
Versiamo la nostra bevanda nel bicchiere e alziamo il calice in controluce, valutiamo la trasparenza, la brillantezza l’assenza di impurità; avviciniamo il calice al naso e inspiriamo con delicatezza dopo aver roteato lentamente il bicchiere. Ora ci concentriamo sui profumi cercando di delineare prima le eventuali impurità olfattive e poi i sentori naturali e indotti nel vino durante la sua maturazione. A questo punto non ci resta che portare alle labbra il nostro bicchiere immaginando già quali saranno le sensazioni gustative che accompagneranno il nostro sorso e la breve permanenza del vino in bocca, infatti le note olfattive e la breve indagine visiva già ci permette di esprimere una prima valutazione sulla fase più importante costituita dall’assaggio. In bocca la nostra lingua, tramite le papille gus

tative, ci dirà di che cosa stiamo parlando. Bene, concentriamoci per un attimo sui diversi punti della lingua e “ascoltiamo” le sensazioni che ci suggeriscono le papille a contatto con il vino, conoscendo quali sono i punti più sensibili e per quali specifiche sensazioni …………. Questo approccio fatto con cognizione e con un approccio tecnico minimo ci consentirà di valutare in modo del tutto nuovo l’assaggio che fino ad oggi avevamo svolto in modo automatico e distrattamente senza prestare la minima attenzione al nostro gesto e alle attività delle nostre papille gustative………. Questa maggiore attenz

ione e migliore sensibilità a seguire i nostri gesti ci porterà a valutare più approfonditamente il piacere o il dispiacere di una bevuta consapevole. Basta poco per allargare il nostro spettro di giudizio e per esprimere le nostre sensazioni gustative in un ottica completamente diversa…….. provateci e poi fatemi sapere…….
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