Del vino dei Castelli chiamato Romanella avevamo già avuto occasione di parlarne in questo mio blog :http://enoteca-sommelier.blogspot.com/2008/09/romanella-ma-cos-un-vino-dei-castelli.html

Di romanella ne abbiamo di tutti i colori........., bianca, rossa....... ma più spesso rosata o,a volte purtroppo, di colore indefinito che nel bicchiere si presenta un pò torbida e con toni poco accattivanti di solito si presenta una leggera fermentazione una volta versata nel bicchiere, ovviamente sconsigliamo in questo caso qualsiasi sorseggiamento!
In questi ultimi tempi la Romanella è tornata ad avere gli onori della cronaca……
… Infatti il Commissario ARSIAL Erder Mazzocchi ha promesso che la Romanella avrà la sua D.o.c. In proposito alcuni eno-blog ne hanno già parlato… Vi invito a leggere come esempio:
http://percorsidivino.blogspot.com/2011/04/la-romanella-sara-lo-spumante-della-doc.html
Personalmente sono stato interpellato da una giornalista del sito enogastronomico www.cateringnews.it. Desidero rendervi partecipi dello scambio di corrispondenza sull’argomento “Romanella” che tanto interessa i visitatori del mio blog , in proposito la sig.ra Maurizia Martelli mi ha scritto:
= Le scrivo per chiederle un parere sulla doc che è stata recentemente assegnata al Lazio per la tipologia Roma, comprendente anche la Romanella, tipologia di spumante della Roma Doc. A tale proposito ho letto alcune polemiche a commento della dichiarazione di Erder Mazzocchi, commissario straordinario dell'Arsial, il quale dice:
"Particolarmente rilevante il consenso ottenuto sulla nuova tipologia spumante della Roma Doc, la Romanella, che recupera la grande tradizione dell’enologia castellana caduta in disgrazia in questi ultimi anni, e che noi, insieme ai produttori, abbiamo voluto recuperare dall’anonimato, restituendogli una dignità in termini legislativi, per riportare questo nobile spumante ai fasti di una volta. Uno spumante che saprà coniugare territorialità con i vitigni autoctoni, eccellenza qualitativa con basse rese per ettaro, ma anche un ottimo rapporto qualità/prezzo, proponendosi come variante spumante per una larga base di produzione enologica provinciale”. Ho letto il suo articolo sulla Romanella sul sito dal quale mi sembra di capire la qualità di questo vino non sia proprio tale da meritare una Doc. A meno che, come dice Mazzocchi, per questa tipologia non vi sia davvero una tradizione che l'’enologia castellana ha smarrito nel tempo...Che cosa ne pensa? Se mi risponde e mi allega una sua foto, avrò il piacere di pubblicare le sue dichiarazioni sul nostro sito. Grazie Maurizia Martelli giornalista =
Ed io rispondo:

