Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione della qualità e prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile. A sinistra cliccando su ENOTECA ON LINE aprirete una finestra che vi consentirà di leggere le offerte e le condizioni per acquistare alcune etichette appositamente selezionate per voi. Più in basso sotto la voce Selezione vini dell'Enoteca troverete le schede e i commenti di alcuni vini molto interessanti.Buona lettura.

lunedì 30 maggio 2011

I solfiti (anidride solforosa) nel vino bianco e rosso

Sono frequenti le domande che ricevo su quest’argomento, del tipo…. Perché i vini bianchi sono più carichi di solfiti, i solfiti sono dannosi alla salute? A cosa servono? Perché a volte mi vengono macchie rosse in viso dopo che ho bevuto? Che cosa dirvi… innanzi tutto i solfiti sono necessari per conservare il vino svolgono principalmente un’azione antisettica e

antiossidante ma non sono indispensabili, infatti alcuni metodi di

vinificazione molto attenti e particolari (biodinamica e biologica spinta) prevedono la realizzazione di vini senza solfiti aggiunti. Ricordiamo però un aspetto molto importante che è quello relativo al fatto che una tipologia di solfit

i si genera comunque nel corso della fermentazione – in questo caso si parla di solforosa «naturale», ossia quella prodotta dai lieviti durante la fermentazione. Infatti, dovete sapere che il lievito principe della fermentazione alcolica Saccharomyces cerevisiae, produce sempre solfiti come sottoprodotto del suo

metabolismo, in quantità variabili secondo la composizione del mosto, il ceppo di lievito e le condizioni di fermentazione. Perciò anche quando non viene aggiunta solforosa durante la vinificazione, si ritroverà nel vino finale una quantità di solfiti non esogeni che può arrivare e superare, con alcuni ceppi di lievi

to, i 100 mg/l. Purtroppo, i ceppi di lievito con minore tendenza alla produzione spontanea di solforosa si sono dimostrati pessimi fermentatori.

A questo punto rispondiamo nell’ordine alle domande post:


  • Ho notato che sempre nei vini bianchi sono presenti i solfiti, mentre nei vini rossi sono quantitativamente inferiori o, a volte, assenti, perché questa differenza? Cosa fanno o a cosa servono i solfiti? La deperibilità del vino dipende essenzialmente da due fattori: il colore e la qualità. Colore e qualità sono due cose che apportano molecole protettive al vino, che quindi tende a conservarsi di più. Abbiamo già scritto in un precedente post quali sono le specifiche che inducono all’uso dei solfiti nel vino ……………………………………………….. Più un vino è bianco e di scarsa qualità più è necessario immettere solfiti, questo è un concetto fondamentale del quale bisogna sempre tener conto al fine di salvaguardare la nostra salute. La differenza tra vino rosso e vino bianco non
    consiste nella qualità dell’uva utilizzata, come si potrebbe facilmente pensare: in realtà nel vino rosso viene utilizzata anche la buccia dell’acino, che contiene resveratrolo - la sostanza che fa tanto bene al nostro cuore - mentre la buccia viene eliminata quando si crea vino bianco. Questo fatto giocherebbe un po’ a sfavore del vino bianco, ma esistono studi particolarmente da parte di ricercatori americani – che sembrerebbero aver dimostrato che anche la polpa dell’uva faccia bene quanto la buccia. In ogni caso la legge consente l’addizione di solfiti nei vini bianchi superiore a quella consentita per i vini rossi.
  • Ecco una tabella con le indicazioni sul contenuto Max di solfiti stabilito dall’attuale legge a livello Comunitario:

Livello massimo solfiti (SO2 totale) in mg/l

DA 2009

Categoria di vino

Vini rossi e liquorosi secchi (meno di 5gr di zuccheri x Lt)

150

Vini bianchi e rosati secchi, rossi e liquorosi non secchi

200

Vini bianchi e rosati non secchi

250

Vini bianchi tipo Beerenauslese, Eiswein, Trockenbeerenauslese, Sauternes, ecc.

