Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione della qualità e prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile. A sinistra cliccando su ENOTECA ON LINE aprirete una finestra che vi consentirà di leggere le offerte e le condizioni per acquistare alcune etichette appositamente selezionate per voi. Più in basso sotto la voce Selezione vini dell'Enoteca troverete le schede e i commenti di alcuni vini molto interessanti.Buona lettura.

mercoledì 29 giugno 2011

Tutto quello che avreste voluto sapere su alcune definizioni riguardanti il vino e che non avete ancora chiarito

Cari amici penso che potrebbe essere per voi utile conoscere meglio alcuni termini abbastanza usati, che riguardano il vino e le sue caratteristiche organolettiche. Per questo motivo ho pensato di proporvi a puntate un:

Mini Vocabolario su alcuni termini più diffusi sul vino

Questo è il primo post sull’argomento e tratteremo alcuni termini che iniziano con la lettera A

Acescente: (acetoso, spunto acetico, acidulo, acre): di un vino attaccato dall’acescenza e che denota quindi al naso e in bocca sentore di aceto(pungente al naso, aspro e bruciante in bocca). Tale caratteristica è dovuta principalmente alla presenza di acetato di etile che è presente nei vini in piccole quantità ma assume proporzioni elevate nei vini alterati. Attacca principalmente vini nati da uve scarsamente mature, sono vini deboli, mal gestiti ad elevata acidità e bassa gradazione, esposti malamente all’aria.

Acidità: caratteristica assunta dai vini e dai mosti grazie agli acidi liberi. E’ elemento importante per l’equilibrio di un vino sia bianco che rosso. In giusta misura l’acidità vivacizza il colore e la conservazione, dona freschezza e sapore. La mancanza di acidità rende un vino piatto e molle, senza alcuna tipicità.

Affinamento: periodo di tempo durante il quale il vino acquista, attraverso mutazioni naturali, le sue qualità più distintive. Avviene quasi sempre in bottiglia riposta orizzontalmente in luoghi idonei, non bisogna confondere l’affinamento con la maturazione, elevazione, invecchiamento che – normalmente - si riferiscono invece al periodo di tempo precedente durante il quale il vino sosta in acciaio o più lungamente in botti di legno o altri recipienti (anche per diversi anni). Queste procedure sono riservate a vini di particolare qualità. Pensate ai grandi Champagne che si affinano in bottiglia anche per decine d’anni (la famosa maturazione sui lieviti) e i grandi Brunello e Barolo che maturano in legno diversi anni prima di affrontare un successivo affinamento in bottiglia.

Alcol: definizione all’apparenza semplice ma che nasconde alcuni concetti fondamentali per capire la trasformazione del “succo d’uva” il vino. L’alcol è un composto organico prodotto dalla fermentazione alcolica dei liquidi zuccherini ad opera dei lieviti. Nel vino il più importante per quantità e apporto è l’alcol etilico. Premesso che l’aggiunta di alcol ai mosti o ai vini è vietata dalla legge salvo che per i così detti vini speciali, a seconda della quantità di trasformazione degli zuccheri contenuti nel vino in alcol avremo come risultato vini più o meno morbidi, abboccati dolci e in proporzione si ridurrà la quantità di alcol del vino. A parità di zuccheri avremo un vino secco e di buona gradazione se trasformiamo tutti gli zuccheri in alcol, morbido o abboccato se lasceremo un residuo zuccherino (ad esempio fino a 30mg litro) e dolce se questo residuo sarà di entità più sostanziosa. Come esempio facilmente comprensibile a tutti avremo - per gli spumanti -rispettivamente il tipo Brut (secco), demi-sec, dolce a seconda della quantità di zuccheri residui.

