Descriviamo e commentiamo ciò che beviamo – giudichiamo l’onesta valutazione della qualità e prezzo del vino che acquistiamo - scegliamo il corretto abbinamento con le pietanze - proponiamo ricette e argomenti di carattere enogastronomico in modo semplice e comprensibile. A sinistra cliccando su ENOTECA ON LINE aprirete una finestra che vi consentirà di leggere le offerte e le condizioni per acquistare alcune etichette appositamente selezionate per voi. Più in basso sotto la voce Selezione vini dell'Enoteca troverete le schede e i commenti di alcuni vini molto interessanti.Buona lettura.

giovedì 29 dicembre 2011

Spumante Metodo Classico, Champagne, Metodo Charmat, Prosecchi quali le differenze di produzione?

Amici miei, si avvicinano giorni di festa è tempo di Spumanti e Champagne!
Prima di tutto è bene sapere che i vini frizzanti e quindi spumanti possono essere a fermentazione naturale o artificiale. La differenza è sostanziale perché è chiaro che, nel caso di frizzanti artificiali, si ottiene la spumantizzazione propinando anidride carbonica nel vino in autoclavi regolati a temperature molto basse che favoriscono la solubilizzazione dell’anidride carbonica, successivamente, dopo breve periodo di stabilizzazione, si procede all’imbottigliamento isobarico. La conseguenza è che se parliamo di vini spumantizzati artificialmente siamo di fronte a prodotti di qualità scadente oltre ad essere insignificanti da un punto di vista organolettico (per non parlare di eventuali fastidi gastroenterici!). A volte ci troviamo di fronte a bottiglie di così detti spumanti dove non solo sono stati addizionati con anidride carbonica ma anche il vino base è un prodotto di scarto e vengono messi in vendita anche sotto i due euro per bottiglia! Tengo a precisare che nella mia Enoteca, ovviamente, non è presente questa tipologia di vino.
Le norme CEE così definiscono lo spumante naturale (paragrafo 13 dell'allegato II del Regolamento 337/79):
" il prodotto ottenuto dalla prima o dalla seconda fermentazione alcolica di uve fresche, di mosto, di vino da tavola o di vino di qualità prodotto in regioni determinate, caratterizzato alla stappatura del recipiente da uno sviluppo di anidride carbonica - CO2 - , proveniente esclusivamente dalla fermentazione e che, conservato alla temperatura di 20° C in recipienti chiusi, presenta una sovrapressione non inferiore alle 3 bar. e una gradazione alcolica minima effettiva al consumo di 9,5° ".
Venendo alle differenze per quanto riguarda gli spumanti VERI cioè, per intenderci, quelli a fermentazione naturale, avremo:
Champagne : ne abbiamo già diffusamente parlati nei post del 24 e 27 Sett. e 1° Ott. 2008. Vorrei solo aggiungere che in Francia tutti gli spumanti non prodotti nella zona dello Champagne, si chiamano Cremant, la metodologia di produzione è comunque la stessa, possono cambiare i vitign
i.
Spumanti Metodo Classico: Una volta chiamati metodo “Champenois” sono in particolare i Franciacorta e i Talento, ora la denominazione è esclusiva degli Champagne. La procedura per la realizzazione di tali spumanti è fondamentalmente la stessa degli Champenois salvo alcune restrizioni previste dalla legge Italiana per esempio in merito agli zuccheri di addizione del “liqueur d’expedition” prima di porre il tappo definitivo sulle bottiglie. I vitigni utilizzati sono prioritariamente Chardonnay e Pinot nero (vinificato in bianco) o Pinot bianco.
