Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione della qualità e prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile. A sinistra cliccando su ENOTECA ON LINE aprirete una finestra che vi consentirà di leggere le offerte e le condizioni per acquistare alcune etichette appositamente selezionate per voi. Più in basso sotto la voce Selezione vini dell'Enoteca troverete le schede e i commenti di alcuni vini molto interessanti.Buona lettura.

lunedì 24 gennaio 2011

Etichetta del Mese: un rosso di classe, Bolgheri Rosso Podere Grattamacco

Iniziamo questo 2011 con la degustazione di un vino veramente interessante e, a dire il vero, abbastanza noto agli intenditori. Il produttore è : Podere Grattamacco – Castegneto Carducci (LI). Non ho volutamente preso in esame il famoso Grattamacco Rosso di Bolgheri Superiore Doc ma ho voluto testare il 2006 dell’etichetta “minore” diciamo il, Bolgheri rosso base della zona a D.o.c.

La Cantina produttrice è situata a due passi dal noto vigneto ove nasce il Sassicaia, sulla collina prospiciente il mare a 100 metri di altezza, fra Castagneto Carducci e Bolgheri; fa quindi parte della D.O.C. Bolgheri. L'Azienda Agricola, di 30 ettari comprende una vasta fascia di macchia mediterranea sulle pendici della collina e , alla sommità, il vigneto, dispone di circa 11 ettari di vigneto dove sono impiantati filari di vermentino, sangiovese, merlot e cabernet sauvignon in maggioranza. Il mare a 3 chilometri e le colline boscose intorno offrono alla vite un clima temperato e particolarmente ricco di profumi ed essenze tipiche del nostro clima mediterraneo.

Vino: Bolgheri rosso

Denominazione: D.o.c. Bolgheri

Tipologia : Rosso

Produttore: Podere Grattamacco – Castegneto Carducci (LI)

Uve: 50% Cabernet Sauvignon, 20% Merlot, 30% Sangiovese

Annata: 2006

Gradi alcolici: 13,00%

Note sul vigneto: Vino prodotto da vigna di 10

ettari posta a 100 metri sul livello del mare, i terreni presenti sono di medio impasto con presenza di scheletro calcareo tale da rendere un drenaggio ideale per i vitigni impiantati. L'età medi

a dell'impianto è di circa 20 anni.

La densità di impianto: Varia da 4500 a 5400 ceppi per ettaro con una resa di circa 55 quintali.

Vinificazione/maturazione: La vinificazione inizia con la fermen

tazione alcolica in tinelli di legno tronco conici aperti mentre la fermentazione malolattica è in acciaio. Affinamento per 12 mesi in barrique nuove, di secondo e di terzo passaggio.

Colore: Rosso rubino

Produzione: inferiore alle 10.000 bottiglie

Esame organolettico: L'impatto olfattivo è intenso con note di frutti neri di bosco (more e visciole in particolare), spezie dolci e sentori balsamici completano il panorama olfattivo che denuncia una buona persistenza. L'ingresso in bocca è morbido, permane una buona un'acidità in equilibrio con la componente alcolica. I tannini sono equilibrati e, dopo tre anni dall’imbottigliamento, sono ancora presenti ma fini ed offrono in bocca un gusto pieno ed equilibrato, accompagnato da un finale abbastanza persistente che riporta alle sensazioni olfattive e sentori terziari incipienti. Crediamo che l’annata sia all’apice della sua evoluzione gustativa che continuerà comunque p

er qualche altro anno. Il corpo rispetto alla usuale tipicità del prodotto risulta un po’ debole in considerazione dell’annata in degustazione ma questo ha comunque portato maggior finezza al vino.

Punteggio in centesimi: 87/100

Longevità stimata a decorrere anno vendemmia: mediamente 15 anni (12 anni per l’annata 2006). In sostanza si tratta di un vino da lungo invecchiamento, circa le ultime annate annoveriamo quali migliori la 2007 e la 2009.

Giudizio qualità/prezzo: buono, da acquistare e tenere in cantina. Prezzo di vendita in Enoteca € 18,00

Abbinamenti: Ottimo a tutto pasto, si abbina perfettamente con la cucina tipica toscana: crostini, insaccati e formaggi di media stagionatura nonchè le classiche fiorentine o meglio carne ovina alla brace o al forno sono le sue compagne ideali.