400

Vini spumanti di qualità

185

Altri vini spumanti

235

  • I solfiti sono dannosi alla salute? Quando bevo vino bianco, mi vengono macchie rosse in faccia, cosa che non accade quando bevo del vino rosso, spesso mi gira la testa cosa che mi succede più frequentemente rispetto a quando bevo lo stesso quantitativo di vino rosso, perche? Può dipendere dai solfiti? O può esserci qualche altro motivo? In sé i solfiti non sono dannosi alla salute, ma come tutte le cose c'è modo e modo, nei confronti delle persone intolleranti possono provocare asma, arrossamento cutaneo, prurito, emicrania. Per quanto riguarda il vino non sono certo i solfiti a fare male, visto che in un bicchiere di vino ci sono poche decine di milligrammi di solfito e più di 10 grammi di etanolo (ben più dannoso). Da considerare che i solfiti –grazie alle loro proprietà antisettiche ed antiossidanti in particolare - vengono messi un po' ovunque negli alimenti per cui occorre documentarsi bene sul cibo che ingeriamo (specialmente prodotti in scatola e sottovetro) per evitare di cumulare solfiti su solfiti. Secondo la Food and Drug Administration Statunitense, in media 1 persona su 100 e’ allergica ai solfiti. I sintomi dell’allergia che colpisce sopratutto gli asmatici sono i seguenti: arrossamenti della cute, prurito, gonfiori, difficoltà respiratorie, disturbi gastrointestinali fino ad arrivare, nei casi più gravi, a perdite di conoscenza. Le dosi giornaliere ammissibili per l'uomo, stabilite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, prevedono un quantitativo massimo di 0,7 mg/Kg di peso corporeo (dose di per sé già elevata), per cui considerando che quotidianamente assumiamo anidride solforosa derivante anche da altri alimenti (scatolame, succhi di frutta, marmellate), di conseguenza una persona di peso pari a 70 kg., sarebbe opportuno che non assumesse più di 350 ml (circa mezza bottiglia) di vino al giorno purchè il vino contenga al max 100 mg/l di SO2. La legg
    e lascia alla discrezionalità del produttore ridurre, rispetto ai limiti max di legge, la quantità di solfiti somministrata………in pratica chi mantiene i quantitativi al minimo (praticamente meno della metà dei valori Max) grazie all’ottima qualità e selezione della materia prima oltreché all’attenta vinificazione propone vini assolutamente digeribili e che non danno alcun fastidio a posteriori (POCHI PRODUTTORI), chi stressa la vinificazione con uva ad alta produzione per ettaro (oltre 80q.li per ettaro) e senza alcuna selezione dei grappoli dovrà applicare valori di SO2 prossimi ai Max consentiti e favorirà fastidi gastroenterici e i famosi arrossamenti e mal di testa. A questo punto come si dice: CONSUMATORE AVVISATO MEZZO SALVATO E SE SI VUOLE FARE DEL MALE È SUA RESPONSABILITÀ! D’altra parte proprio per questi consumatori esistono i vini a € 1,00 al litro e anche meno………. Sic! Ricordate sempre: bere poco ma bene, basta un bicchiere a pasto e una bottiglia da 0,75 Lt è sufficiente per 4 pasti per una persona, e poi non bere sempre ad ogni pasto, dipende anche da quello che mangiamo, non sempre un piatto vuole il vino! Pensate per esempio a tutte le minestre, all’insalata che a mio parere vanno gustate per quel che sono.

mercoledì 25 maggio 2011

Cantine aperte 29 maggio 2011 nella Tuscia Viterbese e una selezione nel Lazio scelta per voi dall’EnotecaNepesina

Anche quest’anno come tutti gli anni nel mese di Maggio a cura del Movimento Turismo vino i Produttori Italiani mettono a disposizione i loro locali per presentare al pubblico i vini di produzione e, secondo i casi, organizzare anche simpatici banchetti con i prodotti locali e simpatiche feste in cantina o all’aria aperta. Devo segnalare

che in questi ultimi anni si è andato sempre più

riducendo il numero di produttori disposti a partecipare, quest’anno addirittura in Tuscia

sono solo tre!