Metodo Charmat (o metodo Martinotti) : avviene in autoclave dove viene inserito il vino base ed i lieviti per avviare la rifermentazione. Successivamente avviene il travaso isobarico (a basse temperature controllate per evitare perdite di anidride carbonica) che serve a liberare il vino dalle fecce con il travaso in una seconda autoclave. Infine in sequenza si procede alla refrigerazione, chiarificazione, filtrazione o centrifugazione per ottenere il giusto grado di limpidezza, segue ulteriore travaso isobarico con imbottigliamento a basse temperature e tappatur
a delle bottiglie. Per finire breve periodo di riposo prima della commercializzazione del prodotto. Tra questi Spumanti annoveriamo la categoria dei Prosecchi, Cartizze, Moscato (aromatico) ecc. In proposito ricordiamo che prosecco essendo vino “giovane” non è indicato per il metodo classico, mentre va bene per lo Charmat.
Metodo Marone-Cinzano: è un mix tra metodo Classico per le prime fasi di spumantizzazione e Charmat per quanto riguarda la vinificazione in autoclave termo controllata, in pratica è poco usato perché i tempi sono più lunghi del metodo Charmat ed il risultato è nettamente inferiore a quello del metodo Classico.
Desidero infine ricordare che lo Spumante viene valutato più o meno come tutti i vini salvo porre più attenzione ad alcuni aspetti “estetici” oltre che olfattivi e gustativi, sinteticamente diremo che un buon spumante:
- Alla vista deve essere brillante, nel colore, per lo C
harmat il colore è tenue, nel metodo classico i tempi lunghi di affinamento portano un arricchimento del colore per cui si ritiene valido il colore giallo paglierino carico (notate la differenza nelle foto).
- Le bollicine o spuma: quando si versa il vino si forma la spuma che deve scomparire dopo un certo periodo di tempo, ottimale sono 8-10 secondi (non deve persistere troppo come nella birra che è ricca di colloidi). Versando il vino si formano bollicine di varia grandezza per 1-2 minuti; il diametro ottimale si ha dopo 2-4 minuti, non toccando il flute con le mani il che fa aumentare la temperatura e quindi il diametro delle bollicine. Inizialmente le bollicine sono piccole e crescono gradualmente risalendo alla superficie raggiungendo un diametro doppio di quello iniziale. Un ottimo spumante deve avere una colonna di bollicine molto fini e persistenti che nascono al centro alla base della flute e salgono in superficie. E’ importante che lo spumante spumi anche dopo tempi lunghi, per cui il vino, sotto agitazione, dopo alcune ore deve manifestare nuova spuma. Ciò vuol dire che lo spumante ha molta CO2, è stato fatto bene e mantiene nel tempo l'equilibrio organolettico.
- Olfatto: molto semplicemente lo spumante Charmat evidenzia sentori varietali e note di giovinezza, mentre il metodo classico evidenzia profumi maturi dovuti al metodo di maturazione sui lieviti (uno buono per almeno 36 mesi) . Il gusto dipende da tanti fattori a partire dai vitigni utilizzati, il tempo di rifermentazione ed eventuale affinamento sui lieviti, i lieviti utilizzati e liqueur de tirage e d’expedition ecc.