Appassimento: è noto che l’appassimento è un fenomeno a carico dell’acino dell’uva determinato dal progressivo raggrinzimento dell’acino a causa dell’evaporazione dell’acqua in essa contenuta; provoca l’arricchimento zuccherino delle uve e la maggiore persistenza gusto olfattiva del frutto. Si possono svolgere appassimenti naturali in pianta sfruttando le condizioni ambientali naturali effettuando una raccolta tardiva delle uve o grazie all’azione della muffa nobile, l’appassimento artificiale avviene in locali appositamente adattati per l’appassimento delle uve poste su graticci o cassette a temperatura e umidità controllata per alcuni mesi, la conseguenza e quella di ottenere vini di grande struttura tipo Amarone, Sforzato o vini muffati di vendemmia tardiva o passiti naturali. Purtroppo non tutti i vini così detti passiti sono frutto di sovramaturazione dell’uva, spesso, per contenere i costi alcuni “produttori di massa” aggiustano la vinificazione con mosti e varie sostanze per alzare il grado zuccherino e il corpo del vino per cui deve essere posta molta attenzione prima dell’acquisto di tali vini.

Aranciato: Vino che ha colore o trasparenza simile all’arancia, trattasi di una caratteristica cromatica del vino identificate dalla tonalità e intensità. Un vino che nel bicchiere si presenta di colore rosso aranciato più o meno paragonabile a quella dei mattoni con riflessi che vanno dal bruno tendente all’aranciato verso l’unghia può essere indice positivo che negativo. Nel primo caso se la colorazione è intensa ed il vino è consistente saremo in presenza di un vino rosso di grande struttura lungamente invecchiato nel quale la morbidezza prevale rispetto all’acidità e tannicità in un contesto di perfetto equilibrio, nel secondo caso se verifichiamo una colorazione tendente all’aranciato ma il nostro vino non è limpido e nel bicchiere è fluido e scivola via quasi come l’acqua, saremo in presenza di un vino vecchio che andava bevuto prima e tale colorazione indica una maturazione del prodotto oltre il limite, una ossidazione in corso o un avanzato stato di degradazione. Questo può avvenire sia nei confronti di vini che andavano consumati giovani sia in grandi vini che sono stati mal conservati o che hanno superato la soglia del tempo che li rendeva ancora bevibili (un indice può essere anche quello di verificare quanto spazio vuote esiste nel collo della bottiglia tra il liquido e il tappo).

Archetti: brevi archi oleosi che si formano sui lati del bicchiere (a tulipano) dopo aver fatto ruotare il vino al suo interno. Gli archi saranno fitti e persistenti se il vino è ricco di alcol, la scarsa o inesistenza di archetti denuncia un vino debole e di scarso corpo.

Aroma:è un aspetto gradevole del vino che si sprigiona spontaneamente a contatto con l’aria, esso dipende dalla tipologia del vitigno/i di cui è composto il vino (aromi primari), dalle condizioni di fermentazione, vinificazione e maturazione (aromi secondari), dall’età e dalle modalità di conservazione del vino stesso (aromi terziari). Ovviamente la linea di

sviluppo degli aromi è influenzata in tutte le sue fasi dal vitigno/i da cui ha origine il vino.

Autoctono: in Italia esistono più di 1000 vitigni autoctoni, cioè vitigni che da almeno 100 anni hanno la loro origine nel territorio dove hanno trovato il loro habitat ideale

che vengono a tutt’oggi coltivati tradizionalmente. In Italia sono iscritti al registro nazionale delle varietà di vite oltre 350 vitigni. Il vitigno autoctono maggiormente coltivato in Italia è il Sangiovese con il 12% alla produzione totale, a seguire il Catarratto Bianco Siciliano, Trebbiano Toscano, Montepulciano e Barbera;

lunedì 20 giugno 2011

Le grandi dimensioni di una bottiglia di vino: Magnum, Jéroboam, Mathusalem……….


I formati di una bottiglia sono diversi ed esiste anche una terminologia leggermente diversa tra vini
spumanti e vini fermi. Le definizioni attualmente in uso sono:

Volume della bottiglia

Vini Fermi


Vini Spumanti

0,187 Lt (¼ bottiglia)

quarto o split

quarto o split

0,375 Lt (½ bottiglia)

mezza o demi

mezza o demi

0,75 Lt (1 bottiglia)

normale


normale

1,5 Lt (2 bottiglie)

magnum

magnum

2,25 Lt (3 bottiglie)