Provincia di Viterbo

Le Lase - Le Querce Antiche: Loc. Resano snc, 01028 Orte(VT) Tel. + 39 0761 281460 Mobile +39 349 3597696 - Sito : www.lelase.com - mail: info@lelase.com Facebook: Vini Le Lase: avrete modo di apprezzare la nuova produzione in abbinamento con sfiziosità enogastronomiche dell'alta Tuscia Viterbese

Antica Cantina Leonardi http://www.cantinaleonardi.it/ Via del Pino, 12 - 01027 MONTEFIASCONE (VT)

Tel: 0761 826028, Fax: 0761 094019 Fondata da Domenico Leonardi all'inizio del '900, l'azienda ha proseguito Ia sua attività con i figli Carlo e Giorgio, che diedero alla cantina l'immagine di una vera azienda vitivinicola, con l'impianto di nuovi vigneti e l'ammodernamento della cantina di lavorazione. L'attività oggi viene brillantemente svolta da Ugo Leonardi.

Tenuta Ronci Di Nepi http://www.roncidinepi.it/Tenuta_Ronci_di_Nepi/about.html

Loc. Valle Ronci - 01036 NEPI (VT) Tel: +39 0761 555125, Fax: +39 0761 596275 Anche quest’anno la Tenuta Ronci di Nepi partecipa alla manifestazione, organizzata dal Movimento Turismo del Vino, “Cantine Aperte”. Domenica 29 Maggio, per tutto il giorno, potrete degustare tutti i nostri vini direttamente in azienda, accompagnati da numerosi assaggi dei migliori prodotti della gastronomia laziale.

In considerazione della scarsità di offerte nella nostra provincia desidero segnalare alcuni produttori del Lazio che meritano una visita, anche per passare una giornata all’aria aperta sperando nella clemenza del tempo!

Provincia di Roma

Az. Agraria Terre del Veio http://www.terredelveio.it/

Via Formellese, 173/d - 00123 ROMA (RM)

Tel: +39 06 30888470, Fax: +39 06 30880104

Casale del Giglio Azienda A

gricola S.r.l. http://www.casaledelgiglio.it/indexflash.html

Strada Cisterna-Nettuno, km 13 - 04010 APRILIA (LT)

Tel: 06 92902530, Fax: 06 92900212

L'azienda, fondata da Berardino Santarelli, avvia nel 1984 un progetto di sperimentazione per la viticoltura dell'Agro Pontino, territorio un tempo paludoso, ma bonificato intorno al 1930. La sperimentazione, che interessa tutte le fasi di produzione, si ispira a modelli di viticoltura internazionale.

Azienda Agricola Casale Marchese http://www.casalemarches

e.it/index.php?lang=it Via di Vermicino, 68 - 00044 FRASCATI (RM)

Tel: 06 9408932, Fax: 06 9408932 L'antica tenuta Casale Marchese è storicamente citata per la prima volta in una Bolla di Bonifacio VIII del 12 maggio 1301. Successivamente il Casale sarà ricordato come dimora del musicista Emilio de' Cavalieri (1550-1602), forse scelta in virtù del suggestivo panorama che ancor oggi si gode dall'azienda.

Cantina del Tufaio http://www.cantinadeltufaio.it/

Via Colle Cancellata di Mezzo, 30 - 00039 ZAGAROLO (RM)

Tel: 06 9524502; 339 6380419, Fax: 06 9524502

La Cantina del Tufaio è stata ricavata in un casale di fine Ottocento, nel cuore della doc Zagarolo. Particolarità della cantina è la grotta coeva scavata nel tufo, profonda oltre 18 metri, dove maturano lo spumante metodo classico e il passito. A completamento della visita, è a disposizione la sala di degustazione.

Provincia di Latina

Azienda Agricola Marco Carpineti http://www.marcocarpineti.com/index_i.html

Str. Prov. Velletri Anzio Km 14.3 - 04010 CORI (LT)

Tel: +39 06 9679860, Fax: +39 06 9679860

La nuova cantina , più adeguata alle crescenti esigenze dell'azienda, dispone ora di consistenti spazi per trasformazione, stoccaggio, affinamento e maturazione del prodotto, nonchè per ricevimento ospiti e degustazioni. L'inserimento nella fase produttiva di tecnologie all'avanguardia e nuove botti di legno da 225 e 500 litri, stanno dando significativi risultati

Provincia di Frosinone

Azienda Agricola Casale della Ioria http://www.casaledellaioria.com/indexflash.htm

Contrada La Gloria - 03012 ANAGNI (FR) Tel: 335 6403079 - 0775 56031, Fax: 06 6865913 Sorge nel cuore della zona di produzione del Cesanese del Piglio, terra vocata alla viticoltura da secoli, tanto che è impossibile risalire alla data dell'acquisto dell'originario nucleo aziendale. La cultura del vino è da sempre una passione di famiglia.