- Importante inoltre trovare la data di sboccatura che ci trasmette il dato reale della messa sul mercato, il consumo deve avvenire al massimo entro tre/quattro anni dalla sboccatura sempreché la bottiglia sia stata ben conservata.
Per finire ricordo che la sigla V.S.Q.P.R.D. vale per Vino Spumante di Qualità Prodotto in Regione Determinata da cui si presuppone l’utilizzo di vini a denominazione D.o.c. diversamente per i semplici V.S.Q. (I.g.t. o V.d.t.). Può essere un altro indizio sulla qualità di quello che beviamo…….. ma non è detto!
A presto, il vostro Sommelier Marco

lunedì 26 dicembre 2011

Bucatini con alici: una ricetta di "Heinz Beck"

Presentiamo una ricetta del famoso chef Hinz Beck del ristorante la Pergola dell'Hotel Cavalieri Hilton di Roma. pubblicata sul libro "Pasta" edito da Biblioteca Culinaria di Lodi.
Ingredienti per 4 persone:
320 gr di bucatini
600 gr di finocchi
200 gr di alici fresche
150 gr di pomodorini pachino
350 ml di vino bianco (lo stesso che abbiniamo al piatto)
4 spicchi d'aglio, 2 rametti di prezzemolo, mezza carota,mezza cipolla,una costa di sedano, mezza foglia di alloro, mezzo scalogno, pepe in grani, uva passa, pinoli, un bicchierino di passito di Pantelleria, mollica di pane, zafferano, olio extra vergine di oliva, sale, pepe.
Preparazione:
Sfilettare le alici tenendo da parte le lische,marinarle con qualche cucchiaio di olio emulsionato con vino bianco, uno spicchio d'aglio a pezzettini e del prezzemolo.
In una padella saltare l'olio la carota, la cipolla, il sedano e aggiungere lelische delle alici. Bagnare con il vino bianco, lasciare evaporare e coprire di acqua, aggiungere l'alloro, il pepe in grani e due spicchi d'aglio. Portare il tutto ad ebollizione e togliere man mano la schiuma che si formerà, ridurre fino a 250ml, lasciar raffreddare e passare al colino.
Pulire i finocchi tenendo separate le barbe verdi, le foglie esterne e il cuore e tagliare quest'ultimo a dadini. Lessare le foglie esterne in acqua salata e frullarle con l'aggiunta di olio, sale se necessario, passare quindi il purè al setaccio. Pulire le barbe dei finocchi e tagliarle finemente. Far rinvenire l'uvetta nel passito scaldato leggermente e scolarla. Frullare la mollica di pane e tostarla in una padella antiaderente con un filo d'olio e un pizzico di sale.
Tostare i pinoli in una padella ben calda. scottare i pomodorini in acqua bollente, scolarli e raffreddarli subito in acqua e ghiaccio. Spellarli dividerli in quattro e privarli dei semi. riscaldare in una padella due cucchiai di olio con l'ultimo spicchio d'aglio e lo scalogno. Unire i dadini di finocchio, saltarli alcuni istanti, eliminare poi la cipolla e l'aglio, bagnare con il fumetto di alici, aggiungere lo zafferano e terminare la cottura finchè il tutto sarà ridotto a 150 ml. Togliere a questo punto dal fuoco ed aggiungere le barbe dei finocchi, l'uvetta, i pinoli, sale e pepe. Cuocere i bucatini in abbondante acqua e sale, scolarli e mantecare la pasta con la salsa, i pomodorini, un cucchiaio di purè di finocchio e un filo d'olio. Deporre al centro di ogni piatto un pò di purè di finocchi risclaldato, sistemarvi sopra i bucatini e spolverarli con la mollica di pane tostata.
Abbinamento:
Per questo piatto dalla materia prima semplice e dalle sensazioni penetranti e gusto a tendenza dolce ma nell'insieme molto raffinato abbinerei uno Champagne Barnaut Couvée Gran Riserve - Gran Crù : Brut (dosaggio 6gr litro) - Assemblaggio : 2/3 di Pinot nero e 1/3 di Chardonnay di Bouzy. Come tutti gli Champenois della Côte de Noirs si presenta con una “vinosità”, del resto non cercata negli Chardonnay. Uno Champagne veramente duttile che può essere bevuto durante tutta la giornata ma particolarmente indicato a tutto pasto. Ottimo anche come aperitivo con degli stuzzichini mediamente grassi. Ha in sè quell'acidità e struttura giusta per sposarsi magnificamente con questo piatto tutto italiano. Ovviamente questo stesso champagne dovrà essere usato per bagnare gli ingredienti nel corso della preparazione della ricetta. In alternativa scegliere sempre un vino secco e di buon corpo.
Lo champagne Barnaut lo troverete in Enoteca al prezzo di € 32,00
Alla prossima tornata! Un saluto dal vostro Sommelier Marco

venerdì 23 dicembre 2011

I vini dell'Enoteca ottimi per un'idea regalo di Natale


Questi sono alcuni vini consigliati dall'Enoteca Nepesina che, volendo, possono essere acquistati e saranno spediti al vostro domicilio. Cliccando sul nome del vino troverete tutte le informazioni sul prodotto, le note di degustazione e il prezzo con il quale viene commercializzato.
Per procedere all'acquisto potete inviarmi una mail all'indirizzo: enotecanepesina@tiscali.it
Indipendentemente dalle etichette sopra menzionate rispetto alla quali in questo blog abbiamo fatto una breve recensione "gustativa" l'ENOTECANEPESINA dispone di circa 400 etichette con tanti nomi blasonati e non, se vogliamo citari alcuni produttori Blasonati direi: Gaja, Antinori, Frescobaldi, Planeta, Feudi san Gregorio, Jermann, Le Macchiole, Tenuta dell'Ornellaia, Brigaldara.........