Marie-Jeanne

--

3 Lt (4 bottiglie)

doppio magnum


Jéroboam

5 Lt

Jéroboam

--

6 Lt (8 bottiglie)

Impériale

Mathusalem

9 Lt (12 bottiglie)

--

Salmanazar

12 Lt (16 bottiglie)

--

Balthazar

15 Lt (20 bottiglie)

--


Nabuchodonosor


Le bottiglie di grandi formati non sono di uso comune, se ne conosce l’utilità solo per le ricorrenze e per dare una valenza estetica nel momento in cui se ne fa uso. In realtà l’uso di formati maggiori ai 75cl è giustificato anche da motivi diciamo tecnici. In ogni caso il formato grande più noto e quello Magnum pari a due bottiglie da75cl (1,5 Lt). Visto che personalmente sono un amante delle bottiglie di grande formato,

mi piace ricordare che la dimensione della bottiglie influisce in larga parte sulla conservabilità e sullo sviluppo dei processi di affinamento del vino. Nelle bottiglie di dimensioni piccole, come per esempio la mezza bottiglia o il quarto, il vino matura più in fretta ed è quindi poco adatta per l'affinamento. La ragione di questa accelerata maturazione è dovuta dalla maggiore quantità di ossigeno in rapporto al vino all'interno della bottiglia, e pertanto il processo di ossidazione si svolgerà più rapidamente. La condizione è invece più favorevole con l'aumentare della capacità della bottiglia in quanto la quantità di ossigeno sarà minore se rapportata alla quantità di vino. Per questa ragione il vino nelle bottiglie di grande formato matura più lentamente e consente un migliore sviluppo delle qualità organolettiche del vino. Un altro fattore determinante per la conservazione del vino nella bottiglie è il cosiddetto `livello di riempimento” cioè il livello raggiunto dal vino all'interno della bottiglia. Minore sarà il livello di riempimento e maggiore sarà lo spazio destinato all'ossigeno con la conseguenza di accelerare i processi ossidativi. Il livello di riempimento può variare durante l'affinamento del vino in bottiglia a causa di cambiamenti repentini di temperatura che producono espansioni del vino e che lo forzano ad uscire dalla bottiglia aumentando, per contro, lo spazio libero che verrà occupato dall'ossigeno. Controllare il livello
di riempimento delle bottiglie è sempre una buona abitudine quando si acquista vino: è buona norma diffidare di quelle bottiglie, soprattutto se si tratta di vini affinati per lungo tempo, che presentano livelli di riempimento bassi. Le bottiglie di grande formato in ogni caso hanno un rapporto minore tra spazio vuoto (dovuto al mancato riempimento) e quantità di liquido e quindi anche questo è un altro fattore a vantaggio della conservabilità del vino nei contenitori di grande formato. Altro fattore a vantaggio dei grandi formati e lo spessore e colore scuro del vetro della bottiglia che deve essere proporzionale al quantitativo contenuto, infatti altro fattore che consente una buona conservazione del vino è la protezione dalla luce. Il colore della bottiglia rappresenta quindi un fattore di estrema importanza che consente di prolungare la vita di un vino nel corso del tempo. Bottiglie di vetro con colori più o meno scuri offrono infatti una buona protezione all'azione della luce e ne prevengono, in buona parte, i negativi effetti che questa esercita nel vino. Tutto questi aspetti combinati insieme premiano le bottiglie di grande formato, ovviamente la scelta del formato deve essere soppesata con il numero delle persone che sarà destinato a degustare……….. “last but not least” è che i produttori utilizzano i grandi formati solo per i vini migliori e tante volte solo per le annate migliori (i super big formati); ergo regalatevi delle MAGNUM se potete!