Ulteriori informazioni le potrete recuperare visitando il sito: http://www.movimentoturismovino.it/cantine_aperte_it.html

venerdì 20 maggio 2011

Le valutazioni dei vini da parte delle guide e degli esperti….. fino a che punto ci dobbiamo credere?


Mi ha fatto divertire leggere l’articolo apparso sul blog Intravino in merito alla terminologia e metodologia che il famoso enoesperto nonché valutatore di vini

Luca Maroni : http://www.intravinocom/persone/nessuno-osi-spernacchiare-luca-maroni-prima-del-mio-via/#comment-37883 , a parte Maroni che è la punta di un Iceberg, certo è che le guide sono un po’ tutte …..diciamo…… manipolate secondo la sensibilità degli esperti di turno nei confronti dei Produttori. Per esempio chi oserebbe parlar male dei vini del produttore Banfi che è finito pure sotto processo per l’affare del Brunello non a norma, ricorderete i miei post in proposito: http://enoteca-sommelier.blogspot.com/2010/02/continua-lo-scandalo-sui-vini-toscani.html http://enoteca-sommelier.blogspot.com/2010/05/brunello

-di-montalcino-un-paio-di.html con me pochi altri blogghisti che non hanno niente da perdere, la stragrande maggioranza dei giornalisti in campo non osano……… Come si dice non date retta alle guide, meglio farsi un giro in internet e scovare i commenti degli esperti più seri. A proposito di serietà professionale mi viene in mente un fatto accaduto tempo fa….. Ricordate anni fa (metà 2008 credo) quel giornalista incastrò Wine Spectator http://www.winespectator.com/ la più prestigiosa rivista di vini del mondo che pubblica numerose guide e da punteggi a vini e ristoranti in tutto il mondo,seguitissima da chi ha tanti soldi da spendere e poco tempo per il fai da te…. In breve riporto la storia estratta dal quotidiano la Repubblica dell’epoca http://www.repubblica.it/2008/08/sezioni/esteri/finta-osteria/finta-osteria/finta-osteria.html?ref=hpspr1: INIZIO “ Scrittore ed esperto di vini, Goldstein si è finto proprietario di un locale di Milano, l'Osteria l'Intrepido, ha messo su un finto sito, inventato un menu e una carta dei vini ed è riuscito così ad aggiudicarsi il prestigioso Award of Excellence assegnato dalla bibbia delle riviste di vini, Wine Spectator, ai ristoranti con le migliori cantine al mondo. Goldstein si dichiara proprietario dell'Osteria l'Intrepido, un ristorante di Milano inventato giocando sul nome di una serie di guide culinarie. Oltre alla compilazione della domanda, invia la ricevuta di pagamento della tassa di partecipazione, pari a 250 dollari, una lettera di presentazione, una copia del menu del ristorante e una lista dei vini. Per il menu l'Intrepido propone una selezione dei migliori piatti della tradizione italiana, i prezzi sono naturalmente alti. Ma è soprattutto nella carta dei vini che Goldstein dà il suo meglio, inventando una selezione ad hoc di rossi italiani scelti tra i peggiori vini segnalati proprio da Wine Spectator. Così a suon di bottiglie di Amarone del 1998, definito "not clean", di un "aggresive" Barolo,

di un "wrong" Cabernet Sauvignon, e di tanti altri vini giudicati mediocri, una finta osteria, con un finto menu, si aggiudica l'Award of Excellence del Wine Spectator.L'assegnazione del premio viene formalizzata con la pubblicazione sul numero di agosto della rivista cartacea e subito dopo l'Intrepido viene inserito nel database. Ma da qui scompare il 15 agosto, data nella quale Robin Goldstein presenta l'eccezionale risultato della suo "grande bluff" al consueto meeting dell'America Association of Wine Economists tenutosi

a Portland. "Naturalmente è preoccupante che un ristorante inesistente possa vincere un premio di eccellenza - ha commentato Goldstein - ma è ancora più preoccupante che il premio non sembri affatto legato alla qualità delle liste vini dei presunti ristoranti". Ancor più grave poi che, nonostante i vini inseriti nella carta de l'Intrepido fossero stati giudicati totalmente mediocri dallo stesso Wine