venerdì 16 dicembre 2011

Un vino da regalare a Natale

Scegliamo insieme un ottimo vino da regalare per Natale ad un nostro parente o amico che apprezza il buon bere.
Mi orienterei verso i vini più nobili della nostra bella Italia senza spendere troppo per acquistare nomi più blasonati che – a volte - sono più di immagine che di sostanza. I nomi che potrei fare sono tantissimi ma per non complicare troppo le cose mi limiterò a consigliare alcuni vini che oltre ad essere l’emblema di territori Italiani particolarmente vocati sono longevi e di elevata qualità. Viaggiando dal Nord al Sud una proposta per singola tipologia:
Barolo (vitigno Nebbiolo) : Josetta Saffirio http://www.josettasaffirio.com/ (a lato immagine del crù riserva Persiera) prezzi da € 25.00
Barbaresco (vitigno Nebbiolo): Tenute Cisa Asinari dei Marchesi di Gresy http://www.marchesidigresy.com/ prezzi da € 36,00
Valtellina Superiore (vitigno Nebbiolo): Fay http://www.vinifay.it/ prezzi da € 20,00
Franciacorta Spumante(vitigni Chardonnay e Pinot nero): Ferghettina http://www.ferghettina.com/ da € 27,00
Amarone della Valpolicella (vitigni Corvina e Molinara): Brigaldara http://www.brigaldara.it/ da € 35,00
Vini del Collio (vitigni sauvignon, Chardonnay, Malvasia Istriana, Picolit e Ribolla gialla): Jermann http://www.jermann.it/ da € 35,00
Vini bianchi dell'Alto Adige (Riesling, Pinot Bianco, Ghewurstraminer, Chardonnay, Sauvignon):   www.cantina-terlano.com
Picolit (vitigno Picolit): Livio Felluga http://www.liviofelluga.it/ da € 75,00
Brunello di Montalcino (Sangiovese grosso): Az. Agricola Capanna http://www.capannamontalcino.com/ da € 26,00
Bolgheri rosso (Cabernet Sauvignon, Merlot e Sangiovese): Grattamacco http://www.collemassari.it/ da € 45,00
Morellino di Scansano (Sangiovese): Roccapesta http://www.roccapesta.it/ da € 12,00
Rosso Conero: Lanari (Vini Aretè e Fibbio vitigno Montepulciano ) cantinalanari@libero.it da € 18,00
Sagrantino di Montefalco (Vitigno Sagrantino): Arnaldo Caprai http://www.arnaldocaprai.it/ da € 27,00
Muffato (vitigno Grechetto) Muffato della Sala http://www.antinori.it/ da € 30,00
Cesanese del Piglio (vitigno Cesanese del Piglio o Affile): Terenzi http://www.viniterenzi.com/ da € 10.00
Montepulciano d’Abruzzo (Montepulciano): Torre dei Beati http://www.torredeibeati.it/ da € 18,00 (vedi immagine al lato del crù Cocciapazza)Taurasi (Aglianico): Cantine Antonio Caggiano http://www.cantinecaggiano.it/ da € 27,00
Nepente (Vitigno Cannonau) : Gostolai http://www.gostolai.it/ da € 15,00
Passito di Pantelleria (vitigno Moscato d’Alessandria o Zibibbo): Donnafugata http://www.donnafugata.it/ da € 40,00
Infine per i vini della Tuscia Viterbese proporrei un vino base Montepulciano 100% della cantina Sant'Isidoro si chiama Soremidio ed il suo prezzo nella mia Enoteca è di € 14,00 caldo, morbido e di buona struttura per avvicinre ad un bell'abbacchio al forno!
Ciao amici e alla prossima bevuta virtuale.

