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venerdì 20 maggio 2011

Le valutazioni dei vini da parte delle guide e degli esperti….. fino a che punto ci dobbiamo credere?


Mi ha fatto divertire leggere l’articolo apparso sul blog Intravino in merito alla terminologia e metodologia che il famoso enoesperto nonché valutatore di vini

Luca Maroni : http://www.intravinocom/persone/nessuno-osi-spernacchiare-luca-maroni-prima-del-mio-via/#comment-37883 , a parte Maroni che è la punta di un Iceberg, certo è che le guide sono un po’ tutte …..diciamo…… manipolate secondo la sensibilità degli esperti di turno nei confronti dei Produttori. Per esempio chi oserebbe parlar male dei vini del produttore Banfi che è finito pure sotto processo per l’affare del Brunello non a norma, ricorderete i miei post in proposito: http://enoteca-sommelier.blogspot.com/2010/02/continua-lo-scandalo-sui-vini-toscani.html http://enoteca-sommelier.blogspot.com/2010/05/brunello

-di-montalcino-un-paio-di.html con me pochi altri blogghisti che non hanno niente da perdere, la stragrande maggioranza dei giornalisti in campo non osano……… Come si dice non date retta alle guide, meglio farsi un giro in internet e scovare i commenti degli esperti più seri. A proposito di serietà professionale mi viene in mente un fatto accaduto tempo fa….. Ricordate anni fa (metà 2008 credo) quel giornalista incastrò Wine Spectator http://www.winespectator.com/ la più prestigiosa rivista di vini del mondo che pubblica numerose guide e da punteggi a vini e ristoranti in tutto il mondo,seguitissima da chi ha tanti soldi da spendere e poco tempo per il fai da te…. In breve riporto la storia estratta dal quotidiano la Repubblica dell’epoca http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/esteri/finta-osteria/finta-osteria/finta-osteria.html?ref=hpspr1: INIZIO “ Scrittore ed esperto di vini, Goldstein si è finto proprietario di un locale di Milano, l'Osteria l'Intrepido, ha messo su un finto sito, inventato un menu e una carta dei vini ed è riuscito così ad aggiudicarsi il prestigioso Award of Excellence assegnato dalla bibbia delle riviste di vini, Wine Spectator, ai ristoranti con le migliori cantine al mondo. Goldstein si dichiara proprietario dell'Osteria l'Intrepido, un ristorante di Milano inventato giocando sul nome di una serie di guide culinarie. Oltre alla compilazione della domanda, invia la ricevuta di pagamento della tassa di partecipazione, pari a 250 dollari, una lettera di presentazione, una copia del menu del ristorante e una lista dei vini. Per il menu l'Intrepido propone una selezione dei migliori piatti della tradizione italiana, i prezzi sono naturalmente alti. Ma è soprattutto nella carta dei vini che Goldstein dà il suo meglio, inventando una selezione ad hoc di rossi italiani scelti tra i peggiori vini segnalati proprio da Wine Spectator. Così a suon di bottiglie di Amarone del 1998, definito "not clean", di un "aggresive" Barolo,

di un "wrong" Cabernet Sauvignon, e di tanti altri vini giudicati mediocri, una finta osteria, con un finto menu, si aggiudica l'Award of Excellence del Wine Spectator.L'assegnazione del premio viene formalizzata con la pubblicazione sul numero di agosto della rivista cartacea e subito dopo l'Intrepido viene inserito nel database. Ma da qui scompare il 15 agosto, data nella quale Robin Goldstein presenta l'eccezionale risultato della suo "grande bluff" al consueto meeting dell'America Association of Wine Economists tenutosi

a Portland. "Naturalmente è preoccupante che un ristorante inesistente possa vincere un premio di eccellenza - ha commentato Goldstein - ma è ancora più preoccupante che il premio non sembri affatto legato alla qualità delle liste vini dei presunti ristoranti". Ancor più grave poi che, nonostante i vini inseriti nella carta de l'Intrepido fossero stati giudicati totalmente mediocri dallo stesso Wine

Spectator, il premio sia stato ugualmente assegnato. Insomma sembra proprio che il business del vino sia molto più interessante della qualità del nettare, soprattutto per un colosso del settore come Wine Spectator che da questo

giro di assegnazione premi sembra incassare qualcosa come 700 mila dollari annui. “ FINEInsomma come si dice…….tutto il mondo è paese! Scusate il mio piccolo sfogo ma dico basta prendere in giro i consumatori!

2 commenti:

EnotecaRomani ha detto...

Bel post Marco !!
E purtroppo questi giudizi non si limitano solo alle guide,ma anche a diverse riviste del settore..
Ho scoperto giusto Enogea che si salva rispetto alle altre !!

marco ha detto...

grazie per il complimento, è vero anche le riviste e la stampa in genere......... se pensiamo alla politica tutto il mondo è paese! Questa rivista enogea non la conosco, è un mensile? é una rivista tecnica? Quanto costa?
A presto e grazie per il post
Marco