Spectator, il premio sia stato ugualmente assegnato. Insomma sembra proprio che il business del vino sia molto più interessante della qualità del nettare, soprattutto per un colosso del settore come Wine Spectator che da questo

giro di assegnazione premi sembra incassare qualcosa come 700 mila dollari annui. “ FINEInsomma come si dice…….tutto il mondo è paese! Scusate il mio piccolo sfogo ma dico basta prendere in giro i consumatori!

lunedì 16 maggio 2011

Uno spuntino veloce: bruschetta salmone, avocado e un bicchiere di vino

Inizia a far caldo, l’EnotecaNepesina propone uno spuntino veloce veloce e molto stuzzicante da consumare magari in compagnia di un amica/o prima di affrontare la serata, alla stregua di un aperitivo sostanzioso…… come va di moda oggi.

Ingredienti

  • Salmone Norvegese fresco una fetta per ciascuna fetta di pane
  • Qualche fetta di pane rustico (io preferisco il pane casareccio, dalle mie parti il pane di Genzano o Lariano)
  • 1 avocado
  • 1 lime (o un limone)
  • Tabasco, Olio extra vergine d’oliva, sale e pepe
Preparazione
Tagliate il pane a fette spesse almeno 2 cm (buon spessore in modo da sostenere il salmone senza rompersi), grigliatelo e conditelo con un filo d’olio fino a renderlo croccante (se avete fretta potete anche evitare la grigliatura se il pane è fresco, in tal caso niente olio). Condite il salmone tagliato a tartare con succo di lime,qualche goccia di tabasco e appena un po’ d’olio extra vergine d’oliva. Adagiate il tutto sulla bruschetta, poi coprite con scaglie di avocado. Infine condite con un pizzico di sale e pepe.
Vino in abbinamento
Siamo in presenza di una pietanza succulenta (pane e salmone), aromatica e speziata (salmone,tabasco,pepe), leggermente
grassa (olio, avocado), sapida (salmone, sale) e con una buona acidità (limone,tabasco). Dobbiamo scartare i vini rossi e i vini bianchi giovani e freschi, vini frizzanti tutti i vini che esalterebbero le note dure rappresentate dall’acidità e piccantezza (tabasco e pepe). Ci dobbiamo orientare verso un vino bianco morbido di buona persistenza e struttura, in questo caso a chi piace va bene anche un vino che abbia fatto una buona maturazione in legno (così detti barricati). A questo punto la scelta, propongo un’alternativa.:…. Un vino del Nord,che ne dite di un Friulano serio? Eccovi il Vintage Tunina di Jermann prezzo in Enoteca € 32,00 http://www.jermann.it/it/ oppure ci spostiamo nel profondo Sud in Sicilia e scegliamo lo Chardonnay di Planeta annata 2008 e precedenti http://www.planeta.it/ prezzo Enoteca € 22,00 . Entrambi i vini sono in grado di sostenere le nostre belle bruschette e ci daranno TONO per iniziare una bella serata in compagnia di amici!

martedì 10 maggio 2011

Sagra del Pecorino e prodotti della Tuscia a Nepi: successo della birra artigianale Turan e Selezione vini della Tuscia dell’EnotecaNepesina