domenica 12 giugno 2011

Le sensazioni gustative: impariamo a gestire la nostra lingua

Versiamo la nostra bevanda nel bicchiere e alziamo il calice in controluce, valutiamo la trasparenza, la brillantezza l’assenza di impurità; avviciniamo il calice al naso e inspiriamo con delicatezza dopo aver roteato lentamente il bicchiere. Ora ci concentriamo sui profumi cercando di delineare prima le eventuali impurità olfattive e poi i sentori naturali e indotti nel vino durante la sua maturazione. A questo punto non ci resta che portare alle labbra il nostro bicchiere immaginando già quali saranno le sensazioni gustative che accompagneranno il nostro sorso e la breve permanenza del vino in bocca, infatti le note olfattive e la breve indagine visiva già ci permette di esprimere una prima valutazione sulla fase più importante costituita dall’assaggio. In bocca la nostra lingua, tramite le papille gus
tative, ci dirà di che cosa stiamo parlando. Bene, concentriamoci per un attimo sui diversi punti della lingua e “ascoltiamo” le sensazioni che ci suggeriscono le papille a contatto con il vino, conoscendo quali sono i punti più sensibili e per quali specifiche sensazioni …………. Questo approccio fatto con cognizione e con un approccio tecnico minimo ci consentirà di valutare in modo del tutto nuovo l’assaggio che fino ad oggi avevamo svolto in modo automatico e distrattamente senza prestare la minima attenzione al nostro gesto e alle attività delle nostre papille gustative………. Questa maggiore attenz
ione e migliore sensibilità a seguire i nostri gesti ci porterà a valutare più approfonditamente il piacere o il dispiacere di una bevuta consapevole. Basta poco per allargare il nostro spettro di giudizio e per esprimere le nostre sensazioni gustative in un ottica completamente diversa…….. provateci e poi fatemi sapere…….

martedì 7 giugno 2011

Esito del nostro test sul vino rosso che piace di più

Ebbene, come volevasi dimostrare ha vinto il Sassicaia che indubbiamente è un grande vino (ma non per tutte le annate), questo mi fa capire che i visitatori del mio blog sono abbastanza informati sui prodotti più blasonati . Mi domando però quanti di questi amici che hanno dato la preferenza al Sassicaia hanno avuto modo di degustare questo vino almeno un paio di volte per due annate diverse…………… Penso cari amici che – in effetti - per questi giudizi gioca molto la pubblicità, in ogni caso sono molto soddisfatto

dell’esito del referendum che ha portato ai primi posti vini degni veramente di questo nome. Ecco i vini che hanno conquistato almeno il 4% dei voti:

  1. Sassicaia – Tenuta San Guido 14%
  2. Brunello di Montalcino – Biondi Santi 8%
  3. Barolo – Bruno Giacosa 7%
  4. Amarone – Dal Forno 7%
  5. Ornellaia – Tenuta dell’Ornellaia 5%
  6. Cannonau Santadi 5%
  7. Taurasi - Mastroberardino 5%
  8. Brunello di Montalcino - Castello Banfi 5%

Alcune votazioni per me immeritate sono andate al Brunello di Banfi che è veramente scadente, ha rimediato ben il 5% dei voti! Potenza della Pubblicità! E non è l’unico! Diversamente sono rimasto deluso per i risultati sul Solaia, Messorio, Paleo,mi aspettavo qualcosa di più! Al Montiano della Falesco, nessun voto……… sinceramente non mi aspettavo questo risultato dato che nel Lazio è abbastanza famosetto, comunque non è un vino che mi piace. Tutte le altre etichette - secondo i gusti - possono avere una giustificazione di eleggibilità perché esprimono una tipologia che risponde a determinate tipicità che possono attirare i consumatori che hanno anche una certa dimestichezza nel discernere le qualità di un vino. Per completare il resto della classifica:

  • 9- Amarone Case Vecie – Brigaldara 4%
  • 10 -Le Pergole Torte – Montevertine 4%
  • 11 -Lagrein - Terlano 4%
  • 12 -Merlot – Planeta 4%
  • 13 -Tignanello – Antinori 4%
  • 14 -Pinot Nero – Gottardi 3%
  • 15 -Terra di lavoro –Galardi 3%
  • 16 -Aglianico del Vulture – Cantine del Notaio 2%
  • 17 -Sorì Tardin – Gaja 2%
  • 18 -Paleo – Le Macchiole 2%
  • 19 -Guado Al Tasso – Antinori 1%
  • 20 -Rosso Conero – Conte Leopardi Dettajutti 1%
  • 21 -Amativo –Cantele 1 voto 0%
  • 22 -Solaia – Antinori 1 voto 0%
  • 23 -Messorio – Le Macchiole 1 voto 0%
  • 24 -Montiano – Falesco 0%

Ci leggiamo al prossimo test!