domenica 11 dicembre 2011

PARLIAMO DI DEGUSTAZIONE


Desidero pubblicare alcune informazioni e norme che riguardano la degustazione in generale e che sicuramente vi potranno essere utili per giudicare meglio la qualità e le caratteristiche organolettiche dei vini che avrete modo di degustare


ESAME VISIVO
:
è il primo approccio alla valutazione di un vino e consente di avere informazioni sulle tecniche enologiche utilizzate per produrlo, sul suo stato evolutivo, sulle alterazioni e eventuali malattie in atto.

ESAME OLFATTIVO:
è indispensabile innanzitutto per verificare che non siano presenti difetti (odori di tappo, muffa, legno, anidride solforosa, acidità volatile o altro), ma soprattutto per verificare e di conseguenza apprezzare gli aromi tipici che nel loro insieme costituiscono il profumo del vino. Le caratteristiche del vitigno, le diverse fasi della vinificazione e lo stesso invecchiamento contribuiscono ad apportare numerosi composti aromatici. In particolare si parla di:
· profumi primari, per indicare i profumi tipici del vitigno;
· profumi secondari, per descrivere gli aromi che si originano durante le fasi di produzione del vino dalla pigiatura dell’uva alla fermentazione;
· profumi terziari, che si formano durante la maturazione e l’invecchiamento.
Quindi con il passare del tempo i profumi primari e secondari tendono a diminuire contemporaneamente alla formazione di profumi più maturi ed evoluti, che conferiscono al vino un bouquet particolare.Gli aggettivi che normalmente vengono utilizzati per descrivere l’aroma di un vino sono:
· aromatico: è il profumo che si può ricondurre alle componenti aromatiche naturali del vitigno utilizzato
· vinoso: caratteristico del vino molto giovane. Richiama il tipico profumo che si avverte in una cantina al momento della svinatura e si riscontra principalmente nei vini rossi;
· floreale: è dato da un insieme di note di fiori, generalmente riscontrabile nei vini bianchi giovani (che emanano sentori di fiori bianchi) e nei vini rossi meno giovani (che emanano sentori di fiori rossi appassiti);
· fruttato: quando il vino ricorda i più svariati tipi di frutta (frutta fresca, frutta molto matura, frutta sciroppata, frutta candita, confettura di frutta e frutta secca) ed è in rapporto alla sua tipologia ed evoluzione;
· erbaceo: è il profumo che rievoca sensazioni di erba triturata o comunque di essenze vegetali verdi
· speziato: può ricondurre a diversi sentori di spezie, generalmente riscontrabili in vini bianchi e rossi, maturati in botti di legno e successivamente affinati, per periodi più o meno lunghi, in bottiglia;
· etereo: proprio di un vino invecchiato a lungo in cui predominano i profumi terziari;
· ampio: è il profumo che, per la sua complessità, abbraccia sensazioni appartenenti sia ai profumi primari che ai secondari ed ai terziari, generalmente enfatizzati nel tempo dalla evoluzione fisiologica del vino.