Desidero condividere con voi il piacere di segnalare il successo che ha avuto nel corso dei due giorni della sagra a Nepi, la Birra Turan proposta in degustazione (Dalhia) e le altre etichette di questo birrificio

artigianale di Montefiascone ancora poco conosciuto ma già premiato a livello internazionale http://www.facebook.com/Birra.TURAN?sk=wall h

ttp://www.birraturan.com/index.php .Come tutti gli anni una grande affluenza ha premiato gli espositori in un atmosfera gioiosa allietata da giochi e bande musicali (simpaticissima e bravissimi i musicisti della EXTRADIXI JAZZ BAND di Roma http://extradixie.netsons.org/index.html) oltre che da super abbuffate enogastronomiche a base di Porchetta, cacio e una notevole diversità di prodotti artigianali, dal vino all’olio, dal miele ai biscotti e insaccati…… insomma ce n’era per tutti i gusti! Molto apprezzati anche i vini presentati dall’EnotecaNepesina dei Produttori Villa Chiarini Wulf, Le Lase, Tre Botti, Sergio Mottura. Insomma due giorni intensi che hanno

permesso un contatto ancora più diretto con gli estimatori dei nostri clienti venuti anche da Roma a degustare i prodotti locali e a godere di due splendide giornate di sole Nepesino! Ottima l’organizzazione della Pro-Loco che ha distribuito pecorino e fave locali a tantissimi visitatori. Molto visitato lo stand della Pizzicheria Brunetti di Nepi http://www.facebook.com/group.php?gid=70889903503 che sfornava a getto continuo appetitosi panini a base di salsicce, prosciutto, scapicollata, salame cotto………… tutti ottimi e prodotti personalmente da Ettore Brunetti e Co. nel suo laboratorio/bottega artigianale. E con ciò ci risentiamo sull’argomento l’anno prossimo!

domenica 8 maggio 2011

Romanella vino dei Castelli Romani………. Si parla di una D.O.C. Roma per la Romanella!

Del vino dei Castelli chiamato Romanella avevamo già avuto occasione di parlarne in questo mio blog :http://enoteca-sommelier.blogspot.com/2008/09/romanella-ma-cos-un-vino-dei-castelli.html

Di romanella ne abbiamo di tutti i colori........., bianca, rossa....... ma più spesso rosata o,a volte purtroppo, di colore indefinito che nel bicchiere si presenta un pò torbida e con toni poco accattivanti di solito si presenta una leggera fermentazione una volta versata nel bicchiere, ovviamente sconsigliamo in questo caso qualsiasi sorseggiamento!

In questi ultimi tempi la Romanella è tornata ad avere gli onori della cronaca……

… Infatti il Commissario ARSIAL Erder Mazzocchi ha promesso che la Romanella avrà la sua D.o.c. In proposito alcuni eno-blog ne hanno già parlato… Vi invito a leggere come esempio:

http://percorsidivino.blogspot.com/2011/04/la-romanella-sara-lo-spumante-della-doc.html

Personalmente sono stato interpellato da una giornalista del sito enogastronomico www.cateringnews.it. Desidero rendervi partecipi dello scambio di corrispondenza sull’argomento “Romanella” che tanto interessa i visitatori del mio blog , in proposito la sig.ra Maurizia Martelli mi ha scritto:

= Le scrivo per chiederle un parere sulla doc che è stata recentemente assegnata al Lazio per la tipologia Roma, comprendente anche la Romanella, tipologia di spumante della Roma Doc. A tale proposito ho letto alcune polemiche a commento della dichiarazione di Erder Mazzocchi, commissario straordinario dell'Arsial, il quale dice:

"Particolarmente rilevante il consenso ottenuto sulla nuova tipologia spumante della Roma Doc, la Romanella, che recupera la grande tradizione dell’enologia castellana caduta in disgrazia in questi ultimi anni, e che noi, insieme ai produttori, abbiamo voluto recuperare dall’anonimato, restituendogli una dignità in termini legislativi, per riportare questo nobile spumante ai fasti di una volta. Uno spumante che saprà coniugare territorialità con i vitigni autoctoni, eccellenza qualitativa con basse rese per ettaro, ma anche un ottimo rapporto qualità/prezzo, proponendosi come variante spumante per una larga base di produzione enologica provinciale”. Ho letto il suo articolo sulla Romanella sul sito dal quale mi sembra di capire la qualità di questo vino non sia proprio tale da meritare una Doc. A meno che, come dice Mazzocchi, per questa tipologia non vi sia davvero una tradizione che l'’enologia castellana ha smarrito nel tempo...Che cosa ne pensa? Se mi risponde e mi allega una sua foto, avrò il piacere di pubblicare le sue dichiarazioni sul nostro sito. Grazie Maurizia Martelli giornalista =

