Saffirio http://www.josettasaffirio.com/, Bel Colle http://www.belcolle.it/, Cantina Clavesana http://www.saporipiemontesi.it/cooperativa-Cantina-Clavesana-150.html, per la Valtellina quelli di Cantina di Villa Tirano e Bianzone http://www.cantinadivilla.it/index.asp.
0 commenti:
Posta un commento