
antiossidante ma non sono indispensabili, infatti alcuni metodi di
vinificazione molto attenti e particolari (biodinamica e biologica spinta) prevedono la realizzazione di vini senza solfiti aggiunti. Ricordiamo però un aspetto molto importante che è quello relativo al fatto che una tipologia di solfit
i si genera comunque nel corso della fermentazione – in questo caso si parla di solforosa «naturale», ossia quella prodotta dai lieviti durante la fermentazione. Infatti, dovete sapere che il lievito principe della fermentazione alcolica Saccharomyces cerevisiae, produce sempre solfiti come sottoprodotto del suo

metabolismo, in quantità variabili secondo la composizione del mosto, il ceppo di lievito e le condizioni di fermentazione. Perciò anche quando non viene aggiunta solforosa durante la vinificazione, si ritroverà nel vino finale una quantità di solfiti non esogeni che può arrivare e superare, con alcuni ceppi di lievi
to, i 100 mg/l. Purtroppo, i ceppi di lievito con minore tendenza alla produzione spontanea di solforosa si sono dimostrati pessimi fermentatori.
A questo punto rispondiamo nell’ordine alle domande post:
- Ho notato che sempre nei vini bianchi sono presenti i solfiti, mentre nei vini rossi sono quantitativamente inferiori o, a volte, assenti, perché questa differenza? Cosa fanno o a cosa servono i solfiti? La deperibilità del vino dipende essenzialmente da due fattori: il colore e la qualità. Colore e qualità sono due cose che apportano molecole protettive al vino, che quindi tende a conservarsi di più. Abbiamo già scritto in un precedente post quali sono le specifiche che inducono all’uso dei solfiti nel vino ……………………………………………….. Più un vino è bianco e di scarsa qualità più è necessario immettere solfiti, questo è un concetto fondamentale del quale bisogna sempre tener conto al fine di salvaguardare la nostra salute. La differenza tra vino rosso e vino bianco non
consiste nella qualità dell’uva utilizzata, come si potrebbe facilmente pensare: in realtà nel vino rosso viene utilizzata anche la buccia dell’acino, che contiene resveratrolo - la sostanza che fa tanto bene al nostro cuore - mentre la buccia viene eliminata quando si crea vino bianco. Questo fatto giocherebbe un po’ a sfavore del vino bianco, ma esistono studi particolarmente da parte di ricercatori americani – che sembrerebbero aver dimostrato che anche la polpa dell’uva faccia bene quanto la buccia. In ogni caso la legge consente l’addizione di solfiti nei vini bianchi superiore a quella consentita per i vini rossi. - Ecco una tabella con le indicazioni sul contenuto Max di solfiti stabilito dall’attuale legge a livello Comunitario:
| Livello massimo solfiti (SO2 totale) in mg/l | DA 2009 |
| Categoria di vino | |
| Vini rossi e liquorosi secchi (meno di 5gr di zuccheri x Lt) | 150 |
| Vini bianchi e rosati secchi, rossi e liquorosi non secchi | 200 |
| Vini bianchi e rosati non secchi | 250 |
| Vini bianchi tipo Beerenauslese, Eiswein, Trockenbeerenauslese, Sauternes, ecc. | 400 |
| Vini spumanti di qualità | 185 |
| Altri vini spumanti | 235 |
- I solfiti sono dannosi alla salute? Quando bevo vino bianco, mi vengono macchie rosse in faccia, cosa che non accade quando bevo del vino rosso, spesso mi gira la testa cosa che mi succede più frequentemente rispetto a quando bevo lo stesso quantitativo di vino rosso, perche? Può dipendere dai solfiti? O può esserci qualche altro motivo? In sé i solfiti non sono dannosi alla salute, ma come tutte le cose c'è modo e modo, nei confronti delle persone intolleranti possono provocare asma, arrossamento cutaneo, prurito, emicrania. Per quanto riguarda il vino non sono certo i solfiti a fare male, visto che in un bicchiere di vino ci sono poche decine di milligrammi di solfito e più di 10 grammi di etanolo (ben più dannoso). Da considerare che i solfiti –grazie alle loro proprietà antisettiche ed antiossidanti in particolare - vengono messi un po' ovunque negli alimenti per cui occorre documentarsi bene sul cibo che ingeriamo (specialmente prodotti in scatola e sottovetro) per evitare di cumulare solfiti su solfiti. Secondo la Food and Drug Administration Statunitense, in media 1 persona su 100 e’ allergica ai solfiti. I sintomi dell’allergia che colpisce sopratutto gli asmatici sono i seguenti: arrossamenti della cute, prurito, gonfiori, difficoltà respiratorie, disturbi gastrointestinali fino ad arrivare, nei casi più gravi, a perdite di conoscenza. Le dosi giornaliere ammissibili per l'uomo, stabilite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, prevedono un quantitativo massimo di 0,7 mg/Kg di peso corporeo (dose di per sé già elevata), per cui considerando che quotidianamente assumiamo anidride solforosa derivante anche da altri alimenti (scatolame, succhi di frutta, marmellate), di conseguenza una persona di peso pari a 70 kg., sarebbe opportuno che non assumesse più di 350 ml (circa mezza bottiglia) di vino al giorno purchè il vino contenga al max 100 mg/l di SO2. La legg
e lascia alla discrezionalità del produttore ridurre, rispetto ai limiti max di legge, la quantità di solfiti somministrata………in pratica chi mantiene i quantitativi al minimo (praticamente meno della metà dei valori Max) grazie all’ottima qualità e selezione della materia prima oltreché all’attenta vinificazione propone vini assolutamente digeribili e che non danno alcun fastidio a posteriori (POCHI PRODUTTORI), chi stressa la vinificazione con uva ad alta produzione per ettaro (oltre 80q.li per ettaro) e senza alcuna selezione dei grappoli dovrà applicare valori di SO2 prossimi ai Max consentiti e favorirà fastidi gastroenterici e i famosi arrossamenti e mal di testa. A questo punto come si dice: CONSUMATORE AVVISATO MEZZO SALVATO E SE SI VUOLE FARE DEL MALE È SUA RESPONSABILITÀ! D’altra parte proprio per questi consumatori esistono i vini a € 1,00 al litro e anche meno………. Sic! Ricordate sempre: bere poco ma bene, basta un bicchiere a pasto e una bottiglia da 0,75 Lt è sufficiente per 4 pasti per una persona, e poi non bere sempre ad ogni pasto, dipende anche da quello che mangiamo, non sempre un piatto vuole il vino! Pensate per esempio a tutte le minestre, all’insalata che a mio parere vanno gustate per quel che sono.