Per saperne di più : http://www.collemassari.it/Grattaita/grattadefaultita.htm

lunedì 17 gennaio 2011

Perché non vendo vino sfuso. Un consiglio per chi volesse aprire un enoteca oggi

La crisi economica e la necessità di risparmiare ha spinto tanti consumatori alla ricerca del vino sfuso ma con quali risultati? Tanti clienti ed estimatori della mia enoteca mi chiedono per quale

motivo non commercializzo anch’io vino sfuso. I motivi sono diversi e sono straconvinto di far bene. Innanzi

tutto ci sono delle ragioni obiettive:

  • Necessità di disporre di contenitori idonei che abbiano tutte le caratteristiche per mantenere integro e perfetto il prodotto in ogni stagione. Questo comporta costi piuttosto elevati dei contenitori che devono essere a perfetta tenuta stagna e a temperatura controllata uniforme.
  • Il vino venduto sfuso dai produttori non è mai quello di migliore qualità per ovvi motivi, il minor prezzo non compensa mediamente la minore qualità. Il fatto che debba subire spostamenti e travasi per arrivare in enoteca induce stress al prodotto che di per se non è in grado di sostenere a lungo le proprie caratteristiche qualitative.
  • Dato che non posso commercializzare prodotti scadenti, il prezzo di un buon vino da vendere sfuso avrebbe un minor costo molto limitato rispetto allo stesso vino venduto in bottiglia. Ricordiamoci che un vino degno di questo nome da vendere sfuso non può costare meno di € 2,00 all’ingrosso compreso il trasporto (in Tuscia), per cui al minuto dovrebbe essere venduto intorno a € 2,50 e penso proprio che con questi prezzi non si va da nessuna parte……. Non sono in grado di competere sulla variabile prezzo.
  • Gli acquirenti di vino sfuso sono, per la stragrande maggioranza, scarsi intenditori di vino e si indirizzano all’acquisto solo per una questione di risparmio. A queste persone consiglio di bere meno e bere meglio, indirizzarsi verso l’acquisto di vino direttamente dal produttore in taniche o in bag in box o facendosi riempire la damigiana direttamente in cantina per poi praticare il travaso a casa facendo attenzione a non far prendere aria al nostro vino mentenendolo al buio e in luoghi freschi.

Per quanto riguarda gli aspetti soggettivi direi:

  • la mia enoteca è in un piccolo paese di provincia dove non esiste un grande smercio tale da giustificare l’acquisto dell’attrezzatura idonea per la vendita di sfuso (parliamo di migliaia di euro se non vogliamo cadere nella trappola di chi ti offre le cisterne refrigerate in comodato d’uso gratuito ma ti impone la vendita del suo prodotto vino…………. )
  • la concorrenza su piazza è rappresentata da diversi venditori di vino sfuso conservato in contenitori dalle dubbie qualità (come il vino) a prezzi intorno a € 1,50 litro, non avrei comunque chance né mi interessa accaparrare quel tipo di clientela……

In conclusione – senza entrare nel merito della qualità del vino - un consiglio per chi vuole risparmiare sull’acquisto di vino e non farsi del male, scegliete una di queste soluzioni:

  • acquistate direttamente dal produttore
  • acquistate vino anche al supermercato in contenitori chiusi
  • preferite contenitori così detti bag-in-box BIB (letteralmente borsa in scatola).

Due parole sul contenitore bag-in-box (BIB), è una sacca in plastica alimentare dilatabile ed elastica, provvista di un rubinetto di spillatura. La sacca (bag) è inserita in un contenitore rigido in cartone (box). Il BIB consente di spillare il vino poco per volta; la sacca si restringe senza che si creino bolle d’aria quindi il vino si conserva bene anche fino a sei mesi dopo l’apertura della confezione, fatto che costituisce il principale (ma non l’unico) vantaggio di questo contenitore. Altro punto di forza del BIB, e’ l’igiene, infatti il BIB e’ sigillato e solo il suo rubinetto ermetico

e’ a contatto con l’ambiente esterno. Ne’ mani, ne’ aria, entrano in contatto col contenitore del vino.