Ed io rispondo:

Gentilissima sig.ra Maurizia, come avrà letto nel mio blog la mia posizione è piuttosto critica sul “vino frizzante” denominato “Romanella” vinificato nei Castelli Romani, conosco molto bene il prodotto avendo vissuto a Roma per oltre 40 anni. Per questo, in risposta al suo quesito, Le confermo innanzi tutto ogni considerazione già espressa nel blog, per quanto riguarda la proposta espressa dal Commissario dell’ARSIAL in merito alla nuova D.O.C. Roma, se questa proposta tende a creare una nicchia di vini di qualità del Lazio non può essere che accolta positivamente. Il sig. Mazzocchi probabilmente desidera utilizzare il ”nome storico” Romanella assai famoso a Roma e provincia per realizzare un nuovo prodotto (spero) visto che parla di spumante (e non vino frizzante) e spero conosco la differenza tra spumante e vino frizzante, infatti l’attuale Romanella non è uno spumante e poi intende istituire una D.o.c. ed attualmente non esiste una doc in tal senso, quindi si tratta di regolamentare la produzione con un disciplinare e tutto ciò che ne consegue…… Personalmente voglio credere alla buona fede e professionalità in materia del sig Mazzocchi perché non posso credere che tutti i produttori attuali della Romanella potranno beneficiare di tale denominazione……………….. sarebbe una pazzia e un suicidio e non riesco a pensare cosa dovrebbe prevedere un disciplinare per rendere a norma di legge le metodologie oggi utilizzate per realizzare questa bevanda a base di vino…..! Anche se questo non sarebbe il primo caso che la politica mette le mani sui disciplinari di produzione per un motivo o per un altro ……vedi ultimo disciplinare sul Prosecco ora Glera d.o.c . che allarga la produzione estendendo la zona Prosecco a mezzo Veneto! Ma torniamo alla Romanella attualmente commercializzata, in realtà non si sa di preciso cosa sia……………………. ogni produttore e imbottigliatore si sbizzarrisce a suo piacimento sia nel caso della materia prima utilizzata sia dei mezzi mediante il quale viene realizzato il vino con aggiunta o meno di sostanze varie e insufflando o meno anidride carbonica…………….. In sintesi desidero credere alla buona fede del Commissario Arsial quando parla di nuova denominazione e quindi la nascita di un disciplinare (si spera serio) per cui solo quei vini che saranno realizzati in ossequio al disciplinare potranno fregiarsi della D.o.c. gli altri non meglio identificati potranno continuare ad esistere per far venire il mal di stomaco agli estimatori consumatori. Come cronaca ricordo che spesso le Romanelle vendute nei Castelli Romani non hanno nemmeno una etichetta! In sfregio a tutte le regole commerciali in materia! E qui mi riferisco in particolar modo alla mescita in fraschette e osterie varie dove il prodotto è assimilabile al vino sfuso pur se venduto in bottiglie con gabbiette. Infine –per spezzare una lancia a favore del nome “Romanella” desidero solo ricordare che negli anni 60 o giù di lì la Romanella dei Castelli Romani era un’altra cosa rispetto ad oggi, era un vino frutto di uve bianche e rosse locali che andava bevuto giovanissimo (praticamente era un vino nuovo), la sua genuinità era garantita dai singoli vignaioli che lo commercializzavano personalmente a partire da inizio primavera quando nelle stesse bottiglie o cisterne grazie ai primi caldi si avviava spontaneamente una leggera rifermentazione che rendeva il vino di piacevole beva e leggermente frizzantino, era un prodotto artigianale (il vino del contadino) che copriva un mercato territorialmente abbastanza circoscritto nella provincia a sud di Roma ed era proposto con successo nelle osterie Romane e Fraschette dei Castelli

(gli stessi piccoli produttori agricoli che mettevano a disposizione spazi e proponevano insieme al vino insaccati e formaggi e i clienti erano autorizzati a portarsi da casa i primi piatti di pasta o altre pietanze fatte in casa), tali Fraschette richiamo dei romani per le gite domenicali delle prime belle giornate di primavera non esistono più, purtroppo! E penso proprio che un ritorno alle glorie passate non sia più possibile –anche costituendo una D.o.c. - perché il mondo è cambiato specialmente nei propri valori!