11 commenti:
Come faccio a sapere quanta solforosa contiene un vino volendo acquistare una bottiglia in un negozio?Grazie
Agata
Io penso che il vero problema dei vini senza solfiti è che non avendo una costanza qualitativa anno dopo anno,si rischia che un'anno siano eccellenti e l'anno seguenti poco più che delle spremute,com'è avvenuto quest'anno a me col Granato di Foradori !!
Dall'altro capo però,proprio per questa incostanza,è interessante fare verticali di questi vini piuttosto che dei vini "costruiti",uguali o quasi anno dopo anno !!
Alla prima domanda di Agata rispondo:mi verrebbe di dirti chiedi al commerciante ma è troppo semplice e poi quale commerciante è in grado di risponderti? Se proprio vuoi saperlo dovresti chiedere la scheda enologica dove viene riportata l'anidride solforosa combinata (più dannosa)e libera. E' molto difficile reperirla e va richiesta al produttore, figurati molto spesso mi viene rifiutata! Morale della favola l'unica cosa è comprare la bottiglia e provare su di se gli effetti! Se poi vuoi puntare su vini a basso contenuto di solforosa ti devi indirizzare sui vini così detti biodinamici...... Ciao
Rispondo ad Andrea dell'Enoteca Romani. Sono perfettamente d'accordo con te ed aggiungo che se non intendi spendere cifre per una etichetta biodinamica ti conviene acquistare l'ultima annata,le verticali sono un esercizio interessante che lascerei agli addetti ai lavori e a quelli come te che hanno una vasta cultura in materia. in ultima analisi ricordiamoci che i solfiti sono anche un prodotto intrinseco della vinificazione e tracce ne avremo sempre nel vino anche se in forma autoctona e meno invasiva......Ciao
Marco ti ringrazio per considerarmi uno che ha vasta cultura in materia.
L'importante penso che sia sempre migliorarsi ed aggiornarsi.Io posso solo imparare,per ora,da chi sta nel campo da tanti anni come te !!
Buona giornata.
Andrea.
grazie per avermi schiarito le idee!
Alla persona che si firma Cooksappe (penso si tratti di uno/una chef o esperto culinario), un ringraziamento per l'apprezzamento..... fa pure rima!
Sempre a disposizione per ulteriori approfondimenti.
Spero a presto
Per curarmi dal mal di stomaco occasionale, uso un farmaco composto da Saccaromyces boulardii che mi risolve in poco tempo ogni problema.
E' possibile che i solfiti o qualche altra pratica enologica (pastorizzazione?) distruggano questi fermenti (o altri simili e benefici) nel vino?
Caro amico per quanto riguarda l'uso del farmaco composto da Saccaromyces boulardii direi che non dovrebbe avere alcun effetto bevendo un vino ormai stabilizzato, certo se ti piace bere in cantina vini ancora "vivi" cioè che sono ancora in evoluzione o in fermentazione, potresti avere effetti tumultuosi nel tuo stomaco proprio per la vivacità dei fermenti ancora in operatività. Nessun problema per i solfiti salvo bevute di vini troppo caricati ma comunque dannosi indipendentemente dall'abbinamento con la tua "medicina" naturale.
A presto.
Caro Marco, ti scopro oggi e spero che tu possa darmi la risposta che da anni cerco:i miei amici comprano vini sfusi da produttori locali che io ho assaggiato e trovato sinceramente buoni. Il problema è che a me provocano scombussolamento intestinale specialmente coi rossi. In conseguenza di ciò da almeno vent'anni bevo solo vini imbottigliati anche se (si noti bene) riportano sull'etichetta la dicitura "contiene solfiti".
Fino ad ora nessuno a saputo o voluto spiegarmi perchè ho questa intolleranza per gli sfusi e non per gli imbottigliati, spero che tu sappia dirmi qualche cosa. Saluti Galileo.
caro galileo, innanzi tutto non penso che l'anidride solforosa centri in questo caso. Onestamente non so spigarlo e penso che sia una reazione estremamente soggettiva e dipende comunque dai produttori che hai testato con lo sfuso. Posso comunque darti un suggerimento, prova ad andare da un produttore di vino biodinamico e prova a bere il vino direttamente per vedere se eventualmente hai qualche reazione e poi fammi sapere. Il mio prossimo post sarà sul vino biodinamico e forse potrà esserti utile. Ciao
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