Date un’occhiata a come i venditori di vino sfuso trattano il prodotto (dove e come lo conservano) e poi ragionate sull’igiene e poi è fondamentale tenere in considerazione che l’aria, i microrganismi, la temperatura e i suoi sbalzi sono i

peggiori nemici del vino, lo trasformano e lo peggiorano qualitativamente rendendolo anche dannoso per la nostra salute! Quindi innanzi tutto chi commercializza il prodotto deve assolutamente salvaguardare il vino da queste circostanze……. Ma quanti lo fanno?

giovedì 6 gennaio 2011

Aprire un’Enoteca nel 2011, vale la pena?

Desidero scrivere ancora sulla convenienza e l’opportunità di aprire oggi un esercizio commerciale dedicato al mondo enogastronomico, tante sono le richieste di chiarimenti o suggerimenti che mi pervengono sul tema. Colgo l’occasione per sottolineare che oggi è un momento difficile per l’attività commerciale così detta di vicinato perche schiacciata dalla concorrenza della grande distribuzione a meno che non sia possibile realizzare la nostra attività in presenza di una serie di elementi che ritengo indispensabili oggi per dare un minimo di sicurezza e redditività all’attività commerciale che andremo ad intraprendere. Quali sono questi parametri?

Presto detto:

  • circa l’ubicazione: città con almeno 30.000 abitanti ,se al Centro o al Nord Italia il parametro relativo al numero di abitanti può essere ridotto specialmente se trattasi di località turistiche o se il locale è ubicato nei centri storici
  • circa la tipologia di locale: darei la preferenza ad un locale che preveda un’attività plurima di vendita si a in bottiglia che sfuso, somministrazione di alimenti (anche solo freddi tipo Bar) e bevande naturalmente.

La cosa più semplice sarebbe rilevare un bar abbastanza spazioso che consenta di allestire tre differenti aree; una dedicata al bar in senso stretto (dove verrebbero serviti i classici prodotti da bar oltre che aperitivi e snack), area somministrazione bevande dove servire alimenti freddi e caldi (se possibile) abbastanza semplici (anche precotti, oggi ne troviamo ottimi sul mercato - da non disdegnare la pizza farcita opportunamente) adatti all’abbinamento con il vino e/o birra (artigianale in particolare), zona vendita alimenti, vini e superalcolici. Sarebbe sufficiente un locale di circa 100 mq con uno spazio attiguo o sottostante ove attrezzare una cantina per la conservazione delle bottig

lie più pregiate e salumi e formaggi (indispensabili per chi intende gestire una enoteca degustazione). I costi per tutto questo sono altamente variabili, a prescindere dal costo per rilevare l’attività, anch’esso estremamente variabile, si può parlare di un costo di allestimento tra i 40.000 e i 60.000 € oltre la merce; personalmente mi indirizzerei verso allestimenti in legno, dipende comunque dal contesto, inoltre dovremo prevedere dei frigo per i vini e un frigo per salumi e formaggi da esporre. Un congruo servizio di bicchieri in cinque diverse tipologie è sufficiente per partire (gran crù per i rossi, classici per i rossi e degustazione per bianchi, flute per gli spumanti, tulipani per i passiti) , tavoli allestiti in maniera spartana senza tovaglie ma con un’attraente postazione singola “lavabile” dove porre piatti e bicchieri di portata. In conclusione APRIRE UN ENOTECA oggi non è una decisione facile, anche l'impegno economico non è trascurabile, vi auguro di pervenire alla migliore scelta e con l'augurio di un anno pieno di soddisfazioni!


domenica 2 gennaio 2011

All’Enoteca Nepesina riconosciuto il Marchio Tuscia Viterbese


Prima buona notizia che mi riguarda personalmente di questo nuovo anno 2011. Con molto piacere vi informo che L’Enoteca Nepesina è entrata a far parte della lista dei Produttori e Commercianti che si possono fregiare del “Marchio Tuscia Viterbese” http://www.tusciaviterbese.it/ in base ad apposita autorizzazione rilasciata dalla Camera di Commercio di Viterbo. Qui potrete leggere ed avere informazioni su tutti i produttori e commercianti che dispongono del Marchio di Qualità Tuscia Viterbese:

http://www.tusciaviterbese.it/prodotti/puntivendita.htm

L’Enoteca infatti dispone di una vasta selezione di vini prodotti nella Tuscia Viterbese anche provenienti da agricoltura biologica nonché prodotti alimentari quali olio, cioccolata, salse e patè, marmellate e mieli sempre provenienti da produzioni artigiane della nostra Tuscia Viterbese.

BUON INIZIO ANNO A T U T T I !!!!!!!!!!!!