ESAME GUSTATIVO
E’ la terza e ultima fase dell’analisi organolettica, e rappresenta una sintesi della degustazione e permette di trarre conclusioni sul valore del vino esaminato.Le sensazioni di sapore fondamentali, fisiologicamente riconosciute dalle papille gustative presenti sulla lingua sono quattro:
· Dolce: la sensazione di dolcezza è una sensazione determinata soprattutto dagli zuccheri naturali che, in diverse proporzioni, si possono ritrovare nel vino. Si avverte essenzialmente sulla punta della lingua e, in parte sulle mucose della bocca. Quando i residui zuccherini nel vino sono molto ridotti, introno a valori di 1-5 g/l, non si può parlare di dolcezza ma tuttalpiù di morbidezza, che è comunque una sensazione sempre gradevolmente rotonda. Le sensazioni di dolcezza e/o morbidezza sono maggiormente percettibili con l’aumento della temperatura: ecco perché un vino bianco dolce deve essere servito a (2 - 4)°C in più rispetto ad un vino bianco secco;
· Acido: è una sensazione che viene data dagli acidi comunemente presenti nel vino; è una sensazione di durezza, poco piacevole o, addirittura, quasi sgradevole, avvertibile soprattutto sulle zone laterali anteriori della lingua e in quelle sublinguali; la sua percezione non è influenzata dalla temperatura;
· Sapido: è una sensazione leggerissima di salinità, avvertibile soprattutto nelle zone laterali e dorsali della lingua;
· Amaro: è determinata prevalentemente dalla sostanze polifenoliche ed in particolare dai tannini; è avvertibile alla base della lingua, quindi nel retrobocca.
Le sensazioni di sapidità/amarezza risultano maggiormente percettibili con l’abbassamento della temperatura: un vino ricco di tannini (un vino rosso) e sali non va servito freddo, in quanto risulterebbe troppo duro. Attraverso l’esame gustativo si valutano i principali elementi che compongono il vino, come gli zuccheri, l’alcool etilico, i polialcoli, gli acidi, i tannini, i sali e di conseguenza si può arrivare ad esprimere un giudizio sulla sua struttura generale o corpo.

ZUCCHERI
In base alla diversa quantità di zuccheri e, soprattutto, alla minore o maggiore percezione di dolcezza, un vino può essere definito:
- secco: si dice di un vino in cui non si percepisce la sensazione di dolcezza. Normalmente si tratta di vini con zuccheri residui fino a 4 g/ll.
- abboccato: se si percepisce una leggerissima sensazione di dolcezza. Normalmente si tratta di vini che contengono da 4 a 12 g/l di zuccheri residui;
- amabile: quando la sensazione di dolcezza è molto chiara anche se non è predominante. Normalmente si tratta di vini che contengono da 12 a 45 g/l di zuccheri residui;
- dolce: quando la sensazione di dolcezza è predominante. Si tratta di vini con contenuto in zuccheri residui superiore a 45 g/l.

ALCOOLI
La componente alcolica conferisce al vino morbidezza procurando sensazioni di calore. Gli aggettivi usati sono:
- leggero: vino in cui non si percepisce alcuna sensazione calorica;
- caldo: vino in cui si percepisce una sensazione calorica;
- alcolico: quando la sensazione calorica è predominante; è tipico per i vini speciali.
POLIALCOOLI Durante la fermentazione alcolica oltre alla formazione dell’alcool etilico si formano anche i cosiddetti polialcoli, i più importanti dei quali sono la glicerina, il mannitolo, il sorbitolo ed altri ancora. La glicerina è una sostanza che si presenta sotto forma di un liquido vischioso, incolore e dal sapore dolciastro. Se è presente in quantità elevate conferisce rotondità e pastosità di gusto.Un vino può quindi essere definito:
- spigoloso: quando si percepisce netta mancanza di morbidezza;
- morbido: se si percepisce una decisa sensazione di morbidezza dovuta ad una buona concentrazione glicerica e alcoolica.