“ Gentilissima sig.ra Maurizia, come avrà letto nel mio blog la mia posizione è piuttosto critica sul “vino frizzante” denominato “Romanella” vinificato nei Castelli Romani, conosco molto bene il prodotto avendo vissuto a Roma per oltre 40 anni. Per questo, in risposta al suo quesito, Le confermo innanzi tutto ogni considerazione già espressa nel blog, per quanto riguarda la proposta espressa dal Commissario dell’ARSIAL in merito alla nuova D.O.C. Roma, se questa proposta tende a creare una nicchia di vini di qualità del Lazio non può essere che accolta positivamente. Il sig. Mazzocchi probabilmente desidera utilizzare il ”nome storico” Romanella assai famoso a Roma e provincia per realizzare un nuovo prodotto (spero) visto che parla di spumante (e non vino frizzante) e spero conosco la differenza tra spumante e vino frizzante, infatti l’attuale Romanella non è uno spumante e poi intende istituire una D.o.c. ed attualmente non esiste una doc in tal senso, quindi si tratta di regolamentare la produzione con un disciplinare e tutto ciò che ne consegue…… Personalmente voglio credere alla buona fede e professionalità in materia del sig Mazzocchi perché non posso credere che tutti i produttori attuali della Romanella potranno beneficiare di tale denominazione……………….. sarebbe una pazzia e un suicidio e non riesco a pensare cosa dovrebbe prevedere un disciplinare per rendere a norma di legge le metodologie oggi utilizzate per realizzare questa bevanda a base di vino…..! Anche se questo non sarebbe il primo caso che la politica mette le mani sui disciplinari di produzione per un motivo o per un altro ……vedi ultimo disciplinare sul Prosecco ora Glera d.o.c . che allarga la produzione estendendo la zona Prosecco a mezzo Veneto! Ma torniamo alla Romanella attualmente commercializzata, in realtà non si sa di preciso cosa sia……………………. ogni produttore e imbottigliatore si sbizzarrisce a suo piacimento sia nel caso della materia prima utilizzata sia dei mezzi mediante il quale viene realizzato il vino con aggiunta o meno di sostanze varie e insufflando o meno anidride carbonica…………….. In sintesi desidero credere alla buona fede del Commissario Arsial quando parla di nuova denominazione e quindi la nascita di un disciplinare (si spera serio) per cui solo quei vini che saranno realizzati in ossequio al disciplinare potranno fregiarsi della D.o.c. gli altri non meglio identificati potranno continuare ad esistere per far venire il mal di stomaco agli estimatori consumatori. Come cronaca ricordo che spesso le Romanelle vendute nei Castelli Romani non hanno nemmeno una etichetta! In sfregio a tutte le regole commerciali in materia! E qui mi riferisco in particolar modo alla mescita in fraschette e osterie varie dove il prodotto è assimilabile al vino sfuso pur se venduto in bottiglie con gabbiette. Infine –per spezzare una lancia a favore del nome “Romanella” desidero solo ricordare che negli anni 60 o giù di lì la Romanella dei Castelli Romani era un’altra cosa rispetto ad oggi, era un vino frutto di uve bianche e rosse locali che andava bevuto giovanissimo (praticamente era un vino nuovo), la sua genuinità era garantita dai singoli vignaioli che lo commercializzavano personalmente a partire da inizio primavera quando nelle stesse bottiglie o cisterne grazie ai primi caldi si avviava spontaneamente una leggera rifermentazione che rendeva il vino di piacevole beva e leggermente frizzantino, era un prodotto artigianale (il vino del contadino) che copriva un mercato territorialmente abbastanza circoscritto nella provincia a sud di Roma ed era proposto con successo nelle osterie Romane e Fraschette dei Castelli

(gli stessi piccoli produttori agricoli che mettevano a disposizione spazi e proponevano insieme al vino insaccati e formaggi e i clienti erano autorizzati a portarsi da casa i primi piatti di pasta o altre pietanze fatte in casa), tali Fraschette richiamo dei romani per le gite domenicali delle prime belle giornate di primavera non esistono più, purtroppo! E penso proprio che un ritorno alle glorie passate non sia più possibile –anche costituendo una D.o.c. - perché il mondo è cambiato specialmente nei propri valori!
Testo visibile: http://www.cateringnews.it/prodotti-novita/roma-doc-polemiche-romanella/#more-4687
Quanto sopra non ha bisogno di ulteriori commenti…………………….. alla prossima!
4 commenti:
L'unico commento da poter fare penso sia solo un avvertimento dal restar lontani dalla Romanella,almeno quella fin qui prodotta..Io ogni volta che sono andato a mangiare alle fraschette ai castelli,ho avuto sempre problemi di acidità di stomaco il giorno seguente,sempre a causa di questo pseudo-vino !!!
Come ti capisco! Se vuoi bearti di un vinello giovane e genuino devi trovare il piccolo produttore dei Castelli e gustarti qualche bicchiere spinato direttamente dai fermentini seduto vicino ad un tavolaccio in compagnia di buoni amici e di un bel paninozzo con la porchetta!
Alla salute!
La follia è che fino all'anno scorso leggevo su varie riviste del rischio che la doc frascati potesse esser declassata a vino da tavola in quanto non c'erano presupposti per mantenere la doc...
Non voglio neanche immaginare quanti soldi,interessi e mafie ci siano dietro tutto ciò !!
Per non parlare del Cannellino,che a Roma è stato quasi sempre visto come vino ai livelli del Tavernello !!
Che dirti....... hai ragione purtroppo la mano della politica è sempre presente e purtroppo è spesso presente in situazioni dove le decisioni vengono prese da persone che non ci capiscono un ca........ della materia rispetto alla quale prendono decisioni! Il mondo del vino è solo un piccolo esempio......pensiamo alla politica nazionale purtroppo! Le eccezioni sono molto poche! pazienza!
Ciao e a presto,
Marco
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