Testo visibile: http://www.cateringnews.it/prodotti-novita/roma-doc-polemiche-romanella/#more-4687

Quanto sopra non ha bisogno di ulteriori commenti…………………….. alla prossima!

lunedì 2 maggio 2011

Sagra del Pecorino e dei Prodotti tipici della Tuscia Viterbese, a Nepi il 7 e 8 Maggio 2011


Nepi ridente Comune della Tuscia in provincia di Viterbo facilmente raggiungibile da Roma (circa 35 Km dal GRA) che gode di tante pregiate peculiarità grazie alla natura circostante e alle bellezze storiche e architettoniche che lo circondano, la genuinità e semplicità dei prodotti enogastronomici e, per finire, alla tranquillità e laboriosità dei residenti di cui io stesso mi fregio di far parte da alcuni anni. Veniamo al punto, come ogni anno i primi del mese di Maggio e precisamente

sabato 7 e domenica 8 Maggio 2011, si svolgerà a Nepi la Sagra del pecorino romano e dei prodotti tipici della Tuscia. Per l’occasione in Piazza del Comune verranno allestiti tanti stands con i prodotti enogastronomici della Tuscia Viterbese (in particolare formaggi dei caseifici di zona, dolciumi alle nocciole,

salumi tra cui il famoso salame cotto Nepesino,frutta e verdura della zona e tante altre prelibatezze artigianali), sono previste ovviamente degustazioni gratuite dei prodotti

esposti. La Pro Loco offre a tutti i visitatori fave, pecorino, assaggi d’abbacchio e pizzelle fritte!

Anche quest’anno L’EnotecaNepesina – che si fregia del Marchio TUSCIA VITERBESE - parteciperà con il suo stand proponendo

una selezione di prodotti della Tuscia di assoluta provenienza artigianale di particolare qualità vini, olio, salse vegetali, cioccolato ed altre leccornie prodotte in zona. Presenterò in degustazione una nuova Birra Artigianale della Tuscia, Dalhia del Birrificio TURAN http://www.birraturan.com/ di Montefiascone 3° Classificata al Concorso internazionale della Birra Artigianale 2011 http://www.tusciaweb.it/notizie/2011/aprile/26_41regione.htm birra delicata, fresca e a basso grado alcolico. Per quanto riguarda i vini della Tuscia, il Sommelier dell’Enoteca ha operato una selezione proponendo le etichette dei seguenti produttori: Le Lase http://www.lelase.com/index.html - Sergio Mottura http://www.motturasergio.it/international/wines.html - Tenuta Sant’Isidoro http://www.santisidoro.net/home.htm - Trappolini http://www.trappolini.com/ - Tre Botti http://www.trebotti.it/vini.html - Villa Chiarini Wulf http://www.villachiariniwulf.it/storia.html .

La manifestazione include performances di alcune bande musicali di comuni del Lazio e della Toscana,

in particolare domenica 8 Maggio la Fanfara dei Bersaglieri presenterà il suo repertorio di musica classica e bandistica. Durante la manifestazione verrà allestita in piazza della Bottata (appena sotto la piazza del comune, una Mostra di Attrezzature Agricole Antiche. Chiamando il numero della Pro-Loco (Via Giacomo Matteotti ,40 tel. 0761 559068

http://www.proloconepi.it/ ) potrete avere maggiori dettagli sull’evento e si potranno prenotare visite guidate ai principali monumenti presenti sul territorio di Nepi: Catacombe di S. Sivinilla, Via Amerina, Rocca dei Borgia e Fortificazioni Farnesiane,

Duomo dell'Assunta, San Rocco, San Tolomeo, Museo Civico. A questo punto che dire, spero che la giornata sia ottima sotto il profilo meteorologico e quindi auspico una grande affluenza per un week-end divertente e gastronomicamente sfizioso!