ACIDI
L’acidità del vino rappresenta una fondamentale componente soporifera ed in base alla minore o maggiore intensità della sensazione percepita, un vino può essere definito:
- piatto: quando la carenza di acidità non lascia in bocca alcuna traccia di freschezza. Normalmente si tratta di vini affetti da patologie;
- fresco: se si percepisce una decisa sensazione di acidità, che procura un’abbondante salivazione. E’ questa una prerogativa importante per i vini bianchi e rosati, frizzanti in genere, ottimale per gli spumanti secchi.
TANNINI
I tannini e le sostanze polifenoliche sono di estrema importanza per quanto concerne l’aspetto organolettico di un vino. I tannini possono essere essenzialmente di due tipi: quelli normalmente contenuti nei vinaccioli e nella buccia delle uve e quelli di apporto che sono naturalmente acquisiti dal vino che subisce una maturazione più o meno lunga in contenitori di legno. Ai fini gustativi la qualità dei tannini è di estrema importanza: quelli naturali conferiscono sensazioni ruvide, astringenti (vini giovani), mentre quelli acquisiti durante l’invecchiamento sono sicuramente più morbidi e gradevoli (tannini nobili).
- tannico: si dice di un vino in cui si percepisce una netta sensazione di secchezza e astringenza. E’ questa una prerogativa dei vini rossi giovani in genere, o di vini per i quali si prevede un ulteriore affinamento;
- astringente: è un vino in cui si percepisce una forte e predominante sensazione di rugosità e secchezza, dovuta a mancata secrezione salivare.
SALI MINERALIPer descrivere la loro presenza in un vino si possono usare aggettivi quali:
- scipito: se il vino è totalmente privo di sensazioni minerali. Normalmente si tratta di vini ottenuti da uve scadenti e troppo lavorate in fase di vinificazione;
- sapido: quando si percepisce una leggerissima e piacevole sensazione salina. EQUILIBRIO GUSTATIVO
A conclusione della degustazione per esprimere un giudizio su un vino vanno prese in considerazione due componenti: la morbidezza (dovuta agli zuccheri, alcooli e polialcooli) e la durezza (data da tannini, acidi e sali minerali).Queste componenti devono essere presenti nel giusto equilibrio, ma in un vino bianco o rosso giovane si può sicuramente accettare una leggera predominanza della componente dura su quella morbida; al contrario, nella valutazione dell’equilibrio di un vino bianco o rosso maturo, si potrà accettare la predominanza della componente morbida su quella dura.Quindi è equilibrato un vino in cui si riscontra una giusta proporzione tra le sensazioni di durezza e morbidezza, compatibilmente con la tipologia di vino preso in esame.In sintesi, per capire se un vino piace bisogna implicare i sensi della vista, dell'olfatto e del gusto:
- vista: guardare la limpidezza, la tonalità dei riflessi ed il colore, la viscosità, per comprendere se un vino è giovane oppure ossidato, consistente oppure leggero
- olfatto: imprimere una leggera rotazione al bicchiere, per liberare i profumi del vino; quindi, mettere il naso dentro il bicchiere ed inspirare profondamente, si può sentire il fruttato più o meno intenso e più o meno maturo
- gusto: assaggiare il vino; in bocca, si percepisce quattro sensazioni: il dolce, l'acido, il salato, l'amaro.
Se non prevale uno di questi gusti sugli altri, un vino potrà definirsi equilibrato.

I GUSTI DEL VINO

Sono tre gli elementi che danno le sensazioni gustative del vino: tannino, acidità e alcolicità. Il vino perfetto li presenta, naturalmente, in giusto equilibrio. Il tannino è un allappante presente solo nei rossi ed è responsabile delle ruvidità in bocca. L'acidità è, insieme al tannino, l'altro elemento che contribuisce a conservare il vino. L'alcolicità è l'unico elemento gustativo il cui valore è riportato sull'etichetta.

GLI AROMI DEL VINO

Il vino presenta anche sensazioni olfattive: gli aromi. Gli aromi floreali e fruttati sono tipici dei vini giovani; i rossi più strutturati ne presentano di più complessi: cuoio, asfalto o ambra. Alcune note provengono dal legno delle botti.

I DIFETTI DEL VINO
- Sentore di tappo: è dovuto ad una muffa presente nel sughero; impossibile da eliminare.
- Ossidazione: un processo naturale provocato dal tempo e dall'aria; è meglio conosciuta come marsalatura o “maderizzazione”; il vino perde di freschezza e cambia colore
- Riduzione: è il contrario dell'ossidazione; il vino acquista un odore d'uova marce. A volte, con l'ossigenazione si può eliminare il difetto.

