Desidero tornare sull’argomento relativo all’apertura di una Enoteca dato che continuo a ricevere molte richieste di informazioni e quesiti di ogni genere da parte di "potenziali" Enotecari che seguono il mio blog.
Iniziare oggi un’attività commerciale è piuttosto aleatorio, indirizzare questa attività nell’enogastronomia comporta come primo impatto il confronto con le catene di super ed ipermercati spuntati come funghi negli ultimi anni. Ma quale attività commerciale non comporta rischi? Se escludiamo l’ipotesi di rilevare un enoteca già operante in quanto le considerazioni sarebbero molto diverse, io direi che - per aprire una Enoteca come nuova attività - dovremmo preliminarmente valutare bene alcuni aspetti quali:
Iniziare oggi un’attività commerciale è piuttosto aleatorio, indirizzare questa attività nell’enogastronomia comporta come primo impatto il confronto con le catene di super ed ipermercati spuntati come funghi negli ultimi anni. Ma quale attività commerciale non comporta rischi? Se escludiamo l’ipotesi di rilevare un enoteca già operante in quanto le considerazioni sarebbero molto diverse, io direi che - per aprire una Enoteca come nuova attività - dovremmo preliminarmente valutare bene alcuni aspetti quali:
- · essere certi di disporre di una professionalità adeguata perché la professione di Enotecario, come tante altre attività del mondo gastronomico, non si improvvisa. Bisogna essere sempre pronti a far fronte alle richieste e curiosità della clientela, proporre sempre i vini più adatti alle circostanze ed essere in grado di dare tutte le delucidazioni sul prodotto
- · studiare il contesto sociale e abitativo nel quale dovremmo aprire l’Enoteca. Vale a dire se l’ubicazione è in un comprensorio viticolo storicamente vocato o meno, se si tratta di un’area turistica, se l’Enoteca sarà aperta in un piccolo paese, cittadina o metropoli. Per le grandi realtà è fondamentale il posizionamento della zona all'interno del comprensorio urbano, la visibilità del locale e la tipologia della zona (residenziale, commerciale, turistica, svago…..)
- · ubicazione corretta dell’esercizio rispetto alla concorrenza e alla densità abitativa della zona
- · scelta del locale in quanto tale cioè se adatto alla sola vendita o anche alla somministrazione (da realizzare magari in un secondo tempo), se dispone di una adeguata cantina o deposito atto a mantenere i vini per una buona conservazione
- · valutare bene l’entità dell’investimento iniziale necessario, costituito essenzialmente da tre voci : acquisto o affitto immobile, messa in esercizio dello stesso, acquisto merci
- · fare un piano dei costi fissi mensili di gestione e personale, valutare il fatturato minimo necessario per coprire i costi fissi
- · trattandosi di una nuova enoteca avremo tempi di avviamento abbastanza lunghi per arrivare a regime considerata la situazione economica attuale (oggi, in considerazione della bassa propensione al consumo dei cittadini direi mediamente almeno 3 anni) necessari per ammortizzare l’investimento e conseguire una redditività adeguata, ovviamente tali tempi variano notevolmente in base all’impegno economico e alla scelta più o meno corretta in termini di ubicazione. Le variabili sono tante per cui è impossibile generalizzare ed occorrerebbe studiare le potenzialità caso per caso
- · opportunità o meno di svolgere attività di somministrazione, dipende dalla tipologia del locale e autorizzazioni necessarie (ASL , Comune e proprietà dell’immobile se lo stesso non è già attrezzato)
- · valutare l’impegno in termini di risorse umane
- · selezionare prodotti di qualità non presenti in G.D.O., puntare prioritariamente su prodotti di nicchia salvo alcuni generi o etichette più richieste ma comunque di produttori selezionati (privilegiare – quando possibile - il rapporto diretto con i produttori)
- · tenere in considerazione i gusti e gli interessi secondo la tipologia dei clienti e gradualmente tarare l'offerta dei prodotti
- · dopo un primo periodo di operatività studiare una pubblicità sistematica corretta (giornali, radio, volantini) che non incida significativamente sui costi. A parte la segnalazione su piazza indirizzata alla potenziale clientela cirac l'apertura ed esistenza di una nuova Enoteca non considero opportuno – salvo eccezioni - investire inizialmente in costose campagne pubblicitarie fintanto che non si ha un’idea dell’operatività del locale al fine di indirizzare al meglio la metodologia e i messaggi pubblicitari,un aiuto da parte di qualche tecnico per avere suggerimenti obiettivi non sarebbe sbagliato perchè spesso noi siamo influenzati dall nostre valutazioni personali che non è detto che rispondano alle istante dei potenziali consumatori
Marco