Spero che questa lettura sia servita a chiarire meglio le vostre conoscenze per migliorare le vostre capacità di giudizio sui vini.
Marco dell'Enoteca Nepesina - il vostro Sommelier di fiducia

venerdì 9 dicembre 2011

Un Ristorante ad Arezzo da consigliare: LUNA ROSSA

Un breve soggiorno ad Arezzo  mi ha permesso di scovare un ottimo ristorante che - incredibile a dirsi - il suo punto di forza è sui piatti di pesce e che piatti! Ad Arezzo è una rarità! E' un ristorante gestito da un campano, il sig. Ambrosio che insieme alla moglie e ad uno staff di ottimi aiutanti propone una cucina fragrante con cruditè di crostacei, primi di grande pregio...... frutti di mare, scampi, gamberi, astice.......... pesce sempre fresco e poi una lista di vini all'altezza della situazione con ricarichi onestissimi; non mancano anche le ricette toscane con piatti locali e vini di zona. Che dire sono rimasto favorevolmente impressionato e volevo condividere con voi questa esperienza. Se capitate ad Arezzo vale la pena farci un salto, i prezzi sono veramente corretti. Io ho cenato con mia moglie tutto a base di pesce antipasto, primo e una grigliata con contorni spendendo 75 €, che ne dite? Io ho abbinato ai piatti un ottimo pinot bianco la selezione Vorberg della Cantina Terlano costo al tavolo € 16,00. Abituati ai prezzi di Roma (stesso vino a Roma non meno di € 25,00!) SIC! Dimenticavo è anche un'ottima pizzeria e, per un campano, non poteva essere diversamente. L'indirizzo?  LUNA ROSSA Via della Chimera, 6/12 tel 0575.350338 Arezzo - riposa il martedì . Se ci capitate fatemi sapere sono molto curioso......

sabato 3 dicembre 2011

Abbinamenti cibo & vino: per voi uno schema molto utile per realizzare un corretto abbinamento del vino al cibo



Mi ricordo quando, secoli fa (!), frequentavo le scuole medie, esisteva un libro di scienze che si chiamava "osserva, sperimenta, impara" ebbene cari amici per imparare cosa significa un abbinamento giusto ed uno sbagliato è necessario osservare non solo con gli occhi ma utilizzando i nostri sensi (gusto e olfatto in primis) e poi sperimentare………..
Vorrei presentarvi uno schema piuttosto semplice che riguarda la concordanza e la discordanza per quanto riguarda l'abbinamento tra cibo (scelta primaria) e vino (per i dolci il discorso è un po' diverso e lo abbiamo trattato con altro post:
Vino
Cibo
morbidezzaintensità olfattiva PAIaciditàeffervescenza sapiditàalcolicitàtannicità
tendenza dolce no no si si no no
grassezza no no si si no no
succulenza no no no no si si
untuosità no no no no si si
sapidità si neutro no no neutro no
tendenza amarognola si neutro no no neutro no
tendenza acida si neutro no no neutro no
persistenza gusto olfattiva si si neutro neutro neutro neutro
speziatura si si neutro neutro neutro neutro
aromaticità si si neutro neutro neutro neutro
Nello schema leggete la compatibilità tra il vino secondo le sue caratteristiche descritte sulla prima riga orizzontale (caratteri rossi) e il cibo secondo le sue peculiarità organolettiche descritte sulla prima colonna verticale (caratteri verdi).La dizione neutro significa che non esiste, in genere, una significativa relazione tra i due caratteri di cibo e vino presi in considerazione. Per esempio il grado alcolico di un vino non influenza positivamente o negativamente la qualità di un abbinamento con una pietanza particolarmente sapida, lo stesso dicasi tra un cibo speziato e la tannicità di un vino. Facciamo un esempio:
che vino abbiniamo con un pollo allo spiedo acquistato in rosticceria?
Caratteristiche del pollo: untuosità (pelle), succulenza (carne), speziatura. Sceglieremo un vino rosso di buona gradazione (12,5-13,0 gr), discretamente tannico e piuttosto morbido. Viene da pensare ad un Merlot o ad un pugliese Primitivo ed è tra questi due vitigni che sceglieremo il nostro vino,ovviamente se il nostro vino avesse fatto affinamento in legno la nostra gamma di abbinamenti si amplia notevolmente, data anche la semplicità della nostra pietanza. E con questo chiudo, vi saluto e vi invito a sperimentare……..
Fatemi sapere,mi raccomando!